{"id":57806,"date":"2021-07-28T00:01:31","date_gmt":"2021-07-27T22:01:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=57806"},"modified":"2022-05-22T17:22:49","modified_gmt":"2022-05-22T15:22:49","slug":"quando-la-frutta-perfetta-ed-immangiabile-non-fa-bene-allagricoltura-il-report-di-terra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/quando-la-frutta-perfetta-ed-immangiabile-non-fa-bene-allagricoltura-il-report-di-terra\/","title":{"rendered":"Quando la frutta perfetta ed immangiabile non fa bene all\u2019agricoltura. Il report di Terra!"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<em>In questo articolo si parla di &#8220;frutta perfetta&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/perche-la-frutta-in-gdo-e-molto-spesso-immangiabile\/\">Ma \u00e8 giusto aggiungere che, spesso, la frutta che si trova in Italia nella GDO \u00e8 immangiabile <\/a><\/em><em>(aggettivo aggiunto al titolo originale).<\/em><\/p>\n<p><em>E forse quella &#8220;meno perfetta&#8221; potrebbe essere venduta ad un minor prezzo, per contrastare i discount. <\/em><\/p>\n<p><em>In caso contrario il rischio \u00e8 quello di un <strong>circolo vizioso :<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>+ caldo<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>+ scarti<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>+ frutta Extra e di categoria I<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>+ frutta pi\u00f9 cara (ed immangiabile)<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>sempre meno (*) superfici agricole dedicate alla frutta perch\u00e8 non remunerative<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>E il circolo vizioso &#8211; assolutamente INSOSTENIBILE-\u00a0 ricomincia&#8230;<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>(*) il fenomeno riguarda tutta la frutta <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/pomodoro-come-si-distrugge-leccellenza-del-made-in-italy\/\">ma anche la verdura.<\/a><\/em><\/p>\n<h2><a href=\"https:\/\/www.fruitbookmagazine.it\/quando-la-frutta-perfetta-non-fa-bene-allagricoltura-il-report-di-terra\/\">Quando la frutta perfetta non fa bene all\u2019agricoltura. Il report di Terra!<\/a><\/h2>\n<p>23 Giugno 2021<\/p>\n<p>La produzione di frutta e verdura rappresenta uno dei pi\u00f9 importanti settori dell\u2019agricoltura europea e italiana in particolare. Eppure <strong>la prassi di commercializzare prodotti esteticamente perfetti sta mettendo in ginocchio il settore, che fatica a produrne in quantit\u00e0 a causa dei cambiamenti climatici che ne modificano sempre pi\u00f9 spesso forma e dimensioni. <\/strong><\/p>\n<p>Con il rapporto \u201cSiamo alla frutta\u201d, Terra! \u2013 prendendo a campione la produzione italiana di <strong>pere, kiwi, arance e mele<\/strong> \u2013 denuncia <strong>l\u2019insostenibilit\u00e0 dei meccanismi normativi e delle pratiche della GDO<\/strong>, che portano nelle case dei consumatori prodotti sempre pi\u00f9 standardizzati, e rivolge alle istituzioni e alla GDO la richiesta di intervenire con modifiche urgenti.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, bench\u00e9 in questi anni la frutta \u201cbrutta ma buona\u201d sia stata oggetto di campagne di valorizzazione creative e riuscite, l\u2019inchiesta di Terra! vuole spostare l\u2019attenzione dalle singole iniziative a un\u2019azione di sistema<\/p>\n<p><em>Dalla Redazione<\/em>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;57811&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]\u201cIl <strong>2021<\/strong> \u00e8 stato dichiarato dall\u2019Assemblea generale dell\u2019Onu<strong> l\u2019Anno internazionale della frutta e della verdura,<\/strong> con il duplice obiettivo di <strong>aumentare la consapevolezza dei consumatori sui benefici del consumo di frutta e verdura<\/strong> e indirizzare la politica alla <strong>riduzione delle perdite e degli sprechi<\/strong> di questi prodotti. <strong>Spesso si dimentica,<\/strong> tuttavia, quando si affronta il tema dello spreco,<strong>\u00a0che a varcare la soglia del frigorifero e dei supermercati sono solo i frutti pi\u00f9 belli,<\/strong> lucidi e rotondi con una parte significativa dell\u2019enorme produzione mondiale che non pu\u00f2 accedere al mercato del fresco, perch\u00e9 <strong>ogni frutto deve rispondere a standard di commercializzazione e a severe norme<\/strong> europee, che <strong>non tengono conto dei tempi e <\/strong>della variabilit\u00e0 <strong>della natura<\/strong> e, soprattutto, degli effetti della crisi climatica sul comparto\u201d.\u00a0 A metterlo nero su bianco il <a href=\"https:\/\/www.associazioneterra.it\/2021\/06\/21\/siamo-alla-frutta-terra\/\">rapporto<\/a> <em>\u201cSiamo alla frutta. Perch\u00e9 un cibo bello non \u00e8 sempre buono per l\u2019ambiente e l\u2019agricoltura\u201d<\/em> dell\u2019associazione ambientalista Terra! con l\u2019obiettivo di accendere un faro sul fenomeno distorsivo, che provoca un calo del reddito degli agricoltori e \u201cmette in ginocchio un settore\u201d.<\/p>\n<p>Il rapporto, scritto da <strong>Fabio Ciconte<\/strong> e <strong>Stefano Liberti<\/strong>, indaga nel dettaglio l\u2019impatto di regole di commercializzazione e sistemi di mercato sull\u2019agricoltura, costretta a produrre frutta sempre esteticamente perfetta per riuscire a venderla ai supermercati.<strong>\u00a0Attraverso un\u2019indagine sul campo<\/strong>, decine di interviste agli operatori del settore \u2013 agricoltori, organizzazioni di produttori (OP), industrie di trasformazione e operatori della grande distribuzione organizzata (GDO) \u2013 gli autori si sono soffermati su<strong> quattro frutti: le mele, le pere in Emilia-Romagna, che negli ultimi 15 anni ha visto calare le superfici di 6.000 ettari, le arance di Sicilia, coltivate oggi su appena 82.000 ettari rispetto ai 107.000 di vent\u2019anni fa, e il kiwi, la cui produzione nazionale ha registrato dal 2014 al 2019 un calo di quasi 100.000 tonnellate, <\/strong>a causa di <strong>una malattia che sembra propagarsi<\/strong>, secondo alcuni studi, proprio<strong> per l\u2019aumento delle temperature.<\/strong><\/p>\n<p>Con questo rapporto<strong> l\u2019associazione rivolge alle istituzioni e alla Grande distribuzione organizzata la richiesta di intervenire con modifiche urgenti <\/strong>in quanto, come scrivono gli autori, la GDO, <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/agricoltura-in-allarme-la-corsa-al-solare-minaccia-i-campi-a-rischio-di-perdere-terreni-fertili-per-centrare-i-target-ue\/\">l\u2019Unione Europea<\/a> e la miopia delle istituzioni nazionali<strong> influenzano le abitudini alimentari<\/strong> attraverso scelte di mercato e rigide norme che <strong>causano di fatto la perdita di migliaia di ettari di terre coltivate<\/strong>, gi\u00e0 affaticate dai cambiamenti climatici. Infatti, la \u00a0frutta che vediamo sugli scaffali risponde a rigidi standard e a norme europee di commercializzazione.[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;57809&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]A stabilire la \u201cselezione all\u2019ingresso\u201d sul mercato di frutta e verdura, con disposizioni generali e specifiche, \u00e8 il <strong>Regolamento UE 543\/2011<\/strong>, poi modificato dal 428\/2019. Fino al 2008, la norma stabiliva finanche la curvatura massima di cetrioli e carote, intervenendo su 26 prodotti ortofrutticoli. Oggi vale solo per 10 di essi, tra i quali quelli analizzati nel rapporto.<strong> Se l\u2019impianto generale del Regolamento impone che i prodotti siano interi, sani, puliti, privi di parassiti<\/strong>\u2013 agendo sulla <strong>tutela della salute dei consumatori e sulla commerciabilit\u00e0<\/strong> \u2013 <strong>quello specifico agisce perfino sulla colorazione della buccia, sul calibro<\/strong> (il diametro) e sull\u2019omogeneit\u00e0 dell\u2019imballaggio, <strong>privilegiando l\u2019attenzione alla forma estetica.<\/strong> Per differenziare i prodotti, le norme hanno introdotto le categorie merceologiche: \u201cExtra\u201d e \u201cI\u201d.<\/p>\n<p>Tuttavia, sottolinea il report:<\/p>\n<p>\u201cLa seconda <strong>categoria<\/strong> o<strong> categoria\u00a0II non trova quasi mai spazio nei supermercati<\/strong> e viene venduta nei mercati ritenuti pi\u00f9 poveri, come i Paesi dell\u2019Est Europa, quando non viene svenduta alle industrie di trasformazione per farne succhi di frutta.<\/p>\n<p><strong>Il rischio \u00e8 che gli agricoltori, per vendere a prezzi stracciati i prodotti imperfetti, decidano di lasciarli sul terreno<\/strong> o, nella peggiore delle ipotesi, decidano di<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/agricoltura-in-italia-1-milione-di-aziende-ha-chiuso-dal-2003-ad-oggi-con-esse-sparita-una-parte-importante-del-made-in-italy-alimentare\/\"> <strong>chiudere le aziende<\/strong>.<\/a> La seconda scelta quindi sempre pi\u00f9 spesso diventa scarto\u201d.<\/p>\n<p><strong>In questi anni, in Italia e in altri Paesi (*) , la frutta \u201cbrutta ma buona\u201d \u00e8 stata oggetto di campagne di valorizzazione<\/strong> creative e spesso ben riuscite. Tuttavia, l\u2019inchiesta di <strong>Terra! vuole spostare l\u2019attenzione dalle singole iniziative a un\u2019azione di sistema<\/strong> di cui le istituzioni e la GDO devono farsi carico:<\/p>\n<p>\u201cA livello europeo \u00e8 in corso la <strong>revisione delle norme sulla commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli<\/strong>, un\u2019opportunit\u00e0 per mettere fine all\u2019eccesso di regolamentazione che impedisce margini di manovra ai produttori, esposti alla crescente variabilit\u00e0 del clima. Ma anche la <strong>politica nazionale<\/strong> <strong>pu\u00f2 adoperarsi per incentivare la commercializzazione di una quota maggiore di prodotti fuori calibro.<\/strong><\/p>\n<p>Infine, <strong>la grande distribuzione dovrebbe cambiare le sue politiche di acquisto<\/strong>: acquistando frutta fresca con lievi imperfezioni senza abbattere i prezzi (**), potrebbe tamponare la crisi economica del comparto, offrire prodotti comunque di qualit\u00e0 ai consumatori e fare una vera operazione culturale\u201d.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.associazioneterra.it\/2021\/06\/26\/pac-crisi-climatica-europa\/\">Terra!<\/a><\/strong><\/p>\n<p><em>(*) In Francia si\u00a0 vendono articoli imperfetti almeno dal 2014, vedi : <\/em><em><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/francia-grande-successo-per-la-linea-di-prodotti-alimentari-di-qualita-ma-non-perfetti-esteticamente\/\">Francia: grande successo per la linea di prodotti alimentari di qualit\u00e0 ma \u201cnon perfetti\u201d<\/a><\/em><\/p>\n<p><em>(**) in questo contesto mi sembra improponibile proporre prezzi allineati a quelli di cat. I o Extra. <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/francia-grande-successo-per-la-linea-di-prodotti-alimentari-di-qualita-ma-non-perfetti-esteticamente\/\">Ci\u00f2 viene confermato da:<\/a><\/em><\/p>\n<ol>\n<li><em><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/francia-grande-successo-per-la-linea-di-prodotti-alimentari-di-qualita-ma-non-perfetti-esteticamente\/\">una prima esperienza francese in materia:<strong> i prodotti difettosi devono costare almeno il 20% in meno di quelli &#8220;perfetti&#8221;.<\/strong><\/a> <\/em><em><a href=\"https:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Gueules_cass%C3%A9es_(label)\">(Questi prodotti vengono venduti in varie catene della gd e nei negozi alimentari tradizionali)<\/a><\/em><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/francia-la-crescita-delle-drogherie-di-prodotti-non-perfetti\/\"><em>una seconda esperienza francese : gli articoli dei punti di vendita <strong>Nous Anti-gaspi<\/strong> (noi anti spreco, dove si trovano solo prodotti non perfetti ) costano dal <strong>20 al 25% in meno<\/strong> di quelli che si trovano nei supermercati normali.<\/em><\/a><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><em>Forse la gd italiana potrebbe iniziare a testare la vendita di questi prodotti accanto a quelli &#8220;di prima scelta&#8221;.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>n.b. :\u00a0<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>\u00e8 giusto segnalare questa encomiabile iniziativa :\u00a0<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/linkee-lapp-che-porta-il-cibo-avanzato-da-ristoranti-e-supermercati-agli-studenti-e-a-i-poveri\/\">Linkee, l\u2019app che porta il cibo avanzato da ristoranti e supermercati agli studenti e a i poveri<\/a><\/em><\/li>\n<li><em> la siccit\u00e0 sar\u00e0 un problema crescente, soprattutto nel nostro Paese , come segnala &#8211; giustamente &#8211; Coldiretti<\/em>, <em>leggi :\u00a0<\/em><em> <a href=\"https:\/\/www.coldiretti.it\/economia\/caldo-sos-siccita-terra-secca-e-frutta-bruciata\">Caldo: sos siccit\u00e0, terra secca e frutta bruciata<\/a>.<\/em><\/li>\n<li><em>Il seguito lo trovate qui: <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/te-lo-do-io-il-mercato-ovverosia-come-il-mercato-della-frutta-e-verdura-stia-diventando-diretto-dal-produttore-al-consumatore\/\">&#8220;Te lo do io il mercato&#8221;, ovverosia come il mercato della frutta e verdura stia diventando diretto: dal produttore al consumatore<\/a><\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Cover:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/pubblicita-dell-armando-testa\/\">pubblicit\u00e0 dell&#8217;Armando Testa, voluta e gestita da Giuseppe e Violetta Caprotti<\/a><\/em><\/p>\n<p><em>Redatto il 27 giugno ed aggiornato il 28 Luglio 2021<\/em>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;57808&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201c&#8230; 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