{"id":56420,"date":"2024-09-14T09:23:46","date_gmt":"2024-09-14T07:23:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=56420"},"modified":"2024-09-19T14:53:07","modified_gmt":"2024-09-19T12:53:07","slug":"come-riconoscere-le-6-caratteristiche-essenziali-di-una-pasta-di-qualita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/come-riconoscere-le-6-caratteristiche-essenziali-di-una-pasta-di-qualita\/","title":{"rendered":"Come riconoscere le 6 caratteristiche essenziali di una pasta di qualit\u00e0"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Redatto il 6 maggio 2021, aggiornato il 14 settembre 2024<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><a href=\"https:\/\/www.pastificiodeicampi.it\/articolo.php?id=903&amp;fbclid=IwAR3S0oVsGny00JPe9aIs1LmXwGKhiMHeWgxPVh9yIFHymD0RQAnnvXLoUtY_aem_AXUKYEQ7Ac8l8Aguc9POCYS_tCwKKkmeiEwn1uWvP5EIXdiEP6BAKIfFzbQQbPPbIUbZaRhfXGMssVl6H9kIl30M9sUiLuK7qSHOmQydXXj_8fbzPsU-ue_AaGSHMC_rAIQ\"><strong>COME RICONOSCERE LE 6 CARATTERISTICHE ESSENZIALI DI UNA PASTA DI QUALITA&#8217;.<\/strong><\/a><\/h1>\n<p>29\/04\/2021<\/p>\n<p><em>Per aiutarti a scegliere consapevolmente.<\/em><\/p>\n<p>Il mondo dei prodotti alimentari oggi \u00e8 a dir poco confusionario.<\/p>\n<p>Per leggere le etichette di un prodotto, oltre alla lente di ingrandimento, serve una certa dimestichezza nella comprensione di numeri e dati e una buona dose di pazienza.<\/p>\n<p>Come venirne fuori?<br \/>\nSicuramente una grande mano possiamo darla noi produttori, rendendo\u00a0<strong>semplice, immediato e veritiero<\/strong>\u00a0il percorso che c&#8217;\u00e8 alle spalle del nostro prodotto: la nostra\u00a0<strong>filiera<\/strong>.<br \/>\nMa esistono -almeno nel mondo della pasta secca- anche<strong>\u00a0alcune semplici caratteristiche<\/strong>\u00a0che possono aiutare il consumatore a capire immediatamente se quello che ha davanti \u00e8 un prodotto di qualit\u00e0 o meno.<br \/>\nIniziamo dunque ad elencarle una ad una.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/pasta-meglio-gialla-o-bianca\/\"><strong>1: Colore<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Una buona pasta deve avere un colore\u00a0<strong>chiaro<\/strong>, quasi prossimo all&#8217;avorio.<br \/>\nMa perch\u00e9?<br \/>\nMolto semplicemente perch\u00e9 \u00e8 quello il colore della semola (il macinato di grano duro). Quando vi trovate davanti ad una pasta dal colore brunito o aranciato vuol dire che quella pasta ha subito un\u00a0<strong>processo di essiccazione<\/strong>\u00a0violento e artificiale (ovvero ad elevate temperature). Gli amidi contenuti al suo interno sono stati letteralmente bruciati, passando dal loro colore chiaro ad un colore caramellato (effetto della\u00a0reazione di Malliard).<br \/>\nIl risultato sar\u00e0 una pasta dal sapore dolciastro e dal retrogusto amaro, proprio della caramellizzazione degli zuccheri.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/pasta-meglio-gialla-o-bianca\/\">E perch\u00e8 quella pi\u00f9 chiara contiene<strong> lisina che\u00a0 favorisce la formazione di anticorpi, ormoni (come quello della crescita) ed enzimi; \u00e8 inoltre necessaria allo sviluppo e alla fissazione del calcio nella ossa.<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>2: Superficie<\/strong><\/p>\n<p>Una buona pasta deve presentare una superficie\u00a0<strong>ruvida e opaca<\/strong>.<br \/>\nMa perch\u00e9?<br \/>\nLa superficie -o texture- della pasta \u00e8 data dalla tecnica di estrusione utilizzata.<br \/>\nUna pasta\u00a0<strong>trafilata al bronzo<\/strong>\u00a0avr\u00e0 una superficie ruvida e porosa perch\u00e9 la trafilatura con un metallo \u00e8 soggetta ad\u00a0<strong>attrito<\/strong>.<br \/>\nL&#8217;attrito tra la superficie del bronzo e quella dell&#8217;impasto genera il classico effetto abrasivo tipico delle paste trafilate al bronzo.<br \/>\nViceversa, una pasta trafilata in teflon -che \u00e8 un materiale plastico autolubrificante- avr\u00e0 una superficie liscia, quasi &#8220;plasticosa&#8221;, data appunto dalla totale assenza di attrito.<\/p>\n<p><strong>3: Uniformit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Una buona pasta<strong>\u00a0non deve avere presentare segni di\u00a0<em>bottature<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em>e puntature lievi rosse, n\u00e9 punte bianche o nere.<\/p>\n<p>Le\u00a0<em>bottature\u00a0<\/em>(vocabolo gergale che indica delle microfratture all&#8217;interno della struttura della pasta, visibili anche ad occhio nudo in controluce) sono dei difetti derivanti da un evidente problema di essiccazione.<br \/>\nNormalmente la maglia glutinica che si crea tra le proteine del grano e l&#8217;acqua durante l&#8217;impasto, si consolida in tempi mediamente lunghi. Se i\u00a0<strong>tempi di essicazione<\/strong>\u00a0della pasta sono troppo veloci o subiscono degli sbalzi eccessivi di temperatura, allora la maglia glutinica pu\u00f2 subire delle fratture. Queste stesse si ritrovano in cottura, quando la pasta si sfalda o si rompe mentre la state cuocendo.<\/p>\n<p>I punti neri o rossi o bianchi invece sono indice di una semola non pura.<\/p>\n<p><strong>4: Odore<\/strong><\/p>\n<p>Una pasta ha odore?<br \/>\nUna buona pasta si, eccome!<br \/>\nSe \u00e8 prodotta con tutti i crismi, una pasta\u00a0<strong>mantiene l&#8217;odore tipico del grano<\/strong>. Un odore molto simile a quello che definiamo di crosta di pane, di lievito in fermentazione. Leggermente acidulo ma sempre fragrante.<br \/>\nSe la pasta \u00e8 priva di questi odori allora vuol dire che tutto quanto di &#8220;vivo&#8221; e naturale era contenuto in essa \u00e8 stato distrutto. \u00a0E questo non \u00e8 un bene!<\/p>\n<p><strong>5: Rilascio di amido<\/strong><\/p>\n<p>Una buona pasta deve avere un rilascio di amido\u00a0<strong>controllato\u00a0<\/strong>e controllabile in cottura!<br \/>\nCosa vuol dire?<br \/>\nUn effetto patinoso o colloso non \u00e8 mai gradevole, ma come mai determinate paste &#8220;artigianali&#8221; (attenzione! Il termine artigianale non \u00e8 corretto, serve in questo caso solo per aiutare il lettore a comprendere l&#8217;argomento della discussione) rilasciano cos\u00ec tanto amido?<br \/>\nAnche questo \u00e8 un difetto, questa volta dato dalla scarsa qualit\u00e0 della proteina del grano utilizzato.<br \/>\nCome gi\u00e0 abbiamo detto precedentemente, la maglia glutinica che si crea durante l&#8217;impasto di acqua e semola ha il compito di mantenere la forma della pasta ma anche di tenere a bada i componenti di cui \u00e8 composta, tra questi l&#8217;amido.<br \/>\nSe la maglia glutinica \u00e8 in forma e ben strutturata, il rilascio di amido sar\u00e0 controllato.<br \/>\nCon una maggiore stimolazione (es: mantecatura o risottatura) vi sar\u00e0 un maggiore rilascio, ma senza stimolazione una buona pasta rester\u00e0 perfettamente lucida e mai patinosa!<\/p>\n<p><strong>6: Tenuta in cottura al dente<\/strong><\/p>\n<p>Mai scontata \u00e8 la prova cottura!<br \/>\nUna buona pasta<strong>\u00a0non deve per forza avere dei lunghi tempi di cottura<\/strong>, anzi!<br \/>\nI tempi di cottura generalmente dipendono dalla grandezza e dallo spessore della pasta.<br \/>\nAlle volte lo spessore \u00e8 deciso dal semplice gusto del produttore, altre invece \u00e8 una necessit\u00e0.<br \/>\nSi producono paste pi\u00f9 spesse per dargli pi\u00f9 resistenza, probabilmente perch\u00e9 la materia prima di partenza non \u00e8 eccellente.<br \/>\nSe una pasta \u00e8 fatta di un ottimo grano, non ci sar\u00e0 bisogno di renderla troppo spessa. Sar\u00e0 la proteina del grano a mantenerla &#8220;in forma&#8221;.<br \/>\nAnche la cottura, una volta terminata, vi stupir\u00e0!<br \/>\nUna buona pasta sar\u00e0 infatti in grado di &#8220;tornare indietro&#8221; nella cottura sempre grazie alla forza ed all&#8217;elasticit\u00e0 della sua maglia glutinica, che una volta finita l&#8217;idratazione da parte dell&#8217;acqua bollente, torner\u00e0 a restringersi e quindi a ricompattarsi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/pasta-secondo-altroconsumo-le-migliori-sono-barilla-e-italiamo-lidl\/\"><strong>Segnaliamo che nel 2023 \u00a0secondo Altroconsumo, la migliore pasta \u00e8\u00a0 Barilla, seguita da Italiamo della Lidl <\/strong><\/a>(da valutare eventuali conflitti d&#8217;interesse che ci sono, quasi sempre).<\/p>\n<p>Leggi anche :\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/ilsalvagente.it\/2023\/01\/28\/pasta-lindustria-perde-al-tar-lorigine-del-grano-resta-obbligatoria-in-etichetta\/\">Pasta, l\u2019industria perde al Tar: \u201cL\u2019origine del grano resta obbligatoria in etichetta\u201d <\/a><\/strong>\u00a0e le <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/pasta-lindustria-perde-al-tar-lorigine-del-grano-resta-obbligatoria-in-etichetta\/\"><strong>nostre considerazioni sull&#8217;argomento.<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Sotto: <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/pubblicita-dell-armando-testa\/\">Pubblicit\u00e0 : Armando Testa.<\/a>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;43211&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Colore, superficie, uniformit\u00e0, odore, rilascio di amido e cottura sono le caratteristiche da valutare<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":70335,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[49,86,216],"class_list":["post-56420","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi","tag-armando-testa","tag-barilla","tag-lidl","category-37","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56420","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=56420"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56420\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87445,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56420\/revisions\/87445"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/70335"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=56420"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=56420"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=56420"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}