{"id":59211,"date":"2021-09-12T09:03:47","date_gmt":"2021-09-12T07:03:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=59211"},"modified":"2021-09-12T09:03:47","modified_gmt":"2021-09-12T07:03:47","slug":"un-mondo-senza-vaniglia-ne-avocado-e-quel-che-rischiamo-per-il-clima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/un-mondo-senza-vaniglia-ne-avocado-e-quel-che-rischiamo-per-il-clima\/","title":{"rendered":"Un mondo senza vaniglia n\u00e9 avocado: \u00e8 quel che rischiamo per il clima"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]GREEN &amp; BLUE<\/p>\n<p>BIODIVERSIT\u00c0<\/p>\n<h2><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/green-and-blue\/2021\/09\/10\/news\/un_mondo_senza_vaniglia_ne_avocado-317103619\/\">Un mondo senza vaniglia n\u00e9 avocado: \u00e8 quel che rischiamo per il clima<\/a><\/h2>\n<p>di Anna Dichiarante<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I parenti selvatici di alcune delle colture pi\u00f9 importanti del mondo sono a rischio d\u2019estinzione: <strong>il 35% delle 224 specie sotto<\/strong> <strong>osservazione \u00e8 in pericolo<\/strong>. Colpa soprattutto di eventi meteorologici estremi, agricoltura intensiva e abuso di pesticidi<\/p>\n<p>Piantagioni di caff\u00e8 che soffrono, grappoli d\u2019uva che maturano nel profondo Nord. Il cambiamento climatico influenza le coltivazioni, ma ora sappiamo che potrebbe distruggerne anche le riserve genetiche. Vaniglia, cotone, patate potrebbero sparire. Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Plants, People, Planet, infatti, i parenti selvatici di alcune delle colture pi\u00f9 importanti del mondo sono a rischio d\u2019estinzione: il 35% delle 224 specie prese in considerazione \u00e8 in pericolo. <strong>La colpa ricade principalmente su eventi meteorologici estremi, agricoltura intensiva e abuso di pesticidi.<\/strong><\/p>\n<p>La ricerca ha imposto di aggiornare la Lista rossa, lo strumento sviluppato dall\u2019Unione internazionale per la Conservazione della Natura (Iucn) per tracciare un quadro della flora e della fauna minacciate d\u2019estinzione. Cos\u00ec \u00e8 scattato l\u2019allarme per la vaniglia: nessuna delle otto variet\u00e0 selvatiche di quest\u2019orchidea originaria dell\u2019America meridionale e centrale \u00e8 al sicuro. Al secondo posto dell\u2019infelice elenco figura il cotone selvatico, con il 92% delle specie che rischia di scomparire. In bilico sono pure tre tipologie di avocado su cinque, oltre al 23% delle patate.<\/p>\n<p>I parenti selvatici su cui si sono concentrati gli scienziati crescono in Paesi come Messico, Guatemala, El Salvador, Honduras e hanno dato vita a colture fondamentali sia per l\u2019alimentazione sia per la produzione di vestiti; ad \u201caddomesticarli\u201d inizialmente furono Aztechi, Maya e altre civilt\u00e0 presenti nella regione tra cinque e diecimila anni fa. Quel materiale genetico funge da scorta a cui attingere per migliorare o aumentare le coltivazioni, ma la crisi climatica potrebbe privarci di tale patrimonio. I \u201cprogenitori\u201d di fagioli, zucca, peperoncino, pomodori, banane, mele, prugne e zenzero sono finiti nella lista rossa.<\/p>\n<p>Mentre la popolazione mondiale si avvia a raggiungere quota dieci miliardi di persone, i raccolti diminuiscono a causa dell\u2019innalzamento delle temperature. Ecco perch\u00e9 i programmi di riproduzione basati su specie selvatiche sono importanti per soddisfare il fabbisogno alimentare: almeno 16 dei parenti selvatici studiati sono stati utilizzati per creare colture pi\u00f9 resistenti alle condizioni avverse. Esempi? Le zucche che sopportano il freddo e la peronospora (malattia provocata da un fungo), le patate che non temono la siccit\u00e0 o il mais che offre maggiore resa.<\/p>\n<p>Come spiega B\u00e1rbara Goettsch, prima autrice della ricerca, al quotidiano The Guardian, questi esemplari vengono messi a loro volta in difficolt\u00e0 dalla distruzione degli ecosistemi. Loro nemici sono pure le specie invasive, la contaminazione da organismi geneticamente modificati e il disboscamento incontrollato. \u201cIl Pianeta si riscalda, la salinit\u00e0 del suolo cambia, i parassiti evolvono e le piante coltivate faticano ad adattarsi. Se nemmeno le corrispondenti selvatiche stanno bene, dovremo rinunciare a molti prodotti\u201d, dice l\u2019esperta.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 Goettsch e colleghi suggeriscono di proteggere meglio i parenti selvatici, coinvolgendo anche le comunit\u00e0 locali nell\u2019opera di conservazione e valorizzazione della biodiversit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per approfondire : <strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/sos-pianeta-terra-stefano-mancuso-per-contrastare-il-cambiamento-climatico-bisogna-piantare-alberi\/\">SOS pianeta Terra. Stefano Mancuso: per contrastare il cambiamento climatico bisogna piantare alberi<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sotto pubblicit\u00e0 dell&#8217;Armando Testa, in campagne volute e gestite da Violetta e Giuseppe Caprotti[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;43126&#8243; img_size=&#8221;medium&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piantagioni di caff\u00e8 che soffrono, grappoli d\u2019uva che maturano nel profondo Nord. Il cambiamento climatico influenza le coltivazioni, ma ora sappiamo che potrebbe distruggerne anche le riserve genetiche. 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