{"id":59309,"date":"2021-09-18T12:01:26","date_gmt":"2021-09-18T10:01:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=59309"},"modified":"2022-09-06T22:26:40","modified_gmt":"2022-09-06T20:26:40","slug":"citta-sottacqua-cicloni-e-migrazioni-cosa-ci-aspetta-se-scompaiono-i-ghiacciai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/citta-sottacqua-cicloni-e-migrazioni-cosa-ci-aspetta-se-scompaiono-i-ghiacciai\/","title":{"rendered":"Citt\u00e0 sott\u2019acqua, cicloni e migrazioni. Cosa ci aspetta se scompaiono i ghiacciai"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h2><strong>Citt\u00e0 sott\u2019acqua, cicloni e migrazioni. Cosa ci aspetta se scompaiono i ghiacciai<\/strong><\/h2>\n<p>di Milena Gabanelli e Francesco Tortora<\/p>\n<p>In meno di un secolo il riscaldamento globale ha alterato le caratteristiche del ciclo dell\u2019acqua come mai accaduto negli ultimi 50 milioni di anni. Con la rivoluzione industriale e tecnologica il pianeta \u00e8 entrato in una nuova era, l\u2019antropocene: significa che gli elementi fondamentali della Terra non seguono pi\u00f9 i ritmi geologici, ma si adattano ai tempi dell\u2019attivit\u00e0 umana. La grande accelerazione si \u00e8 innescata negli ultimi 70 anni con il forte incremento di CO2 immessa dall\u2019uomo nell\u2019atmosfera. Tra gli effetti pi\u00f9 evidenti la progressiva e inarrestabile fusione dei ghiacciai, l\u2019innalzamento del livello del mare e l\u2019acidificazione degli oceani. Quali conseguenze per l\u2019intera umanit\u00e0?<\/p>\n<p>I ghiacciai si fondono a ritmi record<\/p>\n<p>L\u2019acqua copre il 71% della superficie terrestre: il 97% si trova negli oceani, il 2,1% nelle calotte polari e nei ghiacciai, mentre lo 0,65% \u00e8 concentrato in fiumi, laghi, falde acquifere e nell\u2019atmosfera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019attuale fase di fusione dei ghiacciai \u00e8 iniziata negli anni \u201950, dapprima lentamente e poi con un ritmo sempre pi\u00f9 veloce. Dalle ultime immagini della Nasa, relative a 217 mila ghiacciai (il 99,9% del totale) fra il 2000 e il 2019, si pu\u00f2 stimare una fusione accresciuta del 130%, con una perdita del volume totale dei ghiacciai rilevati del 4%. La maggiore riduzione si \u00e8 registrata in Alaska (25%), Groenlandia (12%), nelle estremit\u00e0 nord e sud del Canada (10%) e nel territorio dell\u2019Hindu Kush Himalaya (8%).<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;59313&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]La Groenlandia e \u00abil punto di non ritorno\u00bb<\/p>\n<p>Negli ultimi mille anni l\u2019evoluzione dei ghiacciai non \u00e8 stata uniforme: in alcune zone si sono estesi, in altre si sono ridotti adattandosi alle oscillazioni climatiche. Oggi invece sono tutti in regressione. Tra i casi pi\u00f9 critici, la Groenlandia e l\u2019Hindu Kush Himalaya. Secondo uno studio pubblicato dalla rivista \u00abNature Communications Earth and Environment\u00bb, in Groenlandia, che \u00e8 la pi\u00f9 estesa terra artica, si \u00e8 raggiunto \u00abil punto di non ritorno\u00bb ovvero la neve accumulata non riesce pi\u00f9 a compensare la quantit\u00e0 di ghiaccio sciolto, e anche se il riscaldamento climatico si arrestasse la calotta glaciale continuerebbe a sciogliersi. Nel 2019 la Groenlandia ha perso 532 miliardi di tonnellate di ghiaccio, segnando un record millenario. Lo scorso luglio, a causa delle alte temperature, in soli due giorni (28-29 luglio) 17 miliardi di tonnellate di neve e ghiaccio sono diventate acqua e defluite nell\u2019Oceano Atlantico. Ad agosto, per la prima volta nella storia, al posto dei cristalli di ghiaccio \u00e8 scesa la pioggia. In media negli ultimi 20 anni lo spessore dei ghiacciai della Groenlandia si \u00e8 ridotto di circa 50 centimetri l\u2019anno.<\/p>\n<p>Dall\u2019Himalaya l\u2019acqua per 1,6 miliardi di persone<\/p>\n<p>Altro caso critico \u00e8 quello dell\u2019Hindu Kush Himalaya, macroregione ribattezzata \u00abil Terzo Polo\u00bb, formata da quasi 55 mila ghiacciai che alimentano 10 grandi bacini fluviali come il Mekong, il Gange, i grandi fiumi cinesi e l\u2019Indo che attraversano otto nazioni dell\u2019Asia meridionale tra cui Cina, India e Pakistan, fornendo acqua ed energia a un territorio dove vivono 1,65 miliardi di persone: \u00abI ghiacciai \u2014 scrive Andri Sn\u00e6r Magnason ne Il tempo e l\u2019acqua \u2014 assorbono le precipitazioni delle bufere invernali e delle piogge monsoniche per rilasciarle quando c\u2019\u00e8 bisogno di acqua, nei periodi di siccit\u00e0. Questa attivit\u00e0 mitigatrice si sta riducendo sempre pi\u00f9 velocemente\u00bb. Dal 1975 al 2000 i principali ghiacciai dell\u2019Himalaya hanno perso 4 miliardi di tonnellate di ghiaccio all\u2019anno, dal 2000 al 2016 la media \u00e8 di 8 miliardi di tonnellate, con una riduzione di spessore media di circa 50 centimetri ogni 12 mesi. Secondo lo studio \u00abThe Hindu Kush Himalaya Assessment. Mountains, Climate Change, Sustainability and People\u00bb, se il riscaldamento climatico aumenter\u00e0 \u00absolo\u00bb di 1,5 gradi Celsius rispetto all\u2019epoca pre-industriale, dalla macroregione sparir\u00e0 un terzo dei ghiacciai entro il 2100, che diventerebbero 2 terzi se invece si toccassero i 2 gradi. Questo causer\u00e0 nel tempo la riduzione della portata dei fiumi himalayani, mentre la sovrabbondanza d\u2019acqua nella stagione dei monsoni e la grave siccit\u00e0 in quella secca provocheranno crolli, inondazioni, la migrazione di milioni di persone einevitabili scontri geopolitici per il controllo dell\u2019acqua.[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;59314&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]Le Alpi si sciolgono pi\u00f9 velocemente<\/p>\n<p>I ghiacciai alpini si stanno sciogliendo a velocit\u00e0 doppia rispetto alla media mondiale. Secondo uno studio dei ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Erlangen-Norimberga rilasciato a giugno dell\u2019anno scorso, tra il 2000 e il 2014 i ghiacciai alpini hanno perso il 17% del proprio volume (circa 81 centimetri di spessore all\u2019anno). Qui la temperatura \u00e8 gi\u00e0 aumentata di 2 gradi dal 1880. Il ritiro delle aree glaciali influenza l\u2019idrologia delle zone alpine, provocando secche anche sui fiumi e laghi della Pianura Padana: \u00abSe consideriamo gli scenari pi\u00f9 catastrofici, ovvero in assenza di consistenti misure di adattamento \u2014 spiega Daniele Bocchiola, docente di Idrologia e Costruzioni Idrauliche al Politecnico di Milano \u2014 ci sar\u00e0 un forte ritiro dei ghiacciai dalle Alpi entro il 2050. Per allora si trover\u00e0 ghiaccio solo oltre a quote molto elevate. Verosimilmente oltre i 3mila metri\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019innalzamento dei mari<\/p>\n<p>La fusione dei ghiacciai continentali e polari ha causato negli ultimi 20 anni fino al 21% dell\u2019innalzamento del livello del mare, circa 0,74 millimetri all\u2019anno. Gli esperti prevedono che entro il 2100 gli oceani subiranno un innalzamento compreso tra i 30 cm e il metro mettendo a rischio metropoli e litorali in tutto il mondo, ovvero aree in cui vivono circa centoquindici milioni di persone. Secondo le proiezioni dell\u2019Intergovernmental Panel on Climate Change, il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici, entro quella data citt\u00e0 come Venezia e Giacarta rischiano seriamente di finire sott\u2019acqua. Ma gi\u00e0 entro il 2050, senza provvedimenti drastici contro il pericolo di inondazioni, l\u2019IPCC segnala danni tra 1.600 e 3.200 miliardi di dollari per 136 grandi citt\u00e0 costiere. Tra le pi\u00f9 colpite ci sono anche New York, Mumbai, Tokyo, Shanghai, Miami, Rotterdam, Citt\u00e0 del Capo.[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;59315&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]Il riscaldamento e l\u2019acidificazione degli oceani<\/p>\n<p>Il riscaldamento globale a sua volta provoca la migrazione dei pesci, l\u2019acidificazione dei mari e gli eventi estremi. Gi\u00e0 oggi, secondo l\u2019Agenzia Europea dell\u2019Ambiente, ormai \u00abil merluzzo, lo sgombro e l\u2019aringa nel Mare del Nord migrano verso acque pi\u00f9 fredde, seguendo la loro fonte di cibo: i copepodi\u00bb. Uno studio pubblicato su Nature dimostra come gli oceani assorbano il 90% del calore in eccesso nell\u2019atmosfera prodotto dalle emissioni antropiche. Pi\u00f9 sale la temperatura, pi\u00f9 gli oceani accumulano energia che deve essere liberata, provocando un aumento di intensit\u00e0 di uragani e cicloni tropicali, che diventeranno sempre pi\u00f9 devastanti, visto che entro la fine del secolo la temperatura media dello strato pi\u00f9 superficiale dei mari potrebbe aumentare da 1 a 4 gradi. L\u2019acidificazione degli oceani, invece, \u00e8 dovuta al fatto che il mare, assorbendo circa il 30% della C02 rilasciata dalle attivit\u00e0 umane nell\u2019atmosfera, abbassa il pH oceanico (gi\u00e0 sceso da 8,2 a 8,1 su scala logaritmica). Entro la fine del secolo si prevede di arrivare a 7,7, valore mai raggiunto negli ultimi 25 milioni di anni. Tra le conseguenze pi\u00f9 gravi: il degrado delle barriere coralline, habitat di almeno il 25% di tutta la biodiversit\u00e0 marina e la riduzione delle comunit\u00e0 di plancton che producono il 60% di tutto l\u2019ossigeno del pianeta.<\/p>\n<p>Una sfida ambiziosa<\/p>\n<p>Ormai lo sappiamo che non esiste alternativa se non quella di ridurre drasticamente le emissioni di CO2. Nel 2020 sono diminuite del 6,4%, ma \u00e8 un calo dovuto principalmente al Covid che ha limitato le attivit\u00e0 economiche e sociali in tutto il mondo. L\u2019accordo di Parigi sul clima firmato da 195 Stati ha come obiettivo di limitare l\u2019incremento del riscaldamento climatico entro 1,5 gradi oltre i livelli pre-industriali. Vuol dire che le emissioni di CO2 dovranno essere azzerate entro i prossimi 30 anni. Gli scienziati dell\u2019Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA) hanno calcolato che per creare un nuovo sistema energetico sostenibile e pulito occorre investire il 5% del Pil mondiale per diversi decenni (circa 4.400 miliardi di dollari all\u2019anno), concentrandosi su produzione di energia solare, sfruttamento dell\u2019energia termica, installazione di turbine eoliche, elettrificazione dei trasporti, risparmio energetico, conversione per il riscaldamento domestico globale. La sicurezza climatica creerebbe anche 122 milioni di posti di lavoro nel settore energetico entro il 2050.[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;59316&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]<em>Tutto ci\u00f2 \u00e8 riscontrabile ogni giorno, basta\u00a0 volersi guardare intorno!<\/em><\/p>\n<p><em>O leggere qualche notizia sui giornali.<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/la-contrazione-dei-ghiacciai-rende-visibile-il-cambiamento-climatico-shrinking-glaciers-make-climate-change-visible\/\">Sui ghiacciai puoi leggere anche questo articolo.<\/a><\/em>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;59324&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text] Citt\u00e0 sott\u2019acqua, cicloni e migrazioni. 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