{"id":46620,"date":"2023-10-10T00:04:45","date_gmt":"2023-10-09T22:04:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=46620"},"modified":"2023-10-10T19:22:54","modified_gmt":"2023-10-10T17:22:54","slug":"europa-le-delusioni-post-covid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/europa-le-delusioni-post-covid\/","title":{"rendered":"Europa : le delusioni post Covid"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Redatto il 27 maggio 2020, aggiornato il 10 ottobre 2023<\/p>\n<p>Il 27 maggio di pi\u00f9 di tre anni f\u00e0 il Corriere aveva pubblicato questo articolo:<\/p>\n<p><strong>L&#8217;idea a sorpresa del fisco comune<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019 ultimo vertice franco-tedesco passato alla storia europea era stato una passeggiata lungo una spiaggia della Normandia, a Deauville, nell\u2019ottobre del 2010. Quel pomeriggio Angela Merkel convinse l\u2019inquilino dell\u2019Eliseo di allora, Nicolas Sarkozy, a una linea comune sulla crisi partita dalla Grecia. Era un approccio antitetico a quello sul quale Berlino e Parigi si sono accordati luned\u00ec.<\/p>\n<p>A Deauville la cancelliera pensava che la soluzione fosse imporre un default e sospendere i diritti di voto nel Consiglio dell\u2019Unione europea dei governi pi\u00f9 in difficolt\u00e0 nel finanziarsi.Sono passati quasi dieci anni, la cancelliera tedesca \u00e8 la stessa, la sua direzione di marcia \u00e8 opposta. Luned\u00ec con il presidente francese di oggi, Emmanuel Macron, ha pro- posto un\u2019emissione di bond comuni da 500 miliardi di euro. La Commissione Ue si indebiterebbe sui mercati per distribuire ai Paesi pi\u00f9 colpiti da Covid-19 risorse da spendere in investimenti nell\u2019ambiente, nel digitale e in altri settori strategici.<\/p>\n<p>Si avverte la parabola di una leader ormai preoccupata pi\u00f9 di conquistare una pagina nei libri di Storia che un\u2019altra vittoria elettorale. Si intravede anche la nuova insicurezza tedesca: entrata in questa crisi gi\u00e0 sull\u2019orlo di una recessione, la Germania sa di non poterne uscire a colpi di export verso Paesi lontani in questo mondo divenuto pi\u00f9 ostile. A Berlino \u00e8 ormai chiara la scelta strategica di compattare l\u2019Europa, evitando al massimo le tensioni. I paletti posti dalla Corte di Karlsruhe alla Banca centrale europea hanno accelerato tutto, convincendo Merkel che tocca a lei assumersi pi\u00f9 responsabilit\u00e0 finanziarie per stabilizzare l\u2019area euro. La minaccia delle agenzie di ra- ting che inizia a lambire anche la Francia ha fatto il resto. Rimane da capire come avverr\u00e0 la messa in musica e come essa intersechi la traiettoria del Paese pi\u00f9 importante da salvare, l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Olanda, Austria, Danimarca e Svezia continueranno a opporsi all\u2019idea franco-tedesca, per il momento. Italia, Spagna, Portogallo continueranno a chiedere di pi\u00f9\u00a0 in tacita intesa con Parigi \u2014 sapendo che il punto di caduta alla fine non potr\u00e0 che essere nel mezzo. Vicino a dove Merkel e Macron lo hanno indicato, una volta fatta qualche concessione all\u2019Aia sui rimborsi di parte dei suoi contributi al bilancio di Bruxelles. Pi\u00f9 interessante \u00e8 la deliberata vaghezza del presidente francese su un dettaglio essenziale: cosa c\u2019\u00e8 dietro il nuovo debito europeo, chi lo finanzia e come. Luned\u00ec Macron si \u00e8 limitato a dire che il denaro \u00abpu\u00f2 essere rimborsato dagli Stati membri, da contributi su cui potremmo scegliere di decidere pi\u00f9 avanti o da un altro meccanismo\u00bb. Tutto \u00e8 in divenire. Ma <strong>gli indizi che la Germania e la Francia stiano riflettendo a nuove forme di tassazione europea \u2014 non pi\u00f9 solo nazionale sono ovunque<\/strong>. <strong>Dietro l\u2019idea di un debito comune della Commissione c\u2019\u00e8 quella di entrate comuni europee: \u00e8 l\u2019embrione di un\u2019entit\u00e0 statuale che tassi e spenda e sia soggetta a un proprio parlamento, a Strasburgo.<\/strong><\/p>\n<p>Ieri a Die Zeit Olaf Scholz, il ministro delle Finanze di Berlino, ha richiamato l\u2019esempio di Alexander Hamilton, primo segretario al Tesoro americano che nel 1790 caric\u00f2 sulla federazione i debiti contratti dagli Stati nella guerra d\u2019indipendenza. \u00abMise insieme poteri di raccolta delle entrate e di indebitamento del governo centrale\u00bb, ha detto. Socialdemocratico, Scholz su questo terreno si muove pi\u00f9 a suo agio da quando i nuovi leader del suo partito, Saskia Esken e Norbert Walter-Borjans, hanno espresso un\u2019apertura.<\/p>\n<p><strong>In una riunione di nove ore, Scholz avrebbe avuto il permesso di Merkel a lavorare all&#8217; l\u2019idea di tasse europee per finanziare quel che di fatto \u00e8 un eurobond. Le impronte di quest\u2019idea di prelievi fiscali da trasferire dal livello nazionale alle \u00abrisorse proprie\u00bb di Bruxelles (in base all\u2019articolo 311 del Trattato) <\/strong>sono visibili nel documento franco-tedesco di luned\u00ec: vi si parla di un \u00abEmission Trading Scheme\u00bb (le aziende pagano per quanto inquinano) da ampliare potenzialmentea aviazione e nautica;<strong> si fa riferimento alle tasse da far pagare ai colossi digitali e a una tassa societaria minima europea, in contrasto ai paradisi fiscali di Olanda o Irlanda; si richiama l\u2019unione dei mercati dei capitali, che impli ca prelievi comuni dei profitti sugli investimenti. <\/strong><\/p>\n<p><strong>La strada resta da percorrere, ma \u00e8 aperta.<\/strong> Per l\u2019Italia significa pi\u00f9 ri sorse europee per investimenti pubblici \u2014 potenzialmente il 50% in pi\u00f9 quest\u2019anno e un raddoppio in ciascuno dei prossimi due \u2014 unite a pi\u00f9 controlli di Bruxelles su un principio di fondo: se vuole ricevere i trasferimenti di bilancio, il Paese deve mettersi in grado di spenderli con pi\u00f9 efficienza. Oppure rinuncia a tutto, in piena autonomia,e resta quello che \u00e8.<\/p>\n<p>Federico Fubini<\/p>\n<p>N.B. : non ho un link ma era in prima pagina, il 20 maggio 2020<\/p>\n<p>E i segnali positivi si moltiplicano :<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2020\/05\/27\/news\/recovery_fund_ue_von_der_leyen_crisi_coronavirus-257720493\/\">Recovery fund, ecco il piano da 750 miliardi. All&#8217;Italia 172,7 miliardi, di cui 81 a fondo perduto<\/a>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;46628&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]Purtroppo non \u00e8 andata cos\u00ec.<\/p>\n<h4>Queste sono le conclusioni <a href=\"https:\/\/osservatoriocpi.unicatt.it\/ocpi-pubblicazioni-il-comma-22-del-debito-europeo\">dell&#8217;Osservatorio Conti Pubblici Italiani il 26 settembre 2023:<\/a><\/h4>\n<p>Per riassumere, c\u2019\u00e8 una sorta di \u201cComma 22\u201d per il debito europeo, che riflette <strong>l\u2019irrisolta natura dell\u2019Unione europea e del suo principale sottoinsieme, l\u2019Unione monetaria europea<\/strong>.<\/p>\n<p>Se l\u2019Unione europea evolvesse effettivamente in una federazione pi\u00f9 compiuta, con un bilancio proprio e forme di finanziamento autonomo, allora verrebbe considerata alla stessa stregua di uno Stato sovrano e con tutta probabilit\u00e0 potrebbe finanziarsi alla stregua dei migliori emittenti nazionali, con tutti i vantaggi prima ricordati anche in termine di un\u2019offerta pi\u00f9 adeguata di\u00a0<em>safe asset\u00a0<\/em>nell\u2019Eurozona e di rafforzamento del ruolo internazionale della moneta comune. Ma i Paesi europei, o almeno la maggior parte di questi, nonostante il passo avanti fatto durante la pandemia non sembrano, o almeno non sembrano ancora, disponibili a fare questo passo ulteriore.<\/p>\n<p>Passo che tra l\u2019altro richiederebbe sicuramente una revisione dei Trattati e un rafforzamento dei meccanismi di controllo democratico sulle istituzioni europee, che diventerebbero ora depositari anche di un notevole potere fiscale.<\/p>\n<p>Ma <strong>poich\u00e9 i Paesi europei non sono disponibili a fare questo passo ulteriore il debito europeo risulta meno appetibile di quello dei Paesi membri, nonostante il suo elevato merito di credit<\/strong>o.<\/p>\n<p>A sua volta, questo offre un argomento ulteriore a coloro che sono contrari a utilizzare il bilancio europeo per affrontare crisi comuni, in quanto per molti Paesi questo risulterebbe ora pi\u00f9 oneroso (o comunque meno conveniente) che farlo attraverso un proprio autonomo ricorso ai mercati finanziari. Le varie iniziative ora in corso da parte delle istituzioni europee per rendere pi\u00f9 appetibile il debito europeo per gli operatori finanziari possono contribuire a ridurre il problema, ma sembra difficile immaginare che possano risolverlo del tutto.<\/p>\n<p><strong>Non ci sono soluzioni tecniche per un problema che resta fondamentalmente politico.<\/strong><\/p>\n<p class=\"newsinfo__title\">Rossana Arcano, Massimo Bordignon, Leoluca Virgadamo<\/p>\n<p><em>Questa situazione ha anche<strong> effetti pratici a livello distributivo, con livelli di tassazione (IVA *) e prezzi al pubblico diversi tra paesi europei<\/strong> (una stessa dose di Finish, ad esempio, costa 2,29 \u20ac in Germania e 5,95 \u20ac in Francia).<\/em><\/p>\n<p><em>(*) che pu\u00f2 spaziare dal 5% al 19%, a seconda dei paesi (Germania e Francia sulla Fanta di Coca-Cola, ad esempio).<\/em><\/p>\n<p><em>I poteri pubblici francesi vorrebbero ridurre queste differenze (Le Monde 28 settembre 2023, sotto).<\/em><\/p>\n<p><em>Quello che<strong> non<\/strong> deve preoccupare le autorit\u00e0 sono le<strong> centrali europee di acquisto<\/strong>, alle quali partecipano quasi tutti i distributori (<strong>Carrefour, Esselunga, Rewe<\/strong>, etc.) : sono proprio le logiche locali, con prodotti molto diversi ad impedire il loro &#8220;corretto funzionamento&#8221; (= abbassare i prezzi di acquisto). In<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/esselunga-in-esd-italia-punto-1-le-discriminazioni-dei-fornitori-il-primo-perche-della-fondazione-di-una-centrale-di-acquisti\/\"> <strong>ESD<\/strong><\/a> <strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/esselunga-in-esd-italia-punto-1-le-discriminazioni-dei-fornitori-il-primo-perche-della-fondazione-di-una-centrale-di-acquisti\/\">Italia<\/a><\/strong>, dopo la <strong>SEDD<\/strong>, avevamo aderito a <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/esselunga-nella-centrale-esd-italia-punto-4-il-metodo-e-i-risultati-nel-ricordo-di-sergio-pelassa\/\"><strong>EMD<\/strong><\/a>, con risultati molto modesti in entrambe le &#8220;super centrali&#8221; di acquisto europee.<br \/>\n<\/em>[\/vc_column_text][vc_separator][vc_single_image image=&#8221;77305&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo l&#8217;entusiasmo  e la solidariet\u00e0 dettata dalla pandemia si torna alla dura realt\u00e0 delle enormi differenze europee<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":75453,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[238,37,270],"tags":[101,87,252,88,185,132],"class_list":["post-46620","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia","category-interventi","category-storia-del-cibo-e-della-distribuzione","tag-carrefour","tag-coca-cola","tag-coronavirus","tag-esd-italia","tag-esselunga","tag-localismo","category-238","category-37","category-270","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46620","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46620"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46620\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":77308,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46620\/revisions\/77308"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/75453"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46620"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46620"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46620"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}