{"id":54597,"date":"2021-03-20T18:40:01","date_gmt":"2021-03-20T17:40:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=54597"},"modified":"2021-04-01T17:24:00","modified_gmt":"2021-04-01T15:24:00","slug":"la-terra-si-riscalda-e-gli-oceani-rilasciano-sempre-piu-cfc-11-strato-di-ozono-in-pericolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/la-terra-si-riscalda-e-gli-oceani-rilasciano-sempre-piu-cfc-11-strato-di-ozono-in-pericolo\/","title":{"rendered":"La Terra si riscalda e gli oceani rilasciano sempre pi\u00f9 CFC-11: strato di ozono in pericolo  \u00a0"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h1>La Repubblica<\/h1>\n<h1><\/h1>\n<h1>Green&amp;Blue<\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1>La Terra si riscalda e gli oceani rilasciano sempre pi\u00f9 CFC-11: strato di ozono in pericolo<\/h1>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em><strong>di Giacomo Talignani<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>I clorofluorocarburi rilasciati dai mari, secondo una previsione del MIT, gi\u00e0 nel 2075 cominceranno a mettere in serio pericolo la difesa naturale che protegge la Terra dalle radiazioni ultraviolette<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>16 MARZO 2021<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Uno dei problemi pi\u00f9 importanti relativi all&#8217;emergenza climatica che stiamo vivendo \u00e8 quello dei &#8220;rilasci&#8221;. Le temperature elevate e le dinamiche dovute al surriscaldamento globale stanno infatti implementando sempre pi\u00f9 il rilascio di gas, composti chimici, sostanze: dal metano rilasciato dallo scioglimento del permafrost ai vari rilasci di CO<sub>2<\/sub>\u00a0sino a quello di CFC dagli oceani, ci avverte ora una nuova ricerca. E questo \u00e8 un problema. I clorofluorocarburi, noti come CFC,\u00a0sono composti chimici che riducono lo strato di ozono. Sono dannosi quando raggiungono la stratosfera, ma se se ne stanno &#8220;buoni&#8221; in fondo agli oceani del mondo, oggi enormi depositi di sostanze chimiche e gas, possono rimanere tranquilli per secoli.<\/p>\n<h4><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/green-and-blue\/2021\/02\/18\/news\/dall_asia_le_emissioni_di_composti_che_favoriscono_il_buco_dell_ozono-288136646\/\">Dall&#8217;Asia le emissioni di composti che favoriscono il buco dell&#8217;ozono<\/a><\/h4>\n<p>18 Febbraio 2021<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora per\u00f2, ci raccontano gli scienziati, gli oceani potrebbero rilasciare sempre pi\u00f9 CFC, in particolare i CFC-11. In un nuovo studio apparso su\u00a0<em>Proceedings of the National Academy of Sciences<\/em>\u00a0i ricercatori del noto MIT, Massachusetts Institute of Technology, raccontano come stanno osservando una nuova tendenza, ovvero quella degli oceani che passano da pozzi secolari di sostanze chimiche dannose per l&#8217;ozono a magazzini pronti a rilasciare queste sostanze. In particolare, dopo aver studiato e usato i CFC marini per tracciare per esempio le correnti oceaniche, gli studiosi si stanno concentrando sui CFC-11 che se rilasciati possono influenzare le concentrazioni atmosferiche. C&#8217;\u00e8 persino una data, non cos\u00ec lontana: gli scienziati prevedono che entro il 2075 gli oceani emetteranno pi\u00f9 CFC-11 nell&#8217;atmosfera di quanto assorbono, emettendo dunque quantit\u00e0 rilevabili del composto chimico entro il 2130. Con l&#8217;aumento del surriscaldamento si teme che questi cambiamenti avverranno sempre prima e le emissioni permarranno per pi\u00f9 tempo in atmosfera. Questo, in sostanza, significa una serie di complicazioni per lo strato d&#8217;ozono.<\/p>\n<h4><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/green-and-blue\/2021\/02\/10\/news\/cala_nell_atmosfera_il_cfc-11_composto_responsabile_del_buco_dell_ozono-286952560\/\">Cala nell&#8217;atmosfera il Cfc-11, composto responsabile del buco dell&#8217;ozono<\/a><\/h4>\n<p>di Viola Rita 10 Febbraio 2021<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ecco allora che la dottoressa\u00a0<strong>Susan Solomon<\/strong>\u00a0e i colleghi del MIT che hanno partecipato alla ricerca ci avvertono che l&#8217;analisi della provenienza e delle dinamiche dei CFC-11 potrebbe aiutarci a capire come intervenire, laddove possibile, per esempio entro i termini del Protocollo di Montr\u00e9al, trattato internazionale nato per ridurre proprio la produzione e l&#8217;uso di quelle sostanze che minacciano lo strato di ozono, come i clorofluorocarburi.<\/p>\n<h4><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/green-and-blue\/2021\/01\/07\/news\/il_buco_dell_ozono_in_antartide_si_e_chiuso_-281580266\/\">&#8220;Il buco dell&#8217;ozono in Antartide si \u00e8 chiuso. Aveva raggiunto dimensioni record&#8221;<\/a><\/h4>\n<p>07 Gennaio 2021<\/p>\n<p>Il CFC-11 \u00e8 un composto chimico che viene usato per esempio nel campo dei condizionatori, per produrre refrigeranti e schiume isolanti.\u00a0 Se emessa nell&#8217;atmosfera questa sostanza innesca una reazione a catena che alla fine distrugge l&#8217;ozono, il nostro prezioso strato che protegge la Terra dalle dannose radiazioni ultraviolette. Essendo dannoso, dal 2010 proprio seguendo il Protocollo di Montreal il CFC-11 \u00e8 stato pian piano eliminato e i livelli del composto presenti in atmosfera sono stati assorbiti dagli oceani (circa il 10% di tutte le emissioni di CFC-11) prodotte. Continuando a diminuire in atmosfera e accumulandosi negli oceani, secondo gli scienziati quando i mari si satureranno passeranno da pozzo a fonte, rilasciando i composti. &#8220;Per un po&#8217; di tempo le emissioni umane sono state cos\u00ec grandi che ci\u00f2 che stava finendo nell&#8217;oceano \u00e8 stato considerato trascurabile &#8211; afferma Solomon &#8211; ora invece mentre cerchiamo di sbarazzarci delle emissioni antropiche scopriamo che non possiamo pi\u00f9 ignorare completamente ci\u00f2 che sta facendo l&#8217;oceano&#8221;.<\/p>\n<h4><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/green-and-blue\/2021\/02\/26\/news\/la_pandemia_fa_calare_l_ozono_come_non_era_mai_successo_negli_ultimi_20_anni-289319547\/\">La pandemia fa calare l&#8217;ozono nell&#8217;aria che respiriamo come mai negli ultimi 20 anni<\/a><\/h4>\n<p>di Viola Rita 26 Febbraio 2021<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Secondo il nuovo studio, che ha elaborato diversi modelli sulle possibili concentrazioni di CFC-11 rilasciate in atmosfera e sull&#8217;impatto del surriscaldamento negli anni a venire, l&#8217;oceano inizier\u00e0 a emettere pi\u00f9 sostanze di quante ne ha assorbite a partire circa dal 2075. Entro il 2145 l&#8217;oceano avr\u00e0 emesso CFC-11 tali che saranno persino rilevabili dalle attuali attivit\u00e0 di monitoraggio. Il cambiamento climatico far\u00e0 accelerare questi processi. &#8220;In generale, un oceano pi\u00f9 freddo assorbe pi\u00f9 CFC. Quando il cambiamento climatico riscalda l&#8217;oceano, questo diventa un serbatoio pi\u00f9 debole\u00a0che si esaurir\u00e0 pi\u00f9 velocemente&#8221; ci avvertono gli esperti che concludono ricordandoci che &#8220;per ora abbiamo aperto alcune nuove grandi domande e abbiamo dato un&#8217;idea di ci\u00f2 che potrebbe accadere&#8221;.<\/p>\n<p>Immagini : <strong>The Economist<\/strong>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;47053&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I clorofluorocarburi rilasciati dai mari, secondo una previsione del MIT, gi\u00e0 nel 2075 cominceranno a mettere in serio pericolo la difesa naturale che protegge la Terra dalle radiazioni ultraviolette<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":41234,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[76],"tags":[248],"class_list":["post-54597","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sociale","tag-cambiamento-climatico","category-76","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54597","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=54597"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54597\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54599,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54597\/revisions\/54599"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41234"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=54597"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=54597"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=54597"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}