{"id":61231,"date":"2023-10-19T19:01:58","date_gmt":"2023-10-19T17:01:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=61231"},"modified":"2025-02-18T14:37:46","modified_gmt":"2025-02-18T13:37:46","slug":"supermarket-il-sogno-americano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/supermarket-il-sogno-americano\/","title":{"rendered":"Supermarket: il sogno americano"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Redatto il 12 aprile 2007 . Ultimo aggiornamento : 19 ottobre 2023<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Titolo originale dell&#8217;articolo:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2007\/04\/12\/supermarket-la-rivoluzione-ha-50-anni.html\"><strong>Supermarket, la rivoluzione ha 50 anni<\/strong><\/a><\/p>\n<p>(n.b.: ho cambiato il titolo dell&#8217;articolo perch\u00e8 sono passati quasi 15 anni dalla sua stesura)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2007\/04\/12\/supermarket-la-rivoluzione-ha-50-anni.html\"><strong> archivio Repubblica<\/strong><\/a><\/p>\n<p>ROMA &#8211; <strong>Il 13 aprile 1957 un&#8217; anziana \u00a0signora<\/strong>, scialle di lana e parannanza nera, passa tutta la mattinata davanti allo scaffale di un supermercato. Immobile e stupefatta, la nonnina guarda i barattoli di ananas in scatola, le scatole di dentifricio, il pane in busta, la carne nel cellophane. Nelle foto dell&#8217; epoca sembra una contadina ciociara emersa dal secolo precedente, ma non c&#8217; \u00e8 da meravigliarsi:<strong> prima di quella mattina non aveva mai visto un ananas. Figurarsi un ananas in scatola. Per la verit\u00e0 fino a quel giorno non aveva mai visto nemmeno uno scaffale di un supermercato, con quelle centinaia di merci, colori e marche straniere<\/strong>.[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;62261&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]A pensarci bene nessuno in Italia, prima di quel 13 aprile 1957, aveva mai visto un supermercato. Quello, aperto in viale regina Giovanna, zona Porta Venezia, a Milano, era il primo.<\/p>\n<p>Il 1957 \u00e8 un luogo lontano da immaginare. In quell&#8217; anno la Fiat presenta la sua 500. In Algeria le truppe francesi cominciano l&#8217; assedio della casbah. Nel 1957 nasce anche Antonio Cabrini, e muore Arturo Toscanini, e gli italiani che possiedono un frigorifero non sono pi\u00f9 di 400mila.<\/p>\n<p>Questo per dire che <strong>nel 1957 un supermercato era un&#8217; astronave,<\/strong> <strong>e la carne in scatola Manzotin cibo per gli ufo<\/strong>. Supermarket (questa l&#8217; insegna) fu fondato con 300.000 dollari dalla International Basic Economy Corporation (Ibec), compagnia di Nelson Rockfeller, che aveva lo scopo di sviluppare nel nostro paese la grande distribuzione.<\/p>\n<p>Il supermercato era, allora, il simbolo dell&#8217; <em>American Way of life<\/em>, qualcosa di utopico a modo suo. Un libro ora racconta questa avventura industriale e non solo, lo ha scritto la storica Emanuela Scarpellini per Marsilio. In La spesa \u00e8 uguale per tutti l&#8217; autrice riporta moltissimi documenti, e tra questi anche i discorsi del Consiglio di amministrazione <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/crespi-e-caprotti-quando-i-destini-delle-due-famiglie-si-incrociarono\/\">(tra i soci italiani figurano anche gli allora proprietari del Corriere della Sera, Mario e Vittorio Crespi)<\/a>: \u00abCi siamo proposti di migliorare il tenore di vita con l&#8217; apporto di capitali, management e metodi americani\u00bb spiegava Rockfeller ai suoi azionisti \u00abMa, oltre a ci\u00f2, credo che abbiamo dimostrato alla gente, spesso diffidente nei confronti dell&#8217; iniziativa privata e dei capitali stranieri, che l&#8217; impresa privata pu\u00f2 consentire a ciascun individuo vantaggi maggiori di quanto non ne possa dare qualsiasi altro sistema economico e sociale\u00bb.<\/p>\n<p>La Ibec di Rockfeller dichiarava le proprie ragioni filantropiche anche nella pubblicit\u00e0 che realizz\u00f2 per farsi conoscere dagli abitanti del quartiere. I poster recitavano cos\u00ec: <strong>&#8220;La spesa \u00e8 uguale per tutti&#8221;<\/strong>. Sembrava uno slogan socialista.<\/p>\n<p><strong>Ma la gente, a Milano come nelle altre citt\u00e0 in cui dopo quel 13 aprile &#8216; 57 <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/libri-esce-le-ossa-dei-caprotti-il-figlio-del-patron-di-esselunga-racconta-la-sua-verita-2\/\">la Ibec<\/a> apr\u00ec i suoi negozi, era attirata prima ancora che dagli &#8220;sconti&#8221; e dalle &#8220;straordinarie offerte&#8221;, proprio dalle cose, dalla merce: il supermercato sembrava una cornucopia dell&#8217; abbondanza agli occhi di una generazione che aveva vissuto la guerra. Le persone volevano vedere la carne tagliata a pezzi e nelle vaschette, voleva vedere l&#8217; ananas, e le cinque marche di dentifricio americano. Voleva toccare le scatole di pelati, e sognare.<\/strong><\/p>\n<p>Ogni volta che apriva un nuovo Supermarket doveva intervenire la polizia, tanta era la folla. C&#8217; erano i cronisti e le ambulanze, come allo stadio.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.issuelab.org\/resources\/28042\/28042.pdf\">Richard W. Boogaart, il direttore di &#8220;Supermarkets Italiani&#8221;<\/a><\/strong>, scriveva ai suoi capi americani lunghe lettere sull&#8217; Italian Way of life: \u00abHo fatto produrre carrelli pi\u00f9 piccoli. Qui la gente spende meno, \u00e8 pi\u00f9 povera che da noi\u00bb. E aggiungeva: \u00abNon conosco nessuna famiglia a Milano che abbia un garage per due macchine, a eccezione della mia e di quella di uno dei nostri soci\u00bb.<\/p>\n<p>CARLOTTA MISMETTI CAPUA<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2007\/04\/12\">12 aprile 2007<\/a><\/p>\n<p>Note conclusive\u00a0 del sottoscritto:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/alle-origini-esselunga-e-della-distribuzione-europea\/\">Come dice <strong>Alessandro Baricco<\/strong><\/a> (*) :<\/p>\n<p>&#8221; Quando Boogart apr\u00ec i suoi supermercati si trov\u00f2 un sacco di gente contro. Molti difendevano i loro interessi (il macellaio dell&#8217;angolo), molti cercavano un tornaconto (tipico vezzo italiano) e molti intuivano le implicazioni ideologiche, cio\u00e8<strong> l&#8217;avanzata silenziosa del modello culturale americano<\/strong>&#8230;Tuttavia, nessuno riusciva a trovare degli argomenti davvero convincenti contro i supermercati. I comunisti, che pure erano abili in quel genere di cose, non riuscirono a trovare niente di meglio che denunciare come, non facendo credito, i supermercati discriminassero i pi\u00f9 poveri, quelli che dal pizzicagnolo pagavano quando potevano: un p\u00f2 poco per fermare la marea della modernit\u00e0. Cos\u00ec, l&#8217;assurda <strong>idea del supermercato si rivel\u00f2 <\/strong>una mossa per cui non c&#8217;erano risposte, e<strong> alla lunga una delle mosse che portarono gli Stati Uniti a vincere la partita culturale ed economica che si giocarono con noi sulla scacchiera dell&#8217;Europa.<\/strong><\/p>\n<p>Quella partita \u00e8 ormai scritta nella storia , e ripercorrerla, come fa questo libro (vedi sotto), significa capire come l&#8217;invenzione del Rotary, della lavatrice, dei detersivi, del western, della pubblicit\u00e0 e del 3X2 siano solo pezzi bianchi manovrati da una specie di giocatore invisibile, che tuttavia sapeva cosa stava facendo, e che non si sarebbe fermato fino a quando non avrebbe vinto.<\/p>\n<p>Che poi abbia vinto davvero, be&#8217;, questa \u00e8 un&#8217;altra storia&#8221;.<\/p>\n<p>(*) a proposito de &#8220;L&#8217;Impero irresistible. La societ\u00e0 dei consumi americana alla conquista del mondo&#8221;, Einaudi 2005, della storica italo-americana<strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Victoria_de_Grazia\">Victoria De Grazia<\/a>\u00a0<\/strong>in\u00a0Una certa idea di mondo, 2012 (La Repubblica).[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;24829&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]<em>Pubblicit\u00e0 per l&#8217;apertura dell&#8217;Esselunga di via Bergamo, nel 1958, il terzo supermercato della catena , dopo Viale Regina Giovanna e <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/renato-vallanzasca-ha-iniziato-e-finito-la-sua-carriera-criminale-allesselunga\/\">viale Monte Rosa.<\/a><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Nota conclusiva :\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Nella distribuzione gli Stati Uniti vinsero con <strong>l&#8217;<\/strong><strong>assortimento, la <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/la-nascita-dei-prodotti-marchio-privato-italia\/\">qualit\u00e0 e i prezzi.<\/a> <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Ovviamente <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/black-friday-cosa-vuol-dire\/\">gli americani erano e rimangono maestri nella<strong> logistica.<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n<p><em>E dell&#8217;<strong>organizzazione<\/strong> <strong>manageriale.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Sull&#8217;argomento puoi leggere:<br \/>\n<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/la-nascita-dei-prodotti-marchio-privato-italia\/\">questo articolo sulla nascita dei prodotti a marchio privato in Italia, nel 1959.<\/a><\/em><\/li>\n<li><em>questo pezzo <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/king-kullen-i-perche-del-primo-supermercato-usa-allorigine-della-distribuzione-mondiale\/\">che parla della nascita dei primi supermercati, negli USA e in Italia.<\/a><\/em><\/li>\n<li><em><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/esselunga-dal-1957-agli-inizi-degli-anni-90-nei-ricordi-del-figlio-di-un-droghiere\/\">Esselunga: dal 1957 agli inizi degli anni \u201990 nei ricordi del figlio di un \u201cdroghiere\u201d<\/a>.<\/em><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/libri-esce-le-ossa-dei-caprotti-il-figlio-del-patron-di-esselunga-racconta-la-sua-verita-2\/\"><em>Le Ossa dei Caprotti<\/em><\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Grazie a Caroline Stefani. Sotto la pubblicit\u00e0 : &#8220;la scelta \u00e8 uguale per tutti&#8221;.<\/em>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;78472&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La  gente voleva vedere e toccare la merce. E sognare<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":91085,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[238,37,270,212],"tags":[185,273,203,146],"class_list":["post-61231","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia","category-interventi","category-storia-del-cibo-e-della-distribuzione","category-storia-di-esselunga","tag-esselunga","tag-le-ossa-dei-caprotti","tag-marchio-privato","tag-marketing","category-238","category-37","category-270","category-212","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61231","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=61231"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61231\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84143,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61231\/revisions\/84143"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/91085"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=61231"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=61231"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=61231"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}