{"id":57183,"date":"2021-06-20T23:01:57","date_gmt":"2021-06-20T21:01:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=57183"},"modified":"2023-09-20T21:17:33","modified_gmt":"2023-09-20T19:17:33","slug":"a-proposito-di-olio-extravergine-di-oliva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/a-proposito-di-olio-extravergine-di-oliva\/","title":{"rendered":"A proposito di olio extravergine di oliva"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<em>Trader&#8217;s Joe &#8211; controllata da Aldi Nord &#8211; non distingue olio d&#8217;oliva ed olio extravergine di oliva : la prima definizione \u00e8 sull&#8217;etichetta , la seconda sullo slim a scaffale.<\/em><\/p>\n<p><em>Prendo spunto dal titolo del giornale di Confindustria per fare qualche riflessione sull&#8217;olio d&#8217;oliva:\u00a0<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/l-olio-extravergine-italiano-copre-40percento-consumi-pochi-fondi-la-filiera-AElZ3MM\">&#8220;L\u2019olio extravergine italiano copre il 40% dei consumi. Pochi fondi per la filiera<\/a><\/p>\n<p>Se ne producono circa 250mila tonnellate, mentre i consumi interni sono oltre 600mila e la domanda estera \u00e8 di altre 400mila<\/p>\n<p>di Giorgio dell&#8217;Orefice<\/p>\n<p>31 maggio 2021<\/p>\n<p>L\u2019Italia produce meno della met\u00e0 delle olive richieste dai produttori<\/p>\n<p><em>Questo titolo de\u00a0 Il Sole 24 ore mi sembra fuorviante:<\/em><\/p>\n<p><em>se i consumi interni sono pari a 600&#8217;000 tonnellate e l&#8217;export \u00e8 pari a 400&#8217;000 (totale : 1 milione di t.) <strong>l&#8217;olio extravergine italiano finisce per coprire il 25% dei consumi (e\/o della richiesta , anche estera)<\/strong>, non il 40%, come afferma il quotidiano.<\/em><\/p>\n<p><em>In questo contesto di penuria di prodotto <strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/meta-degli-oli-extravergine-in-italia-sono-dei-semplici-oli-di-oliva\/\">alcune catene e \/o produttori si sarebbero inventate olio extravergine, che di fatto non lo \u00e8 (*)<\/a>\u00a0<\/strong><\/em><em>danneggiando tutto il comparto.<\/em><\/p>\n<p><em>Quindi , secondo me:<\/em><\/p>\n<ol>\n<li><em>l&#8217;approccio iniziale del quotidiano \u00e8 sbagliato (citando, poi, nel testo, anche gli attacchi al settore..)<\/em><\/li>\n<li><em>ma\u00a0 \u00e8 giusta, secondo me, la richiesta di\u00a0 <strong>Fabrizio Pini<\/strong> (presidente di Italia Olivicola, alla fine) di <strong>un piano per l&#8217;olivicoltura<\/strong>.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p><em><strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/meta-degli-oli-extravergine-in-italia-sono-dei-semplici-oli-di-oliva\/\">(*)<\/a> <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/meta-degli-oli-extravergine-in-italia-sono-dei-semplici-oli-di-oliva\/\">met\u00e0 dell&#8217;olio extravergine sarebbe semplice olio di oliva.<\/a><\/strong><\/em>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;57181&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]<em>Di seguito tutto l&#8217;articolo:\u00a0<\/em><\/p>\n<p>L\u2019olio extravergine italiano copre il 40% dei consumi. Pochi fondi per la filiera<\/p>\n<p>Se ne producono circa 250mila tonnellate, mentre i consumi interni sono oltre 600mila e la domanda estera \u00e8 di altre 400mila<\/p>\n<p>di Giorgio dell&#8217;Orefice<\/p>\n<p>31 maggio 2021<\/p>\n<p>L\u2019Italia produce meno della met\u00e0 delle olive richieste dai produttori<\/p>\n<p><strong>I punti chiave<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/l-olio-extravergine-italiano-copre-40percento-consumi-pochi-fondi-la-filiera-AElZ3MM#U40184836034NiG\">Offerta in continuo calo<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/l-olio-extravergine-italiano-copre-40percento-consumi-pochi-fondi-la-filiera-AElZ3MM#U401848360347xE\">Gli attacchi all\u2019industria olearia<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/l-olio-extravergine-italiano-copre-40percento-consumi-pochi-fondi-la-filiera-AElZ3MM#U40184836034tBI\">Solo 9 milioni per il rilancio<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un cucchiaio di extravergine made in Italy per ogni italiano. All\u2019anno, non al giorno. A tanto ammonta (circa 30 grammi) la disponibilit\u00e0 pro capite di olio extravergine d\u2019oliva italiano suddiviso per la popolazione italiana. Al 30 aprile scorso, secondo\u00a0<strong>i numeri di Frantoio Italia<\/strong>, la banca dati sull\u2019olio d\u2019oliva gestita dall\u2019Ispettorato per il controllo della Qualit\u00e0 del Mipaaf, in giacenza in Italia c\u2019erano in tutto 346mila tonnellate di cui 122mila di extravergine 100% italiano.\u00a0<strong>Un volume lontano anni luce dai consumi italiani\u00a0<\/strong>(circa 600mila tonnellate l\u2019anno, 11,9 chilogrammi pro capite), e ancora di pi\u00f9 dal reale fabbisogno nazionale (oltre un milione di tonnellate) che comprende anche le circa 400mila l\u2019anno che vengono esportate.<\/p>\n<p>Il calcolo \u00e8 stato effettuato da Assitol, l\u2019associazione delle industrie olearie italiane per smentire le tante fake news e le inchieste improvvisate che da decenni si occupano del settore quasi sempre mettendo all\u2019indice origine e qualit\u00e0 dell\u2019olio.<\/p>\n<p>Offerta in continuo calo<\/p>\n<p>Il punto chiave \u00e8 uno: olio extravergine d\u2019oliva italiano non ce n\u2019\u00e8. La produzione del Belpaese di olio d\u2019oliva \u201cdi pressione\u201d \u2013 come si dice in gergo \u2013\u00a0<strong>negli ultimi anni si \u00e8 assestata secondo Ismea attorno alle 250mila tonnellate<\/strong>. Per trovare una produzione in grado di soddisfare almeno i consumi interni (e comunque non l\u2019export) bisogna risalire alla fine degli anni &#8217;90 quando si dichiaravano oltre 700mila tonnellate di prodotto. Numeri sui quali, gi\u00e0 allora, non erano pochi a nutrire dubbi.<\/p>\n<p><strong>Leggi anche<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/l-olio-italiano-paga-conto-salato-il-covid-perdite-2-miliardi-ADPxvvb\">L\u2019olio italiano paga un conto salato per il Covid: perdite per 2 miliardi<\/a><\/p>\n<p>Di fatto, mentre negli anni si discuteva in maniera accesa sulla reale entit\u00e0 dei raccolti, la produzione italiana scendeva sempre pi\u00f9 gi\u00f9. E se in passato era necessario acquistare olio all\u2019estero (Spagna in primo luogo ma anche Grecia e Tunisia) solo per\u00a0<strong>riesportarlo in blend con extravergine italiano<\/strong>, adesso, non si intravede come se ne possa fare a meno anche per i consumi interni. Di certo a puntare solo sull\u2019olio italiano sarebbe sfumato anche l\u2019incremento del 9% dei consumi di extravergine registrato nell\u2019anno della pandemia.<\/p>\n<p>Gli attacchi all\u2019industria olearia<\/p>\n<p>Ma nonostante questi numeri ormai conclamati, chiss\u00e0 perch\u00e9 si continua a\u00a0<strong>puntare il dito contro industria e commercio<\/strong>, accusati quasi di tenere nascosto l\u2019extravergine italiano per mettere in bella mostra sugli scaffali confezioni che all\u2019interno delle bottiglie etichettate con brand italiani, contengono quasi esclusivamente olio di provenienza estera. Chiss\u00e0 perch\u00e9 si continua ad alimentare la fake news che il problema del settore olivicolo made in Italy non sia la produzione ma la trasformazione e il commercio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abIl deficit produttivo di cui soffre l\u2019olio italiano \u2013 ha spiegato la presidente del\u00a0<strong>Gruppo Oliva di Assitol, Anna Cane\u00a0<\/strong>\u2013 \u00e8 ormai un dato di fatto. Ce lo indicano chiaramente le rilevazioni, per giunta da fonti ufficiali. Salta agli occhi che, purtroppo, di olio extravergine di origine italiana non solo non ce n\u2019\u00e8 per tutti, ma ce ne \u00e8 davvero per pochi\u00bb. Eppure negli ultimi anni, proprio per recuperare il buco produttivo e insieme con gli olivicoltori, \u00e8 stato messo in piedi un ambizioso Piano olivicolo. Un piano che in realt\u00e0 non \u00e8 andato oltre qualche iniziativa di ricostituzione del patrimonio di uliveti distrutti dalla Xylella in Puglia e del quale con la pandemia si sono perse le tracce (si veda altro articolo in pagina).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che invece non manca mai al settore dell\u2019olio d\u2019oliva sono gli attacchi. L\u2019ultimo appena qualche settimana fa da sedicenti paladini dei consumatori che hanno messo in discussione origine e caratteristiche organolettiche di diverse bottiglie di brand italiani prelevate sugli scaffali della grande distribuzione. L\u2019indagine si concludeva \u2013 come avviene spesso \u2013 con la raccomandazione ad acquistare solo il pochissimo olio made in Italy.<\/p>\n<p>\u00abIl consumatore per mettere in tavola l\u2019extra vergine tutti i giorni \u2013 conclude Anna Cane \u2013 ci chiede un\u00a0<strong>rapporto qualit\u00e0-prezzo equilibrato<\/strong>. Come si concilia questa richiesta con l\u2019idea, spesso veicolata in ambito agricolo, che solo l\u2019olio pi\u00f9 costoso garantisce davvero il consumatore? L\u2019Italia, non dimentichiamolo, controlla i suoi prodotti alimentari grazie all\u2019impegno di ben otto organismi pubblici. La qualit\u00e0 non \u00e8 in discussione. Il punto \u00e8 lavorare in modo pi\u00f9 efficiente per contenere i costi e aumentare la competitivit\u00e0 sul mercato, oltre che offrire maggiori possibilit\u00e0 di remunerazione ai produttori, in un\u2019ottica di sostenibilit\u00e0 economica\u00bb. Sullo sfondo resta l\u2019anomalia tutta italiana di difensori dei consumatori che raccomandano i prodotti col prezzo pi\u00f9 elevato.<\/p>\n<p>Solo 9 milioni per il rilancio<\/p>\n<p>Dopo discussioni durate decenni, nel corso dei quali si favoleggiava dei piani olivicoli realizzati dalla Spagna a partire dall\u2019ingresso nella Ue nel 1996 in virt\u00f9 dei quali Madrid ha surclassato Roma (attualmente la Spagna produce 1,2-1,3 milioni di tonnellate di olio l\u2019anno), la montagna ha partorito il classico topolino.<\/p>\n<p>Ben\u00a0<strong>due piani strategici nazionali\u00a0<\/strong>(nel 2010 e nel 2016) e un piano d\u2019azione Ue (nel 2012) tutti dedicati all&#8217;olivicoltura rimasti prevalentemente lettera morta sono forse la plastica rappresentazione delle difficolt\u00e0 in Italia di tradurre i propositi in realt\u00e0. Di fatto la produzione italiana fa ormai segnare ogni anno un nuovo minimo storico.<\/p>\n<p>La sproporzione tra obiettivi annunciati e risorse investite \u00e8 nel piano di settore olivicolo-oleario del 2016 convertito con la legge di conversione 2 luglio 2015 n. 91, e che doveva rappresentare la versione riveduta e corretta del piano del 2010. \u00abIl Piano del 2016 \u2013 ricostruiscono all\u2019associazione di produttori di olio Italia Olivicola \u2013 disponeva di una propria autonoma dotazione finanziaria di 32 milioni di euro, di cui 4 per l\u2019anno 2015 e 14 ciascuno per i due anni successivi. Risorse che avrebbero dovuto migliorare molti aspetti, dalla commercializzazione alla promozione e che per il tema clou, ovvero quello del rafforzamento dell\u2019offerta,\u00a0<strong>stanziava per\u00f2 solo 9 milioni<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>A questo punto non resta che confidare in una\u00a0<strong>razionale applicazione della riforma della Pac 2023-2027\u00a0<\/strong>che offre l\u2019irripetibile occasione alle istituzioni nazionali di programmare in maniera strategica ed unitaria gli interventi settoriali, utilizzando contemporaneamente le diverse leve disponibili, come i pagamenti diretti, le misure settoriali (Ocm olio) e le politiche i sviluppo rurale.<\/p>\n<p>\u00abPurtroppo \u2013 ha commentato il presidente di Italia Olivicola,\u00a0<strong>Fabrizio Pini\u00a0<\/strong>\u2013 possiamo tranquillamente affermare che <strong>il nostro Paese non abbia mai potuto godere di un vero Piano olivicolo.<\/strong> E gli interventi solo annunciati ma poco concreti hanno avuto l\u2019effetto di far perdere ancora valore e competitivit\u00e0 all\u2019olivicoltura italiana. <strong>Un passo importante sarebbe ora quello di coinvolgere la filiera nei progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza per costruire un percorso organico di rilancio strutturale dell\u2019olivicoltura, ed evitare cos\u00ec interventi spot che non portano alcun beneficio a tutto il sistema\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><em>Per concludere :\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em><strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/meta-degli-oli-extravergine-in-italia-sono-dei-semplici-oli-di-oliva\/\">Met\u00e0 dell&#8217;olio extravergine sarebbe semplice olio di oliva.<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong><em><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/diciamoci-la-verita-nei-prodotti-della-gdo-ce-poca-responsabilita\/\">L&#8217; etichettatura UE, sugli scaffali della GD non facilita le scelte dei consumatori.<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/perche-ci-vuole-letichettatura-dorigine-del-cibo-del-miele-ma-anche-del-pomodoro-dellolio-o-del-latte\/\"><em>Sull&#8217; etichettaura leggi anche questo articolo.<\/em><\/a><\/strong><\/p>\n<p><em>Occhio anche alle <strong>miscele di oli vari<\/strong>, proposte anche nei ristoranti milanesi.<\/em><\/p>\n<p><em>Redatto il 7 giugno ed aggiornato il 20 giugno 2021<\/em>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;57184&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Met\u00e0 dell\u2019olio extravergine sarebbe semplice olio di oliva.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":57348,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[37,270],"tags":[235,146],"class_list":["post-57183","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi","category-storia-del-cibo-e-della-distribuzione","tag-aldi","tag-marketing","category-37","category-270","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57183","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=57183"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57183\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":57647,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57183\/revisions\/57647"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/57348"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57183"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=57183"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=57183"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}