{"id":49152,"date":"2020-09-10T18:08:27","date_gmt":"2020-09-10T16:08:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=49152"},"modified":"2020-11-17T18:48:20","modified_gmt":"2020-11-17T17:48:20","slug":"non-solo-api-i-neonicotinoidi-danneggiano-anche-crostacei-e-molluschi-i-risultati-di-due-studi-australiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/non-solo-api-i-neonicotinoidi-danneggiano-anche-crostacei-e-molluschi-i-risultati-di-due-studi-australiani\/","title":{"rendered":"Non solo api: i neonicotinoidi danneggiano anche crostacei e molluschi. I risultati di due studi australiani"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<p class=\"name post-title entry-title\">Non solo api: i neonicotinoidi danneggiano anche crostacei e molluschi. I risultati di due studi australiani<\/p>\n<p class=\"post-meta\"><span class=\"post-meta-author\"><i class=\"fa fa-user\"><\/i><a title=\"\" href=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/author\/agnese-codignola\">Agnese Codignola<\/a><\/span>\u00a0<span class=\"tie-date\"><i class=\"fa fa-clock-o\"><\/i>27 Agosto 2020<\/span>\u00a0<span class=\"post-cats\"><i class=\"fa fa-folder\"><\/i><a href=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/argomenti\/pianeta\" rel=\"category tag\">Pianeta<\/a><\/span>\u00a0<span class=\"post-comments\"><i class=\"fa fa-comments\"><\/i><a href=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/neonicotinoidi-crostacei-molluschi.html#respond\">Lascia un commento<\/a><\/span><\/p>\n<div class=\"ad sotto-il-titolo-768\">\n<div id=\"beacon_695eaf8afe\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ad.ilfattoalimentare.it\/www\/delivery\/lg.php?bannerid=638&amp;campaignid=233&amp;zoneid=33&amp;loc=https%3A%2F%2Filfattoalimentare.it%2Fneonicotinoidi-crostacei-molluschi.html&amp;cb=695eaf8afe\" alt=\"\" width=\"0\" height=\"0\" \/><\/div>\n<div id=\"beacon_2701c6d8e3\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ad.ilfattoalimentare.it\/www\/delivery\/lg.php?bannerid=0&amp;campaignid=0&amp;zoneid=41&amp;loc=https%3A%2F%2Filfattoalimentare.it%2Fneonicotinoidi-crostacei-molluschi.html&amp;cb=2701c6d8e3\" alt=\"\" width=\"0\" height=\"0\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"separatore-sotto-ad\"><\/div>\n<div id=\"posizione-galleria\"><\/div>\n<div class=\"entry\">\n<p><strong><a href=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/gamberi-pescheria-177114347.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"lightbox[153631] noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-47079 alignleft\" src=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/gamberi-pescheria-177114347.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" srcset=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/gamberi-pescheria-177114347.jpg 507w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/gamberi-pescheria-177114347-300x200.jpg 300w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/gamberi-pescheria-177114347-82x55.jpg 82w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/gamberi-pescheria-177114347-210x140.jpg 210w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/gamberi-pescheria-177114347-310x206.jpg 310w\" alt=\"gamberi pescheria\" width=\"550\" height=\"367\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_54819\" class=\"wp-caption aligncenter\" aria-describedby=\"caption-attachment-54819\"><figcaption id=\"caption-attachment-54819\" class=\"wp-caption-text\">Gli insettici neonicotinoidi sarebbero in grado danneggiare i crostacei, attaccando il loro sistema nervoso, come quello degli insetti<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/api-neonicotinoidi-e-ogm\/\"><strong>Non solo le api<\/strong>\u00a0e gli insetti impollinatori. I neonicotinoidi, insetticidi ancora molto usati,<\/a> sebbene sotto accusa e gi\u00e0 sospesi o vietati in diversi paesi, fanno danni anche in un ambito insospettabile: quello degli allevamenti di crostacei e di molluschi, nello specifico di gamberoni e ostriche. Il motivo, per i crostacei, va ricercato nell\u2019appartenenza allo stesso\u00a0<em>phylum<\/em>\u00a0evoluzionistico degli insetti. La conseguenza \u00e8 che la struttura del sistema nervoso \u00e8 simile nei due gruppi, e ci\u00f2 che danneggia quello degli insetti \u00e8 molto pericoloso anche per i crostacei.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Per quanto riguarda i molluschi, invece, il danno deriva dall\u2019attivit\u00e0 di filtraggio dell\u2019acqua, che causa accumuli, intossicando l\u2019animale, con alterazioni molto evidenti.<\/p>\n<p><strong>La dimostrazione<\/strong>\u00a0del fatto che la presenza dei neonicotinoidi comporta effetti ad ampio raggio arriva da due studi condotti dallo stesso gruppo di ricerca, quello del National Marine Science Center della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.scu.edu.au\/engage\/news\/2020\/new-study-finds-agricultural-pesticides-can-affect-prawns-and-oysters.php\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener noreferrer\">Southern Cross University<\/a>\u00a0di Coffs Harbour, in Australia, pubblicati insieme a un articolo riassuntivo sulle conoscenze attuali su tre riviste diverse.<\/p>\n<p><strong>Il primo,<\/strong>\u00a0uscito su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/abs\/pii\/S0147651320305212?via%3Dihub\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener noreferrer\"><em>Ecotoxicology and Environmental Safety<\/em><\/a>, analizza l\u2019effetto dell\u2019imidacloprid, neonicotinoide ancora molto usato ma vietato all\u2019aperto in Italia e in Europa, sui gamberi giganti indopacifici (<i>Penaeus monodon<\/i>) in specifici test condotti in laboratorio. I gamberoni sono stati esposti a due concentrazioni non letali di imidaclorprid sciolto nell\u2019acqua (5 e 30 microgrammi per litro) o nel mangime (12,5 o 75 microgrammi per grammo), e poi analizzati dal punto di vista dell\u2019accumulo nei tessuti e delle conseguenze sul loro benessere e sviluppo. Dopo soli quattro giorni i crostacei avevano accumulato fino a 0,350 microgrammi per grammo di peso da entrambe le fonti e, in seguito all\u2019esposizione cronica, \u00e8 stato registrato un calo ponderale e una riduzione dei grassi corporei, cambiati anche nelle proporzioni tra i diversi tipi, rispetto ai gamberoni di controllo.<\/p>\n<p><strong>Tutto ci\u00f2 conferma<\/strong>\u00a0che l\u2019esposizione ai neonicotinoidi potrebbe avere effetti sull\u2019alimentazione degli animali e, di conseguenza, sulle rese degli allevamenti, come spiegano gli stessi autori nell\u2019articolo pubblicato su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/abs\/pii\/S004565351832068X?via%3Dihub\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener noreferrer\"><em>Chemosphere<\/em><\/a>. Come sottolineano gli scienziati, inoltre, i neonicotinoidi, che arrivano ai crostacei da pi\u00f9 fonti (mangimi, acque e sedimenti), possono essere assunti anche dagli esseri umani, e su questo non ci sono dati. Sarebbe invece quantomai opportuno effettuare studi specifici, vista la diffusione in tutto il mondo dei gamberoni di allevamento.<\/p>\n<figure id=\"attachment_60928\" class=\"wp-caption alignleft\" aria-describedby=\"caption-attachment-60928\"><a href=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/ostriche-iStock_000003928740_Small.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"lightbox[153631] noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-60928\" src=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/ostriche-iStock_000003928740_Small.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" srcset=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/ostriche-iStock_000003928740_Small.jpg 849w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/ostriche-iStock_000003928740_Small-300x200.jpg 300w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/ostriche-iStock_000003928740_Small-83x55.jpg 83w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/ostriche-iStock_000003928740_Small-210x140.jpg 210w, https:\/\/ilfattoalimentare.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/ostriche-iStock_000003928740_Small-310x206.jpg 310w\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"366\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-60928\" class=\"wp-caption-text\">Secondo un altro studio sulle ostriche, i neoniconinoidi sono dannosi anche per i molluschi<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Nello studio sulle ostriche,<\/strong>\u00a0uscito su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/abs\/pii\/S0048969720340602?via%3Dihub\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener noreferrer\"><em>Science of the Total Environment<\/em><\/a>, l\u2019imidacloprid \u00e8 stato somministrato alle ostriche (<i>Saccostrea glomerata<\/i>) coltivate in acque con due diverse concentrazioni di sale. Il risultato \u00e8 stato che l\u2019esposizione al neonicotinoide causa la modifica di molti parametri vitali, indipendentemente dal grado di salinit\u00e0: sono ben 28 le proteine alterate, anche in questo caso con possibili effetti sul rendimento dell\u2019allevamento, oltre che sulla salute umana.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ambito<\/strong>\u00a0delle acquacolture si aggiunge insomma a quelli, gi\u00e0 numerosi, minacciati o comunque danneggiati da queste sostanze, mentre mancano dati sul possibile accumulo negli esseri umani che tengano in considerazione anche questa possibile fonte.<\/p>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text] Non solo api: i neonicotinoidi danneggiano anche crostacei e molluschi. 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