{"id":58062,"date":"2021-07-09T14:16:49","date_gmt":"2021-07-09T12:16:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=58062"},"modified":"2021-10-03T19:08:51","modified_gmt":"2021-10-03T17:08:51","slug":"laccordo-europeo-sulla-pac-aggravera-la-crisi-climatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/laccordo-europeo-sulla-pac-aggravera-la-crisi-climatica\/","title":{"rendered":"L\u2019accordo europeo sulla Pac aggraver\u00e0 la crisi climatica  \u00a0"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<em>Questo articolo segue un lungo fil rouge presente su questo sito, leggi in proposito:<\/em><\/p>\n<ol>\n<li><em><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/allarme-politica-agricola-comune-pac-le-organizzazioni-agricole-smemorate\/\">Allarme Politica Agricola Comune (Pac) ? Le organizzazioni agricole smemorate<\/a><\/em><\/li>\n<li class=\"entry-title\"><em><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/la-prossima-pac-insufficiente-per-mantenere-gli-obiettivi-del-green-deal\/\">La prossima PAC insufficiente per mantenere gli obiettivi del Green Deal<\/a><\/em><\/li>\n<li><em><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/agricoltura-in-italia-1-milione-di-aziende-ha-chiuso-dal-2003-ad-oggi-con-esse-sparita-una-parte-importante-del-made-in-italy-alimentare\/\">Agricoltura : in Italia 1 milione di aziende ha chiuso dal 2003 ad oggi. Con esse sparita una parte importante del Made in Italy alimentare<\/a><\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><a href=\"https:\/\/www.associazioneterra.it\/2021\/06\/26\/pac-crisi-climatica-europa\/\"><strong>L\u2019accordo europeo sulla Pac aggraver\u00e0 la crisi climatica<\/strong><\/a><\/h1>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<h2><em>L\u2019accordo sulla PAC \u00e8 una resa incondizionata delle istituzioni europee alla volont\u00e0 dei governi. Un terzo del bilancio europeo rischia cos\u00ec di non poter essere utilizzato per affrontare la crisi climatica, di cui l\u2019agricoltura ha grandi responsabilit\u00e0 e ne \u00e8 vittima<\/em><\/h2>\n<p>di\u00a0<strong>Fabio Ciconte<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Francesco Pani\u00e9<\/strong>\u00a0per\u00a0<strong><em><a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/\">Domani<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p>26 giugno 2021<\/p>\n<p>Un compromesso al ribasso. Ancora una volta, \u00e8 questo l\u2019epilogo della lunga trattativa fra Parlamento Europeo, Commissione europea e Stati membri (il Consiglio UE) per la riforma della\u00a0<strong>Politica agricola comune<\/strong>. L\u2019accordo, raggiunto intorno all\u2019una di notte e trapelato durante la mattinata di ieri, \u00e8 una resa incondizionata delle istituzioni europee alla volont\u00e0 dei governi, come accade nella maggioranza dei vertici a tre sulle politiche comunitarie.<\/p>\n<p>Agli eurodeputati coinvolti nel negoziato, che un mese fa avevano fatto saltare il banco proprio per la carenza di ambizione climatica, questa volta sono bastate meno di ventiquattr\u2019ore per accettare tutte le richieste del Consiglio. Difficile fugare la suggestione che sia stato tutto un gioco delle parti.<\/p>\n<p>Anche la Commissione europea dovr\u00e0 trovare buoni argomenti per difendersi. Nonostante le promesse fatte al movimento Fridays For Future e le dichiarazioni pubbliche dei suoi esponenti chiave, l\u2019esecutivo ha rimediato una sonora battuta d\u2019arresto. Il vicepresidente Frans Timmermans e il commissario all\u2019agricoltura Janusz Wojciechowski <strong>non sono riusciti,<\/strong> infatti, a<strong> sostenere il punto pi\u00f9 importante della riforma:<\/strong>\u00a0<strong>l\u2019allineamento della PAC con gli impegni su clima, ambiente e biodiversit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Il Green Deal europeo, con i suoi obiettivi e le sue strategie (la Farm to Fork e la Biodiversit\u00e0 2030) sar\u00e0 soltanto citata nel documento finale, ma non costituir\u00e0 un riferimento su cui Bruxelles potr\u00e0 basare la sua approvazione o bocciatura dei piani di spesa degli Stati membri.<\/p>\n<p>Al contrario\u00a0<strong>l\u2019articolo 106, voluto e difeso dai governi, lo esclude esplicitamente<\/strong>, <strong>svincolando in un colpo solo un terzo del bilancio europeo dalle urgenze della crisi climatica.<\/strong> Il tutto a ridosso del rapporto incendiario della Corte dei Conti europea, che luned\u00ec aveva definito i 100 miliardi destinati al clima nella PAC 2014-2020 \u201csenza alcun impatto visibile\u201d.<\/p>\n<p><strong>I numeri del greenwashing<\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec, dei 370 miliardi di aiuti che la PAC distribuir\u00e0 agli agricoltori tra il 2021 e il 2027, solo una minima parte sar\u00e0 indirizzata alla conservazione della natura, alla tutela dei suoli e alla riduzione delle emissioni climalteranti. Sarebbe compito degli\u00a0<strong>eco-schemi\u00a0<\/strong>legare una quota dei pagamenti per il sostegno al reddito degli agricoltori (il cosiddetto primo pilastro) a misure climate-friendly, ma il testo di compromesso parla chiaro:\u00a0<strong>appena il 20% di questi fondi saranno destinati a pratiche ecologiche<\/strong>\u00a0fino al 2025, per poi salire al 25%.<\/p>\n<p><strong>La richiesta della societ\u00e0 civile era di utilizzarne il 50%<\/strong>, il Parlamento europeo aveva proposto il 30%.<\/p>\n<p>Vincono quindi gli Stati che si riservano ulteriori sconti sulla spesa per eco-schemi grazie alle cosiddette \u201cflessibilit\u00e0\u201d: baster\u00e0 utilizzare per misure ambientali il 30% dei fondi destinati allo sviluppo rurale \u2013 il secondo pilastro della PAC \u2013 per ridurre la quota di eco-schemi anche della met\u00e0.<\/p>\n<p>Visto che oggi, in media, oltre il 40% del secondo pilastro \u00e8 gi\u00e0 impiegato dagli Stati membri per misure definite \u201cambientali\u201d, agli eco-schemi possiamo gi\u00e0 idealmente applicare un altro taglio orizzontale. Senza contare che nell\u2019elenco di queste misure per il clima proposto da Bruxelles rientrano l\u2019agricoltura di precisione e il benessere animale, che non hanno un impatto diretto sulle emissioni.<\/p>\n<p>Pesantemente\u00a0<strong>annacquati anche i meccanismi per garantire il ripristino dei suoli e la tutela della biodiversit\u00e0<\/strong>, cos\u00ec come per la dimensione di equit\u00e0 nella distribuzione dei fondi:\u00a0<strong>non ci sar\u00e0 infatti un tetto massimo agli aiuti<\/strong>, proposto per evitare che le aziende pi\u00f9 grandi percepiscano troppi sussidi. Il Consiglio ha ottenuto una pi\u00f9 banale redistribuzione di appena il 10% dei fondi verso le aziende pi\u00f9 piccole. <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/agricoltura-in-italia-1-milione-di-aziende-ha-chiuso-dal-2003-ad-oggi-con-esse-sparita-una-parte-importante-del-made-in-italy-alimentare\/\">Non cambier\u00e0 dunque neppure questa volta la dinamica perversa che ha visto, negli ultimi dieci anni, l\u201980% dei fondi finire in tasca al 20% delle aziende.<\/a><\/p>\n<p>L\u2019unica piccola conquista, tutta da consolidare, \u00e8\u00a0<strong>l\u2019approvazione di una condizionalit\u00e0 sociale<\/strong>\u00a0nella PAC. La distribuzione dei fondi, d\u2019ora in poi, dovrebbe essere subordinata al rispetto dei diritti del lavoro. La clausola, fortemente voluta da sindacati e associazioni, verr\u00e0 introdotta dal 2022 e sar\u00e0 volontaria per i primi due anni. Diventer\u00e0 obbligatoria solo per il triennio 2025-2027. Ogni due anni, la commissione UE dovr\u00e0 produrre una valutazione sul funzionamento della misura. La prima dovrebbe quindi uscire nel 2026, a ridosso della prossima riforma della PAC: i sindacati dell\u2019EFFAT sperano che basti come base di dati per rafforzare la clausola e spostarne la governance dal singolo Stato al livello comunitario.<\/p>\n<p><strong>Non votate questa PAC<\/strong><\/p>\n<p>Nonostante tutto questo, secondo Norbert Lins, eurodeputato dei Popolari incaricato del negoziato, l\u2019accordo rappresenta un successo. Lins ha sottolineato come siano serviti una lunga serie di triloghi e oltre cento incontri tecnici, per raggiungere \u201cla pi\u00f9 ambiziosa riforma dal 1992\u201d, anno in cui l\u2019intera architettura e lo scopo della PAC sono radicalmente cambiati, trasformandola da politica di sostegno ai prezzi a meccanismo di sostegno al reddito. L\u2019europarlamentare tedesco, che presiede anche la Commissione agricoltura, ha dipinto una PAC \u201cche garantisce allineamento con il Green Deal, ha una dimensione sociale e sostiene la sicurezza alimentare e la tutela ambientale\u201d.<\/p>\n<p>Per le associazioni e i movimenti ambientalisti, tra cui l\u2019associazione Terra!, si tratta invece di <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/greenwashing-lo-screening-dei-siti-web-rivela-che-la-meta-delle-affermazioni-ecologiche-e-priva-di-fondamento\/\">\u201c<strong>greenwashing<\/strong>\u201d<\/a> e di un \u201c<strong>arretramento<\/strong>\u201d rispetto alle promesse. Tra l\u2019estate e i primi mesi autunnali la battaglia arriver\u00e0 al suo ultimo stadio: prima che la palla passi a livello di Stato membro per l\u2019implementazione e la redazione dei piani strategici che definiranno le modalit\u00e0 di spesa dei fondi, dovr\u00e0 esserci la ratifica del Parlamento europeo. I Verdi hanno gi\u00e0 lanciato una campagna per chiedere a tutti i loro colleghi di votare contro il testo finale, una richiesta avanzata gi\u00e0 dalla societ\u00e0 civile qualora i negoziati fossero andati per il peggio. Cosa che, puntualmente, \u00e8 accaduta.<\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/pubblicita-dell-armando-testa\/\">Pubblicit\u00e0 dell&#8217; Armando Testa volute e gestite da Violetta e Giuseppe Caprotti<\/a><\/em>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;43157&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Green Deal europeo, con i suoi obiettivi e le sue strategie (la Farm to Fork e la Biodiversit\u00e0 2030) sar\u00e0 soltanto citata nel documento finale, ma non costituir\u00e0 un riferimento su cui Bruxelles potr\u00e0 basare la sua approvazione o bocciatura dei piani di spesa degli Stati membri. 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