{"id":18682,"date":"2016-02-10T00:00:44","date_gmt":"2016-02-09T23:00:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=18682"},"modified":"2023-02-05T16:48:10","modified_gmt":"2023-02-05T15:48:10","slug":"letichettatura-della-pasta-italiamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/letichettatura-della-pasta-italiamo\/","title":{"rendered":"L&#8217;etichettatura della pasta: &#8220;Italiamo&#8221;?"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Prima stesura del 28 novembre 2014, ultimo aggiornamento del 10 febbraio 2016<\/p>\n<p>Questo articolo \u00e8 il seguito di: <a title=\"Il Made in Italy pu\u00f2 diventare un Marchio?\" href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/il-made-in-italy-puo-diventare-un-marchio\/\">Il Made in Italy pu\u00f2 diventare un Marchio?<\/a><\/p>\n<p>Dal 14 dicembre 2014 \u00e8 scattata l&#8217;obbligatoriet\u00e0 di etichettatura delle denominazioni europee dei formaggi come feta e gorgonzola ma non della pasta.[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;25066&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_column_text]Ma vediamo il contesto &#8230;<\/p>\n<p>Stralcio di un articolo riportato su <strong>Agranews del 28 novembre 2014:<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Uno spazio speciale riservato alle aziende alimentari in vista dell\u2019entrata in vigore del nuovo regolamento sull\u2019etichettatura<\/p>\n<p>(AGRA) &#8211; La XIX edizione dell\u2019Osservatorio economico GS1 Italy | Indicod-Ecr, che ogni sei mesi dal 2005 rileva il sentiment delle imprese del largo consumo associate, registra una frenata in termini di percezioni e aspettative sul contesto economico, diffusa tra quasi tutte le diverse tipologie di imprese&#8230;<span style=\"color: #888888;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><strong>&#8230;In questa edizione dell\u2019Osservatorio economico GS1 Italy | Indicod-Ecr ha voluto riservare uno spazio speciale alle aziende alimentari coinvolte nell\u2019imminente entrata in vigore (14 dicembre 2014) del Reg. UE 1169\/2011 sull\u2019etichettatura dei prodotti alimentari:<\/strong> <strong>9 aziende alimentari su 10 ne sono a conoscenza; alta la percentuale di chi ne conosce effettivamente anche i contenuti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tutte le aziende dichiarano essere al lavoro per mettere in regola le etichette dei prodotti ma, al momento, solo il 43% ritiene che i propri prodotti abbiano raggiunto una \u201cbuona\u201d compatibilit\u00e0 con i requisiti richiesti&#8221;.<\/strong><\/p>\n<br\/><hr\/><br\/>\n<p>Quindi : molti parlano dell&#8217;etichettatura senza saperne un granch\u00e8 e soprattutto senza sapere che i titoli sul Made in Italy de &#8220;Il Sole 24 ore&#8221; sono decisamente fuori luogo..[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;18856&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_column_text]Confindustria, <a title=\"Il Made in Italy pu\u00f2 diventare un Marchio?\" href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/il-made-in-italy-puo-diventare-un-marchio\/\">come ho spiegato e dimostrato precedentemente<\/a>, si \u00e8 occupata molto del &#8220;Made in Italy&#8221; ma solo del non food (mobili, vestiti, etc.)&#8230;<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Industria della pasta non ha voluto l&#8217;etichettatura con la provenienza esatta del grano<\/strong>.<\/p>\n<p>Quindi \u00e8 perfettamente inutile attaccare la politica che, per una volta, non c&#8217;entra assolutamente niente.<\/p>\n<p>Confindustria ha le sue responsabilit\u00e0: come al solito, l&#8217;Italia, ai grandi appuntamenti (e questo era uno di quelli), si \u00e8 presentata disunita.<\/p>\n<br\/><hr\/><br\/>\n<p>In conclusione c&#8217;\u00e8 da domandarsi se l&#8217;etichettatura chiara sugli alimenti non avrebbe giovato a tutti:<\/p>\n<p>consumatori ma anche produttori..<\/p>\n<p>Perch\u00e9 se Barilla ha deciso di entrare nel mercato cinese..[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;18858&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_column_text]la pasta istantanea di Barilla per i mercati esteri[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;26108&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_column_text] <br\/><hr\/><br\/><\/p>\n<p>&#8230;La Cina non \u00e8 un paese facile, come ho gi\u00e0 avuto modo di spiegare nella conclusione di <a title=\"E-commerce, Alibaba: vendite per pi\u00f9 di 7 miliardi di \u20ac in un giorno!\" href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/e-commerce-alibaba-vendite-per-piu-di-7-miliardi-di-e-in-un-giorno\/\">E-Commerce, Alibaba: pi\u00f9 di 7 miliardi di vendite in un giorno!<\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;18859&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_column_text]E purtroppo per i produttori italiani, molto spesso i cinesi vincono perch\u00e8<\/p>\n<p>&#8220;chi traina le vendite&#8230; sono i consumatori asiatici, per i quali Barilla \u00e8 solo un produttore qualsiasi di <em>noodle<\/em>, per giunta cari..[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;19187&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_single_image image=&#8221;19188&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_column_text]e i cinesi potrebbero tentare di imitare il marchio Barilla e vendere pasta pi\u00f9 scadente ad un prezzo pi\u00f9 basso.<\/p>\n<p>Era gi\u00e0 successo a Ferrero con il Rocher (v. articolo del Corriere di seguito)..<\/p>\n<p>Meglio prevenire che curare, dopo.<\/p>\n<p>I produttori italiani potrebbero usare la denominazione <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/le-certificazioni-dop-igp\/\">IGP<\/a> e valorizzare<\/p>\n<p>1) le loro lavorazioni (IGP significa prodotto in una zona in Italia ma con la materia prima che potrebbe non essere italiana)<\/p>\n<p>2) le tipologie di grano utilizzate che sono sicuramente migliori, ad esempio, di quelle dei produttori cinesi.<\/p>\n<p>Se lo f\u00e0 la Lidl con la sua pasta di Gragnano a marchio privato <em>Italiamo<\/em> possono sicuramente farlo Barilla o Agnesi.<\/p>\n<p>N.B. : successivamente <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/alimentazione\/lidl_pasta_grano_italiano_mula_ultime_notizie-4990168.html\">Lidl \u00e8 stata multata dall&#8217;antitrust per pratiche commerciali sleali<\/a>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;25046&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_column_text]Sarebbe sempre meglio che usare bandierine e\/o cuoricini con il tricolore come f\u00e0 , ad esempio, Agnesi (gruppo Colussi)[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;7752&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p>o Barilla[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;25052&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_column_text]Questi simboli non valorizzano adeguatamente la pasta prodotta da produttori italiani e rischiano di creare confusione nella testa dei consumatori:<\/p>\n<p>cosa distingue il tricolore della &#8220;passione italiana&#8221; di Agnesi dal tricolore delle salse Agnesi fatte al 100% con pomodoro italiano?[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;25069&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_column_text]La confusione \u00e8 alle stelle, ed \u00e8 alimentata da produttori e distributori, con l&#8217;aiuto involontario del governo italiano, v. in proposito anche <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/esselunga-la-gd-il-tricolore-e-litalian-sounding\/\">Esselunga, la GD, il tricolore e l&#8217;italian sounding<\/a><\/p>\n<br\/><hr\/><br\/>\n<p>Con l&#8217;etichettatura chiara i produttori di pasta italiani potrebbero evitare questo genere di attacchi:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1>&#8220;In Italia un pacco di pasta su tre \u00e8 prodotto con grano straniero&#8221;: blitz Coldiretti al porto di Bari<\/h1>\n<p>Agricoltori all&#8217;arrembaggio, a bordo di una goletta col simbolo dell&#8217;associazione, per raggiungere le navi che scaricano mais, soia e grano provenienti dall&#8217;estero. Emiliano: &#8220;Difenderemo i nostri prodotti&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>09 febbraio 2016 , Affari e Finanza<\/p>\n<p>E&#8217; prodotto con grano straniero un pacco di pasta su tre, cos\u00ec come il 50 per cento del pane in vendita in Italia, ma i consumatori non lo possono sapere perch\u00e9 non \u00e8 obbligatorio indicare la provenienza in etichetta. E&#8217; quanto emerge da un&#8217;analisi della Coldiretti presentata in occasione della mobilitazione al porto di Bari con gli agricoltori all&#8217;arrembaggio delle navi che scaricano mais, soia e grano provenienti dall&#8217;estero per difendere il made in Italy alimentare.<\/p>\n<p>I prezzi del grano duro in Italia nel 2016, rimarca la Coldiretti, sono crollati in un anno del 31 per cento, con valori al di sotto dei costi di produzione che mettono a rischio il futuro del granaio Italia, prodotto da 300 mila aziende agricole e un territorio di 2 milioni di ettari. L&#8217;Italia nel 2015, stima la Coldiretti, ha importato 4,8 milioni di tonnellate di frumento tenero, che coprono circa la met\u00e0 del fabbisogno per la produzione di pane e biscotti, mentre sono 2,3 milioni le tonnellate di grano duro che arrivano dall&#8217;estero e che rappresentano il 40 per cento del fabbisogno per la pasta. Secondo la Coldiretti \u00e8 il risultato di scelte poco lungimiranti fatte nel tempo da chi ha preferito fare acquisti speculativi sui mercati esteri di grano da &#8216;spacciare&#8217; come pasta o pane made in Italy, per la mancanza dell&#8217;obbligo di indicare in etichetta la vera origine del grano impiegato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla manifestazione \u00e8 intervenuto il governatore pugliese Michele Emiliano, il quale ha ricordato che &#8220;attorno al grano \u00e8 cresciuta un\u2019intera civilt\u00e0, che non \u00e8 fatta solo di economia, gastronomia o di particolare capacit\u00e0 produttiva ma \u00e8 una storia di un intero mondo, che non pu\u00f2 estinguersi per l\u2019arrivo di alcune navi. Noi non contestiamo l\u2019economia globale, dobbiamo cercare di starci dentro e di combattere contro regole che riteniamo inique. Per\u00f2 bisogna saper distinguere: se siamo davanti a un prodotto di qualit\u00e0, se quel prodotto ha una denominazione d\u2019origine, se ha qualit\u00e0 organolettiche di un certo tipo, c\u2019\u00e8 bisogno che il consumatore sia informato e che non rischi di mangiare pasta italiana fatta con un grano proveniente da Paesi non controllati&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Noi \u2013 ha concluso Emiliano \u2013 dobbiamo difendere il nostro grano, in particolare quello pugliese e quello lucano. Lo faremo con rispetto e con determinazione. Chi vuole la pasta italiana deve sapere che compra merce controllata, che ha particolare qualit\u00e0 e che \u00e8 stata prodotta da persone perbene\u201d. Sulla vicenda interviene l&#8217;Aidepi, l&#8217;associazione che riunisce i pastai italiani, sorpresa dal fatto che &#8220;si insinuino dubbi<br \/>\nsulla qualit\u00e0 e sulla tracciabilit\u00e0 del grano in arrivo al porto di Bari per sostenere battaglie ideologiche sull\u2019indicazione in etichetta dell\u2019origine delle materie prime, mettendo in dubbio in un sol colpo il sistema di controllo europeo e nazionale sulle merci importate, la trasparenza delle aziende pastaie italiane che operano anche da centinaia di anni sul territorio e la qualit\u00e0 della pasta che ogni giorno portiamo sulle tavole di tutto il mondo\u201d.[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;25728&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_column_text]<br\/><hr\/><br\/><\/p>\n<p>Allegato finale<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>AVEVANO PRODOTTO UNA CONFEZIONE UGUALE AI FERRERO ROCHER<\/h3>\n<h1>La Ferrero vince la causa in Cina, <strong>07 aprile 2008<\/strong><\/h1>\n<p>Aveva accusato di concorrenza sleale la Montresor[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;25054&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_column_text]PECHINO &#8211; La Ferrero ha vinto la sua causa contro la cinese Montresor, che aveva accusato di concorrenza sleale. La Corte suprema di Pechino ha confermato la sentenza di secondo grado, nella quale la Montresor-Zhanjiagang Food veniva condannata a pagare un risarcimento simbolico alla Ferrero e le veniva imposto di sospendere le vendite e cambiare la confezione dei suoi cioccolatini \u00abTresor Dor\u00e9\u00bb, uguale a quella dei Ferrero Rocher dell&#8217;azienda italiana. La Montresor \u00e8 stata anche condannata a pagare un risarcimento simbolico di 50 mila euro.<\/p>\n<p><!-- OAS AD '180x150' end -->RINGRAZIAMENTI &#8211; L&#8217;amministratore delegato dell&#8217;azienda, Giovanni Ferrero, ha voluto chiamare personalmente l&#8217;ambasciatore d&#8217;Italia in Cina Riccardo Sessa per ringraziarlo del forte sostegno fornito dall&#8217;ambasciata nelle fasi processuali e non processuali della vicenda e assicurargli che la Ferrero si accinge a espandere la propria presenza in Cina. \u00ab\u00c8 una vittoria importante per tutta l&#8217;industria italiana, dal momento che le copie di prodotti del made in Italy sono, purtroppo, un fenomeno diffuso\u00bb, ha detto la Ferrero in una nota. \u00abIl merito va dato all&#8217;ambasciata d&#8217;Italia a tutto il sistema Italia che, in questo caso, ha funzionato con grande sinergia, egregiamente coordinato dalla nostra diplomazia\u00bb.<\/p>\n<br\/><hr\/><br\/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un esempio di prodotto<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/esselunga-la-gd-il-tricolore-e-litalian-sounding\/\"><strong> <em>italian sounding<\/em><\/strong><\/a> della catena svizzera Migros:&#8221; l&#8217; Espresso classico all&#8217;italiana&#8221;- con tanto di Corriere della Sera sulla confezione !- prodotto per\u00f2 in Svizzera[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;25070&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;etichettatura chiara sulla pasta non entra in vigore in Italia. E in Cina&#8230; Di Giuseppe Caprotti, Milano, Aggiornato il 10 febbraio 2016<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":37627,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[220,219,86,200,192,245,216,203,146],"class_list":["post-18682","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi","tag-alibaba","tag-antitrust","tag-barilla","tag-coldiretti","tag-confindustria","tag-ferrero","tag-lidl","tag-marchio-privato","tag-marketing","category-37","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18682","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18682"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18682\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70808,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18682\/revisions\/70808"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/37627"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18682"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18682"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18682"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}