{"id":58532,"date":"2021-08-07T17:31:00","date_gmt":"2021-08-07T15:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=58532"},"modified":"2021-08-20T14:41:07","modified_gmt":"2021-08-20T12:41:07","slug":"i-disastri-climatici-mandano-in-tilt-le-assicurazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/i-disastri-climatici-mandano-in-tilt-le-assicurazioni\/","title":{"rendered":"I disastri climatici mandano in tilt le assicurazioni"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/usa-incendi-e-disastri-climatici-in-prima-pagina-del-wall-street-journal-e-del-financial-times\/\">Cover tratta da questo articolo, che con due prime pagine\u00a0 di giornale, illustra molto bene l&#8217;attuale situazione.<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Gli effetti economici globali sul settore.<\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2>I disastri climatici mandano in tilt le assicurazioni.<\/h2>\n<h2><\/h2>\n<p><strong>Luca Pagni per Repubblica<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel primo semestre 2021 le compagnie mondiali hanno dovuto rimborsare 42 miliardi di dollari per i danni causati dal cambiamento climatico, il 39% in pi\u00f9 della media dei primi 20 anni del secolo. E ora si alleano con le associazioni ambientaliste.[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;58533&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]Nel conto mancano ancora le inondazioni che in Europa hanno devastato la Germania, e colpito duramente Belgio e Olanda, cos\u00ec come la terza ondata di incendi del Nord America. Ma anche cos\u00ec, il 2021 si presenta come un anno record per i danni causati dai disastri climatici: a detta degli esperti, dovuti al cambiamento climatico e all&#8217;inarrestabile &#8211; finora &#8211; aumento delle temperature medie. Si tratta di eventi che colpiscono l&#8217;ecosistema e che comportano un doloroso elenco di vittime. Ma hanno un impatto sempre pi\u00f9 rilevante anche a livello economico per i conti pubblici dei Paesi colpiti (sostegni alle popolazioni e opere di ricostruzione), ma anche a livello finanziario. In particolare, i fenomeni legati al <em>climate change <\/em>impattano sempre di pi\u00f9 sul settore delle assicurazioni (e delle riassicurazioni) chiamati in causa per i risarcimenti, ma sempre pi\u00f9 in difficolt\u00e0 nel prevedere dove e, soprattutto, quando e come colpiranno i disastri naturali.<\/p>\n<p>Per le compagnie il conto diventa sempre pi\u00f9 salato. Lo dicono i numeri. Nel solo primo semestre del 2021, i rimborsi che hanno dovuto pagare per i danni ammontano gi\u00e0 a 42 miliardi di dollari, la cifra pi\u00f9 alta dal 2012. Si tratta del 2 per cento in pi\u00f9 della media degli ultimi 10 anni, per non dire che \u00e8 del 39 per cento pi\u00f9 elevata della media dei primi 20 anni del secolo. Ed \u00e8 ancora peggio se si guarda al periodo compreso tra 1980 e 2000: in questo caso, i danni risarciti sono addirittura raddoppiati (pari al +101 per cento).<\/p>\n<p>\u00c8 la cifra pi\u00f9 aggiornata di cui dispone il settore, che si pu\u00f2 leggere in un rapporto appena pubblicato da Aon, multinazionale con sede a Londra e leader a livello globale nei servizi di consulenza assicurativa e brokeraggio. Il report segnala qualche distinguo, perch\u00e9 in questi primi 6 mesi dell&#8217;anno i danni risarciti sono stati superiori rispetto alle medie abituali negli Usa, in Europa, Medio Oriente e in Africa, mentre sono risultati inferiori in Estremo Oriente e nel resto delle Americhe.<\/p>\n<p>Tutto questo nonostante il numero di disastri naturali che si sono abbattuti sul pianeta siano stati nei primi sei mesi inferiori agli anni passati. Segno che diventano sempre pi\u00f9 devastanti. Lo ricorda sempre il report di Aon: da gennaio a giugno, le vittime sono state oltre 3 mila, di cui un terzo a causa delle temperature estreme. A partire dall&#8217;evento che ha fatto pi\u00f9 danni: l&#8217;ondata di gelo negli Stati Uniti e in Canada.<\/p>\n<p>Ma si tratta di un caso: in realt\u00e0, non solo le catastrofi fanno sempre pi\u00f9 danni ma sono anche in costante aumento. La tendenza che si \u00e8 amplificata nelle ultime stagioni parla chiaro. Solo per fare un esempio, negli Stati Uniti tra il 1970 e il 2015 c&#8217;\u00e8 stata una media di 5 disastri naturali all&#8217;anno, ma tra il 2015 e il 2018 \u00e8 salita a 15, con una frenata nel 2019, per poi tornare ai livelli precedenti.<\/p>\n<p>Per questo motivo, le assicurazioni si sono mobilitate e si stanno spostando sempre di pi\u00f9 dalla parte delle associazioni ambientaliste, fondi di finanza etica e centri studi indipendenti nel chiedere ai governi e alle istituzioni interventi per la riduzione delle emissioni.<\/p>\n<p>Come si legge in un report appena pubblicato dalla Global federation of insurance association (Gfia), le compagnie chiedono interventi pi\u00f9 severi per la riduzione del rischio climatico: \u00abLe temperature stanno aumentando pi\u00f9 rapidamente di quanto era previsto ed \u00e8 in corso nel mondo un\u2019allarmante perdita di biodiversit\u00e0\u00bb. Questo comporta il fatto che per gli analisti, in particolare delle societ\u00e0 di riassicurazione (specializzate nel coprire i rischi delle compagnie a diretto contatto con famiglie e imprese), non riescono pi\u00f9 a costruire modelli che sappiano prevedere con buona approssimazione le grandi catastrofi.<\/p>\n<p>Senza contare che il cambiamento climatico non significa solo danni diretti, ma \u00e8 un rischio di lungo termine anche per la salute pubblica. Lo spiega sempre il documento del Gfia: \u00abUna stagione pi\u00f9 lunga di incendi nei boschi pu\u00f2 contribuire a un aumento dei tassi delle malattie respiratorie\u00bb. mentre estati pi\u00f9 calde accrescono i pericoli per la salute della popolazione pi\u00f9 anziana. Allo stesso modo, vivere in aree colpite spesso da eventi come le inondazioni pu\u00f2 avere un impatto rilevante per la salute mentale di chi ci abita.<\/p>\n<p>Se questo \u00e8 il <em>sentiment<\/em> del settore di fronte al cambiamento climatico, non potevano mancare le voci controcorrente. Tra i manager che guidano i gruppi assicurativi c&#8217;\u00e8 chi invita a non vedere solo gli aspetti negativi, ma considerare quanto sta accadendo \u00abnon come una minaccia, ma come la pi\u00f9 grande opportunit\u00e0 per progettare nuovi prodotti\u00bb. Lo ha detto John Neal, il ceo dei potentissimi Lloyd&#8217;s di Londra, parlando a inizio giugno all&#8217;Annual Insurance Conference di Standard&amp;Poor&#8217;s. Pi\u00f9 della met\u00e0 dei manager che hanno partecipato considerano le ricadute del cambiamento climatico \u00abnettamente pi\u00f9 impattanti delle riforme regolamentari e dell&#8217;avvento dell&#8217;insurtech\u00bb, la trasformazione digitale che sta sconvolgendo il settore, portando alla ribalta nuovi protagonisti.<\/p>\n<p>Ma il numero uno dei Lloyd&#8217;s, pur non sottovalutando le preoccupazioni, ritiene venga offerta \u00abuna reale possibilit\u00e0 per progettare nuovi prodotti e nuovi servizi che possano accompagnare la transizione green decisa da governo e istituzioni globali\u00bb. In pratica, anche Neal si mette nella scia dell&#8217;alleanza &#8211; fino a qualche tempo fa impensabile &#8211; fra assicurazioni e ambientalisti: \u00abSe non c&#8217;\u00e8 nessuno pronto ad assicurare la transizione energetica verso una economia a basso tenore di carbonio, significa che non arriveremo mai al punto di abbandonare i combustibili fossili e investire in energia pulita\u00bb. Chi lo avrebbe detto solo pochi anni fa, quando ancora le compagnie erano pressate dai fondi etici perch\u00e9 non assicurassero pi\u00f9 miniere di carbone nonch\u00e9 le attivit\u00e0 pi\u00f9 inquinanti. Segno che la transizione ecologica \u00e8 diventata trasversale in ogni settore dell&#8217;economia.[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;58534&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel primo semestre 2021 le compagnie mondiali hanno dovuto rimborsare 42 miliardi di dollari per i danni causati dal cambiamento climatico, il 39% in pi\u00f9 della media dei primi 20 anni del secolo. 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