{"id":44588,"date":"2020-03-21T10:40:25","date_gmt":"2020-03-21T09:40:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=44588"},"modified":"2021-01-23T19:04:46","modified_gmt":"2021-01-23T18:04:46","slug":"coronavirus-ricerca-alte-concentrazioni-di-polveri-fini-a-febbraio-in-pianura-padana-hanno-esercitato-unaccelerazione-anomala-alla-diffusione-virulenta-dellepidemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/coronavirus-ricerca-alte-concentrazioni-di-polveri-fini-a-febbraio-in-pianura-padana-hanno-esercitato-unaccelerazione-anomala-alla-diffusione-virulenta-dellepidemia\/","title":{"rendered":"Coronavirus, ricerca: alte concentrazioni di polveri fini a febbraio in Pianura padana hanno esercitato un\u2019accelerazione anomala alla diffusione virulenta dell\u2019epidemia."},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Esaminati i dati pubblicati sui siti delle ARPA, relativi a tutte le centraline di rilevamento attive sul territorio nazionale, insieme ai casi di contagio riportati sul sito della Protezione Civile.<\/p>\n<p>Coronavirus, ricerca: il particolato atmosferico accelera la diffusione dell&#8217;infezione.<\/p>\n<p>Alte concentrazioni di polveri fini a febbraio in Pianura padana hanno esercitato un\u2019accelerazione anomala alla diffusione virulenta dell\u2019epidemia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Milano, 17 marzo &#8211; Una solida letteratura scientifica descrive il ruolo del particolato atmosferico quale efficace \u201ccarrier\u201d, ovvero vettore di trasporto e diffusione per molti contaminanti chimici e biologici, inclusi i virus. Il particolato atmosferico, oltre ad essere un carrier, costituisce un substrato che pu\u00f2 permettere al virus di rimanere nell\u2019aria in condizioni vitali per un certo tempo, nell\u2019ordine di ore o giorni.<\/p>\n<p>Il gruppo di ricercatori coinvolti nella ricerca ha esaminato i dati pubblicati sui siti delle ARPA &#8211; le Agenzie regionali per la protezione ambientale &#8211; relativi a tutte le centraline di rilevamento attive sul territorio nazionale, registrando il numero di episodi di superamento dei limiti di legge (50 microg\/m3 di concentrazione media giornaliera) nelle province italiane. Parallelamente, sono stati analizzati i casi di contagio da COVID-19 riportati sul sito della Protezione Civile.<\/p>\n<p>Si \u00e8 evidenziata una relazione tra i superamenti dei limiti di legge delle concentrazioni di PM10 registrati nel periodo 10-29 febbraio e il numero di casi infetti da COVID-19 aggiornati al 3 marzo (considerando un ritardo temporale intermedio relativo al periodo 10-29 febbraio di 14 gg approssimativamente pari al tempo di incubazione del virus fino alla identificazione della infezione contratta).<\/p>\n<p>In Pianura padana si sono osservate le curve di espansione dell\u2019infezione che hanno mostrato accelerazioni anomale, in evidente coincidenza, a distanza di 2 settimane, con le pi\u00f9 elevate concentrazioni di particolato atmosferico, che hanno esercitato un\u2019azione di boost, cio\u00e8 di impulso alla diffusione virulenta dell\u2019epidemia.<\/p>\n<p>\u201cLe alte concentrazioni di polveri registrate nel mese di febbraio in Pianura padana hanno prodotto un boost, un\u2019accelerazione alla diffusione del COVID-19. L\u2019effetto \u00e8 pi\u00f9 evidente in quelle province dove ci sono stati i primi focolai\u201d, afferma <strong>Leonardo Setti dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna. <\/strong><\/p>\n<p>Gli fa eco <strong>Gianluigi de Gennaro, dell\u2019Universit\u00e0 di Bari:<\/strong> \u201cLe polveri stanno veicolando il virus. Fanno da carrier. Pi\u00f9 ce ne sono, pi\u00f9 si creano autostrade per i contagi. Ridurre al minimo le emissioni e sperare in una meteorologia favorevole\u201d.<\/p>\n<p><strong>Alessandro Miani, presidente della Societ\u00e0 Italiana di Medicina Ambientale (SIMA),<\/strong> aggiunge: \u201cL\u2019impatto dell\u2019uomo sull\u2019ambiente sta producendo ricadute sanitarie a tutti i livelli. Questa dura prova che stiamo affrontando a livello globale deve essere di monito per una futura rinascita in chiave realmente sostenibile, per il bene dell\u2019umanit\u00e0 e del pianeta. In attesa del consolidarsi di evidenze a favore dell&#8217;ipotesi presentata, in ogni caso la concentrazione di polveri sottili potrebbe essere considerata un possibile indicatore o &#8220;marker&#8221; indiretto della virulenza dell&#8217;epidemia da Covid19\u201d.<\/p>\n<p><strong>Grazia Perrone, docente di metodi di analisi chimiche della Statale<\/strong> di Milano, conclude: \u201cIl position paper \u00e8 frutto di un studio no-profit che vede insieme ricercatori ed esperti provenienti da diversi gruppi di ricerca italiani ed \u00e8 indirizzato in particolar modo ai decisori\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.simaonlus.it\/wpsima\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/COVID19_Position-Paper_Relazione-circa-l%E2%80%99effetto-dell%E2%80%99inquinamento-da-particolato-atmosferico-e-la-diffusione-di-virus-nella-popolazione.pdf\">Link al Position Paper<\/a>.<\/p>\n<p>Grazie a Maurizio Bettoni[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLe alte concentrazioni di polveri registrate nel mese di febbraio in Pianura padana hanno prodotto un boost, un\u2019accelerazione alla diffusione del COVID-19. 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