{"id":53785,"date":"2021-03-10T09:00:51","date_gmt":"2021-03-10T08:00:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=53785"},"modified":"2023-09-20T21:22:21","modified_gmt":"2023-09-20T19:22:21","slug":"perche-la-frutta-in-gdo-e-molto-spesso-immangiabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/perche-la-frutta-in-gdo-e-molto-spesso-immangiabile\/","title":{"rendered":"Perch\u00e8 la frutta in gdo \u00e8 molto spesso immangiabile?"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<em>Quest&#8217;inverno ho comprato<strong>\u00a0frutta scadente<\/strong> nella<strong> &#8220;grande distribuzione&#8221; (GDO) italiana.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Non faccio nomi ma compro cibo in pi\u00f9 insegne.<\/em><\/p>\n<p><em>Poi mi \u00e8 capitato di assaggiare questi <strong>mandarini italiani<\/strong> <strong>(foto sopra)<\/strong> che un mio amico mi ha portato da<strong> un paese extra UE<\/strong> e sono rimasto &#8220;folgorato&#8221;: erano <strong>buonissimi.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Mi sono domandato : perch\u00e8 la frutta che trovo nel Nord Italia non \u00e8 buona?<\/em><\/p>\n<p><em>E non parlo solo di mandarini ma anche di mele, banane, arance, kiwi, etc<\/em><\/p>\n<p><em>Forse una spiegazione si pu\u00f2 trovare nell&#8217;articolo de <strong>Linkiesta<\/strong> che segue.<\/em><\/p>\n<p><em> <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/pubblicita\/\">( Le immagini\u00a0 per le pubblicit\u00e0 dell&#8217;Armando Testa , volute da Giuseppe e Violetta Caprotti, le trovi qui).<\/a><\/em>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;43107&#8243; img_size=&#8221;medium&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]<strong>Storie a Sud <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www-linkiesta-it.cdn.ampproject.org\/c\/s\/www.linkiesta.it\/2021\/02\/i-braccianti-europei-caporalato\/amp\/\"><strong>L\u2019agricoltura di sfruttamento che mette d\u2019accordo Italia, Spagna e Grecia<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/author\/lavinia-martini\/\">Lavinia Martini<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>E(u)xploitation, un nuovo rapporto tratto dal riassunto di tre inchieste europee, prova a far luce sulle condizioni di lavoro nei campi e nelle piantagioni del nostro continente, raccontando problematiche e distorsioni di una filiera abusante<\/strong><\/p>\n<p>Una luce che non dovrebbe spegnersi mai, quella sullo sfruttamento agricolo che la pandemia ha brutalmente portato alla ribalta. Come succede cronicamente \u00abQuando ci sono i morti sul campo o quando ci si accorge che senza la manodopera straniera la nostra agricoltura non sta in piedi\u00bb aveva dichiarato Fabio Ciconte <a href=\"https:\/\/www.associazioneterra.it\/\">in un articolo di quasi un anno fa<\/a>. Non \u00e8 la storia descritta da un generico e vago <em>romanticismo agricolo<\/em> fomentato dalla pandemia: il quadro presentato da <a href=\"https:\/\/www.associazioneterra.it\/euxploitation\/\"><em>E(u)xploitation<\/em><\/a> e dalle sue 84 pagine aiuta a penetrare alcune delle dinamiche strutturali e sistemiche di quel buco nero che \u00e8 l\u2019agricoltura di larga scala.<\/p>\n<p>Il rapporto mette in comunicazione i puntini di una mappa europea dello sfruttamento delle terre e della manodopera in agricoltura. Si delineano le facce di una stessa medaglia che restituiscono punti di contatto ma anche diversit\u00e0 tra i tre paesi interpellati: disorganizzazione, assenza di leggi e di controlli, intermediari e caporali, lavoro nero, lavoro sommerso e infine lavoro grigio, manodopera straniera, svalutazione dei prodotti della filiera, scarsa capacit\u00e0 imprenditoriale, <a href=\"https:\/\/www.associazioneterra.it\/\">prezzi al ribasso<\/a>, GDO da una parte, frammentazione aziendale dall\u2019altra. Sono solo alcuni dei tratti distintivi che fanno dello sfruttamento agricolo una storia da Sud Europa.<\/p>\n<p>La faccenda si complica quando si considera che \u00abIn tutte le nazioni analizzate, la presenza di stranieri impiegati nel settore \u00e8 molto elevata. Cifre e percentuali si perdono nei molteplici rapporti istituzionali. Si tratta di numeri al ribasso, spesso parziali, in cui si celano vaste sacche di irregolarit\u00e0, che rivelano un settore in fase di riorganizzazione, in cui le condizioni lavorative sono strettamente legate alle politiche migratorie nazionali e sovranazionali\u00bb. In questo modo la situazione delle campagne, delle terre e di chi le manovra non \u00e8 solo una questione di frutta e verdura, di fragole e pomodori, ma un virus sistemico che intacca tutti gli strati della societ\u00e0: l\u2019ambiente, l\u2019alimentazione, il senso di comunit\u00e0, i diritti umani, il lavoro e il salario, i rapporti fra gli stati, l\u2019economia, il libero mercato e la concorrenza.<\/p>\n<p>\u201cE poi c\u2019\u00e8 la questione dei braccianti agricoli\u201d \u00e8 un ritornello che suona spesso nella narrazione delle filiere che portano il cibo a tavola. Un tema sgradito, respinto e solleticato a seconda delle esigenze politiche che trova un\u2019urgenza inderogabile a causa del Covid. Citando il rapporto: \u00abL\u2019assalto ai supermercati a cui si \u00e8 assistito in Europa e la riduzione della mobilit\u00e0 hanno fatto tremare produttori e Stati, preoccupati di restare senza manodopera nei campi\u00bb. Ad un anno dall\u2019inizio della pandemia (o quasi) fermarsi a raccogliere le fila di una crisi senza precedenti \u00e8 doveroso.<\/p>\n<p>Si parte dall\u2019Italia grazie alle parole di Stefano Liberti e Fabio Ciconte, direttore di <a href=\"https:\/\/www.associazioneterra.it\/\">Terra!,<\/a> associazione impegnata dal 2008 nella lotta allo sfruttamento in agricoltura e motore del rapporto. Siamo nella Piana del Sele, a 500 km a sud di Salerno, in un\u2019area vocata alla quarta gamma che raccoglie i freschi pronti all\u2019uso che si trovano sui banchi dei supermercati. Siamo poi nell\u2019Agro Pontino, dove a produzioni in serra si affiancano quei novemila ettari di kiwi e il gigantesco MOF, il mercato ortofrutticolo di Fondi che sfama tutta Roma e mezza Italia. In questa terra lavorano, tra paghe a cottimo e lavoro grigio, <a href=\"https:\/\/openmigration.org\/analisi\/non-abbiamo-un-datore-di-lavoro-abbiamo-un-padrone-lo-sfruttamento-dei-sikh-nellagro-pontino\/\">sikh<\/a>, romeni, tunisini e richiedenti asilo.<\/p>\n<p>Arriviamo infine nei dintorni di Foggia, la provincia agricola pi\u00f9 estesa d\u2019Italia, tra pomodori e asparagi. Mentre cassoni di pomodori viaggiano per 150 kilometri verso le sedi di trasformazione in Campania, i braccianti vivono nei ghetti dove emergono risvolti inquietanti: \u00abLe ispezioni compiute nelle aziende agricole della Provincia di Foggia hanno portato alla luce il fenomeno dei finti braccianti e lo sviluppo di imprese intermediatrici fittizie. Queste imprese sono rappresentate da cooperative <em>senza terra<\/em> che cio\u00e8 non svolgono alcuna attivit\u00e0 agricola, ma che hanno il ruolo di procurare a numerose persone l\u2019iscrizione negli elenchi agricoli\u00bb scrivono gli autori. Un dramma nel dramma. Una torre di Babele da mettersi le mani nei capelli.<\/p>\n<p>Siamo poi in Spagna con Mariangela Paone. Tra i filari bollenti di cocomeri della Murcia, dove le ETT, le societ\u00e0 interinali spagnole, fanno intermediazione per le imprese che non vogliono oneri. Siamo nei campi di fragole e frutti rossi a Huelva dove si trovano migliaia di lavoratrici marocchine reclutate direttamente nella loro terra d\u2019origine. \u00c8 un modello d\u2019impiego in cui la Spagna fa scuola, la <em>contractati\u00f3n en origine<\/em>, che permette all\u2019imprenditore di stipulare contratti direttamente nei paesi di reclutamento come il Marocco. Nel frattempo per le aziende agricole esplodono i costi ma c\u2019\u00e8 una cosa che non si schioda: i prezzi, fermi al nulla cosmico, o qualche centesimo di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Siamo infine in Grecia, con Apostolis Fotiadis. Ancora fragole nel Sud-Ovest della regione, a <a href=\"https:\/\/www.dinamopress.it\/news\/manolada-lipocrisia-dello-greco-oltre-limite\/\">Manolada<\/a>, teatro di agguerrite proteste e casa-lavoro per migranti che prestano le braccia alla raccolta in condizioni igienico-climatiche precarie. Con Fotiadis si ripercorre il complesso sistema delle certificazioni richieste dalle grandi aziende ai fornitori \u00abUno strumento, o meglio un accordo ratificato tra un fornitore di prodotti ed un acquirente, sul rispetto di determinati standard\u00bb; ma anche il commercio sleale, i ritardi nei pagamenti, i dazi, il labirinto delle fatturazioni in cui produttori e lavoratori finiscono schiacciati. Cos\u00ec come negli altri paesi, l\u2019intervento delle leggi non riesce ad incidere.<\/p>\n<p>Una matassa di problemi che non si risolve solamente con una buona politica economica, ma parte da molto lontano: \u00e8 in questo punto che i tre paesi convergono senza fare distinzioni. \u00ab<strong>Non riuscire a valorizzare nel modo giusto un prodotto agricolo d\u2019eccellenza \u2013 scrivono Ciconte e Liberti \u2013 indebolisce fortemente il potere contrattuale degli operatori con gli altri attori della filiera agroalimentare, soprattutto con la Gdo. Se di un prodotto non si riescono a esaltare caratteristiche, il legame con il territorio di produzione e tratti distintivi, esso si trasforma in una <em>commodity<\/em>, una merce sovrapponibile ad altre di diversa origine<\/strong> [\u2026] In Italia il 70 per cento degli acquisti alimentari passa per la Grande distribuzione organizzata, percentuale poco pi\u00f9 bassa se si considera il comparto del fresco\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Insomma alla fine la patata bollente finisce nelle mani dell\u2019ignaro \u2013 forse non tanto ormai? \u2013 compratore. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Assuefatto ad acquistare al ribasso e a divenire, a suo modo, attore dello sfruttamento. Incapace anche di attribuire un prezzo diverso, premiante e qualitativo, a materie prime che si mette in tasca con pochi centesimi: <\/strong><\/p>\n<p>\u00abSiamo abituati ad acquistare frutta e verdura a prezzi stracciati: la televisione, i social, le cassette della posta, sono invasi da pubblicit\u00e0 di prodotti sottocosto, offerte promozionali della Grande distribuzione organizzata (GDO).<\/p>\n<p>Spesso sono proprio <strong>i produttori<\/strong> a doversi fare carico delle offerte commerciali dei gruppi distributivi, dai quali sono <strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/agricoltori-invece-di-sostenerci-in-questo-momento-di-difficolta-i-nostri-acquirenti-ci-costringono-a-vendere-sottocosto\/\">costretti a vendere i prodotti a un prezzo irrisorio, che non copre i costi di produzione\u00bb.<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<br\/><hr\/><br\/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Un agricoltore , in una lettera a Giangiacomo Schiavi del Corriere della Sera, scrive (vedi sotto)\u00a0 : &#8220;<strong>penso al nuovo ministro dell&#8217; agricoltura nominato in questi giorni nel governo Draghi: esce dal Mise ed \u00e8 un ingegnere edile.. Dispiace vedere che ancora una volta l&#8217;agricoltura italiana viene considerata di serie B&#8221;<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Come dargli torto? <\/em><\/p>\n<p><em>Da professionista &#8211; il ministro appena nominato &#8211; <strong>Stefano Patuanelli<\/strong> (5Stelle) si \u00e8 occupato di progettazione, cantieri, sicurezza, etc..<\/em><\/p>\n<p><em>Non so se abbia mai visto un campo coltivato.<\/em>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;53803&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]<em>Si pu\u00f2 aggiungere che<\/em>\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/presa-diretta-il-prezzo-ingiusto-perche-ho-parlato\/\">la situazione del comparto agricolo \u00e8 disastrosa<\/a><\/em><em>,il settore<\/em><em>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/valore-aggiunto-2009-2018-lagricoltura-mette-a-segno-un-46\/\">perde marginalit\u00e0 da anni<\/a>.<\/em><\/p>\n<p><em>E,<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/agricoltura-in-italia-1-milione-di-aziende-ha-chiuso-dal-2003-ad-oggi-con-esse-sparita-una-parte-importante-del-made-in-italy-alimentare\/\">nell&#8217;interesse dell&#8217;Italia<\/a>,<\/em><em>il settore avrebbe, urgentemente, bisogno di una persona competente, anche perch\u00e8 <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/agricoltura-in-allarme-la-corsa-al-solare-minaccia-i-campi-a-rischio-di-perdere-terreni-fertili-per-centrare-i-target-ue\/\">molte decisioni , a breve, impatteranno fortemente sulle persone e sul territorio italiano.<\/a><\/em><\/p>\n<p><em>Queste sono cose che dovrebbero dire le associazioni di settore (<strong>Coldiretti, Confagricoltura<\/strong>, <strong>CIA<\/strong>) ma siccome non lo fanno, le dico io, libero da vincoli politici e quant&#8217;altro.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<br\/><hr\/><br\/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Tornando ai mandarini :<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>ho ovviamente verificato con il mio amico dove avesse comprato questi frutti. Risposta:\u00a0 nella GD svizzera (vedi insegna sotto).<\/em><\/li>\n<li><em>quindi <strong>si pu\u00f2 vendere frutta italiana buona nella GD, ma all&#8217;estero. <\/strong>Con vantaggi\u00a0 per tutti : agricoltori, distributori e consumatori.<\/em><\/li>\n<li><em><strong>la frutta scadente &#8211; comprata in Italia &#8211; finisce nell&#8217;immondizia<\/strong> e contribuisce allo <strong>spreco alimentare<\/strong>, gi\u00e0 altissimo (30% circa, nel mondo). Oltre al danno per gli attori della filiera anche la beffa per il nostro pianeta, molto poco sostenibile.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Concludo con una domanda ed uno spunto : <\/em><\/p>\n<ol>\n<li><em>\u00e8 meglio comprare e <strong>mangiare pochi mandarini buoni<\/strong> , pagati &#8220;il giusto&#8221;, o<strong> buttare via mandarini cattivi<\/strong>, pagati quasi niente?<\/em><\/li>\n<li><em>per quanto riguarda<strong> la distribuzione italiana,<\/strong> sarebbe bello che <strong>un leader si attrezzasse in tal senso, offrendo frutta buona. <\/strong><\/em><em>Magari c&#8217;\u00e8 e non lo conosco, sono disposto a cambiare opinione e a scriverne positivamente in merito prossimamente. Attendo vostre segnalazioni.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p><em>p.s.: sui social <a href=\"https:\/\/www.fruitbookmagazine.it\/lidl-comprate-424-mila-tons-di-agrumi-spagnoli-nel-2020-esportati-il-91\/\">mi hanno fatto presente che la <strong>Lidl<\/strong> acquista grandi quantit\u00e0 di prodotto spagnolo.<\/a> La concorrenza della Spagna c&#8217;\u00e8 ed \u00e8 molto agguerrita ma le arance tarocco di primo prezzo (&#8220;qualit\u00e8 &amp; prix&#8221;) della Migros sono italiane.<\/em><\/p>\n<p><em>Sugli errori d&#8217;approccio della GDO potete leggere questo post: <\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em><strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/perche-la-frutta-in-gdo-e-molto-spesso-immangiabile-seguito\/\">Perch\u00e8 la frutta in gdo \u00e8 molto spesso immangiabile? Seguito<\/a><\/strong><\/em><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/perche-la-frutta-in-gdo-e-molto-spesso-immangiabile-seguito-parte-seconda\/\"><strong><em>Perch\u00e8 la frutta in gdo \u00e8 molto spesso immangiabile? Seguito- Parte seconda<\/em><\/strong><\/a><\/li>\n<li><strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/supermercati-e-fornitori-di-ortofrutta-un-rapporto-difficile-parte-seconda\/\"><em>Leggi anche il seguito di &#8220;I supermercati ci stanno ammazzando&#8221;.<\/em><\/a><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Pubblicato il 26 febbraio e aggiornato il 10 marzo 2021<\/em>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;53797&#8243; img_size=&#8221;medium&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quest&#8217;inverno ho comprato\u00a0frutta scadente nella &#8220;grande distribuzione&#8221; (GDO) italiana. Non faccio nomi ma compro cibo in pi\u00f9 insegne. Poi mi \u00e8 capitato di assaggiare questi mandarini italiani (foto sopra) che un mio amico mi ha portato da un paese extra UE e sono rimasto &#8220;folgorato&#8221;: erano buonissimi. Mi sono domandato : perch\u00e8 la frutta che trovo nel Nord Italia non \u00e8 buona? Aggiornato il 9 marzo 2021<\/p>\n<p>E non parlo solo di mandarini ma anche di mele, banane, arance, kiwi, etc<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":53786,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[76,37,270],"tags":[217,49,200,252,85,216],"class_list":["post-53785","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sociale","category-interventi","category-storia-del-cibo-e-della-distribuzione","tag-agricoltura","tag-armando-testa","tag-coldiretti","tag-coronavirus","tag-frutta-e-verdura","tag-lidl","category-76","category-37","category-270","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53785","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=53785"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53785\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54095,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53785\/revisions\/54095"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/53786"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=53785"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=53785"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=53785"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}