{"id":54796,"date":"2021-03-28T08:20:08","date_gmt":"2021-03-28T06:20:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=54796"},"modified":"2022-05-22T17:24:11","modified_gmt":"2022-05-22T15:24:11","slug":"caffe-stefano-patuanelli-neo-ministro-dellagricoltura-e-illy-contro-il-caffe-napoletano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/caffe-stefano-patuanelli-neo-ministro-dellagricoltura-e-illy-contro-il-caffe-napoletano\/","title":{"rendered":"Caff\u00e8 : Stefano Patuanelli (neo-ministro dell&#8217;agricoltura) e Illy contro il caff\u00e8 napoletano?"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<em>Avevo scritto :\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/caffe-espresso-italiano-o-napoletano-solo-uno-diventera-patrimonio-unesco\/\"><em>Caff\u00e8 espresso italiano o napoletano? Solo uno diventer\u00e0 Patrimonio Unesco.<\/em><\/a><\/p>\n<p><em>E invece NO. Nessuno dei due . <\/em><\/p>\n<p><em>Ce lo riferisce <strong>Luciano Pignataro<\/strong>:\u00a0<\/em><\/p>\n<h1><a href=\"https:\/\/www.lucianopignataro.it\/a\/cosi-il-ministro-patuanelli-ha-bloccato-la-candidatura-allunesco-dellarte-del-caffe-napoletano-a-favore-dellasburgico-cavallo-lipizzano-della-sua-trieste\/196112\/\">Cos\u00ec il ministro Patuanelli ha bloccato la candidatura all\u2019Unesco dell\u2019arte del caff\u00e8 napoletano a favore dell\u2019asburgico cavallo lipizzano della sua Trieste.<\/a><\/h1>\n<p>26\/3\/2021<\/p>\n<p><strong>Caff\u00e8 Unesco.<\/strong> Riportiamo l\u2019articolo che abbiamo pubblicato ieri a tutta pagina sul Mattino a futura memoria, con una considerazione e una postilla a seguire.<\/p>\n<p>L\u2019articolo sul Mattino di ieri (25 marzo 2021)[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;54797&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]<strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/caffe-espresso-italiano-o-napoletano-solo-uno-diventera-patrimonio-unesco\/\">Non ci sar\u00e0 alcuna candidatura italiana sul caff\u00e8 all\u2019Unesco.<\/a> E\u2019 questa la decisione assunta ieri dalla commissione valutativa presieduta da Franco Bernab\u00e8 in rappresentanza del ministero degli Esteri. In presenza di due proposte, una sull\u2019espresso italiano e una sulla tradizione napoletana, si \u00e8 salomonicamente deciso di rinviare di un anno ogni iniziativa sul tema tazzine e cialde invitando le due parti a mettersi d\u2019accordo in modo tale che il nostro Paese possa avanzare una sola candidatura sul tema.<\/strong><\/p>\n<p>Una soluzione all\u2019italiana insomma, non solo perch\u00e9 ineccepibile dal punto di vista burocratico anche se contraria ad ogni logica storica, ma perch\u00e9 frutto di quel particolare gioco di interdizione, tipico, appunto, delle squadre che praticavano<strong> il catenaccio all\u2019italiana in cui lo scopo non era giocare meglio dell\u2019avversario ma impedirgli di giocare.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gi\u00e0, perch\u00e9, alla fine, la doppia candidatura non \u00e8 stata altro che una mossa delle grandi, ricchissime e potenti, torrefazioni del Nord per impedire che passasse la proposta, formalizzata nel dicembre 2019, di conferire il riconoscimento Unesco come patrimonio immateriale all\u2019Arte del Caff\u00e8 Napoletano.<\/strong><br \/>\nQuesta volta, insomma, i ricchi industriali del Nord non si sono fatti sorprendere come \u00e8 successo nel 2017 con la pizza. Anche allora qualche mulino sosteneva che la pizza era italiana e che quella napoletana era una sorta di sottozona di quella nazionale, una pizza regionale. Una tesi sostenuta da associazioni e critici gastrofighetti spesso sponsorizzati da chi aveva inventato questa favoletta a fini commerciali, alla quale come appendice c\u2019era da aggiungere che la pizza napoletana era fatta male perch\u00e9 non era una focaccia. <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/larte-dei-pizzaioli-napoletani-patrimonio-dellunesco\/\">Il riconoscimento Unesco all\u2019arte del Pizzaiolo Napoletano<\/a> fu una mazzata culturale incredibile perch\u00e9 sanciva l\u2019origine della pizza a Napoli e ne faceva un prodotto identitario di valenza universale.<\/p>\n<p>Stavolta la storia si \u00e8 ripetuta con un finale diverso: quello che sembra un pareggio in realt\u00e0 \u00e8 <strong>una vittoria delle torrefazioni del Nord che hanno impedito alla tradizione napoletana di poter competere per ottenere il riconoscimento Unesco senza aver alcuna possibilit\u00e0 di poter concorrere.<\/strong> Non per un motivo culturale o storico, e neanche per campanilismo: il fatto \u00e8 che si trattava di una operazione puramente commerciale, promossa sostanzialmente da un gruppo di sigle dentro le quali spesso troviamo societ\u00e0 private impegnate nella torrefazione o nella costruzione di macchinari. Sono quelle che il primo marzo hanno lanciato a Patuanelli l\u2019appello per iscrivere il Rito del Caff\u00e8 Espresso Italiano a Patrimonio immateriale dell\u2019Umanit\u00e0: Consorzio di Tutela Del Caff\u00e8 Espresso Italiano Tradizionale, Comitato Italiano del Caff\u00e8 di Unione Italiana Food,\u00a0 IEI \u2013 Istituto Espresso Italiano, di Fipe-Confcommercio, \u00a0Gruppo Italiano Torrefattori Caff\u00e8, Associazione Caff\u00e8 Trieste e\u00a0 Consorzio Torrefattori delle Tre Venezie. <strong>Il ministro dell\u2019Agricoltura Patuanelli, triestino, ha dunque fatto si che dalla commissione del proprio ministero uscissero entrambe le proposte e quella sul cavallo lipizzano da inviare alla commissione del ministero degli Esteri presieduta da Bernab\u00e8 che poi le ha bocciate non potendo fare altro e come ben sapeva lo stesso Patuanelli nel formularle<\/strong>. Fanno parte di questa commissione anche i rappresentanti dei ministeri della Transizione Ecologica,\u00a0 allo Sviluppo, alla Istruzione e ai Beni Culturali.<br \/>\nIl punto \u00e8 che l\u2019Unesco non sostiene prodotti, ma patrimoni culturali. Non la pizza, per tornare a noi, bens\u00ec all\u2019arte del pizzaiolo. Ed \u00e8 dunque impossibile pensare che avrebbe dato semaforo verde ad una proposta avanzata dai produttori di caff\u00e8 italiani del Nord, ricchi di soldi ma che dal punto di vista storico hanno potuto esibire solo i loro macchinari e poco pi\u00f9.<\/p>\n<p>Di contro la proposta napoletana era stata presentata da un ente pubblico, la Regione Campania, e sostenuto da un lavoro scientifico interdisciplinare di pi\u00f9 universit\u00e0 coordinato dal professore Marino Niola con uno studio che attesta quello che tutti sanno: che il caff\u00e8, come la pizza, \u00e8 parte integrante della comunit\u00e0 napoletana. \u201cLa cosa incredibile -dice il consigliere regionale Francesco Borrelli che presiede l\u2019Osservatorio dei riconoscimenti Unesco in Campania, la regione che ne pu\u00f2 vantare di pi\u00f9 di ogni altra al Mondo \u2013 \u00e8 che si \u00e8 ripetuta la storia della pizza. Prima una campagna denigratoria, poi la tesi che il caff\u00e8 napoletano \u00e8 solo una declinazione regionale della tradizione italiana, ossia l\u2019esatto contrario della realt\u00e0. Ma ho l\u2019impressione che stavolta siano entrati in campo interessi colossali per impedire che la cosa andasse in porto\u201d.<\/p>\n<p>Anche il professore Marino Niola ha un giudizio duro: \u201cla decisione della commissione \u00e8 cieca oltre che poco trasparente. Scriva proprio cos\u00ec: poco trasparente\u201d.<\/p>\n<p><strong>Insomma stavolta il catenaccio italiano ha funzionato: il risultato finale \u00e8 zero a zero, esattamente quello a cui puntava l\u2019industria della torrefazione del Nord, impedire che Napoli potesse ottenere un altro riconoscimento storicamente accertato. Alla fine nessun ministero ha sostenuto la causa napoletana, neanche quello alla Transizione Ecologica come si chiama oggi di Roberto Cingolani, ex componente del Consiglio di Amministrazione della Illy Caff\u00e8<\/strong>.<\/p>\n<p>E l\u2019unico ministero presieduto da un meridionale, quello degli Esteri di <strong>Luigi Di Maio<\/strong>, alla fine<strong> ha presentato le due candidature: il Tocati e l\u2019allevamento del cavallo Lipizzano. <\/strong><\/p>\n<p>La prima se non vi dice nulla non vi spaventate, potete colmare la grave lacuna su Google.<\/p>\n<p><strong>Del secondo<\/strong> vi diremo che <strong>far\u00e0 sicuramente contento<\/strong> <strong>il ministro Patuanelli<\/strong> che<strong> l\u2019aveva avanzata<\/strong> dal suo ministero perch\u00e9 si tratta di un <strong>cavallo asburgico selezionato a Lipizza,<\/strong> <strong>vicino la sua Trieste.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il neo ministro mette dunque a segno un doppio colpo: impedire che il caff\u00e8 sia legato a Napoli come la pizza e mettere una bella bandierina campanilistica come nuovo atto del suo ministero.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Una bandierina a Cinque Stelle.<\/strong><\/p>\n<p><em>Sotto : un pezzo di storia dei cavalli lipizzani<\/em>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;54824&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]*Postilla<\/p>\n<p>Oggi aggiungo queste due considerazioni: la prima \u00e8 che spesso il nuovo, il sedicente nuovo, \u00e8 peggio del vecchio e si presenta con fare moralistico solo per occupare il posto di chi lo ha preceduto.<br \/>\nLa seconda riguarda le aziende di torrefazione di Napoli e dintorni. <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/larte-dei-pizzaioli-napoletani-patrimonio-dellunesco\/\">Se la battaglia sulla pizza \u00e8 stata vinta <\/a>\u00e8 perch\u00e9 questo mondo, tenuto insieme a fatica da Alfonso Pecoraro Scanio, si \u00e8 comunque unito in questa battaglia, chi prima e chi dopo, producendo uno straordinario sforzo propagandistico in cui la Pizza ha trainato l\u2019Unesco e non viceversa. Perch\u00e9 tutti conoscono la pizza e molti di meno l\u2019Unesco. Anche catene come Rossopomodoro e aziende come Caputo ci hanno creduto fortemente grazie ad uno sguardo lungo che li ha portati a capire che un grande riconoscimento culturale avrebbe comportato anche vantaggi commerciali.<br \/>\nMa le torrefazioni del caff\u00e8 di Napoli e dintorni? Nulla di nulla di nulla nonostante le loro dimensioni colossali che gli consentirebbe tranquillamente di mettere almeno centomila euro e arrivare a oltre un milione per creare una Fondazione del Caff\u00e8 Napoletano, con tanto di sede, museo e direttore.<br \/>\nCerto, le torrefazioni del Nord hanno giocato sporco, ma hanno fatto il loro lavoro per tutelare i loro interessi.<br \/>\nL\u2019industria, fiorente e molto dinamica sul versante pubblicitario, del caff\u00e8 napoletano invece \u00e8 strutturalmente incapace di fare squadra, forse perch\u00e9 per la maggior parte\u00a0 ancora impegnata a combattere bar per bar nei vicoli dei Quartieri Spagnoli invece di guardare al Mondo ed avere una visione di territorio delegando il tutto alla Regione che ben si \u00e8 mossa stavolta grazie alla sensibilit\u00e0 di alcuni suoi funzionari.<br \/>\n<strong>Insomma, sulla pizza c\u2019erano due squadre in campo. Sul caff\u00e8 solo una, e l\u2019arbitro, il ministro Patuanelli ha potuto fare la sua marchetta di campanile.<\/strong><br \/>\nQuesta storia insegner\u00e0 qualcosa al viscerale, indomito, infinito, assoluto individualismo napoletano, il popolo che si crede pi\u00f9 furbo di tutti e che viene fatto fesso pi\u00f9 spesso di tutti perch\u00e8 non sa giocare di squadra?<\/p>\n<p>Luciano Pignataro<\/p>\n<p><em>Sotto : il caff\u00e8 Kimbo, azienda di Napoli. <\/em><em>Da loro degustai il caff\u00e8 della tradizione napoletana. Me lo fece una signora che era l&#8217;unica deputata a farlo agli ospiti. <\/em><\/p>\n<p><em>Cover &#8220;Tot\u00f2 e Peppino&#8221; :\u00a0 Corriere della Sera del 26 marzo 2021<\/em>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;46885&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>la doppia candidatura non \u00e8 stata altro che una mossa delle grandi, ricchissime e potenti, torrefazioni del Nord per impedire che passasse la proposta, formalizzata nel dicembre 2019, di conferire il riconoscimento Unesco come patrimonio immateriale all\u2019Arte del Caff\u00e8 Napoletano.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":54800,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-54796","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi","category-37","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54796","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=54796"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54796\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54844,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54796\/revisions\/54844"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/54800"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=54796"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=54796"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=54796"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}