{"id":46262,"date":"2020-05-12T12:37:06","date_gmt":"2020-05-12T10:37:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=46262"},"modified":"2022-05-22T17:26:58","modified_gmt":"2022-05-22T15:26:58","slug":"mr-danone-non-e-tempo-di-piani-industriali-servono-nuovi-equilibri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/mr-danone-non-e-tempo-di-piani-industriali-servono-nuovi-equilibri\/","title":{"rendered":"Mr. Danone: \u00abNon \u00e8 tempo di piani industriali. Servono nuovi equilibri\u00bb"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Non baster\u00e0 un vaccino a salvare il mondo dal rischio delle pandemie. Quando la ricerca avr\u00e0 ottenuto \u00abl\u2019antidoto\u00bb al Covid-19, rimarr\u00e0 ancora la probabilit\u00e0 di avere nuove epidemie nei prossimi anni se non si modificano gli impatti dell\u2019industria umana sull\u2019ambiente. \u00c8 un aspetto, questo, che trova consenso quasi unanime nel mondo della ricerca scientifica. In ballo ci sono le regole della sostenibilit\u00e0 ambientale: la deforestazione, le emissioni di Co2, l\u2019eccessiva produzione di plastica, la riduzione della biodiversit\u00e0 sono alcuni dei fattori che favoriscono l\u2019esplosione di virus come il Covid-19 che ha messo in ginocchio il sistema mondiale. Gran parte di questi concetti li ripete da tempo (ben prima dell\u2019era coronavirus) Emmanuel Faber, 56 anni, ceo mondo di Danone, colui che ha espresso in 4 parole la visione della sua multinazionale: \u00abC\u2019\u00e8 solo un pianeta, c\u2019\u00e8 solo una salute\u00bb. Concetti che ribadisce a\u00a0L\u2019Economia\u00a0nella sua prima intervista concessa a un media italiano.<\/p>\n<p><strong>Business<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl primo trimestre del 2020 sar\u00e0 a lungo ricordato come il tempo di una pandemia senza precedenti \u2014 afferma Faber \u2014 che potrebbe cambiare il modo in cui viviamo e facciamo affari da molto tempo. Nel tentativo di limitare il suo impatto immediato sulla salute delle persone, i governi hanno intrapreso azioni di blocco che si sono tradotte in ondate di congelamenti temporanei dell\u2019offerta e della domanda. In questo contesto, ci siamo concentrati sulla continuit\u00e0 aziendale garantendo la massima protezione a tutti i 100 mila nostri dipendenti, con una copertura sanitaria rinforzata, garanzia dell\u2019impiego e premi per i dipendenti dei siti produttivi; predisponendo condizioni di favore per le piccole imprese fornitrici; infine impegnandoci in un programma di donazioni alle persone e alle comunit\u00e0 pi\u00f9 bisognose\u00bb. La pandemia ha avuto un primo impatto con il business gi\u00e0 misurabile e il gruppo Danone, che nel 2019 ha fatto registrare un fatturato di 25 miliardi di euro, ha raccolto i primi dati. \u00ab Il primo trimestre ha fatto segnare effetti immediati e significativi sullo spostamento della domanda \u2014 conferma Faber \u2014 le nostre vendite trimestrali sono aumentate del 4% su base omogenea, una crescita pi\u00f9 forte di quanto ci aspettassimo, con un ribasso della Cina compensato dal rialzo in Europa e Nord America a marzo. Ma questo non \u00e8 il momento di piani industriali: si guarda a scenari globali cercando di avere visione di ci\u00f2 che ci aspetta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Impegno<\/strong><\/p>\n<p>Danone ha sempre avuto grande sensibilit\u00e0 per il tema della sostenibilit\u00e0 e per il futuro del pianeta. Al mondo adesso viene chiesto uno sforzo in pi\u00f9: i danni ambientali hanno favorito la diffusione del virus. Danone ha gi\u00e0 preso impegni in tal senso: saranno potenziati? \u00abCertamente \u2014 afferma deciso il ceo della multinazionale francese \u2014. I nostri marchi stanno lavorando duramente per ottenere la certificazione B Corp accordata a quelle societ\u00e0 che si impegnano a rispettare standard come performance, trasparenza e responsabilit\u00e0 e operano in modo da ottimizzare il loro impatto positivo verso i dipendenti, le comunit\u00e0 in cui operano e l\u2019ambiente. In Italia abbiamo gi\u00e0 colto l\u2019opportunit\u00e0 data dalla legge e lo scorso febbraio ho annunciato che saremo pronti a essere certificati una B Corp a livello globale entro il 2025 \u00bb. Adesso per\u00f2 non si parla pi\u00f9 soltanto di innovare prodotti ma di immaginare un nuovo mondo del lavoro e ridisegnare dinamiche e competenze. \u00ab\u00c8 uno degli aspetti essenziali. Ci saranno enormi interruzioni nel mercato del lavoro e nel periodo in questione, oltre a garantirci il futuro del business, dobbiamo anche assicurarci di pensare al futuro dei posti di lavoro e di come stiamo supportando le persone nella ricerca del giusto posto per loro nel futuro del mondo \u00bb.<\/p>\n<p><strong>Biodiversit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Molti economisti sostengono che la pandemia porter\u00e0 un nuovo assetto economico, con un arretramento della globalizzazione. Questo potrebbe valere anche nell\u2019alimentare. \u00c8 possibile immaginare che una multinazionale come Danone inizi a produrre per singoli Paesi e con materie prime territoriali? \u00abSiamo partiti da una visione che si chiama One Planet One Health: c\u2019\u00e8 solo un pianeta e c\u2019\u00e8 solo una salute che \u00e8 connessa e unita. La crisi \u00e8 una \u201cepifania\u201d, in un certo senso, di quella visione: siamo interamente interconnessi e la nostra salute dipende dalla salute del pianeta. Se parlo di Europa, sono sicuro che dobbiamo ripensare il sistema alimentare a livello locale. Il cibo \u00e8 pi\u00f9 di una semplice alimentazione, \u00e8 pi\u00f9 delle calorie. Il cibo \u00e8 una tradizione, una cultura umana e le culture umane sono piene di diversit\u00e0 e ricchezza di tradizioni. Dobbiamo ricominciare da questi valori perch\u00e9 penso che sia un aspetto fondamentale della sicurezza alimentare per il futuro. A tal proposito sono molto orgoglioso di ci\u00f2 che ha fatto Mellin in Italia. Due anni fa, hanno iniziato la loro attivit\u00e0 di produzione di alimenti biologici per bambini con il marchio \u201cviaggio d\u2019Italia\u201d, che \u00e8 una raccolta di materie prime che provengono da diverse regioni d\u2019Italia. \u00c8 un esempio di ci\u00f2 che dobbiamo promuovere di pi\u00f9 in ogni Paese\u00bb<\/p>\n<p><strong>Globalizzazione<\/strong><\/p>\n<p>Uno scenario che ipotizza un arretramento della globalizzazione richiede un riassetto alternativo. \u00c8 ipotizzabile? \u00ab Non penso che la pandemia porti anche la fine della globalizzazione. Forse \u00e8 la fine del quadro molto aperto che abbiamo creato: alcuni credevano che la globalizzazione fosse solo business senza responsabilit\u00e0 connesse. Penso che l\u2019epidemia ci offra invece una grande lezione: se oggi in Francia una persona non rispetta il lockdown e infetta qualcuno che torna in Cina, il virus torna in Cina. Quello che faccio qui, il modo in cui mi comporto qui, ha un impatto dall\u2019altra parte del mondo. E non \u00e8 mai stato cos\u00ec chiaro: il virus ha preso i nostri aerei, i nostri treni, le nostre auto, ha usato gli errori del nostro business per colpirci. Ci\u00f2 significa che non ci sar\u00e0 una soluzione a lungo termine senza una grande cooperazione mondiale. Non so come chiamare questa cooperazione, ma deve essere un tipo di globalizzazione molto diverso da quello che \u00e8 oggi\u00bb. L\u2019obiettivo ideale resta ancora quello di rendere l\u2019alimentazione accessibile al maggior numero possibile di persone. Ma senza danneggiare il pianeta. Possibile? \u00ab\u00c8 la sfida pi\u00f9 complicata. L\u2019agricoltura intensiva \u00e8 sbagliata e il cibo sano non pu\u00f2 essere un lusso. Da qualche mese stiamo tutti facendo cose a cui non siamo abituati. Questo deve farci trovare la giusta misura per un cibo accessibile a tutti e un mondo sostenibile\u00bb.<\/p>\n<p>Corriere Economia 11 maggio 2020[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;14151&#8243; img_size=&#8221;medium&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Non baster\u00e0 un vaccino a salvare il mondo dal rischio delle pandemie. 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