{"id":57474,"date":"2021-06-21T12:22:44","date_gmt":"2021-06-21T10:22:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=57474"},"modified":"2023-09-20T21:14:17","modified_gmt":"2023-09-20T19:14:17","slug":"la-storia-colta-e-simpatica-del-gin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/la-storia-colta-e-simpatica-del-gin\/","title":{"rendered":"La storia &#8211; colta e simpatica &#8211; del gin"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]La storia del gin (titolo originale : &#8220;Nella vasca da bagno Eco faceva il gin&#8221;)\u00a0, raccontata &#8220;in modo divertente&#8221;.<\/p>\n<p>Sui <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/come-si-evolvono-i-consumi-di-alcool\/\">problemi dati dall&#8217;alcol adulterato, fatto in casa, e sulle morti che causa ancora oggi nel mondo\u00a0 puoi leggere questo articolo.<\/a>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;57485&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]<\/p>\n<h1>Nella vasca da bagno Eco faceva il gin<\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di Helmut Failoni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La ricetta \u00e8 firmata da <strong>Umberto Eco<\/strong>, che la pubblic\u00f2 sessant\u2019anni fa in un libro ora introvabile \u2014 firmato a quattro mani con l\u2019amico etnomusicologo Roberto Leydi \u2014 dal titolo Shaker. Il libro dei cocktail (Pizzi editore, 1961). Il futuro semiologo in quelle pagine spiegava divertito come produrselo in casa. Nella vasca da bagno per l\u2019esattezza. Ecco il procedimento: si comperano dieci o dodici litri di distillato alcolico e si rovesciano, per l\u2019appunto, nella vasca. Vi si aggiungono poi, in infusione, bacche di ginepro in grande numero, dell\u2019angelica, della cassia, dei semi di anice e di sedano, bucce d\u2019arancio, mandorle amare, cannella e tutte le spezie che vi vengono in mente. Si lascia il tutto a riposo per un paio di giorni, quindi si mescola con energia. Dopo altri due giorni di riposo, il gin \u00e8 pronto. Non resta che travasarlo in recipienti pi\u00f9 maneggevoli della vasca da bagno (\u00e8 questa l\u2019operazione tecnicamente pi\u00f9 difficile), filtrarlo, imbottigliarlo e berlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Eco allora era un ventinovenne, erano gli anni del boom economico, delle pubblicit\u00e0 e dei Caroselli dedicati ai superalcolici con prodotti dai nomi esotici. Anni in cui bere era uno status symbol, in cui l\u2019immaginario del grande schermo ci mostrava sempre qualcuno che versava qualcosa da bere a qualcun altro, a tutte le ore del giorno e della notte. Si leggeva il Novecento dei vari <strong>Somerset Maugham, William Faulkner, Francis Scott Fitzgerald, Ernest Hemingway<\/strong> che avevano bagnato molte delle loro pagine con <strong>il gin. <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 un distillato di cereali in cui vengono messe a macerare bacche di ginepro (in natura ne esistono 65 tipi) e di altro genere, spezie e radici, che nel gergo si chiamano \u00abbotanici\u00bb e che fanno la differenza di gusto fra i vari prodotti.<\/strong><\/p>\n<p>Che non sono affatto pochi, perch\u00e9 \u2014 parlando di numeri \u2014 il sito ginventory.co offre per esempio la possibilit\u00e0 di scelta fra <strong>6.630 marche di gin diverse<\/strong> \u2014 con i loro packaging creativi che dal vintage farmaceutico della bottiglia del Monkey 47 arriva a quello geometrico del Martin Miller\u2019s \u2014 558 acque toniche e 217 botanici. Altri siti (iltuogin.it) offrono la possibilit\u00e0 di crearsi un gin: basta abbinare i botanici preferiti, la loro intensit\u00e0, scegliersi un\u2019etichetta personalizzata e il gin arriver\u00e0 a casa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 una moda, quella legata a un alcolico che in una sua forma primitiva nell\u2019antichit\u00e0 veniva usato come <strong>medicamento<\/strong> (si pu\u00f2 addirittura risalire alla medievale Scuola medica salernitana), che sembra non trovare requie: rimane il pi\u00f9 venduto al mondo e quello elettivo nelle miscelazioni dei barman. E dal 2009 ha anche una sua festa, la Giornata mondiale del gin (worldginday.com), il 12 giugno, che viene celebrata nei locali con degustazioni, incontri e proposte di nuovi abbinamenti. Un seguito ideale al 9 aprile, che \u00e8 invece la giornata del gin &amp; tonic, il drink che si presta maggiormente alla creativit\u00e0 dei barman, oltre a essere il pi\u00f9 facile da bere. Non a caso la moda italiana per il gin &amp; tonic, ereditata negli ultimi vent\u2019anni dalla Spagna, sembra non accennare a cedere il passo ad altro. Anzi. <strong>Il gin made in Italy nel 2020 ha registrato un aumento delle vendite del 24,8%.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sapo Matteucci nel suo C\u2019era una vodka. Un\u2019educazione spirituale da 0\u00b0 a 60\u00b0 (Laterza, 2010) scrive: \u00abSulla Luna, se esistesse un bar e ci fosse anche un solo avventore, probabilmente berrebbe un <strong>gin &amp; tonic<\/strong>. \u00c8 maschile, femminile, neutro e forse anche qualcosa di pi\u00f9\u00bb. <strong>Questo drink si diffuse nel XVIII secolo quando i soldati britannici delle Indie Orientali, che dovevano bere acqua tonica (ricca di chinino contro la malaria), cominciarono ad aggiungerci del gin.<\/strong> Con le (ovvie) conseguenze che si possono immaginare.<\/p>\n<p>Fu nel 1794 che il chimico tedesco <strong>Johann Jacob Schweppe<\/strong> cre\u00f2 la soda come medicina: la primitiva acqua tonica fu unita a dolcificante e anidride carbonica.<\/p>\n<p><strong>Winston Churchill<\/strong>, che conosceva bene i danni dell\u2019alcol, un giorno ci ironizz\u00f2 dicendo che \u00abil gin &amp; tonic ha salvato pi\u00f9 vite che tutti i dottori dell\u2019Impero\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La regina Elisabetta<\/strong> \u00e8 da sempre una cultrice del gin &amp; tonic, al punto che qualcuno ha trasformato il titolo dell\u2019inno nazionale God save the Queen in <strong>Gin save the Queen<\/strong>. Nell\u2019ottobre del 2007 alla notizia del conferimento del Premio Nobel per la Letteratura, Doris Lessing ha accolto i giornalisti nella sua casa di Londra con un bicchierone di gin &amp; tonic in mano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le origini del gin, che risalgono ufficialmente al XIII secolo, sono olandesi.<\/strong> Fu inventata l\u00ec la bevanda<strong> jenever<\/strong>, a base di ginepro. Dopo molto tempo, nel corso della guerra dei Trent\u2019anni (1618-1648), il cicchetto di gin che veniva dato ai soldati fu chiamato <strong>Dutch Courage<\/strong> (coraggio olandese).<\/p>\n<p>Il Settecento a Londra fu il secolo della gin craze, della follia per il gin (nel 1733 ne furono prodotti 47 milioni di litri), ma c\u2019era anche quello prodotto con ingredienti tossici, che provoc\u00f2 moltissime morti. Il gin divenne il caprio espiatorio per crimini di ogni genere. La stampa Gin Lane (1751) del pittore William Hogarth, nella sua crudezza descrive a perfezione quel mondo in sfacelo (nel 1751 novemila bambini morirono a causa di intossicazione alcolica) e fu realizzata a sostegno dei cosiddetti Gin Acts, emanati dal Parlamento inglese per frenare e regolamentare la produzione e il consumo del gin.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La migliore espressione del gin \u00e8 nel Martini Cocktail<\/strong> (<strong>Nikita Krusciov<\/strong> in piena Guerra fredda lo defin\u00ec \u00abl\u2019arma pi\u00f9 letale di cui dispongono gli americani\u00bb), nella versione \u00abin e out\u00bb (vuol dire che il Martini dry bagna solo il ghiaccio e poi lo si butta) con gin a pieno grado di alcol, secchissimo e ghiacciato. Per i fanatici del Martini, l\u2019unico vero amico \u2014 per i dieci-quindici minuti della bevuta \u2014 se ne star\u00e0 l\u00ec davanti a loro. Ed \u00e8 il bicchiere.<\/p>\n<p>dall&#8217;inserto La Lettura del Corriere della Sera.<\/p>\n<p>Redatto il 14 giugno ed aggiornato il 21 giugno 2021[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;57477&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le origini del gin, che risalgono ufficialmente al XIII secolo, sono olandesi. Fu inventata l\u00ec la bevanda jenever, a base di ginepro. Dopo molto tempo, nel corso della guerra dei Trent\u2019anni (1618-1648), il cicchetto di gin che veniva dato ai soldati fu chiamato Dutch Courage (coraggio olandese). 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