{"id":1738,"date":"2013-02-14T14:49:47","date_gmt":"2013-02-14T13:49:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=1738"},"modified":"2023-01-11T18:06:19","modified_gmt":"2023-01-11T17:06:19","slug":"quando-caprotti-tento-la-pace-coi-figli-la-lite-fece-saltare-laccordo-con-wal-mart","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/quando-caprotti-tento-la-pace-coi-figli-la-lite-fece-saltare-laccordo-con-wal-mart\/","title":{"rendered":"&#8220;Quando Caprotti tent\u00f2 la pace coi figli . La lite fece saltare l&#8217;accordo con Wal-Mart&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<p><strong>Economia\u00a0 <\/strong>13\/02\/2013 &#8211;\u00a0retroscena<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/economia\/2013\/02\/12\/news\/quando-caprotti-tento-la-pace-coi-figli-1.36120518\">Quando Caprotti tent\u00f2 la pace coi figli<\/a><\/p>\n<p>La lite fece saltare<br \/>\nl\u2019accordo con Wal-Mart<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Francesco Spini &#8211; La Stampa<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Milano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Due anni fa, l\u20198 febbraio del 2011, Bernardo Caprotti &#8211; vulcanico e geniale fondatore dell\u2019<strong>Esselunga<\/strong> -, con una mossa a sorpresa revocava, davanti al notaio milanese Carlo Marchetti, i mandati fiduciari con cui nel 1996 aveva girato ai figli (parte in nuda, parte in piena propriet\u00e0) in qualit\u00e0 di \u00abfiducianti\u00bb il 100% della holding Supermarkets Italiani. Scatenando cos\u00ec una delle guerre familiari pi\u00f9 dure tra le grandi dinastie imprenditoriali italiane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La contesa giudiziaria \u00e8 in corso. Al termine dell\u2019udienza di ieri, in ricorso all\u2019arbitrato che ha dato ragione al patron, la Corte d\u2019Appello ha fissato il 3 dicembre la prossima udienza, la sentenza arriver\u00e0 presumibilmente tra l\u2019estate e l\u2019autunno dell\u2019anno prossimo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma tra gli atti spunta una lettera di pochi mesi prima, datata 26 novembre 2010, in cui il fondatore parla in altri toni ai figli, confermando la validit\u00e0 delle decisioni prese 14 anni prima. \u00abMiei cari &#8211; si rivolge il patriarca a Giuseppe, Violetta e Marina, l\u2019ultimogenita nata dalla seconda unione con Giuliana Albera e rimasta fuori dalla contesa -, il giro di boa degli 85 anni, un\u2019estate tormentata, un problema risolto\/non risolto&#8230; bisogna pur dare un po\u2019 di attenzione ai segnali della Divina Provvidenza!\u00bb. Toni che mal si conciliano con lo scontro che ruota intorno a una domanda: di chi sono le azioni oggetto del mandato fiduciario del \u201996? Secondo Bernardo non certo dei figli. Anche perch\u00e9, sostiene nei due procedimenti in corso (uno in Tribunale, uno in Corte d\u2019Appello), l\u2019atto del \u201996 &#8211; che pure comprendeva all\u2019articolo 7 un sindacato di blocco &#8211; era una simulazione, \u00abcon i figli in veste di interposti\u00bb, di \u00abfiducianti apparenti\u00bb, mentre l\u2019effettivo era il padre, il quale aveva espresso &#8211; si legge negli atti dell\u2019epoca &#8211; \u00abil proprio interesse a non comparire direttamente quale intestatario\u00bb in vista di un programma di acquisizioni e fusioni dell\u2019allora Bellefin.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il lodo arbitrale ha stabilito &#8211; dopo che il tribunale gi\u00e0 aveva rifiutato un sequestro chiesto da Giuseppe e Violetta &#8211; la \u00abpropriet\u00e0 piena ed esclusiva\u00bb di Bernardo Caprotti delle azioni oggetto del mandato nonch\u00e9 la \u00abvalidit\u00e0, efficacia e legittimit\u00e0\u00bb dell\u2019estinzione del mandato fiduciario. Manca per\u00f2 la prova, scrive il collegio arbitrale, \u00abdi un accordo simulatorio trilaterale\u00bb che coinvolga insomma anche la fiduciaria, in questo caso Unione Fiduciaria. C\u2019\u00e8 poi un arbitro (dei tre) dissenziente. \u00c8 Natalino Irti, il quale parla di \u00abun disegno di carattere successorio\u00bb emerso col tempo dietro gli atti del \u201996.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ed ecco cosa scrive Bernardo Caprotti in quella fine del 2010: \u00abLe cose predisposte nel \u201996 quando la \u201csuccessione\u201d ed il \u201ccapital gain\u201d avrebbero pesato per l\u201980%, sono rimaste invariate e sono sempre valide\u00bb. Con una novit\u00e0, lo scorporo de La Villata, la scatola in cui sono stati conferiti gli 82 immobili per 420 mila metri quadri, per un valore che supera agilmente il miliardo di euro. \u00abOggi si pu\u00f2, con una scissione parziale proporzionale, trarre La Villata fuori dalla Supermarkets Italiani e porre in capo a ciascun socio la stessa quota che oggi detiene attraverso la capogruppo\u00bb, scrive in quel novembre Caprotti. Secondo cui quella scissione \u00e8 \u00abil compimento di quanto pianificato nel 2005\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rispetto all\u2019origine, quando Giuseppe, il primogenito ed ex ad di <strong>Esselunga<\/strong> &#8211; a cui nel 2004 vengono revocate le deleghe dopo la famosa scena da film, con le quattro mercedes con autista che portano via dal parcheggio del quartier generale di Pioltello tre manager di prima linea a cui era stato dato il benservito &#8211; aveva il 36%, con Marina e Violetta entrambe al 32% (ma Bernardo aveva il 60,2% dei diritti di voto, Giuseppe il 14,3%, le sue sorelle il 12,7% ciascuna), il piano prevedeva la donazione da parte dei figli dell\u20198,43% al padre (in parti uguali), pi\u00f9 la scissione degli immobili e la costituzione dei trust. Scopo del piano: la vendita, per cui esisteva gi\u00e0 uno schema di suddivisione. Nella missiva il patron sembra voler mettere tutti i tasselli al proprio posto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abQualsiasi sia il destino dell\u2019impresa operativa\u00bb, ossia di Esselunga, \u00abl\u2019immobiliare sar\u00e0 la cassaforte di famiglia per almeno un paio di generazioni, la tranquillit\u00e0, la sicurezza\u00bb. Il destino dell\u2019impresa, scrive invece, \u00ab\u00e8 altra cosa, e non star\u00e0 pi\u00f9 a me decidere alcunch\u00e9\u00bb. Per chiudere cos\u00ec: \u00abAltre disposizioni minori spero di poterle prendere prossimamente, essendo le cose importanti ormai definite\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Esselunga<\/strong>, almeno nel 2010, era in vendita? Indiscrezioni riportano di fitti contatti con la spagnola <strong>Mercadona<\/strong>, con cui gi\u00e0 nel 2008 si sarebbe giunti a un passo dall\u2019accordo e con cui i canali non si sarebbero mai chiusi. Ma gi\u00e0 altre volte voci del genere sono state smentite. Anche sull\u2019americana <strong>Wal- Mart<\/strong>, con cui le trattative &#8211; reali, visto che sono agli atti dei processi in corso &#8211; sono saltate. In quell\u2019occasione tutto sembra filare liscio. La prima parte del piano si compie. I figli donano al padre l\u20198,43% di SI, ma Giuseppe rifiuta di conferire a Bernardo una procura generale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E probabilmente il diniego causa il nulla di fatto con <strong>Wal-Mart<\/strong>. Ma nell\u2019atto di donazione, controfirmato da pap\u00e0, il donante &#8211; ovvero Giuseppe &#8211; davanti al notaio Giovanni Ripamonti il 29 giugno del 2005 dichiara che le azioni oggetto della donazione \u00absono di sua piena propriet\u00e0 e in libera disponibilit\u00e0\u00bb. Proprio quanto il padre oggi contesta ai figli.<\/p>\n<br\/><hr\/><br\/>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">Il titolo non \u00e8 appropriato : mio padre non ha mai cercato di far pace con noi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">Sotto : la lettera citata da Francesco Spini<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/lettera-del-26-novembre-2010-da-BC-ai-figli9.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-26020 size-full\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/lettera-del-26-novembre-2010-da-BC-ai-figli9.jpg\" alt=\"lettera del 26 novembre 2010 da BC ai figli\" width=\"660\" height=\"932\" \/><\/a> <br\/><hr\/><br\/><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/lettera-del-26-novembre-2010-da-bc-ai-figli-11.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-26021 size-full\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/lettera-del-26-novembre-2010-da-bc-ai-figli-11.jpg\" alt=\"lettera del 26 novembre 2010 da bc ai figli 1\" width=\"660\" height=\"932\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<br\/><hr\/><br\/>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">N.B. : la differenza tra <strong>Wal- Mart <\/strong>e<strong> Mercadona<\/strong> \u00e8 che la prima \u00e8 quotata, la seconda no. <strong>Wal- Mart<\/strong> nel 2005 voleva una mia procura nuova, non vecchia di 15 anni. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">Probabilmente il signor <strong>Juan Roig<\/strong>, proprietario di <strong>Mercadona<\/strong>, avrebbe tranquillamente fatto a meno di questa &#8220;nuova procura&#8221;. <strong>Wal- Mart<\/strong> no.<\/span><\/p>\n<p>Sotto da sinistra a destra si riconoscono : <strong>Bernardo Caprotti, Juan Roig Alfonso, Violetta caprotti <\/strong>e<strong> Carlo Salza, nel 2008.<\/strong>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;70129&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Francesco Spini La Stampa, il 13 febbraio 2013<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":38853,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[12,95,212],"tags":[185,71],"class_list":["post-1738","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-stampa-e-convegni","category-storia-caprotti-venosta","category-storia-di-esselunga","tag-esselunga","tag-wal-mart","category-12","category-95","category-212","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1738","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1738"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1738\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70130,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1738\/revisions\/70130"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38853"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1738"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1738"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1738"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}