{"id":46822,"date":"2020-05-27T11:25:17","date_gmt":"2020-05-27T09:25:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=46822"},"modified":"2020-05-27T16:38:28","modified_gmt":"2020-05-27T14:38:28","slug":"il-difficile-risveglio-di-milano-di-giangiacomo-schiavi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/il-difficile-risveglio-di-milano-di-giangiacomo-schiavi\/","title":{"rendered":"Il difficile risveglio di Milano . Di Giangiacomo Schiavi"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"content_edition\">\n<div class=\"number_edition\"><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/digital-edition\/CORRIEREFC_NAZIONALE_WEB\/2020\/05\/27\/1\/span-classeditoriale-pil-difficilep-prisvegliop-pdi-milanop-span_U3190371155626CEC.shtml\"><em>CORRIERE DELLA SERA<\/em>\u00a0&#8211;\u00a0<em>27 maggio 2020<\/em>\u00a0&#8211;<em>\u00a0pagina 1<\/em><\/a><\/div>\n<div class=\"barra_passaparola\">\n<div class=\"web_widget_socialBar rs_skip rs_preserve\" data-href=\"http:\/\/www.corriere.it\/digital-edition\/CORRIEREFC_NAZIONALE_WEB\/2020\/05\/27\/1\/span-classeditoriale-pil-difficilep-prisvegliop-pdi-milanop-span_U3190371155626CEC.shtml\">\n<div class=\"social_bar\">\n<div class=\"share fb\"><\/div>\n<div class=\"share tw\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"col span_12 content_articolo\">\n<div class=\"occhiello_c\">L&#8217;editoriale<\/div>\n<div class=\"titolo_c uppercase\"><\/div>\n<div class=\"sommario\">di Giangiacomo Schiavi<\/div>\n<div class=\"corpo\">\n<div class=\"testo\">\n<p><span class=\"righe5\">I<\/span>l risveglio di Milano non \u00e8 proprio un risveglio. \u00c8 un lento ritrovarsi. La citta che aveva tutto e voleva tutto, esagerando nell\u2019ebollizione frenetica che ne condizionava i ritmi, oggi \u00e8 sospesa nel vuoto delle assenze sulle quali si reggeva il suo sistema: eventi, saloni, fiere, spettacoli, concerti, serate, cocktail, presentazioni, scuole, universit\u00e0, aste, mercati. Cosi com\u2019\u00e8 dopo il lockdown, Milano appare una citt\u00e0 di funzioni interrotte, di classi silenziate, mute, imprigionate come i suoi teatri, i cinema, la Scala, in attesa di un messaggio per ripartire che non dipende pi\u00f9 solo dalle sue capacit\u00e0 di resilienza, di coraggio e intraprendenza, n\u00e9 dagli impulsi di Palazzo Marino, dalle parole del sindaco o dell\u2019arcivescovo, dagli spiriti guida che tracciavano rotte in autonomia e spesso in contrasto con la politica romana, appoggiandosi all\u2019efficienza e alla concretezza di un rito che anche per questo, nel bene e nel male, si chiamava ambrosiano.<\/p>\n<p>Milano, che si \u00e8 sempre fatta vanto con orgoglio di poter fare da sola applicando al lavoro un\u2019etica pragmatica, \u00abse gh\u00e8 da fa, feem\u00bb, dipende oggi dalla sua Regione e dal bollettino Covid.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 pi\u00f9 internazionale d\u2019Italia \u00e8 appesa alle scelte che la Regione far\u00e0 in materia sanitaria e ambientale, dai correttivi a un sistema che dopo la tragica pandemia impatta sui nuovi stili di vita e condiziona lo sviluppo urbano. \u00c8 un\u2019anomalia, che rovescia i rapporti e stabilisce la necessit\u00e0 di una messa a punto, come un pit stop in attesa della vera ripartenza. Perch\u00e9 Milano e la Regione hanno avuto in questi anni percorsi diversi e spesso contrapposti sull\u2019assistenza, sull\u2019immigrazione, sulla sicurezza, sulla lotta allo smog, sui divieti al traffico e sui biglietti integrati dei trasporti. Fino a trovarsi divisi nella fase iniziale del Covid, quando la Regione vietava e il sindaco invitava a non fermarsi, poi nella vicenda dei tamponi e dei test sierologici, con il sindaco Sala che li sollecitava e il governatore Fontana che li minimizzava.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 darsi che ci sia stato un eccesso di retorica autocelebrativa in questi anni, da una parte e dall\u2019altra, come viene rinfacciato dal resto d\u2019Italia, ma \u00e8 indubbio che Milano ha seminato pi\u00f9 speranze che allarmi con il suo boom legato all\u2019Expo, portando valore aggiunto al Pil (il 12 per cento di quello nazionale) e innescando con la sua voglia di essere global city un meccanismo di fiducia che si respirava ogni giorno, adrenalina pura da piazza Duomo a corso Como, da Garibaldi-Repubblica a City Life. E la Regione? In ombra. Chiusa tra gli scandali e gli arresti, la grandeur di Formigoni e del suo centrodestra a trazione Cl, votatissimo per tre mandati consecutivi e protagonista della riforma che ha allineato la sanit\u00e0 privata a quella pubblica, sono rimaste le toppe: un\u2019ospedalizzazione all\u2019eccesso, lo squilibrio a favore del privato, la mancata rete dei medici sul territorio, le spartizioni di poltrone pi\u00f9 per convenienza che per competenza. Una sanit\u00e0 d\u2019eccellenza ma troppo sbilanciata e per questo da correggere in base ai nuovi bisogni: l\u2019assistenza a domicilio e l\u2019invecchiamento della popolazione. Toccava al successore Roberto Maroni avviare una riforma sulla cronicit\u00e0, ma l\u2019operazione \u00e8 finita prima di cominciare, liti nella catena di comando, arresti, dimissioni, un assessore in carcere, il ripiego nella burocrazia della salute con le nuove sigle da Asl a Asst. L\u2019attuale giunta Fontana, imbullonata nelle stesse viti, era ancora in cerca di correttivi quando \u00e8 esploso il Covid&#8230;<\/p>\n<p>Oggi i destini e i percorsi di Milano e della Regione si incrociano allo stesso semaforo. Quello della ripartenza. Ma il pulsante da schiacciare \u00e8 in mano alla Regione: sulla sanit\u00e0 il Comune non tocca palla. Ora il problema non \u00e8 affondare il coltello in una ferita aperta, scatenando altre risse su una sanit\u00e0 che vive una situazione tragica, con migliaia di morti, denunce di medici e familiari, inchieste della magistratura sugli errori commessi. Bisogna guardare oltre la d\u00e9b\u00e2cle del Covid, ammettere con umilt\u00e0 errori e ritardi e costruire un sistema adeguato alle nuove emergenze: quel che \u00e8 mancato in questi mesi della pandemia non deve mancare in futuro. \u00c8 la sanit\u00e0 il punto da cui ripartire, anche per Milano. La sanit\u00e0 pubblica che ha dimostrato di essere un presidio fondamentale per la tutela dei cittadini. Con la sanit\u00e0 pu\u00f2 tornare la fiducia, si possono mettere in moto nuove tecnologie e formazione, si pu\u00f2 fare ricerca e innovazione.<\/p>\n<p>Sulla filiera dei valori espressi dal bisogno di cura Milano dovrebbe darsi una linea, definire un nuovo ruolo. La pandemia ha messo in crisi un modello e oggi ne impone un altro, urbano e abitativo, con meno congestione, ripensamento degli spazi tra auto, bici e pedoni, maggiore attenzione agli anziani e alle fragilit\u00e0. \u00c8 un progetto legato al benessere equo e solidale, dove conter\u00e0 sempre di pi\u00f9 lo smart working e la localizzazione di ospedali e presidi sanitari. Il virus ha dimostrato di essere pi\u00f9 moderno dell\u2019attuale sistema sanitario lombardo e il legame tra salute e ambiente, nella Regione pi\u00f9 colpita e pi\u00f9 ferita, richiede uno sforzo straordinario, da Dopoguerra \u00e8 stato detto. Bisogna costruire argini, lanciare una sfida esemplare su salute e ambiente per non restare prigionieri di un modello usurato. Andrebbe aggiornata anche la riforma sanitaria per inserire il ruolo medici di base, e non lasciarli nell\u2019attuale limbo normativo: questi medici, molti dei quali morti sul campo, da eroi, non possono essere lasciati soli a tamponare le falle di un sistema di gestione tracollato con il Covid.<\/p>\n<p>Se Milano non vuole restare afasica e prigioniera della paura, deve reagire con idee e progetti, esaltando il valore della salute in ogni sua declinazione. Anche occupandosi degli ospedali che gravitano sulla citt\u00e0. Oggi c\u2019\u00e8 una dispersione in atto, tra progetti immobiliari e aree della ricerca e della salute avulse dall\u2019idea di prossimit\u00e0. Senza correzioni di rotta si resta nel passato. Le Regioni, ha scritto Sabino Cassese sul Corriere di domenica, \u00abdovevano rappresentare un diverso modo di gestire, rispetto alle inefficienze dello Stato. Sono divenute esse stesse parte del problema\u00bb. Serve l\u2019umilt\u00e0 della consapevolezza per riconoscere anche dove si \u00e8 sbagliato: cura e protezione dei cittadini sono precondizioni per ripartire, punti fermi per la qualit\u00e0 sociale e l\u2019economia della vita. Un patto sulla nuova sanit\u00e0 e sull\u2019ambiente sarebbe uno scatto utile per far tornare Milano laboratorio di futuro con imprese e universit\u00e0. Altrimenti rester\u00e0 accesa una spia sul cruscotto di una citt\u00e0 e della sua Regione: quella dell\u2019incertezza (o della presunzione) di ritenere giusto anche quello che forse non lo \u00e8 stato.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;il legame tra salute e ambiente, nella Regione pi\u00f9 colpita e pi\u00f9 ferita, richiede uno sforzo straordinario&#8230; Andrebbe aggiornata anche la riforma sanitaria per inserire il ruolo medici di base, e non lasciarli nell\u2019attuale limbo normativo: questi medici, molti dei quali morti sul campo, da eroi, non possono essere lasciati soli a tamponare le falle di un sistema di gestione tracollato con il Covid&#8230;&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":46793,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[76],"tags":[252],"class_list":["post-46822","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sociale","tag-coronavirus","category-76","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46822","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46822"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46822\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":46825,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46822\/revisions\/46825"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/46793"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46822"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46822"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46822"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}