{"id":5101,"date":"2013-10-26T08:51:15","date_gmt":"2013-10-26T06:51:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=5101"},"modified":"2025-11-02T12:46:51","modified_gmt":"2025-11-02T11:46:51","slug":"caprotti-lombardini-e-ufficiale-e-gentiluomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/caprotti-lombardini-e-ufficiale-e-gentiluomo\/","title":{"rendered":"Caprotti, Lombardini e &#8220;Ufficiale e Gentiluomo&#8221;"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Milano il 26 ottobre 2013. Riaggiornato il 1\u00b0 ottobre 2015, con il contributo di <a title=\"lettera di Marco Gualtieri a Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera\" href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/lettera-di-marco-gualtieri-a-ferruccio-de-bortoli-direttore-del-corriere-della-sera\/\">Marco Gualtieri<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Sopra: il comandante Alfred Dreyfus\u00a0\u00a0<\/em><em>viene degradato davanti agli Invalidi, a Parigi, e la sua spada viene spezzata pubblicamente. <\/em><\/p>\n<p><em>Sotto una sintesi della\u00a0sua vicenda<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/dreyfus5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-8625 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/dreyfus5-724x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"904\" srcset=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/dreyfus5-724x1024.jpg 724w, https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/dreyfus5.jpg 1488w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<br\/><hr\/><br\/>\n<p><em>Dreyfus\u00a0 f<\/em><em>\u00f9 anche diffamato, aggredito dalla folla inferocita, con pugni e sputi\u00a0,\u00a0e poi tenuto prigioniero per anni: <\/em><\/p>\n<p><em>isolato, non\u00a0doveva esprimersi, scrivendo.<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec sono stato io per anni, prigioniero della paura di <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/tutto-su-mio-padre\/\">dire la mia verit\u00e0<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/giuseppe-al-sana1-20001.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-9907 size-full\" title=\"Giuseppe al Sana, negli anni 2000\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/giuseppe-al-sana1-20001.jpg\" alt=\"\" width=\"442\" height=\"692\" \/><\/a>Al Sana, la fiera del biologico nel 2000<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><strong>Padri e figli , quando forse ci si poteva pensare prima<\/strong><\/h1>\n<p><strong><em>C&#8217;era una volta<\/em> <\/strong>la famiglia Lombardini che aveva un gruppo distributivo\u00a0 che comprendeva supermercati, ipermercati, cash and carry e discount.<\/p>\n<p>Lombardini nonno l&#8217;aveva creato , Lombardini padre l&#8217;ha venduto e i tre figli sono rimasti &#8220;a piedi&#8221;.<\/p>\n<p>Ma arriviamo ai fatti pi\u00f9 recenti: Lombardini padre ha venduto, pezzo dopo pezzo, l&#8217;azienda.<\/p>\n<p>La scorsa\u00a0primavera erano rimasti i discount LD per i quali si era fatto avanti un fondo d&#8217;investimento. Gente seria e rispettabile.<\/p>\n<p>Costoro avevano proposto\u00a0di \u00a0comprare la maggioranza e di lasciare una minoranza a due dei tre figli . Il terzo, Giulio,\u00a0era uscito dall&#8217;azienda\u00a0sette anni fa. La proposta del fondo era , quindi, incentrata sulla continuit\u00e0 gestionale della famiglia Lombardini. Quella della nuova generazione.<\/p>\n<p>Il padre non ha neanche voluto incontrare il fondo d&#8217;investimento\u00a0e ha venduto tutti i discount ad un&#8217;altra catena, dimostrando di non credere nelle capacit\u00e0 dei figli di rimanere in azienda con un<em> ruolo secondario. <\/em>Gli acquirenti credevano alla continuit\u00e0 familiare, il padre no.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/Lombardini-cede-300-discount.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5616\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/Lombardini-cede-300-discount-752x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"871\" srcset=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/Lombardini-cede-300-discount-752x1024.jpg 752w, https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/Lombardini-cede-300-discount-220x300.jpg 220w, https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/Lombardini-cede-300-discount.jpg 1483w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Peccato che il figlio maggiore, Emilio Lombardini,\u00a0 48 anni, abbia lavorato 24\u00a0anni nell&#8217;azienda di famiglia.<\/p>\n<p>Certamente ci sono sorti peggiori della sua. Ma quel che gela il sangue in questa situazione\u00a0\u00e8 la totale mancanza di rispetto per il figlio : gli anni passati in azienda non\u00a0hanno pesato nella decisione,\u00a0 Emilio non \u00e8 stato interpellato sulla vendita (le azioni erano tutte in mano al padre) e non\u00a0\u00e8 stato\u00a0contemplato\u00a0un suo possibile\u00a0futuro lavorativo.<\/p>\n<p>I potenziali acquirenti ritenevano questi 24 anni di esperienza un asset importante\u00a0 per il loro investimento. Il padre no. Con quale logica?<\/p>\n<p>Anche supponendo che il padre abbia ritenuto il figlio incapace\u00a0di continuare, questa valutazione\u00a0non poteva\u00a0essere fatta prima?<\/p>\n<p>Non si poteva dirglielo &#8211; ad esempio &#8211;\u00a0sette anni fa, quando l&#8217;altro fratello, Giulio, se n&#8217;era andato?<\/p>\n<p>Perch\u00e8 aspettare 24 anni?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/LD-pagina-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5617\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/LD-pagina-1-1024x719.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/LD-pagina-1-1024x719.jpg 1024w, https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/LD-pagina-1-300x210.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/LD-pagina-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5618\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/LD-pagina-2-1024x798.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"499\" srcset=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/LD-pagina-2-1024x798.jpg 1024w, https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/LD-pagina-2-300x233.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L&#8217;accordo finale \u00e8 stato siglato il 30 settembre 2013 e il\u00a0Gruppo Lillo ha\u00a0deciso di fare questa pubbicit\u00e0\u00a0il 6 ottobre.<\/p>\n<p>L&#8217;unico &#8220;rovescio della medaglia&#8221; che riesco a immaginare \u00e8 lo stato d&#8217;animo dei figli davanti alla vendita della loro azienda, quella nella quale hanno vissuto e riversato le loro energie per qualche decennio.<\/p>\n<p>E a questo proposito non posso non fare un accostamento tra questa situazione, la mia e le vicende del protagonista del film <strong>&#8220;Ufficiale e gentiluomo&#8221;, con Richard Gere e Debra Winger.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nella pellicola l&#8217;aspirante ufficiale e pilota \u00a0personificato da Gere si fa beccare dal sergente che lo sta addestrando ad &#8220;arrotondare&#8221; facendo lavoretti non regolamentari: vende servizi ad altri aspiranti ufficiali che non riescono a tenerte i ritmi di pulizia e di ordine nelle proprie uniformi, etc.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quando il sergente cerca di costringerlo a ritirarsi ( gli dice : &#8220;ti sbatto fuori&#8221;) dal corso per aspiranti piloti Richard Gere gli risponde, con rabbia, quasi piangendo, di non farlo, che &#8220;non saprebbe dove altro andare&#8221;\u00a0 e che lui &#8220;non ha nient&#8217;altro&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/foley-1.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"631\" data-large_image_height=\"403\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-77663 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/foley-1.jpg\" alt=\"\" width=\"631\" height=\"403\" srcset=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/foley-1.jpg 631w, https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/foley-1-300x192.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 631px) 100vw, 631px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tante volte, nei continui\u00a0momenti difficili in Esselunga, ho pensato alla situazione qui sopra descritta: io non avrei saputo dove andare! S\u00ec perch\u00e8 l&#8217;amore , la passione che si mettono nel proprio lavoro e nella propria azienda \u00e8 parte essenziale e fondamentale della propria vita. E&#8217; la vita stessa.<\/p>\n<p>E allora cercavo di tenere duro, finch\u00e8\u00a0la convivenza con mio padre non \u00e8 pi\u00f9 stata possibile\u00a0e mi \u00e8 stato fatto capire molto chiaramente che era meglio che mi togliessi di mezzo.<\/p>\n<p>Comunque <strong>il &#8220;non sapere dove andare&#8221;\u00a0non \u00e8 una questione di soldi, di potere o di status<\/strong>: ricordo perfettamente una guardia di Esselunga, di\u00a0quelle che stavano all&#8217;entrata di Limito,\u00a0che da pensionato, tornava sempre a trovare gli ex colleghi perch\u00e8 non riusciva a capire che fosse finita.<\/p>\n<p>Non sapeva dove andare, tranne che nella &#8220;sua&#8221; azienda,\u00a0dagli ex colleghi.<\/p>\n<p>I casi &#8220;Gere&#8221;- Caprotti- Lombardini presentano qualche similitudine. Se il personaggio interpretato da\u00a0Richard Gere\u00a0 avesse ceduto alle pressioni del sergente avrebbe avuto un congedo disonorevole, come me.<\/p>\n<p>In pi\u00f9 io\u00a0sono stato additato ingiustamente, a mezzo stampa, come un incapace. Senza che\u00a0mio padre me ne\u00a0parlasse e me ne spiegasse le ragioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/Dishonorable-discharge-certificate-large.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-11447\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/Dishonorable-discharge-certificate-large-727x1024.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"901\" srcset=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/Dishonorable-discharge-certificate-large-727x1024.png 727w, https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/Dishonorable-discharge-certificate-large.png 1136w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Sopra: un documento di congedo disonorevole dell&#8217;esercito americano. <\/em><\/p>\n<p><em>Per avere un congedo onorevole ci vuole un punteggio che il personaggio interpretato da Gere non avrebbe potuto raggiungere, a causa dei suoi &#8220;peccatucci&#8221;.<\/em><\/p>\n<br\/><hr\/><br\/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non credo Lombardini padre si comporter\u00e0\u00a0come il mio ma rimane il mistero di una scelta crudele nei tempi e nei modi, anche perch\u00e8 Emilio non \u00e8 mai entrato in contrasto con il padre, che io sappia.<\/p>\n<p>Nel caso di Emilio, che avrebbe potuto avere <span style=\"text-decoration: underline;\"><em>solo\u00a0un ruolo secondario <\/em><\/span>(\u00e8 giusto ricordarlo)\u00a0la decisione finale \u00e8 ancora pi\u00f9 incomprensibile.<\/p>\n<p>Mi viene spesso chiesto &#8220;perch\u00e8 tu e tuo padre\u00a0non vi riconciliate?&#8221;<\/p>\n<p>Rispondo perch\u00e8 prima di tutto bisogna essere in due a volerlo.<\/p>\n<p>E poi\u00a0per farlo bisogna che non ci sia disprezzo e rancore. Il rapporto tra padre e figlio\u00a0dovrebbe \u00a0essere alla pari. E purtroppo non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p>Il prof.<strong> Massimo Dattrino<\/strong> &#8211; foto sotto &#8211; a maggio di quest&#8217;anno\u00a0mi\u00a0ha descritto nelle memorie presentate in arbitrato,\u00a0in termini falsi e calunniatori.<\/p>\n<p>Dalla memoria di Massimo Dattrino del 21 maggio 2012, indirizzata al Collegio Arbitrale:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/dattrino-21-maggio-2012.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-23629\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/dattrino-21-maggio-2012.jpg\" alt=\"dattrino 21 maggio 2012\" width=\"684\" height=\"436\" \/><\/a><\/p>\n<p>sui prezzi\u00a0 :\u00a0\u00a0l&#8217;accusa\u00a0\u00e8 falsa\u00a0ma in proposto potete leggere\u00a0 <a title=\"Un aggiornamento sui prezzi e altri dati in Esselunga\" href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/un-aggiornamento-sui-prezzi-e-altri-dati-in-esselunga\/\">Un aggiornamento sui prezzi e altri dati in\u00a0Esselunga<\/a><\/p>\n<p>sui derivati\u00a0:\u00a0 anche questa accusa\u00a0\u00e8 falsa ma potete\u00a0farvi un&#8217;idea leggendo\u00a0\u00a0&#8220;<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/tutto-su-mio-padre\/\">Tutto su mio padre<\/a>&#8221;<\/p>\n<p>sull&#8217;e-commerce posso dire: vero ( ho voluto l&#8217;e-commerce e l&#8217;ho sviluppato) ma, per farvi un&#8217;idea pi\u00f9 precisa,\u00a0vi consiglio di leggere <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/esselunga-e-le-commerce-ovverossia-esselunga-a-casa\/\">Esselunga e l&#8217;e-commerce, ovverosia Esselunga\u00a0a casa<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/figli-di-un-dio-minore\/\">La Esselunga, nelle mie mani, sarebbe stata come la nave Concordia, affondata davanti all&#8217;isola del Giglio.<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/diffamazione1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15624\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/diffamazione1.jpg\" alt=\"\" width=\"425\" height=\"246\" srcset=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/diffamazione1.jpg 425w, https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/diffamazione1-300x173.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 425px) 100vw, 425px\" \/><\/a><\/p>\n<p>E io sarei stato un incapace e vigliacco, che &#8211; dopo il disastro (quale? ) l&#8217;avrebbe abbandonata.<\/p>\n<p>Chi mi conosce sa che\u00a0che un paragone simile non neanche lontanamente accennabile.\u00a0E infatti, invece di nascondermi, sono qui ad affrontare una realt\u00e0 dove le riconciliazioni, davanti a certe affermazioni che personalmente trovo ridicole, diventano molto difficili, se non impossibili.<\/p>\n<p>Non ho querelato Dattrino perch\u00e8 ho letto le sue parole solo ora. Ormai sono decorsi i termini per\u00a0un&#8217;eventuale denuncia. All&#8217;epoca ho letto solo la parte legale perch\u00e8\u00a0la parte\u00a0personale mi dava molto fastidio.<\/p>\n<p>Avevo lasciato la lettura e le repliche\u00a0ai miei avvocati che, all&#8217;epoca\u00a0hanno deciso di non &#8220;mettere benzina sul fuoco&#8221; di un arbitrato,\u00a0di per se, gi\u00e0 molto sgradevole.<\/p>\n<p>Sgradevole perch\u00e8 violenta nel profondo affetti e legami che sono alla base della nostra stessa esistenza. Senza che ve ne sia motivo alcuno. Almeno io e mia sorella Violetta, non siamo ancora riusciti a trovarlo. A spiegarcelo. Ma sgradevole\u00a0 anche perch\u00e8 nella responsabilit\u00e0 sociale dell&#8217;azienda si deve anche fare tutto il possibile per dare fiducia e certezze alle migliaia di persone che vi lavorano. Direttamente e indirettamente.<\/p>\n<p>Nel frattempo ho <a title=\"Giuseppe Caprotti querela il giornalista Stefano Lorenzetto, aggiornato il 5 settembre 2013\" href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/giuseppe-caprotti-querela-il-giornalista-stefano-lorenzetto\/\">querelato Lorenzetto<\/a>, spiegando le mie ragioni e <a title=\"L\u2019Espresso, 4 giugno 2013 con un mio commento finale del 19 luglio\" href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/lespresso-4-giugno-2013\/\">ho\u00a0dato la mia versione dei fatti pi\u00f9 importanti\u00a0in un&#8217;intervista su L&#8217;Espresso.<\/a><\/p>\n<p>Una cosa vera per\u00f2 Dattrino l&#8217;ha scritta: mio padre desiderava &#8220;ardentemente&#8221; che io entrassi in azienda a fine anni &#8217;80. I miei amici di sempre se lo ricordano benissimo: avrei potuto\u00a0intraprendere un&#8217;altra carriera\u00a0ma no, bisognava assolutamente che io entrassi in azienda!<\/p>\n<p>E allora mi domando : <strong>ci volevano 18 anni\u00a0 per capire che che non sarei stato il futuro di Esselunga?<\/strong><\/p>\n<p><a title=\"Biografia\" href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/giuseppe-caprotti\/\">La mia storia parla da sola. <\/a>Fin dall&#8217;inizio non mi sono sottratto a nulla. Il\u00a0mio obiettivo \u00e8 sempre stato quello di conoscere a fondo il mercato e la stessa Esselunga. Ho fatto quella che si definisce\u00a0la gavetta. <span style=\"text-decoration: underline;\">Sono l&#8217;unica persona che conosco che, da<\/span> <span style=\"text-decoration: underline;\">azionista (o presunto tale), ha fatto l&#8217;operaio per un anno e mezzo<\/span>. E poi tutti i gradini successivi per farmi esperienza e crescere in azienda. Per conquistarmi la posizione che, di volta in volta, avevo il privilegio di ricoprire. E quindi non solo per grazia ricevuta.\u00a0Per dare a mio padre il giusto riconoscimento e orgoglio. Per dare garanzia a tutti sul mio impegno\u00a0e sulla mia responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma una incapacit\u00e0 ha prevalso su tutto. L&#8217;incapacit\u00e0\u00a0del dialogo. E in questo gli incapaci sono pi\u00f9 d&#8217;uno. Padre e figli.<\/p>\n<p>Forse la frase di Costantini nel libro\u00a0<em>Alle radici del male <\/em>\u00a0(Marsilio, 2012) \u00a0ci si addiceva :<\/p>\n<p>&#8220;Avevamo una sola cosa in comune noi due pap\u00e0. L&#8217;incapacit\u00e0 di vivere insieme&#8221;.<\/p>\n<br\/><hr\/><br\/>\n<p>Ricordo che agli inizi degli anni 2000 mio padre mi disse che anni addietro aveva pensato che &#8220;quella in gamba&#8221; tra noi due fratelli fosse Violetta e che poi\u00a0per\u00f2\u00a0si era dovuto ricredere.<\/p>\n<p>Lo disse con una faccia che non nascondeva il suo dispiacere: noi non ci assomigliavamo per niente mentre Violetta era la sua preferita, da sempre.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/prediletti-esistono.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-12442\" title=\"Corriere della Sera del 23 marzo 2014\" src=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/wp-content\/uploads\/prediletti-esistono.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"553\" srcset=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/prediletti-esistono.jpg 701w, https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-content\/uploads\/prediletti-esistono-300x259.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Questa preferenza non le \u00e8 servita a molto , visto che due anni fa\u00a0ha deciso di <span style=\"text-decoration: underline;\">cancellarla<\/span>.<\/p>\n<p>E s\u00ec perch\u00e8 Dattrino, a maggio 2013,\u00a0ha anche scritto che :<\/p>\n<p>&#8220;essendo ben noto che il dott. Bernardo Caprotti , quale proprietario e &#8216;gestore&#8217; di dette societ\u00e0 &#8211; Esselunga etc. -, \u00e8 l&#8217;artefice (esclusivo) dei brillanti risultati economici da esse conseguite&#8221;<\/p>\n<p>escludendo a priori le ultime leve e i figli (ovviamente!) vien da domandarsi :<\/p>\n<p>E i cofondatori <strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/albiate-i-caprotti-e-la-fondazione-di-esselunga\/\">Marco Brunelli, Claudio <\/a>e <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/guido-caprotti-1929-2012\/\">Guido Caprotti<\/a><\/strong>?<\/p>\n<p>E gli &#8220;americani&#8221; che &#8211; oltre a essere cofondatori e azionisti di maggioranza &#8211;\u00a0l&#8217;avevano impostata impostata dal 1957 al\u00a01965?<\/p>\n<p>Oltre a <strong>Nelson Rockefeller<\/strong> ho sempre sentito parlare di quanto avessero lavorato i\u00a0signori \u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/la-nascita-dei-prodotti-marchio-privato-italia\/\">Richard W. Bogart <\/a><\/strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/la-nascita-dei-prodotti-marchio-privato-italia\/\">(primo a.d. di<\/a> <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/la-nascita-dei-prodotti-marchio-privato-italia\/\">Esselunga)<\/a><strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/la-nascita-dei-prodotti-marchio-privato-italia\/\"> , Dick Simpson e Roland Hood.<\/a><\/strong><\/p>\n<p>E tutti i dirigenti della vecchia guardia che hanno\u00a0&#8220;dato il cuore e la vita&#8221;\u00a0per l&#8217;Esselunga?<\/p>\n<p>La lista sarebbe lunga.<\/p>\n<p>Comunque Violetta, rea di aver difeso un fratello bollato come un imbecille\u00a0e vigliacco,\u00a0\u00e8 stata &#8220;cancellata&#8221; e definita &#8211; con me &#8211; come un ingrata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<br\/><hr\/><br\/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La morale del <em>C&#8217;era una volta<\/em>\u00a0 alla fine qual&#8217;\u00e8?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lombardini padre ed il mio hanno\u00a0in comune un\u00a0aspetto fondamentale: l&#8217;incapacit\u00e0 di creare i presupposti di un dialogo tra padre e figli. E il dialogo deve iniziare nell&#8217;infanzia dei figli, che vanno trattati alla pari, anche se sono piccoli.<\/p>\n<p>Il dialogo presuppone il &#8220;parlarsi&#8221; quotidiano, la condivisione dei successi comuni\u00a0(tanti nel caso nostro) e la critica <strong>costruttiva<\/strong> degli errori.<\/p>\n<p>Invece noi, e mi riferisco ai Caprotti, dopo una suddivisione dei compiti iniziata a met\u00e0 anni &#8217;90\u00a0nella cucina di via del Lauro (e cio\u00e8 a casa nostra: all&#8217;epoca dissi che mi piaceva il commerciale\u00a0 mentre a mio padre piaceva l&#8217;immobiliare, l&#8217;architettura.. e cos\u00ec , piano piano ci siamo suddivisi i compiti) non ci siamo pi\u00f9 incontrati veramente.<\/p>\n<p>Dattrino ha giustamente\u00a0detto che, riferendosi a me,\u00a0&#8220;gli venne lasciata tutta l&#8217;autonomia possibile&#8221; ma devo aggiungere che\u00a0non esisteva un momento di <em>comunione\u00a0: <\/em>non esisteva un comitato di direzione, nei consigli d&#8217;amministrazione\u00a0non si parlava di cose importanti e <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/la-guerra-dei-caprotti-il-mondo-4-febbraio-2000\/\">io e mio padre ci vedevamo poco e ci parlavamo ancor meno.<\/a><\/p>\n<p>Ognuno andava su dei binari che non si incontravano mai: lui nell&#8217;immobiliare e nello sviluppo, io nella parte commerciale e operativa. E quando alcune volte\u00a0ci siamo incontrati l&#8217;abbiamo fatto male, non abbiamo mai trovato i modi e gli approcci giusti.<\/p>\n<p>Come capita a tutti, anche mio padre e il Lombardini padre, quando le cose non vanno nel modo che loro vorrebbero imporre o che vorrebbero imporre, forse dimenticando che spesso affetto e complicit\u00e0 possono beneficiare di alcune divergenze di carattere, portano la situazione ad un livello di esagerazione dove per\u00f2, anche nei casi in cui si rendono conto di aver esagerato, rimangono prigionieri in loro stessi e di quella mancanza d&#8217;impostazione del dialogo iniziale.<\/p>\n<p>E alla fine con il disprezzo e le falsit\u00e0\u00a0non si va da nessuna parte.<\/p>\n<p>Non di rado, in molte aziende italiane i rapporti padre- figli sono impostati male. Spesso questo \u00e8\u00a0stato causa effetto di incomprensioni e scontri. Ancora pi\u00f9 spesso gli asti e i dissapori sono stati dovuti all&#8217;incomprensibile (da parte dei padri) disinteresse delle nuove generazioni nel lavoro fatto dal proprio genitore: <em>&#8220;ma come mio figlio, io ho fatto tutto questo per te e a te non interessa nulla?&#8221;. <\/em>Cosa che non \u00e8 avvenuta n\u00e8 con me e mia sorella , n\u00e8 con i fratelli Lombardini. Noi siamo nati nelle aziende di famiglia, ne abbiamo respirato i successi e le difficolt\u00e0, ci abbiamo dedicato le nostre vite e le aziende sono diventate la nostra vita. Ma qualcosa evidentemente non ha funzionato.<\/p>\n<p>Andrea ed Emilio Lombardini troveranno , prima o poi -(glielo auguro di cuore), un posto &#8220;dove andare&#8221; ma nulla , in famiglia, potr\u00e0 essere pi\u00f9 come prima.[\/vc_column_text][vc_separator][vc_single_image image=&#8221;77660&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][vc_column_text]&#8221;<em>La cosa peggiore da sopportare non \u00e8 il dolore fisico, &#8211; disse Altman.- Credimi, lo vedo tutti i giorni.\u00a0E nemmeno la morte. Addirittura nemmero la paura di morire.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>-E allora qual&#8217;\u00e8 la cosa peggiore?<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>&#8211; L&#8217;umiliazione. Essere privati dell&#8217;onore e della dignit\u00e0.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Essere spogliati , emarginati dal branco. Questa \u00e8 la punizione peggiore, essere sepolti vivi&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>Jo Nesbo, &#8220;Il leopardo&#8221;<\/em>[\/vc_column_text][vc_separator][vc_single_image image=&#8221;43180&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Qual&#8217;\u00e8 la cosa peggiore?  L&#8217;umiliazione. Essere privati dell&#8217;onore e della dignit\u00e0. Essere spogliati , emarginati dal branco. 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