{"id":59199,"date":"2021-09-10T07:36:48","date_gmt":"2021-09-10T05:36:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=59199"},"modified":"2021-10-01T22:58:46","modified_gmt":"2021-10-01T20:58:46","slug":"gli-animali-mutanti-a-causa-dellinnalzamento-delle-temperature","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/gli-animali-mutanti-a-causa-dellinnalzamento-delle-temperature\/","title":{"rendered":"Gli animali mutanti a causa dell&#8217;innalzamento delle temperature"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Corriere della Sera &#8211; Gioved\u00ec 9 Settembre 2021<\/p>\n<h2>Gli animali mutanti<\/h2>\n<p>di Silvia Morosi<\/p>\n<p>I pappagalli hanno becchi pi\u00f9 grandi,<br \/>\nle ali dei pipistrelli sono cresciute dell\u20191%<\/p>\n<p><strong>Gli scienziati: \u00abSono tutti adattamenti al clima che cambia, gli organi crescono per disperdere meglio il calore\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>I pappagalli australiani hanno oggi il becco pi\u00f9 grande rispetto ai loro antenati oltre un secolo fa. Le ali dei pipistrelli sono cresciute dell\u20191 percento dagli anni Cinquanta. E ai toporagni si \u00e8 allungata la coda. Non si tratta, per\u00f2, degli unici animali ad aver cambiato forma e dimensione nel corso dei decenni.<\/p>\n<p>Il motivo? Fa pi\u00f9 caldo e gli animali si adattano. <strong>L\u2019aumento delle temperature medie globali sta influenzando \u2014 infatti \u2014non solo le loro abitudini comportamentali o alimentari ma anche la loro \u00abfisicit\u00e0\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Un team di scienziati, guidato dalla ricercatrice Sara Ryding della Deakin University, in Australia, ha dimostrato che diverse specie a sangue caldo stanno mutando la loro fisiologia per poter sopravvivere agli eventi pi\u00f9 estremi. A cambiare \u2014 come si legge nella ricerca pubblicata sulla rivista Trends in Ecology &amp; Evolution \u2014 sono in particolare becchi, zampe e orecchie di uccelli, ma anche \u00abappendici\u00bb di alcuni mammiferi, che diventano pi\u00f9 grandi per meglio regolare la dispersione del calore.<\/p>\n<p>Tra gli esemplari studiati ci sono, ad esempio, i pappagalli australiani, nei quali \u00e8 stato osservato un aumento delle dimensioni del becco tra il 4 e il 10% rispetto al 1870. Stesso discorso per gli juncos dagli occhi scuri, gli storni (sturnus vulgaris) e i \u00absimpatici\u00bb cacatua gang-gang, contraddistinti da una buffa e soffi ce cresta di colore rosso neimaschi, e grigia nelle femmine. E ancora, il toporagno cinereus<br \/>\n(o \u00abmascherato\u00bb), diff uso in Alaska, Canada e Stati Uniti settentrionali, ha fatto osservare una crescita di coda e zampe.<\/p>\n<p>Senza dimenticare esempi pi\u00f9 comuni: in topi e conigli selvatici \u00e8 stato osservato un ingrossamento delle orecchie; in maiali e topi quello delle code.<\/p>\n<p>I nuovi corpi<\/p>\n<p>Crescono zampe e orecchie degli uccelli, ma anche \u00abappendici\u00bb di alcuni mammiferi<br \/>\nCome per l\u2019uomo, anche per gli animali <strong>il controllo della temperatura corporea<\/strong> rappresenta un aspetto<strong> fondamentale<\/strong> in termini di salute e benessere. \u00abIl cambiamento climatico \u00e8 ormai uno dei temi pi\u00f9 discussi nei media a livello globale.<\/p>\n<p>Se gli animali non riuscissero a regolare il loro fisico potrebbero non sopravvivere\u00bb, ha spiegato Ryding intervistata dal Guardian.<\/p>\n<p>Oltre a comprendere l\u2019impatto sull\u2019umanit\u00e0, dobbiamo quindi \u00abcapire quali siano le conseguenze delle temperature pi\u00f9 elevate su ecosistemi e fauna. Se da una parte alcuni animali si stanno evolvendo, altri \u2014 avverte la scienziata \u2014 sono destinati a sparire. I prossimi studi faranno uso della scansione 3D sui fossili conservati nei musei, risalenti agli ultimi 100 anni\u00bb, nella speranza di ottenere risultati pi\u00f9 dettagliati.<\/p>\n<p>Molte specie si sono gi\u00e0 estinte negli ultimi decenni, altre si stanno spostando in reazione ai cambiamenti ambientali: \u00abDiversi uccelli migratori per esempio arrivano nelle aree di riproduzione quando gli insetti di cui si nutrono hanno gi\u00e0 svolto parte del loro ciclo vitale, e gli orsi polari si spostano alla ricerca di territori ghiacciati\u00bb, chiarisce Gianluca Catullo, biologo, responsabile dell\u2019ufficio specie e habitat del Wwf Italia.<\/p>\n<p>\u00abStupisce \u2014 per\u00f2 \u2014 osservare come alcune variazioni dei corpi degli animali siano anche gi\u00e0 visibili ai nostri occhi. Un fenomeno che conferma la plasticit\u00e0 biologica degli animali, che si esprime a diversi livelli: da quello genomico a quello comportamentale, e descrive la capacit\u00e0 di un \u201csistema\u201d di cambiare stato in risposta a stimoli esterni\u00bb.<\/p>\n<p>Quello che \u00abnon sappiamo \u2014 conclude Catullo \u2014 \u00e8 se tutte le specie avranno la stessa capacit\u00e0 di adattamento e non possiamo stabilire quali abbiano poi effettivamente sviluppato gli strumenti adatti alla sopravvivenza. Non dobbiamo abbassare la guardia perch\u00e9 rischiamo di perdere quantit\u00e0 di animali elevate\u00bb.[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;59200&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I pappagalli australiani hanno oggi il becco pi\u00f9 grande rispetto ai loro antenati oltre un secolo fa. Le ali dei pipistrelli sono cresciute dell\u20191 percento dagli anni Cinquanta. 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