{"id":54086,"date":"2021-03-10T11:04:33","date_gmt":"2021-03-10T10:04:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=54086"},"modified":"2022-05-22T17:24:39","modified_gmt":"2022-05-22T15:24:39","slug":"supermercati-e-fornitori-di-ortofrutta-un-rapporto-difficile-parte-seconda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/supermercati-e-fornitori-di-ortofrutta-un-rapporto-difficile-parte-seconda\/","title":{"rendered":"Supermercati e fornitori di ortofrutta. Un rapporto difficile (parte seconda)"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<a href=\"https:\/\/www.fruitbookmagazine.it\/supermercati-e-fornitori-di-ortofrutta-un-rapporto-difficile-parte-seconda\/\">Supermercati e fornitori di ortofrutta. Un rapporto difficile (parte seconda)<\/a><\/p>\n<p>17 Febbraio 2021<\/p>\n<p><strong>Come migliorare i rapporti di filiera che portano l\u2019ortofrutta sulle tavole degli italiani? Ce ne siamo occupati pi\u00f9 volte e riteniamo che sia compito di una testata giornalistica di settore come Fruitbook Magazine stimolare un confronto costruttivo tra i diversi attori della filiera per migliorare lo status quo. La lettera che abbiamo pubblicato a fine gennaio \u2013 \u201cI supermercati ci stanno ammazzando\u201d \u2013 ha motivato un professionista del settore, con esperienza sia lato fornitore che lato grande distribuzione, a inviarci alcune sue considerazioni, mettendo subito in chiaro come \u201cla questione sia molto complessa, ma se nessuno \u00e8 disposto ad affrontarla in maniera pi\u00f9 aperta, nulla cambier\u00e0 mai\u201d. Pubblichiamo la seconda parte di quanto ci ha inviato. A\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fruitbookmagazine.it\/supermercati-e-fornitori-di-ortofrutta-un-rapporto-difficile-parte-prima\/\">questo link<\/a>\u00a0potete leggere la prima parte<\/strong><\/p>\n<p><em>Dalla Redazione<\/em><\/p>\n<p>Confezione di pomodori a fine corsa venduti in un supermercato (copyright: Fm)[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;54087&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]<strong>Buongiorno Direttore<\/strong>, ho letto il vostro articolo \u201c<a href=\"https:\/\/www.fruitbookmagazine.it\/i-supermercati-ci-stanno-ammazzando-lettera-di-un-fornitore-di-ortofrutta\/\">I supermercati ci stanno ammazzando<\/a>\u201d e mi piacerebbe esporle il ragionamento che ne \u00e8 conseguito. Premetto che\u00a0<strong>la questione \u00e8 molto complessa<\/strong>, per questo preferisco procedere per punti di criticit\u00e0.<\/p>\n<ul>\n<li>over produzione (<a href=\"https:\/\/www.fruitbookmagazine.it\/supermercati-e-fornitori-di-ortofrutta-un-rapporto-difficile-parte-prima\/\">clicca qui<\/a>)<\/li>\n<li>rispetto del prodotto (<a href=\"https:\/\/www.fruitbookmagazine.it\/supermercati-e-fornitori-di-ortofrutta-un-rapporto-difficile-parte-prima\/\">clicca qui<\/a>)<\/li>\n<li>rispetto del produttore (<a href=\"https:\/\/www.fruitbookmagazine.it\/supermercati-e-fornitori-di-ortofrutta-un-rapporto-difficile-parte-prima\/\">clicca qui<\/a>)<\/li>\n<li>politica dei prezzi<\/li>\n<li>zona grigia<\/li>\n<li>cliente finale<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>SEGUE DA PARTE PRIMA.<\/em><\/p>\n<p><strong>LA POLITICA DEI PREZZI<\/strong>. Una tipica\u00a0<strong>discussione da telegiornale<\/strong>\u00a0\u00e8 quella dei prezzi della frutta e verdura. Non c\u2019\u00e8 stagione nella quale manchi il servizio girato al mercato scoperto di turno con i prezzi mirabolanti e\u00a0<strong>i supermercati<\/strong>\u00a0escono da questi servizi come i\u00a0<strong>salvatori del popolo<\/strong>. Bisogna guardare la cosa da una prospettiva differente: un negozio al dettaglio,\u00a0<strong>un fruttivendolo<\/strong>\u00a0per intenderci, ha un ricarico medio del doppio sulla merce comprata (ovvio che la quarta gamma faccia storia a s\u00e9).\u00a0<strong>Un ambulante<\/strong>\u00a0serio, non quelli da 0,50\u20ac\/kg, che ha un buon potere d\u2019acquisto in mercato, ricarica mediamente il 60%.<\/p>\n<p><strong>E il supermercato quanto ricarica<\/strong>\u00a0gli acquisti? Il ricarico varia da catena a catena e dipende dai costi e dall\u2019efficienza della struttura distributiva. Il ricarico di Aldi Italia \u00e8 senz\u2019altro meno consistente (+25\/30%) rispetto a quello che applica Coop Italia (anche +50%). Rispetto al canale tradizionale,\u00a0<strong>quello che cambia radicalmente<\/strong>\u00a0\u00e8 il prezzo del prodotto di partenza,\u00a0<strong>quello che viene pagato al produttore<\/strong>. Inoltre il supermercato si pu\u00f2 permettere delle perdite su alcuni articoli in alcuni periodi dell\u2019anno che un fruttivendolo o un ambulante non potr\u00e0 mai permettersi, vedi le offerte a 1 centesimo di angurie a Ferragosto o di ananas la vigilia di Natale.<\/p>\n<p><strong>Produrre costa<\/strong>; produrre bene costa di pi\u00f9 soprattutto perch\u00e9\u00a0<strong>ci vuole una grande capacit\u00e0 e professionalit\u00e0<\/strong>\u00a0tanto nella produzione pura, quanto nella lavorazione post-raccolta. Ma tutti questi aspetti non sono in cima alla lista per (temo) nessun gruppo distributivo; l\u2019importante \u00e8 che il prodotto abbia\u00a0<strong>un\u2019ottima shelf life<\/strong>\u00a0e che possa sopportare la\u00a0<strong>non professionalit\u00e0 assoluta<\/strong>\u00a0(brutto ma vero)\u00a0<strong>di chi lavora nel reparto ortofrutta<\/strong>\u00a0dei supermercati.\u00a0<strong>Non c\u2019\u00e8 cultura e nemmeno una formazione\u00a0<\/strong>seria; i prodotti vengono trattati davvero malamente e quindi \u00e8 necessario comprare prodotti in grado di essere malmenati senza troppe perdite.<\/p>\n<p><strong>LA ZONA GRIGIA<\/strong>. Ci sono alcuni aspetti che gravano sui produttori e che lasciano perplessi per la\u00a0<strong>passivit\u00e0 con cui accettano qualsiasi cosa<\/strong>. C\u2019\u00e8 sempre la ricerca a migliorare le vendite, quindi il marketing dei supermercati lavora sui nuovi imballaggi, sulle nuove grafiche, ecc. Come funziona? Funziona che una volta trovata la nuova grafica, per esempio delle reti di arance,\u00a0<strong>ogni fornitore<\/strong>\u00a0in quota sulle arance\u00a0<strong>si vede addebitare l\u2019importo che l\u2019agenzia di marketing chiede per il lavoro fatto<\/strong>. Tutto questo senza che al fornitore venga detto prima nulla, n\u00e9 se ha voglia di pagare o meno 5.000 euro (per fare un esempio), n\u00e9 se magari lo stesso aveva gi\u00e0 comprato le reti della stagione precedente (o ne aveva ancora in stock).<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi il fenomeno ampiamente diffuso nei gruppi della grande distribuzione delle\u00a0<strong>casse a rendere e riutilizzabili<\/strong>, le cui aziende, spesso multinazionali, pagano non poco perch\u00e9\u00a0<strong>la catena \u201csuggerisca\u201d ai fornitori di usarle<\/strong>; tra l\u2019altro il fornitore che usa le casse previste ha spesso una\u00a0<strong>tolleranza diversa dal controllo qualit\u00e0<\/strong>\u00a0in piattaforma. C\u2019\u00e8 il discorso dei bonus al raggiungimento di determinati fatturati, ma anche questi sono aleatori; viene preso per buono che ci si arriver\u00e0 prima o poi e quindi amen.<\/p>\n<p><strong>IL CLIENTE FINALE<\/strong>. Perch\u00e9 s\u00ec, anche i clienti sono parte attiva di questa catena.\u00a0<strong>L\u2019utente finale<\/strong>\u00a0vuole essere a km zero (sulla carta), vuole seguire le stagionalit\u00e0 (come vede in tv o sui social), vuole essere etico e responsabile e vuole spendere il giusto. Per\u00f2 vuole anche\u00a0<strong>spendere il meno possibile<\/strong>, vuole\u00a0<strong>che tutti i prodotti siano disponibili 12 mesi all\u2019anno<\/strong>\u00a0perch\u00e9 vuole essere libero di scegliere il come, il cosa ed il quando. Vuole il prodotto bio che viene via aerea dal Per\u00f9.<\/p>\n<p><strong>APPENDICE: IL CONTROLLO QUALIT\u00c0<\/strong>. Nella mia esperienza diretta questo dipartimento \u00e8 la falange armata dell\u2019ignoranza. Applicare le schede tecniche, che vorrei tutti potessero leggere,<strong>\u00a0come se si controllassero dei bulloni<\/strong>\u00a0usciti dal tornio \u00e8 agghiacciante. Come si fa a dichiarare un 7% di frutto \u201cmarcescente\u201d su 4 pallet? E\u00a0<strong>perch\u00e9 se il produttore accetta di dimezzare il prezzo allora va bene?<\/strong>\u00a0O era marcescente, oppure andava bene.<\/p>\n<p>In pi\u00f9 il buyer pu\u00f2 \u201cstuzzicare\u201d il controllo qualit\u00e0 e\u00a0<strong>facilitare i resi quando si \u00e8 ordinato troppo<\/strong>\u00a0e c\u2019\u00e8 troppo stock; basta fargli notare tre frutti brutti e dubitare della loro attenzione. Forse solo Esselunga \u00e8 in grado di applicare una certa\u00a0<strong>elasticit\u00e0 in periodi di particolare difficolt\u00e0 meteo<\/strong>. C\u2019\u00e8 una scuola di pensiero secondo la quale \u00e8 il controllo qualit\u00e0 che sa come la frutta e verdura devono essere. Si vede che hanno trovato\u00a0<strong>la terza tavola sul Sinai<\/strong>, ed era quella dell\u2019ortofrutta.<\/p>\n<p>*****<\/p>\n<p><strong>E quindi di chi \u00e8 la colpa?<\/strong>\u00a0\u00c8 colpa dei supermercati? \u00c8 colpa dei produttori? \u00c8 colpa dei consumatori? Temo pi\u00f9 semplicemente che sia\u00a0<strong>la natura dell\u2019uomo<\/strong>\u00a0il vero cardine. Il desiderio di volere \u00e8 quello che forse pi\u00f9 di tutti ci ha resi diversi da ogni altra specie animale, ma\u00a0<strong>trovare l\u2019equilibrio fra quanto sia giusto chiedere in funzione di quanto si desideri \u00e8 affare complicato<\/strong>. Tanto pi\u00f9 che la bilancia della quale si cerca di comandare l\u2019ago si chiama natura; dovremmo (dobbiamo) imparare ad accettare e rispettare il prossimo e anche la natura rientra nel \u201cprossimo\u201d. \u00c8 quanto di pi\u00f9 prossimo alla nostra vita ci sia.<\/p>\n<p>Mi piacerebbe tanto che fosse realizzabile un\u00a0<strong>serio confronto fra le parti<\/strong>\u00a0che possa portare davvero al\u00a0<strong>rispetto reciproco<\/strong>\u00a0di tutte le parti in causa; porterebbe a un benessere necessario soprattutto vista questa crisi dovuta alla pandemia. Per\u00f2, se considero validi i ragionamenti riportati qui sopra,\u00a0<strong>la strada \u00e8 davvero difficile da percorrere<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.fruitbookmagazine.it\/supermercati-e-fornitori-di-ortofrutta-un-rapporto-difficile-parte-seconda\/\"><strong>Copyright: Fruitbook Magazine<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/pubblicita\/\"><strong>Pubblicit\u00e0: Armando Testa<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/i-supermercati-ci-stanno-ammazzando-lettera-di-un-fornitore-di-ortofrutta\/\">&#8220;I supermercati ci stanno ammazzando&#8221; su questo sito.<\/a>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;43143&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019utente finale vuole essere a km zero (sulla carta), vuole seguire le stagionalit\u00e0 (come vede in tv o sui social), vuole essere etico e responsabile e vuole spendere il giusto. 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