{"id":16778,"date":"2015-01-14T09:00:50","date_gmt":"2015-01-14T08:00:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=16778"},"modified":"2022-05-22T17:34:45","modified_gmt":"2022-05-22T15:34:45","slug":"il-made-in-italy-puo-diventare-un-marchio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/il-made-in-italy-puo-diventare-un-marchio\/","title":{"rendered":"Il Made in Italy pu\u00f2 diventare un Marchio?"},"content":{"rendered":"<h1>Premessa:<\/h1>\n<h3>&#8220;Il boom del made in Italy fa i conti con le materie prime<\/h3>\n<h3>I consumatori sono sempre pi\u00f9 attenti alla provenienza e all&#8217;impatto ambientale dei prodotti.<\/h3>\n<h3>Ma&#8230;<\/h3>\n<h3><span style=\"color: #ff6600;\">il nostro Paese non riesce pi\u00f9 a garantire l&#8217;autosufficienza in molti campi, a cominciare dal grano<\/span>.<\/h3>\n<h3>Per questo \u00e8 arrivato il momento di ripensare e rafforzare le filiere<\/h3>\n<div>\n<p>L&#8217;appeal del prodotto 100% italiano e che abbia un ridotto impatto sull&#8217;ambiente nella fase di produzione e distribuzione perch\u00e9 locale \u00e8 sempre maggiore tra gli italiani: per il 64 per cento e il 51 per cento, rispettivamente. Cos\u00ec come\u00a0 &#8211;\u00a0 un consumatore su due\u00a0 &#8211;\u00a0 cerca di acquistare prodotti che possano essere garanzia di eticit\u00e0.<\/p>\n<p>E&#8217; una questione di benessere, di mangiare sano perch\u00e9 ci si tiene alla salute. I prodotti autenticamente italiani, la cucina italiana, gli chef italiani fanno scuola nel mondo, ma&#8230;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><strong>l&#8217;Italia non riesce a produrre tutte le materie prime di cui avrebbe bisogno per garantire un prodotto &#8220;100% italiano&#8221;.<\/strong> <\/span><\/p>\n<p>Per ragioni che spaziano dall&#8217;estensione dei terreni destinati alle produzioni agricole alle politiche comunitarie, molto restrittive la\u00a0 superficie coltivabile\u00a0 &#8211;\u00a0 estremamente frazionata in piccole e piccolissime estensioni\u00a0 &#8211;\u00a0 ha perso 5 milioni di ettari dal 1970 ad oggi e la popolazione \u00e8 aumentata del 10 per cento nello stesso periodo: risultato,<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>l&#8217;Italia non pu\u00f2 produrre&#8230; italiano se non ricorrendo a materie prime di provenienza estera.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff6600;\"><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/mietitura.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-18379\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/mietitura.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"341\" \/><\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p>Un rapporto di fine 2013 riporta che <strong><span style=\"color: #ff6600;\">con il grano duro italiano si potrebbe fare solo il 65 per cento della pasta che si consuma in un anno<\/span><\/strong>; ecco dunque l&#8217;importazione di grandi quantit\u00e0 da Canada, Stati Uniti, America del Sud e dall&#8217;Ucraina.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff6600;\"> Analogo il discorso per il grano tenero, che copre solo il 38 per cento dei consumi interni, la carne bovina (76 per cento), il latte (44 per cento), lo zucchero (24 per cento) e il pesce (40 per cento).<\/span> <\/strong><\/p>\n<p>Le non avvedute politiche nazionali degli anni Cinquanta costringono, ancora oggi, ad importare legumi.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff6600;\">L&#8217;autosufficienza rimane per il pomodoro, il riso, il vino, la frutta fresca, il pollo, le uova, prodotti autenticamente 100% italiani.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Il discorso cambia per i trasformati: l&#8217;Italia produce pi\u00f9 del doppio della pasta consumata, quattro volte i volumi di spumante bevuto, un terzo in pi\u00f9 del consumo interno di formaggi.<\/p>\n<p>Piuttosto che ricercare un&#8217;italianit\u00e0 oggi ridotta ad un semplice attributo geografico, meglio sarebbero, dunque, controlli e regole certe per tutti&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/af_logo.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-17740 alignleft\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/af_logo.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Repubblica Affari e Finanza<\/strong>, del 3 settembre 2014<\/p>\n<br\/><hr\/><br\/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">1) il problema<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"> In Italia \u00e8 praticamente impossibile capire se un prodotto alimentare \u00e8 fatto con ingredienti italiani (= coltivati e prodotti in Italia).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">La non riconoscibilit\u00e0 degli ingredienti esiste in\u00a0altri paesi della UE&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">Infatti, facendo la spesa in un supermercato della UE, davanti a questo scaffale\u00a0 mi sono domandato :<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><strong>&#8220;qual&#8217;\u00e8 la differenza tra white cheese e feta &#8220;?\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/feta-e-white-cheese.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/feta-e-white-cheese.jpg\" alt=\"\" width=\"783\" height=\"627\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">2) il quadro normativo<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><strong>&#8220;In vigore da dicembre\u00a0 (2014) le informazioni il nuovo regolamento europeo sulle etichette alimentari&#8221;<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/regolamento-europeo-etichette1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/regolamento-europeo-etichette1.jpg\" alt=\"\" width=\"946\" height=\"152\" \/><\/a><\/p>\n<br\/><hr\/><br\/>\n<p>il Regolamento dell&#8217;Unione europea -da Wikipedia, l&#8217;enciclopedia libera &#8211; \u00e8 un atto di diritto dell&#8217;Unione europea cos\u00ec descritto:<\/p>\n<p><strong>\u00ab Il regolamento ha portata generale. Esso \u00e8 obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri \u00bb<\/strong><\/p>\n<p><strong>(art. 288 comma 2 TFUE)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Si tratta di un atto giuridico vincolante, diretto non solo agli Stati membri, ma anche ai singoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cosiddetti &#8220;self-executing&#8221;, sono direttamente applicabili nel senso che, a differenza delle direttive, non necessitano di alcun atto di recepimento o di attuazione, che sarebbe superfluo e anzi incompatibile, in quanto la trasposizione di un regolamento in un atto di diritto interno finirebbe per oscurare la natura di diritto dell&#8217;Unione Europea, con effetti relativi alla possibilit\u00e0 di proporre rinvio pregiudiziale, e all&#8217;efficacia nel tempo del regolamento stesso.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/sede-della-commissione-europea-a-bruxelles37367.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/sede-della-commissione-europea-a-bruxelles37367.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"329\" \/><\/a><\/p>\n<p>La diretta applicabilit\u00e0 tuttavia non esclude che il Consiglio, o pi\u00f9 spesso la <strong>Commissione<\/strong> (sede nella foto), ed eccezionalmente gli Stati (questo pu\u00f2 verificarsi qualora ad esempio agli stati sia demandato di stabilire l&#8217;entit\u00e0 delle sanzioni o altri oneri) intervengano con dei provvedimenti integrativi o d&#8217;esecuzione del regolamento.<\/p>\n<p>I giudici nazionali li applicano direttamente, eventualmente anche al posto delle disposizioni interne incompatibili.<\/p>\n<p>I regolamenti sono obbligatori in ogni loro elemento (obbligatoriet\u00e0 integrale), nel senso che gli Stati membri hanno l\u2019obbligo di applicarli integralmente, senza deroghe\u00a0o modifiche di sorta.<\/p>\n<p><strong>Di regola sono dotati di efficacia diretta sia verticale sia orizzontale, ma se sono privi di sufficiente precisione o non sono incondizionati questa \u00e8 esclusa.<\/strong><\/p>\n<p>Gli atti normativi dell&#8217;UE si caratterizzano per il fatto di non essere il risultato di accordi intervenuti tra Stati (come nel caso dei Trattati), ma di essere l&#8217;esito di attivit\u00e0 di organi dell&#8217;Unione Europea. In altre parole, la caratteristica fondamentale di queste norme \u00e8 quella di provenire non da attivit\u00e0 di natura convenzionale, ma da attivit\u00e0 di natura istituzionale.<\/p>\n<p>Gli organi principali dell&#8217;Unione, sotto il profilo della produzione normativa, sono il Consiglio, la Commissione e il Parlamento&#8230;&#8221;<\/p>\n<br\/><hr\/><br\/>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">3) le iniziative italiane<\/span><\/p>\n<p>mentre il nostro parlamento cerca di rendersi ridicolo&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/parlamento-indaga-sui-falsi-luglio-2014.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-16791\" title=\"Il Sole 24 ore 5 luglio 2014\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/parlamento-indaga-sui-falsi-luglio-2014.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"503\" srcset=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/parlamento-indaga-sui-falsi-luglio-2014.jpg 941w, https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/parlamento-indaga-sui-falsi-luglio-2014-300x235.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<br\/><hr\/><br\/>\n<p>..il\u00a0 governo sembra aver preso coscienza del problema e forse anche delle opportunit\u00e0 da cogliere&#8230;<\/p>\n<p><!-- \/Flussi_Input\/TopTitles\/IlSole24Ore-Web\/IlSole24Ore\/2014\/08\/27\/Commenti e Idee\/se-made-italy-fosse-brand-sarebbe-terzo-mondo.xml --><\/p>\n<div id=\"wrapper\">\n<div>\n<div>\n<div id=\"headerWrap\">\n<div><a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/i.res.24o.it\/img2013\/sezioni\/small-logo.png\" alt=\"\" \/><\/a><a title=\"News attualit\u00e0, ultime notizie dall'Italia e dall'Estero - Il Sole 24 Ore\" href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/commenti-e-idee.shtml\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/i.res.24o.it\/img2013\/sezioni\/commenti-e-idee.png\" alt=\"\" width=\"346\" height=\"40\" \/> <\/a><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"main-sub-nav\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/adv.ilsole24ore.it\/RealMedia\/ads\/Creatives\/pixel.gif\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"1\" border=\"0\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/adv.ilsole24ore.it\/5\/www.ilsole24ore.it\/12\/commenti_inchieste\/L18\/272140611\/MaxTicker_01\/IlSole24Ore\/INVENDUTO_Ticker1\/invenduto_ticker1.html\/58546a48776c4d70786d5141432b3761?_RM_EMPTY_&amp;\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"1\" \/><\/div>\n<div>\n<div>\n<h4><\/h4>\n<h1>Se Made in Italy fosse un brand sarebbe il terzo al mondo<\/h1>\n<p>di <a href=\"http:\/\/argomenti.ilsole24ore.com\/giuliano-noci.html\" rel=\"author\">Giuliano Noci<\/a>\u00a027 agosto 2014 .<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div id=\"share\">\n<p><strong><span style=\"color: #ff6600;\">&#8220;Un obiettivo importante &#8211; valorizzare il marchio Italia &#8211; \u00e8 finalmente entrato nell&#8217;orbita del governo con l&#8217;ipotesi del varo di un piano da 160 milioni.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 un&#8217;arma per combattere la crisi perch\u00e9 la nostra crescita dipende anche e soprattutto da un marchio unitario &#8220;Italia&#8221; che porterebbe al nostro sistema il vantaggio immediatamente riscontrabile della lotta alla contraffazione. <\/strong><\/p>\n<div><\/div>\n<div>In cifre, solo nell&#8217;agro-alimentare, secondo Mise, 54 miliardi (cifra che doppia il nostro export).<\/div>\n<div><\/div>\n<div>I colossi internazionali del digitale sono sempre pi\u00f9 attenti al Made in Italy. Prova ne sia che <strong>Google<\/strong> ha negli ultimi mesi avviato la seconda tappa del suo progetto con Unioncamere, &#8220;Made in Italy: Eccellenze in Digitale&#8221; .<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Un progetto dedicato ai giovani che &#8211; se selezionati &#8211; riceveranno una borsa di studio di 6mila euro all&#8217;esito di un percorso formativo che Google e Unioncamere hanno promosso in collaborazione con l&#8217;Agenzia Ice.<\/p>\n<p>I giovani dovranno aiutare le imprese dei territori a sfruttare le opportunit\u00e0 offerte dal web per far conoscere le eccellenze del Made in Italy.<strong> Samsung<\/strong> , invece, ha varato il progetto Maestros Academy (http:\/\/www.maestrosacademy.it) per far crescere una nuova generazione di artigiani italiani mettendo in contatto maestri artigiani e giovani.<\/p>\n<div id=\"tt-wrapper858268b\">\n<div>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/adv.ilsole24ore.it\/5\/www.ilsole24ore.it\/12\/commenti_inchieste\/L18\/1175683503\/VideoBox_180x150\/IlSole24Ore\/Autopromo_SOLE_square\/square_INVENDUTO_Sole.html\/58546a48776c4d70786d5141432b3761?_RM_EMPTY_&amp;\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"1\" \/><\/div>\n<\/div>\n<p>Qualche dato: il valore del commercio elettronico a livello mondiale cresce a ritmo sostenuto: 1,3 trilioni di dollari nel 2013 (+ 20% anno su anno).<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff6600;\">Se il Made in Italy fosse un brand sarebbe il terzo marchio pi\u00f9 noto al mondo, dopo Coca Cola e Visa.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>E le ricerche condotte su Google, nel primo semestre 2013, mostrano che il Made in Italy e i suoi settori-chiave sono cresciuti dell&#8217;8% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, con picchi in Giappone (+29%), Russia (+13%) e India (+20%).<\/p>\n<p>Nonostante questi numeri solo il 34% delle Pmi italiane \u00e8 presente online con un proprio sito; solo il 4% delle realt\u00e0 italiane con pi\u00f9 di 10 addetti vendono almeno l&#8217;1% online, contro il 12% di quelle francesi e spagnole, il 14% del Regno Unito e il 21% delle imprese tedesche;<\/p>\n<p>le migliori venti aziende italiane che operano online fanno assieme il 70% del fatturato dell&#8217;e-commerce italiano. Le prime 50, l&#8217;86 per cento. Le ragioni: investimenti elevati, competenze specifiche, presidio delle leve tecnologiche e di marketing.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/presidenza-del-consiglio-logo1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16835\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/presidenza-del-consiglio-logo1-300x209.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"209\" srcset=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/presidenza-del-consiglio-logo1-300x209.jpg 300w, https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/presidenza-del-consiglio-logo1.jpg 458w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il <strong>governo Renzi<\/strong> dovrebbe prendere l&#8217;iniziativa di concorrere a costruire un&#8217;identit\u00e0 unitaria del Made in Italy, un Master Brand capace di fornire rassicurazioni, specifiche associazioni mentali positive al mercato, soprattutto per le piccole imprese&#8230;<\/p>\n<p>&#8230; Occorre lavorare per trovare un simbolo, una rappresentazione iconica evocativa dell&#8217;italianit\u00e0;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/eataly-smeraldo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-16833\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/eataly-smeraldo-300x233.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/eataly-smeraldo-300x233.jpg 300w, https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/eataly-smeraldo.jpg 806w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Oscar Farinetti<\/strong> ha proposto la mela (per l&#8217;agroalimentare), un concorso internazionale dovrebbe aiutarci a celebrare l&#8217;integrazione tra creativit\u00e0 e tecnica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con un motore di promozione, un piano marketing che conti su di una unica cabina di reg\u00eca: un&#8217;Agenzia Italia (esteri, commercio, turismo e cultura)- alle dipendenze della<strong> Presidenza del Consiglio<\/strong> &#8211; che si avvalga del braccio operativo della rete diplomatica.<\/p>\n<p>Serve un nuovo marketing mix; nel nuovo mondo \u00e8 fondamentale non solo essere presenti a fiere, organizzare eventi, quanto piuttosto costruire una presenza multicanale del marchio Italia: nuovi media e cinematografia sono i principali strumenti con cui costruire opinioni e preferenze in capo a un soggetto unitario di promozione.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff6600;\">Una<\/span><span style=\"color: #ff6600;\"> gestione integrata del marchio Italia promette crescita: solo i settori pi\u00f9 ancorati all&#8217;effetto Made in Italy (abbigliamento, arredo, agro-alimentare) con un +10% del valore dell&#8217;export genererebbero nei prossimi 10 anni circa 100 miliardi di entrate in pi\u00f9<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p>Ben venga dunque Google &#8211; che legittimamente intravede nella costruzione di contenuti legati al Made in Italy e nel percoso di alfabetizzazione digitale degli operatori italiani un grande potenziale pubblicitario &#8211; ma Governo, sistema camerale, agenzia Ice devono credere nel lancio di un grande piano di formazione e marketing digitale del Made in Italy&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">4) cosa dice il\u00a0 nuovo regolamento\u00a0 europeo (UE N. 1169\/2011)?<\/span><\/p>\n<p>(che deve andare<strong> in vigore a dicembre 2014<\/strong>, v. AgraNews supra):<\/p>\n<p>nei principi generali si legge che:<\/p>\n<p>punto (26) : &#8220;le etichette dovrebbero essere chiare e comprensibili&#8221;..<\/p>\n<p>punto (29): &#8220;le indicazioni relative al paese d&#8217;origine o al luogo di provenienza di un alimento dovrebbero essere fornitre ogni volta che la loro assenza possa indurre in errore i consumatori per quanto riguarda il reale paese d&#8217;origine o luogo di provenienza del prodotto.&#8221;<\/p>\n<p>ma al punto (31) si capisce che l&#8217;obbligatoriet\u00e0 concerne solo &#8220;carni bovine e i prodotti a base di carni bovine all&#8217;interno dell&#8217;Unione&#8221;.<\/p>\n<p>al punto (32) si fa riferimento ad altri regolamenti su miele, frutta e ortaggi, pesce e olio d&#8217;oliva (oltre che alle carni bovine) e si parla del fatto che &#8220;occorre esaminare la possibilit\u00e0 di estendere da altri alimenti l&#8217;etichettatura di origine obbligatoria&#8221;.<\/p>\n<p>Se poi si entra nel merito degli articoli del regolamento, al n\u00b0 26, al punto 5, si legge:<\/p>\n<p>&#8220;Entro il 13 dicembre 2014 , la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio relazioni sull&#8217;indicazione obbligatoria del paese d&#8217;originie o del luogo di provenienza per i seguenti alimenti:<\/p>\n<p>a) i tipi di carne diverse dalle carni bovine..<\/p>\n<p>b) il latte<\/p>\n<p>c) il latte usato quale ingrediente di prodotti lattiero-caseari<\/p>\n<p>e) i prodotti a base di un unico ingrediente<\/p>\n<p>f) gli ingredienti che rappresentano pi\u00f9 del 50% di un alimento&#8230;<\/p>\n<p>Ma poi all&#8217;articolo 38 , punto 2, si dice:<\/p>\n<p>&#8220;&#8230; gli Stati membri possono adottare disposizioni nazionali concernenti materie non specificatamente armonizzate dal presente regolamento purch\u00e8 non vietino, ostacolino o limitino la libera circolazione delle merci conformi al presente regolamento&#8221;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">L&#8217;obbligatoriet\u00e0 riguarder\u00e0 quindi solo <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">carni, <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">latte, <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">prodotti lattiero caseari o &#8230;.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/Garofalo-Eataly1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-18404\" title=\"Garofalo Eataly\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/Garofalo-Eataly1.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"775\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">\u00a0alimenti composti praticamente da un solo ingrediente, come la pasta?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><br\/><hr\/><br\/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">Nella realt\u00e0 :<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">1) Confindustria si prodiga molto per l&#8217;etichettatura obbligatoria del Made in Italy,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">ma esclusivamente\u00a0 per il non food&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/ferrarini-6-novembre-20141.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-18420\" title=\"Il Sole 24 Ore del 6 novembre 2014\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/ferrarini-6-novembre-20141.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"478\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">\u00a02) il nostro governo sembra non avere i soldi per il piano annunciato supra<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/made-in-italy-a-secco1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-18423\" title=\"&quot;A secco&quot;- Il Sole 24 ore 2 novembre 2014\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/made-in-italy-a-secco1.jpg\" alt=\"\" width=\"319\" height=\"557\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">3) negli USA non ne vogliono sapere del Marchio Made in Italy&#8230;<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">Sulla posizione di Gran Bretagna e USA basta prendere spunto dall&#8217;articolo che segue. <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/economist8.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18424\" title=\"\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/economist8.png\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"94\" \/><\/a><br \/>\np.s.: The Economist \u00e8 , da sempre pro\u00a0Stati Uniti,\u00a0in tutte le questioni che riguardano l&#8217;agricoltura ( ad esempio \u00e8 sfacciatamente pro &#8211; ogm..)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/Economist-luglio-su-etichettatura.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-18427\" title=\"The Economist luglio 2014\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/Economist-luglio-su-etichettatura.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"840\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sui nomi degli alimenti e sull&#8217;etichettatura The Economist, a luglio , fa presente che gli americani hanno percepito che gli europei &#8220;vogliono indietro i nomi del loro cibo&#8221;.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">La UE ha infatti domandato &#8220;protezione&#8221; per 145 denominazioni , tra le quali la feta, l&#8217;asiago, il gorgonzola e la fontina.<\/span><\/p>\n<p>The Economist si domanda , quali nomi dovrebbero essere protetti, confondendo , in modo scherzoso e abbastanza opinabile, i nomi di certi tipi di cibo (es.: l&#8217;hamburger) con le denominazioni di origine tipica.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">&#8230;e\u00a0l &#8216;Europa\u00a0vuole proteggere, contro gli USA,\u00a0le denominazioni, legate essenzialmente a dei luoghi o a delle regioni ma&#8230; <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">non vuole un&#8217;etichettatura chiara e obbligatoria della pasta, fatta in Italia\u00a0con grano estero!<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/Made_in_italy2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-18667\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/Made_in_italy2.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"436\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><br\/><hr\/><br\/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">p.s: in questo contesto, il titolo de Il Sole 24 ore del 16 novembre suona come una vera e propria beffa&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/fuga-in-avanti-made-in-italy-16-novembre-2014.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-18496 size-full\" title=\"Il Sole 24 ore 16 novembre 2014\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/fuga-in-avanti-made-in-italy-16-novembre-2014.jpg\" alt=\"\" width=\"556\" height=\"977\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><br\/><hr\/><br\/><\/span><\/p>\n<p>p.s.:<\/p>\n<p>&#8220;Una disposizione della Ue, assunta dall&#8217;Italia, annulla l&#8217;obbligo di mettere lo stabilimento di produzione nell&#8217;etichetta\u00a0&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p>Retailwatch di Luigi Rubinelli del 26\u00a0novembre 2014<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/RetailWatch_Logo4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/RetailWatch_Logo4.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"78\" \/><\/a><\/p>\n<p>Un po&#8217; di chiarezza,\u00a0da parte di Confindustria, non guasterebbe&#8230; perch\u00e9 il governo italiano ha altri problemi e alla\u00a0UE e agli USA\u00a0la pasta\u00a0&#8220;Made in Italy&#8221; non interessa.<\/p>\n<p>Sulla pasta\u00a0v. anche:<\/p>\n<p><a title=\"L\u2019etichettatura della Pasta\" href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/letichettatura-della-pasta\/\">&#8220;L&#8221;etichettatura della pasta&#8221;\u00a0 <\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"> <br\/><hr\/><br\/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">Altri articoli:<\/span><\/p>\n<p><a title=\"\u201cA scuola di cibo\u201d\" href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/a-scuola-di-cibo-2\/\">&#8220;A scuola di cibo&#8221;<\/a><\/p>\n<p><a title=\"Le certificazioni DOP &amp; IGP\" href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/le-certificazioni-dop-igp\/\">&#8220;Le certificazioni Dop e Igp e il consumatore&#8221;<\/a><\/p>\n<p><a title=\"Esselunga, la GD, il tricolore e l\u2019italian sounding\" href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/esselunga-la-gd-il-tricolore-e-litalian-sounding\/\">&#8220;Esselunga, la GD, il tricolore e l&#8217;italian sounding&#8221;<\/a><\/p>\n<p><a title=\"Se il Made in Italy passa dalla distribuzione\" href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/se-il-made-in-italy-passa-dalla-distribuzione\/\">&#8220;Se il made in Italy passa dalla distribuzione&#8221;<\/a><\/p>\n<p><a title=\"Coldiretti, l\u2019etichettatura degli alimenti e la criminalit\u00e0 organizzata\" href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/coldiretti-letichettatura-degli-alimenti-e-la-criminalita-organizzata\/\">&#8220;Coldiretti, l&#8217;etichettatura degli alimenti e la criminalit\u00e0 organizzata&#8221;<\/a><\/p>\n<p><a title=\"Made in Italy: per l\u2019alimentare l\u2019etichettatura \u00e8 fondamentale\" href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/made-in-italy-per-lalimentare-letichettatura-e-fondamentale\/\">&#8220;Made in Italy, per l&#8217;etichettatura \u00e8 fondamentale&#8221;<\/a><\/p>\n<p>&#8220;<a title=\"Ogm s\u00ec, ogm no\" href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/ogm-si-ogm-no\/\">Ogm s\u00ec, ogm no&#8221;.<\/a><\/p>\n<p><a title=\"Olio di palma: l\u2019etichettatura obbligatoria bloccher\u00e0 la deforestazione?\" href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/olio-di-palma-letichettatura-obbligatoria-blocchera-la-deforestazione\/\">&#8220;Olio di palma: l&#8217;etichettatura obbligatoria\u00a0\u00a0bloccher\u00e0 la deforestazione&#8221;?\u00a0<\/a><\/p>\n<br\/><hr\/><br\/>\n<p>P.S.: questa &#8220;impostazione&#8221; poco chiara e trasparente\u00a0, che danneggia il Made in Italy, \u00e8 stata confermata con l&#8217;etichettatura che \u00e8 entrata in vigore il 13 dicembre 2014<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/etichette-trasparenti-10-dicembre-2014-il-sole.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-19118\" title=\"IL SOLE 24 ORE DEL 10 DICEMBRE 2014\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/etichette-trasparenti-10-dicembre-2014-il-sole.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"276\" \/><\/a><\/p>\n<p>e finalmente Conad, nella GD, ha preso una posizione chiara<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Coscienza oltre la Legge<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>13\/01\/2015<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una nuova legge europea indirizzata alla grande distribuzione consente, per i &#8220;prodotti a Marca del distributore&#8221;, di poter omettere dall\u2019etichetta le indicazioni riguardanti il luogo di produzione e l\u2019azienda produttrice.<\/p>\n<p>La nostra coscienza professionale ci impedisce di farlo.<\/p>\n<p>Andiamo oltre la legge e vi spieghiamo perch\u00e9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dal 13 dicembre 2014 \u00e8 entrata in vigore la nuova legislazione europea che con il Regolamento n\u00b0 1169\/2011 rende non obbligatorio per i &#8220;prodotti a marchio&#8221; della grande distribuzione, indicare sull\u2019etichetta il luogo di produzione e il nome dell\u2019azienda produttrice.<\/p>\n<p>Ci rifiutiamo di prendere una scorciatoia forse utile per qualcuno ma che reputiamo eticamente impraticabile. Rispondiamo alla nostra coscienza fornendo ai clienti pi\u00f9 garanzie di quanto la nuova legge ci obblighi a fornirne.<\/p>\n<p>Fino ad oggi infatti per i nostri clienti \u00e8 stato naturale prendere dallo scaffale un prodotto a Marca Conad, verificarne la scadenza, il luogo di produzione e il nome del produttore. Vogliamo che tutto ci\u00f2 continui anche domani perch\u00e9 non siamo disposti a indebolire un rapporto fiduciario consolidato negli anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Crediamo che in generale la trasparenza sia un valore, ma che lo sia ancor di pi\u00f9 per i cosiddetti &#8220;prodotti a Marca del distributore&#8221;, cio\u00e8 i prodotti a Marca Conad, una categoria sempre pi\u00f9 ampia e apprezzata su cui &#8220;ci mettiamo la faccia&#8221; e tutte le nostre attenzioni.<\/p>\n<p>La nostra responsabilit\u00e0 su ci\u00f2 che vendiamo col nostro nome non pu\u00f2 dunque essere mutilata. Oltretutto questa nuova disposizione di legge, sottacendo l\u2019origine e il nome del produttore, indebolisce il presidio del prodotto made in Italy e la qualit\u00e0 che il mondo ci invidia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Dura lex sed lex&#8221; si \u00e8 sempre detto, ma per noi questa legge non \u00e8 abbastanza dura.<\/p>\n<p>E\u2019 per questa ragione che alle persone che quotidianamente scelgono di fare la spesa da noi <span style=\"color: #ff6600;\">continueremo a dire, attraverso l\u2019etichetta dei prodotti a Marca Conad, da dove arriva la merce che acquistano e qual \u00e8 l\u2019azienda produttrice.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per noi, invocare maggiore tutela e trasparenza per &#8220;le cose&#8221; marchiate Conad significa prenderci cura delle persone che ogni giorno ci rinnovano la loro fiducia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/conad.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20018\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/conad.jpg\" alt=\"\" width=\"485\" height=\"159\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<br\/><hr\/><br\/>\n<p>prima stesura: 31 agosto 2014<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un marchio forte passa per un&#8217;etichettatura chiara,  a tutela dei consumatori e dell&#8217;Italia. Vale per il gorgonzola ma dovrebbe valere anche per la pasta. Per Confindustria esiste solo il non food. E Conad prende posizione&#8230; Di Giuseppe Caprotti, aggiornato il 14 gennaio 2015<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":18673,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[217,263,87,200,188,192,196,183,146],"class_list":["post-16778","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi","tag-agricoltura","tag-carne","tag-coca-cola","tag-coldiretti","tag-conad","tag-confindustria","tag-e-commerce","tag-eataly","tag-marketing","category-37","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16778","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16778"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16778\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59481,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16778\/revisions\/59481"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18673"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16778"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16778"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16778"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}