{"id":22105,"date":"2015-09-21T00:47:28","date_gmt":"2015-09-20T22:47:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=22105"},"modified":"2024-06-26T19:09:19","modified_gmt":"2024-06-26T17:09:19","slug":"the-extraordinary-italian-taste-ed-etichettiamoci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/the-extraordinary-italian-taste-ed-etichettiamoci\/","title":{"rendered":"The Extraordinary Italian Taste ed &#8220;etichettiamoci&#8221;"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Prima stesura: 30 giugno 2015, ultimo aggiornamento del 21 settembre 2015<\/p>\n<p>Il 26 maggio 2015\u00a0a Milano<strong> il governo Renzi<\/strong>, in sede Expo,\u00a0ha presentato il nuovo marchio <strong><em>The Extraordinary Italian Taste.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Le caratteristiche del nuovo &#8220;brand&#8221;, che dovrebbe valorizzare i prodotti italiani all&#8217;estero sono:<\/p>\n<p><strong>1) &#8220;comunicare quale sia il vero prodotto made in Italy&#8221;<\/strong><\/p>\n<p><strong>2) &#8220;lavorare con la grande distribuzione per far atterrare i nostri prodotti sugli scaffali&#8221; dei distributori esteri<\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec ha detto il vice ministro <strong>Carlo Calenda<\/strong> a Il Sole 24 ore del 28 maggio <strong>2015<\/strong>.<\/p>\n<p>Il governo ha messo a disposizione del &#8220;Made in Italy&#8221; 72 milioni di \u20ac che serviranno a promuoverlo oltre- oceano ( solo per le promozioni negli USA si tratter\u00e0 di\u00a0un fondo di 44 mio.)<\/p>\n<p><strong>Ma rimane da capire quale sia il vero Made in Italy<\/strong>, visto che:<\/p>\n<p>a)\u00a0molto spesso\u00a0importanti marchi operanti sul nostro territorio, utilizzano\u00a0i simboli dell&#8217;italianit\u00e0,\u00a0nonostante i loro ingredienti siano esteri, v. <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/esselunga-la-gd-il-tricolore-e-litalian-sounding\/\">Esselunga, la GD, il tricolore e l&#8217;italian sounding<\/a><\/p>\n<p>b) le\u00a0materie prime dei \u00a0prodotti fatti sul nostro territorio sono\u00a0solamente al 72% provenienti dall&#8217;Italia (vedi articoli sotto)<\/p>\n<p>c) non esiste un&#8217;etichettatura chiara (idem).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/se-il-made-in-italy-passa-dalla-distribuzione\/\">Se il Made in Italy passa dalla distribuzione<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/made-in-italy-per-lalimentare-letichettatura-e-fondamentale\/\">Made in Italy: per l&#8217;alimentare l&#8217;etichettatura \u00e8 fondamentale<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/letichettatura-della-pasta\/\">L&#8217;etichettatura della pasta<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/il-made-in-italy-puo-diventare-un-marchio\/\">Il Made in Italy pu\u00f2 diventare un Marchio?<\/a><\/p>\n<p><strong>Chi decider\u00e0 quali prodotti sono Made in Italy e quali non?<\/strong><\/p>\n<p>Confindustria?<\/p>\n<p>Il governo?<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/agnesi-scatola2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-22141\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/agnesi-scatola2.jpg\" alt=\"\" width=\"465\" height=\"565\" \/><\/a>La &#8220;passione italiana&#8221; di Agnesi \u00e8 prodotta con grano italiano?<\/p>\n<p>E suscita\u00a0perplessit\u00e0\u00a0il fatto che <strong>i prodotti , con il marchio <em>The Extraordinary Italian Taste, <\/em>non verranno etichettati ma solamente &#8220;evidenziati&#8221; a scaffale<\/strong> :<\/p>\n<p>Come?<\/p>\n<p>Per quanto tempo?<\/p>\n<p><strong>Chi controller\u00e0 l&#8217;esecuzione delle promozioni, ad esempio, in Texas?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;Italia avrebbe bisogno di un marchio forte, v. <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/l-unesco-e-i-biscotti-la-pizza-e-il-nation-branding\/\">L&#8217;Unesco, i biscotti, la pizza e il Nation Branding<\/a> ma prima\u00a0andrebbe sciolto il nodo delle denominazioni di origine protetta perch\u00e9 le Dop e le Igp sono fortemente avversate negli Usa (v. <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/cibo-le-possibili-insidie-targate-usa\/\">Cibo : le possibili insidie targate USA<\/a>).<\/p>\n<p>Un&#8217;eventuale accettazione delle politiche USA (v. sempre <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/cibo-le-possibili-insidie-targate-usa\/\">Cibo : le possibili insidie targate USA<\/a>)\u00a0\u00a0&#8211; dove i prodotti dell&#8217; <em>italian sounding <\/em>sono legali e protetti &#8211;\u00a0abbinato ad un marchio debole, come sembra essere <em>The Extraordinary Italian Taste<\/em>, rischia solo di portare allo spreco di 72 milioni di \u20ac.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">Da notare ed elogiare invece l&#8217;iniziativa di Unes, Conad, Veg\u00e8 e Coralis per il ripristino dell&#8217;indicazione del luogo esatto di produzione in etichetta<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/gdo_etichette1-700x326.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-22157\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/gdo_etichette1-700x326.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"326\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da sinistra: Beniamino Casillo, Vito Gulli, Raffaele Brogna, Mario Gasbarrino, Domenico Canzoniero, Eleonora Graffione, Francesco Pugliese, Giorgio Santambrogio<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/vito-gulli-biglietto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-22356\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/vito-gulli-biglietto.jpg\" alt=\"\" width=\"357\" height=\"216\" \/><\/a><\/p>\n<p>&#8220;Un passo avanti nella battaglia per ripristinare l\u2019obbligo di indicazione del luogo di produzione sulle etichette dei prodotti alimentari \u00e8 stato compiuto nel corso del tavolo di lavoro durante il Green Retail Forum a Milano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019amministratore delegato di Unes Mario Gasbarrino, di V\u00e9g\u00e9 Giorgio Santambrogio ed Eleonora Graffione, presidente di Coralis si sono dichiarati d\u2019accordo ad appoggiare la proposta espressa dall\u2019amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese sul dar luogo a una raccolta di firme, coinvolgendo i cittadini-consumatori nella abolizione di una \u00ablegge scellerata\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ecco nelle parole di Pugliese la proposta, alla quale hanno aderito anche i due rappresentanti dell\u2019industria presenti: Vito Gulli, amministratore delegato di Generale Conserve, che da tempo si batte \u2013 uno dei pochi, se non il solo, nel mondo industriale \u2013 contro questa stortura e Beniamino Casillo di Casillo Group.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel corso dell\u2019incontro sono stati affrontati i temi chiave che stanno dietro a questa battaglia che, ricordiamolo, nasce dall\u2019entrata in vigore a met\u00e0 dicembre scorso del <span style=\"color: #ff6600;\">Regolamento europeo 1169\/11 riguardante l\u2019etichettatura dei prodotti<\/span> <span style=\"color: #ff6600;\">alimentari<\/span> che ha introdotto l\u2019indicazione degli allergeni, la esatta composizione degli ingredienti (il caso dell\u2019olio di palma \u00e8 deflagrato proprio per questo motivo) con l\u2019obiettivo di una maggiore informazione dei consumatori, ma ha reso<span style=\"color: #ff6600;\"> facoltativa l\u2019indicazione del luogo di produzione.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00ab<span style=\"color: #ff6600;\">Si tratta di una vera<\/span> <span style=\"color: #ff6600;\">istigazione alla delocalizzazione \u2013 puntualizza Vito Gulli<\/span> \u2013 <span style=\"color: #ff6600;\">e sul tema l\u2019industria si \u00e8 dimostrata miope<\/span>. Inoltre ha generato una confusione che non fa bene a nessuno, perch\u00e9 la questione dell\u2019etichetta si \u00e8 sovrapposta al dibattito sull\u2019origine della materia prima. Sgombriamo il campo da questa confusione. Sono due cose completamente diverse. Non nego per\u00f2 che la battaglia per la trasparenza porti con s\u00e9 un rischio di nazionalismo, leghismo, salvaguardia dell\u2019italianit\u00e0: quel che conta \u00e8 la trasparenza. Non solo. Qualcuno potr\u00e0 dire che <span style=\"color: #ff6600;\">l\u2019obbligo dell\u2019indicazione dello stabilimento di produzione (peraltro condensato in una stringa di sei cifre) \u00e8 salvo, ma non \u00e8 la stessa cosa del luogo di produzione\u00bb.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La battaglia della distribuzione, che peraltro indica il luogo di produzione sui prodotti a marchio, guarda avanti. Spiega infatti Mario Gasbarrino \u00abIl motivo per cui dobbiamo intervenire non riguarda l\u2019oggi, ma pu\u00f2 succedere, e dobbiamo aspettarcelo, che qualsiasi nuovo proprietario straniero di un\u2019azienda italiana possa decidere di lasciare la sede legale in Italia e produrre all\u2019estero un prodotto connotato con un marchio italiano, che \u00e8 sempre stato prodotto in Italia e come tale \u00e8 conosciuto dai consumatori. Noi vogliamo che sia salvaguardata la trasparenza nei confronti dei cittadini consumatori. Poi saranno loro a decidere di acquistare un prodotto perch\u00e9 \u00e8 fatto in Italia o un altro anche se non viene prodotto in Italia. Ma la trasparenza \u00e8 fondamentale\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non mancano le iniziative dei singoli distributori, come la stessa Unes che visualizza sull\u2019etichetta a scaffale l\u2019origine di produzione dei prodotti a marchio (\u00abma stiamo pensando di estenderlo anche all\u2019industria di marca\u00bb, chiosa Gasbarrino) o Coralis, che con Etich\u00e8tto segnala una selezione di prodotti di marca nati e prodotti in Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Assordante il silenzio al riguardo delle associazioni di categoria dell\u2019industria ma anche della distribuzione. Ne rende conto Raffaele Brogna che con Io Leggo l\u2019etichetta ha dato vita prima che scoppiasse il caso a una raccolta di firme online e ha sollecitato la firma la distribuzione che ha aderito in gran numero a livello di insegna, mentre \u00abci sono stati tanti silenzi da parte delle associazioni e delle singole imprese industriali\u00bb. In realt\u00e0 la posizione dominante tra le imprese industriali, in qualche modo recepita dal Mise e dal Mipaaf, \u00e8 che occorre lavorare in modo che l\u2019obbligo di indicazione valga per tutti i paesi europei. Che \u00e8 un tipico atteggiamento italiano per non affrontare un problema aprendo un\u2019altra questione che dar\u00e0 origine a altri tavoli di discussione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sulle rappresentanze della distribuzione il pressing \u00e8 forte, ma per ora non c\u2019\u00e8 una presa di posizione. La determinazione dei quattro retailer presenti all\u2019incontro per\u00f2 \u00e8 forte cos\u00ec come la consapevolezza di rappresentare, in quel contesto, la gdo italiana. Poi, quando partir\u00e0 la raccolta di firme, probabilmente la compagine crescer\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\">Da notare che l&#8217;iniziativa &#8220;etichettiamoci&#8221;\u00a0di U2 (Unes), Conad, Corali e Veg\u00e8\u00a0ha ottenuto che\u00a0il governo approvi uno schema di disegno di legge per il reinserimento dell&#8217;obbligo di indicazione dello stabilimento di produzione o di confezionamento sui prodotti alimentari<\/span><\/p>\n<p>Pagina sotto dal Corriere della Sera\u00a0del 20 settembre 2015[\/vc_column_text][vc_separator][vc_single_image image=&#8221;85140&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Prima stesura: 30 giugno 2015, ultimo aggiornamento del 21 settembre 2015 Il 26 maggio 2015\u00a0a Milano il governo Renzi, in&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":22106,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[188,192,146,201],"class_list":["post-22105","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi","tag-conad","tag-confindustria","tag-marketing","tag-unes","category-37","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22105","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22105"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22105\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":85144,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22105\/revisions\/85144"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22106"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22105"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22105"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22105"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}