{"id":48573,"date":"2025-08-04T00:13:59","date_gmt":"2025-08-03T22:13:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=48573"},"modified":"2025-08-24T14:44:16","modified_gmt":"2025-08-24T12:44:16","slug":"il-falso-mito-del-cibo-100-italiano-il-nostro-paese-non-e-autosufficiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/il-falso-mito-del-cibo-100-italiano-il-nostro-paese-non-e-autosufficiente\/","title":{"rendered":"Il falso mito del cibo \u201c100% italiano\u201d: il nostro Paese non \u00e8 autosufficiente"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<span class=\"tie-date\">Redatto il 3 Dicembre 2013, aggiornato il 4 agosto 2025<\/span><\/p>\n<p><em><strong>Premessa : mai come oggi il Made in Italy rischia di trovarsi sotto scacco. Le minacce vengono da due fronti aperti da Donald Trump : <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>1) <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/dazi-usa-allagroalimentare-italiano-danni-fino-a-2-miliardi-di-e\/\">i dazi <\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>2) la volont\u00e0 del governo americano di esportare in Italia il proprio cibo, <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/rapporti-usa-europa-la-carne-agli-ormoni-gli-ogm-i-pesticidi-la-sicurezza-alimentare-e-i-dazi-quelli-veri\/\">rispolverando il TTIP, un\u00a0 accordo che sembrava morto e sepolto, che vedrebbe l&#8217;Italia esposta a standard\u00a0 inferiori a quelli imposti dall&#8217;Unione Europea (es: Ogm, pesticidi e carne agli ormoni). <\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Ne parla Milena Gabbanelli sul Corriere del 14 aprile 2025 Trovate il suo pezzo in fondo a questo articolo.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong><em>In questo contesto va saputo che siamo deboli : esiste un \u00a0falso mito del cibo \u201c100% italiano\u201d , il nostro Paese non \u00e8 autosufficiente e importiamo grandi quantit\u00e0 di grano, legumi, latte e carni bovine.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Di <span class=\"post-meta-author\"><a title=\"\" href=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/author\/eleonora\">Eleonora Vigan\u00f2<\/a><\/span><\/p>\n<p><span class=\"tie-date\"><strong>In fondo trovate\u00a0 le mie considerazioni attuali.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/100-italiano-materie-prime-grano.html\">Trovate qui il link\u00a0 dell&#8217;articolo de <strong>Il Fatto Alimentare<\/strong>.<\/a><\/p>\n<p><em>p.s.: <strong>Il pezzo \u00e8 del 2013 ma le &#8220;logiche&#8221; sono sempre le stesse<\/strong>, lo potete vedere pi\u00f9 avanti, guardando la <strong>bilancia commerciale del settore alimentare nel 2018.<\/strong><\/em>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;46953&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]<strong>L\u2019Italia nel settore alimentare non \u00e8 autosufficiente\u00a0<\/strong>e deve importare grandi quantit\u00e0 di materie prime dall\u2019estero. Una situazione ben conosciuta dagli addetti ai lavori, ma meno nota al grande pubblico, che vorrebbe sempre comprare cibo \u201cmade in Italy\u201d. Questa mancanza si traduce nella necessit\u00e0 di importare ingredienti da trasformare in prodotti finiti destinati sia al consumo interno sia all\u2019esportazione. Un rapporto firmato da Coop e pubblicato sulla rivista\u00a0 \u201cConsumatori\u201d cerca di fare chiarezza.<\/p>\n<p><strong>Il dossier sfata il mito del prodotto<\/strong> preparato con materie prime al 100% italiane. Il nostro Paese non riesce a produrre tutte le risorse di cui ha bisogno sia a causa di politiche restrittive dell\u2019Unione Europea (*), sia per la diminuzione dei terreni destinati all\u2019agricoltura. Secondo dati raccolti da Coop, dal 1970 a oggi gli ettari di superficie coltivabile sono scesi da 18\u00a0 a 13 milioni, mentre la popolazione \u00e8 cresciuta del 10%.<strong> L\u2019importazione \u00e8\u00a0 indispensabile<\/strong> per produrre molti altri alimenti tipici del made in Italy.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esempio della pasta \u00e8 istruttivo: il grano duro italiano copre solo il 65 % del fabbisogno<\/strong>, occorre importare frumento da Paesi come Canada, Stati Uniti, Sudamerica. Anche per il grano tenero vale la stessa cosa poich\u00e9 il prodotto interno copre solo il 38% di ci\u00f2 che richiede il settore, con importazioni da Canada, Francia, ma anche Australia, Messico e Turchia. Non cambia la situazione per altre categorie merceologiche: le carni bovine italiane rappresentano il 76% dei consumi e per il latte si scende addirittura al 44%, anche per lo zucchero e il pesce fresco dobbiamo rivolgerci ad altri mercati poich\u00e9 riusciamo a coprire solo il 24% e il 40% del consumo interno. Lo zucchero viene soprattutto dal Brasile, mentre il pesce da Paesi Bassi, Thailandia, Spagna, Grecia e Francia, oltre a Danimarca ed Ecuador.<\/p>\n<p><strong>Anche la maggior parte dei legumi non sono italiani,<\/strong>\u00a0a causa di drastiche riduzioni delle coltivazioni a partire dagli anni \u201950. Adesso le importazioni provengono principalmente da Stati Uniti, Canada, Messico, Argentina, ma anche da Medio Oriente e Cina. Quest\u2019ultimo Paese \u00e8 diventato il primo fornitore italiano a seguito della siccit\u00e0 che ha colpito l\u2019Argentina.<\/p>\n<p>(*) ricordo che siamo nel 2013.[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;38818&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_column_text]La produzione nazionale di uova, riso, frutta, pollame e vino \u00e8 in grado di soddisfare il fabbisogno interno<\/p>\n<p><strong>Dobbiamo ricordare poi l\u2019annosa questione del pomodoro.<\/strong>\u00a0Premesso che tutto il pomodoro venduto sugli scaffali \u00e8 italiano, <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/pomodoro-come-si-distrugge-leccellenza-del-made-in-italy\/\">dalla Cina importiamo triplo concentrato di pomodoro<\/a>, che viene lavorato e\u00a0 esportato in altri Paesi.<\/p>\n<p>Siamo invece autosufficienti per quanto riguarda riso, vino, frutta fresca, pomodoro, uova e pollo. Solo in questi casi abbiamo la quasi totale certezza di comprare un prodotto made in Italy al 100%.<\/p>\n<p><strong>La situazione per il cibo trasformato \u00e8 opposta<\/strong>: produciamo il 220% della pasta rispetto al fabbisogno interno,\u00a0 che viene esportata, 4 volte la quantit\u00e0 di spumante\u00a0 consumato, mentre per i formaggi questa percentuale \u00e8 pari al 134% ( vedi tabella Coop sotto). L\u2019importazione della materia prima diventa nel caso della pasta\u00a0 indispensabile per poter produrre quantit\u00e0 in grado di soddisfare le richieste del mercato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_35439\" class=\"wp-caption aligncenter\" aria-describedby=\"caption-attachment-35439\"><\/figure>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;58760&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p><strong>Alcuni esempi rischiano anche di sorprendere<\/strong>: alcuni prodotti correlati al territorio come quelli IGP (Indicazione Geografica Protetta), sono in realt\u00e0 il risultato eccellente della lavorazione di materie prime non italiane. <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/jbs-la-multinazionale-della-carne-piu-grande-al-mondo-che-finanzia-donald-trump-quotazione-in-borsa-tra-corruzione-e-devastazione-ambientale\/\">La bresaola proveniente dalla Valtellina viene preparata con carne brasiliana. La Valtellina offre un ambiente ottimo per la stagionatura e la lavorazione del prodotto, ma non dispone di allevamenti in grado di fornire l\u2019ingrediente di base (17 mila tonnellate l\u2019anno di cui 11 mila di prodotti Igp)&#8230;<\/a><\/p>\n<p><strong>&#8230; La provenienza di materie prime dall\u2019estero<\/strong>\u00a0non \u00e8 sinonimo necessario di scarsa qualit\u00e0: la sicurezza dipende dai controlli e dal rispetto delle\u00a0 regole. \u00c8\u00a0 pi\u00f9 importante poter potenziare gli strumenti che garantiscono la qualit\u00e0 di un prodotto o di un ingrediente, a prescindere dalla sua provenienza geografica, piuttosto che ricercare l\u2019italianit\u00e0 a tutti i costi, anche quando non \u00e8 possibile.<\/p>\n<p>Tabella: Coop. Foto: photos.com<\/p>\n<p>Come si legge : siamo, ad esempio, grandi esportatori di spumanti e grandi importatori di pesce.[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;48612&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;48614&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]<a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/export-agroalimentare-e-coronavirus-ordini-ci-sono-ora-vanno-limitati-danni-ADf31tC\">Dal 2013 in poi le esportazioni di cibo sono aumentate<\/a> ma <strong>molti settori rimangono deficitari,<\/strong> vedi sotto.<\/p>\n<p>Nota bene che se ittico, carne, colture industriali (*), olio e latte incidono negativamente sulla bilancia commerciale (dobbiamo importarli) , i &#8220;cereali&#8221; in positivo\u00a0 non devono trarre in inganno : si tratta di pasta, trasformata da grano prevalentemente straniero (Usa, Canada, etc)\u00a0 importato in Italia.<\/p>\n<p>Poi &#8211; una volta lavorato il grano &#8211; la pasta viene esportata all&#8217;estero.<\/p>\n<p><strong>In Italia l&#8217;autosufficienza di grano duro &#8211; che \u00e8 quello che serve per fare la pasta &#8211; nel 2013 era del 65% e,<a href=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/pasta-italiana-grano-importato.html\"> nel 2024, \u00e8 scesa al 60%.<\/a><\/strong><\/p>\n<p><span class=\"ng-star-inserted\">(*) per la colture industriali sono previsti cinque settori: impieghi <\/span><span class=\"translate-example-text-highlight ng-star-inserted\">industriali<\/span><span class=\"ng-star-inserted\">\u00a0di\u00a0<\/span><span class=\"translate-example-text-highlight ng-star-inserted\">colture<\/span><span class=\"ng-star-inserted\">\u00a0cerealicole; impieghi\u00a0<\/span><span class=\"translate-example-text-highlight ng-star-inserted\">industriali<\/span><span class=\"ng-star-inserted\">\u00a0di\u00a0<\/span><span class=\"translate-example-text-highlight ng-star-inserted\">colture<\/span><span class=\"ng-star-inserted\">\u00a0oleaginose; impieghi\u00a0<\/span><span class=\"translate-example-text-highlight ng-star-inserted\">industriali<\/span><span class=\"ng-star-inserted\">\u00a0di\u00a0<\/span><span class=\"translate-example-text-highlight ng-star-inserted\">colture<\/span><span class=\"ng-star-inserted\">\u00a0proteaginose; filiere dei prodotti della silvicoltura e del legname; biomassa per\u00a0<\/span><span class=\"translate-example-text-more ng-star-inserted\">[\u2026]<\/span><span class=\"translate-example-text-after ng-star-inserted\">l&#8217;energia e impieghi non alimentari.<\/span>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;48605&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]Non tutto il grano duro viene usato per fare pasta (vedi sotto).<\/p>\n<p><strong>E, alla fine, 1 piatto di pasta su 5 (il 20%) \u00e8 fatto &#8211; mediamente (*) &#8211; di grano italiano.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Anche se, <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/barilla-cambia-rotta-pasta-con-grano-100-italiano\/\">dopo <strong>Barilla<\/strong>,<\/a> <a href=\"https:\/\/aziendeincampo-wordpress-com.cdn.ampproject.org\/c\/s\/aziendeincampo.wordpress.com\/2020\/09\/05\/lenta-conversione-rummo-e-costretto-a-convertirsi-alla-pasta-con-grano-100-italiano\/amp\/\">tutti i big del settore puntano a produrre pasta 100% italiana.<\/a><\/p>\n<p>Per non incappare in &#8220;brutte sorprese&#8221; consigliamo, <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/lolio-di-palma-il-cibo-e-il-futuro-dei-nostri-figli\/\">come sempre,<\/a> di <strong>leggere attentamente le etichette<\/strong>, cartelli etc. e di agire di conseguenza.<\/p>\n<p>(*) molto spesso si usa grano &#8220;mescolato&#8221; (un blend di varie provenienze).<\/p>\n<p><strong>Per capire la scelta di Barilla sul grano 100% italiano leggi : <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/barilla-solo-grano-duro-italiano-al-100-si-tratta-di-una-scelta-obbligatoria\/\">Barilla : solo grano duro italiano al 100%? Si tratta di una scelta &#8220;obbligata&#8221;<\/a> (perch\u00e8 Barilla perdeva fatturato e quote di mercato: -7,2% e -2,6% , rispettivamente ad anno terminante ad agosto 2019).<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/favola-made-in-italy-importazioni.html\">&#8220;Il Fatto Alimentare&#8221;\u00a0 nel<strong> 2024<\/strong> ha ribadito<\/a> : secondo il\u00a0<a title=\"Rapporto 2024 sull\u2019agroalimentare italiano\" href=\"https:\/\/www.ismeamercati.it\/flex\/cm\/pages\/ServeBLOB.php\/L\/IT\/IDPagina\/13303\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Rapporto 2024 sull\u2019agroalimentare italiano<\/a> dell\u2019Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA), il comparto italiano \u00e8 caratterizzato da un\u2019agricoltura strutturalmente importatrice che dipende dall\u2019estero per l\u2019approvvigionamento di beni agricoli che l\u2019industria alimentare trasforma in prodotti tipici italiani.<\/p>\n<p><strong>I principali prodotti importati necessari per le filiere del made in Italy agroalimentare sono: il caff\u00e8 non torrefatto (100%), l\u2019olio di palma (100%), i panelli di soia (83,3%), le fave di soia (68%), il frumento di grano tenero (64%), i bovini vivi (57%), il mais (54%), l\u2019olio extravergine d\u2019oliva (48%), il frumento di grano duro (44%), il prosciutto e le spalle di suini freschi (37%).<\/strong><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/dove-va-litalia-negli-ultimi-15-anni-e-avvenuto-il-crollo-del-52-delle-coltivazioni-in-sardegna\/\">E la nostra agricoltura, purtroppo, sta retrocedendo.<\/a> <\/em><\/p>\n<p><em>Lo riconferma <a href=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/grano-tenero-importiamo-70-del-fabbisogno-60-del-grano-duro.html\">il Fatto Alimentare, nel <strong>2025<\/strong><\/a>:<\/em> le importazioni di grano tenero sono al 70% ..&#8221; La produzione italiana di grano tenero e grano duro non \u00e8 sufficiente per garantire il fabbisogno industriale. La stessa cosa si ripropone per <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/linarrestabile-declino-dellolio-extravergine-italiano-ultimi-per-investimenti-e-scambi\/\">l\u2019olio extravergine di oliva che ormai viene importato per oltre il 60% e registra una produzione nazionale in costante diminuzione<\/a>&#8220;.<\/p>\n<p><em>Sotto trovate l&#8217;articolo di Milena Gabbanelli che parla, giustamente, di carne agli <strong>ormoni, pesticidi\u00a0 e <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/il-mondo-del-biologico-contro-la-svolta-pro-ogm-di-crea-coldiretti-e-federchimica\/\">ogm <\/a><\/strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/il-mondo-del-biologico-contro-la-svolta-pro-ogm-di-crea-coldiretti-e-federchimica\/\">(<\/a><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/il-mondo-del-biologico-contro-la-svolta-pro-ogm-di-crea-coldiretti-e-federchimica\/\">\u00a0tanto cari a<\/a><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/il-mondo-del-biologico-contro-la-svolta-pro-ogm-di-crea-coldiretti-e-federchimica\/\"> Coldiretti&#8230;).<\/a><\/em>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;93620&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_separator][vc_column_text]<em>Per chi &#8220;pensasse male&#8221;\u00a0 smentisco che i tratti si tratta di &#8220;dietrologia politica&#8221; della Gabbanelli contro gli USA: di fronte a forti incrementi di prezzo &#8211; ad esempio\u00a0 come avverr\u00e0 con il pecorino romano, formaggio molto amato negli USA &#8211; \u00e8 molto probabile che il consumatore medio americano acquister\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/esselunga-la-gd-il-tricolore-e-litalian-sounding\/\">prodotti alternativi locali (&#8220;italian sounding&#8221;).<\/a><\/em><\/p>\n<p><em>Sotto trovate un estratto di un&#8217;intervista del &#8220;falco dei dazi&#8221; di Trump, <strong>Peter Navarro<\/strong> al Financial Times, dove parla del <strong>risentimento degli Stati Uniti per <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/cibo-le-possibili-insidie-targate-usa\/\">il rifiuto opposto dalla UE all&#8217;import di carne e ogm &#8220;Made in USA&#8221;.<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/rapporti-usa-europa-la-carne-agli-ormoni-gli-ogm-i-pesticidi-la-sicurezza-alimentare-e-i-dazi-quelli-veri\/\">Ne parlo in questo articolo.<\/a><\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/probabilmente-amazon-non-paghera-mai-le-tasse-come-gli-altri-distributori\/\"><em>Sulla tassazione delle aziende big tech &#8211; tra le quali <strong>Amazon<\/strong> &#8211; puoi leggere questo articolo.<\/em><\/a>[\/vc_column_text][vc_separator][vc_single_image image=&#8221;93628&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo un Paese di trasformatori : solo un piatto di pasta su cinque \u00e8 fatto di grano italiano . Importiamo grano, legumi, latte, olio, pomodoro e carni bovine. Ma la qualit\u00e0 e la sicurezza del nostro cibo dipende dalla trattative sui dazi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":69144,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[238,270],"tags":[217,187,86,263,200,8,185,146,151,237],"class_list":["post-48573","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia","category-storia-del-cibo-e-della-distribuzione","tag-agricoltura","tag-amazon","tag-barilla","tag-carne","tag-coldiretti","tag-coop","tag-esselunga","tag-marketing","tag-ogm","tag-pesticidi","category-238","category-270","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48573","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=48573"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48573\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":96837,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48573\/revisions\/96837"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/69144"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=48573"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=48573"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=48573"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}