{"id":56944,"date":"2021-05-23T12:23:52","date_gmt":"2021-05-23T10:23:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=56944"},"modified":"2022-05-22T17:23:26","modified_gmt":"2022-05-22T15:23:26","slug":"litalia-ortofrutticola-arranca-e-i-competitor-corrono-lanalisi-di-nomisma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/litalia-ortofrutticola-arranca-e-i-competitor-corrono-lanalisi-di-nomisma\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia ortofrutticola arranca e i competitor corrono. L&#8217;analisi di Nomisma"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<a href=\"http:\/\/www.corriereortofrutticolo.it\/2021\/05\/19\/litalia-ortofrutticola-arranca-competitor-corrono-lanalisi-nomisma\/\"><strong>L\u2019ITALIA ORTOFRUTTICOLA ARRANCA E I COMPETITOR CORRONO. L\u2019ANALISI DI NOMISMA<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.corriereortofrutticolo.it\/attualita\/\"><strong>ATTUALIT\u00c0<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Pubblicato il\u00a019 maggio 2021<\/p>\n<p>La\u00a0<strong>redditivit\u00e0 dei produttori ortofrutticoli<\/strong>\u00a0non si \u00e8 pi\u00f9 ripresa dalla\u00a0<strong>crisi economica del 2008<\/strong>\u00a0causata dall\u2019esplosione della bolla speculativa di Lehman Brothers negli Stati Uniti e negli ultimi undici anni \u00e8\u00a0<strong>diminuita di ben 6 punti percentuali<\/strong>. Lo rivela la prima indagine dell\u2019<strong>Osservatorio Ortofrutta di Nomisma<\/strong>\u00a0costituito pochi mesi fa, e presentata nel corso del webinar organizzato da Cia \u2013 Agricoltori Italiani che si \u00e8 tenuta ieri sera, dal titolo<strong>\u00a0\u2018L\u2019ortofrutta e la catena della distribuzione\u2019.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Quello che \u00e8 emerso dall\u2019analisi di Nomisma, \u00e8 un quadro impietoso che vede il\u00a0<strong>settore ortofrutticolo italiano ripiegato su se stesso.<\/strong>\u00a0Ancora<strong>\u00a0troppo ancorato al mercato interno<\/strong>\u00a0dove soccombe di fronte alla sempre maggiore organizzazione distributiva a fronte di una scarsa aggregazione produttiva. In pratica, pur essendo praticamente obbligati a \u2018correre\u2019 (e anche velocemente) verso il mercato internazionale, i\u00a0<strong>produttori italiani<\/strong>, di fatto, sono<strong>\u00a0azzoppati dai limiti infrastrutturali<\/strong>\u00a0che pongono l\u2019<strong>Italia<\/strong>\u00a0<strong>al 19\u00ba posto nel ranking delle performance logistiche.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>I gap emergono sia sulle<strong>\u00a0rotte del mare<\/strong>\u00a0(inefficienza del sistema portuale e smisurata burocrazia doganale che rende i tempi di sdoganamento doppi, ad esempio, rispetto alla Spagna), sia su quelle\u00a0<strong>via terra<\/strong>\u00a0dove siamo ancora molto\u00a0<strong>indietro<\/strong>\u00a0sull\u2019<strong>intermodalit\u00e0<\/strong>\u00a0(che \u00e8 il futuro sostenibile dell\u2019export ortofrutticolo) e dove l\u2019Italia patisce l\u2019effetto \u2018collo di bottiglia\u2019 dei passi del Brennero e del San Gottardo ed \u00e8 ancora in attesa del terzo valico, cantiere aperto da quasi 7 miliardi di euro, che permetter\u00e0 di potenziare, nel quadro del Corridoio Reno-Alpi, i collegamenti del sistema portuale ligure con le principali linee ferroviarie del nord Italia e con il resto d\u2019Europa.<\/p>\n<p>Anche per questo, negli ultimi dieci anni l\u2019Italia \u00e8\u00a0<strong>scesa di tre posizioni<\/strong>\u00a0nel ranking dei\u00a0<strong>top exporter<\/strong>\u00a0(per valore), dal sesto al nono posto. Ranking che vede in testa, nell\u2019ordine, Stati Uniti, Spagna e Cina. Mentre \u00e8 il fanalino di coda dei 10 top importer guidati da Stati Uniti, Germania e Cina e fra i quali non figura la Spagna.[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;56945&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]<strong>Il cronico gap con la Spagna<\/strong><\/p>\n<p>\u201cRispetto al competitor iberico \u00a0\u2013 afferma Denis Pantini di Nomisma \u2013 i dati parlano chiaro: al momento non c\u2019\u00e8 proprio gioco perch\u00e9 mentre\u00a0<strong>la bilancia commerciale italiana tra import ed export in dieci anni \u00e8 diventata negativa<\/strong>, nello stesso periodo<strong>\u00a0la Spagna ha triplicato il suo commercio estero<\/strong>\u00a0(+228%). Un dato che si riflette sul fatto che \u00e8 il primo competitor sui nostri principali mercati di riferimento (Germania, Francia, Inghilterra e Svizzera) dove il Belpaese perde progressivamente quota. In Inghilterra, che storicamente \u00e8 sempre stato un mercato strategico, nell\u2019ultimo biennio, abbiamo perso terreno a vantaggio, oltre che della Spagna anche del Sudafrica e del Per\u00f9\u201d.<\/p>\n<p>L<strong>\u2019export italiano<\/strong>\u00a0degli\u00a0<strong>ortaggi<\/strong>\u00a0cresce soprattutto verso Stati Uniti (+313% in 10 anni), Polonia e Svizzera, mentre quello della frutta cresce di pi\u00f9 in Europa, ossia verso il Belgio (+95% tra il 2010 e il 2020), Francia e Svizzera.<\/p>\n<p><strong>In aumento le produzioni Bio<\/strong> dove la frutta \u00e8 pi\u00f9 avanti ma gli ortaggi crescono di pi\u00f9: +178% dal 2011 al 2019, per circa 60mila ettari contro il +59% della frutta che ha superato i 120mila ettari (*).<\/p>\n<p><strong>I driver di acquisto dei consumatori<\/strong><\/p>\n<p>\u201cGuardando al mercato interno che \u00e8 il principale sbocco per il settore ortofrutticolo made in Italy \u2013 precisa Pantini \u2013 si nota che, tra il 2019 e il 2020,\u00a0<strong>le famiglie italiane hanno speso di pi\u00f9 in frutta e verdura ma i volumi venduti sono in calo<\/strong>. Tra i driver principali che guidano i consumi post-Covid, troviamo la\u00a0<strong>stagionalit\u00e0<\/strong>, che influisce sulla scelta del 63% del campione; l\u2019attenzione a non sprecare e la\u00a0<strong>preferenza per i prodotti freschi rispetto ai surgelati<\/strong>, entrambi importanti per il 59% degli intervistati; la\u00a0<strong>qualit\u00e0<\/strong>, 56% e il prezzo, 55%. Mentre, al \u2018netto della pandemia\u2019, i driver principali sono la ricerca di una dieta equilibrata, 27%; il fatto che l\u2019<strong>ortofrutta fresca sia un prodotto salutare<\/strong>, 23% e solo il 20% del campione la compra perch\u00e9 \u00e8 un prodotto che piace\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/perche-la-frutta-in-gdo-e-molto-spesso-immangiabile\/\">In pratica\u00a0<strong>uno dei terreni su cui il settore deve recuperare, soprattutto per la frutta, \u00e8 il gusto<\/strong>\u00a0che negli anni si \u00e8 perso tra logiche \u2018illogiche\u2019 della catena del freddo e scelte di miglioramento varietale che hanno privilegiato resa e resistenza genetica al sapore.<\/a><\/p>\n<p>Nonostante l\u2019origine italiana sia il secondo fattore che influenza le scelte di acquisto (19% del campione, non numeri significativi, dunque), al<strong>\u00a0primo posto<\/strong>\u00a0a pari merito con le\u00a0<strong>mele<\/strong>, la frutta pi\u00f9 acquistata sono le\u00a0<strong>banane<\/strong>\u00a0(17% degli acquirenti di frutta).<\/p>\n<p>In\u00a0<strong>aumento<\/strong>, negli ultimi 5 anni, le<strong>\u00a0importazioni dai Paesi nordafricani<\/strong>\u00a0(+14%), soprattutto dall\u2019Egitto, mentre\u00a0<strong>diminuiscono in maniera significativa le nostre esportazioni verso questi mercati<\/strong>\u00a0(-49%). \u00f9<\/p>\n<p><strong>L\u2019influenza dei cambiamenti climatici sulle produzioni<\/strong><\/p>\n<p>Uno scenario nefasto (diciamo le cose come stanno), che si completa con il<strong>\u00a0cambio climatico<\/strong>\u00a0e le nuove fitopatologie e che ha portato ad una progressiva riduzione dei frutteti in Italia.<\/p>\n<p>\u201cNegli ultimi 10 anni \u2013 precisa Pantini \u2013 abbiamo<strong>\u00a0perso il 40% delle superfici coltivate a nettarine, il 24% dei pereti e il 19% degli agrumet<\/strong>i. Per contro sono<strong>\u00a0cresciute le superfici coltivate a kiwi dell\u20198%; nocciole, 26%; piccoli frutti, +50%\u201d.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Volano, inoltre, le superfici coltivate a melograno che, in dieci anni sono aumentate del 2mila per cento e che gi\u00e0 fanno presagire un futuro (neanche molto lontano) tsunami commerciale se non si trovano adeguati sbocchi di mercato.<\/p>\n<p>Con il fatto ormai noto che l\u2019Italia, un tempo grande esportatore di ortofrutta, sia ormai diventato un importatore netto, emerge il boom dell\u2019import di avocado (+160% negli ultimi cinque anni) e la crescita pi\u00f9 contenuta (+18% nello stesso periodo) di quello di banane.<\/p>\n<p><strong>Mariangela Latella<\/strong><\/p>\n<p><em>(*) <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/lo-stato-non-finanziera-la-biodinamica-anche-se-tutti-scrivono-il-contrario\/\">solo noi italiani riusciamo a spararci addosso come nel caso delle polemiche sugli incentivi all&#8217;agricoltura biodinamica.<\/a><\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/pubblicita-dell-armando-testa\/\"><em><strong>Pubblicit\u00e0: Armando Testa volute e gestite da Giuseppe Violetta Caprotti<\/strong><\/em><\/a>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;43160&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi dieci anni l\u2019Italia \u00e8\u00a0scesa di tre posizioni\u00a0nel ranking dei\u00a0top exporter\u00a0(per valore), dal sesto al nono posto. Ridicole e inutili le polemiche sugli incentivi all&#8217;agricoltura biodinamica<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":43136,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[217,49,204,248,85],"class_list":["post-56944","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi","tag-agricoltura","tag-armando-testa","tag-biologico","tag-cambiamento-climatico","tag-frutta-e-verdura","category-37","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56944","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=56944"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56944\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":56964,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56944\/revisions\/56964"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43136"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=56944"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=56944"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=56944"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}