{"id":63076,"date":"2022-03-05T18:06:58","date_gmt":"2022-03-05T17:06:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=63076"},"modified":"2022-03-05T18:28:12","modified_gmt":"2022-03-05T17:28:12","slug":"breve-storia-dellucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/breve-storia-dellucraina\/","title":{"rendered":"Breve storia dell\u2019Ucraina"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<strong>Sopra : stendardo dei cosacchi del Mar Nero (1803). Questo articolo fa da pendant con <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/lenin-lucraina-e-lo-spettro-di-orwell\/\">Lenin, l\u2019Ucraina e lo spettro di Orwell<\/a><\/strong><\/p>\n<h2><strong><a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2022\/02\/26\/ucraina-breve-storia\/\">Breve storia dell\u2019Ucraina<\/a><\/strong><\/h2>\n<p>Chi ci ha vissuto e come si \u00e8 organizzata nei secoli, per capire meglio come si \u00e8 arrivati a questo punto<\/p>\n<p>Un pezzo consistente delle ragioni che hanno portato alla crisi in Ucraina risiede nella storia che Russia e Ucraina in parte condividono, e nella valutazione che l\u2019una e l\u2019altra ne fanno. Lo stesso presidente russo Vladimir Putin, per giustificare l\u2019invasione, ha ripercorso la storia dell\u2019Ucraina dandone\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2022\/02\/22\/ucraina-stato-storia-russia\/\"><strong>una versione distorta e falsa<\/strong><\/a>, sostenendo che non pu\u00f2 esistere come stato indipendente: un\u2019affermazione che Putin ha argomentato anche in un lungo\u00a0<a href=\"http:\/\/en.kremlin.ru\/events\/president\/news\/66181\"><strong>saggio storico<\/strong><\/a>\u00a0intitolato \u201cSull\u2019unit\u00e0 di russi e ucraini nella storia\u201d. Capire la storia dell\u2019Ucraina \u2013 ma\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2022\/02\/24\/ucraina-geografia\/\"><strong>anche la geografia<\/strong><\/a>\u00a0\u2013 \u00e8 quindi particolarmente importante per interpretare cosa sta succedendo.<\/p>\n<p>Le prime migrazioni e gli insediamenti nel territorio in cui oggi si trova l\u2019Ucraina risalgono alla preistoria, quando i Neanderthal, all\u2019incirca 50mila anni fa, si stanziarono a nord del mar Nero. Successivamente le regioni pi\u00f9 interessate dagli insediamenti furono soprattutto tre: quella costiera sul mar Nero, dove poi sarebbero state costruite le prime colonie greche nel VII secolo a.C., le steppe orientali e le foreste centrali e occidentali.<\/p>\n<p>Il primo storico occidentale a occuparsi di questa zona fu Erodoto nel V secolo a.C., nonostante pare che non ci fosse mai andato personalmente. La zona costiera del mar Nero all\u2019epoca era nota con il nome di Ponto Eusino, ed era un\u2019autentica frontiera per Erodoto, nato ad Alicarnasso (oggi Turchia) e formatosi nelle moderne e dinamiche citt\u00e0 greche. Quando Erodoto scrisse le sue\u00a0<em>Storie<\/em>, i greci sapevano poco o nulla di quei popoli che chiamavano \u201cbarbari\u201d: sciti, cimmeri e sarmati.<\/p>\n<p>\u00c8 in quel periodo che inizi\u00f2 a formarsi l\u2019identit\u00e0 di quello che oggi definiamo Occidente, in opposizione a una frontiera orientale che appariva lontana sia geograficamente che culturalmente.<\/p>\n<p>Nei secoli successivi, l\u2019odierna Ucraina fu terra di passaggio per varie altre popolazioni nomadi e seminomadi, dai goti provenienti dall\u2019area baltica passando per gli unni, i bulgari e i peceneghi (una popolazione di ascendenza turca). Nel frattempo, tra il V e il VI secolo d.C., cominciarono a migrare in queste zone anche le prime popolazioni slave, stanziandosi nell\u2019odierna Ucraina settentrionale e occidentale.<\/p>\n<p>Gli slavi praticavano l\u2019agricoltura, l\u2019allevamento e altre attivit\u00e0 produttive come la lavorazione dei tessuti e della ceramica. Costruirono anche i primi insediamenti fortificati che poi sarebbero diventate importanti citt\u00e0, tra cui anche Kiev.<\/p>\n<p>Da allora, con il passare dei secoli e con <strong>il fondamentale contributo dei variaghi (vichinghi)<\/strong> provenienti dalla Scandinavia, <strong>Kiev divent\u00f2 il centro di uno stato medievale<\/strong> ancora oggi oggetto di controversie tra gli storici. La cosiddetta Rus\u2019 di Kiev \u2013 un nome che venne inventato dagli storici ottocenteschi \u2013 era composta da una serie di principati che ruotavano attorno a Kiev e che coprivano un territorio vastissimo, che partiva dal mar Nero e arrivava fino alla Finlandia. \u00c8 scorretto comunque pensare che fosse uno stato con la concezione che ne abbiamo oggi: era piuttosto un insieme di entit\u00e0 statuali pi\u00f9 piccole e legate tra loro, senza istituzioni politiche centrali, cosa peraltro comune anche in altri stati medievali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il picco della potenza della Rus\u2019 di Kiev fu intorno all\u2019anno 1000<\/strong>, con i due regni di Volodymyr di Kiev (San Vladimiro) e Yaroslav il Saggio, che per primo introdusse un codice di leggi nel mondo slavo. Dopo la morte di Yaroslav, la Rus\u2019 attravers\u00f2 una lunga fase di declino dovuta a dissidi interni tra i vari principati e alle continue invasioni dei mongoli che premevano da est. I territori che appartenevano alla Rus\u2019 finirono sotto il dominio di altri stati, il Granducato di Lituania prima e la Confederazione polacco-lituana poi.<\/p>\n<p>L\u2019eredit\u00e0 storica della Rus\u2019 di Kiev \u00e8 una questione ancora oggi fondamentale per il nazionalismo ucraino. Ma \u00e8 importante anche per il nazionalismo russo propugnato da Putin: per lui, Ucraina e Russia sono una cosa sola, quindi \u00e8 ovvio che la Rus\u2019 di Kiev non fosse nient\u2019altro che uno degli antenati dello stato russo, nonostante in quell\u2019epoca Mosca non fosse ancora stata fondata e l\u2019impero zarista non esistesse.<\/p>\n<p>Come ha scritto lo storico Sergei Plokhy nel suo libro\u00a0<a href=\"https:\/\/wcfia.harvard.edu\/publications\/gates-europe-history-ukraine\"><strong><em>The Gates of Europe<\/em><\/strong><\/a>:<\/p>\n<p>Chi \u00e8 il legittimo erede della Rus\u2019 kievana? Chi detiene le proverbiali chiavi per Kiev? Queste domande hanno preoccupato la storiografia sulla Rus\u2019 negli ultimi 250 anni. Inizialmente il dibattito si concentr\u00f2 sulle origini dei principi \u2013 erano scandinavi o slavi? \u2013 e poi, da met\u00e0 Ottocento, si ampli\u00f2 comprendendo la contesa russo-ucraina.<\/p>\n<p>La questione rimane aperta: <strong>Yaroslav viene reclamato come parte della propria identit\u00e0 nazionale sia dai russi che dagli ucraini, ed entrambi lo utilizzano come simbolo nazionale<\/strong>, persino sulle banconote. I primi lo raffigurano con la barba tipica degli zar del Cinquecento, i secondi con i baffi da cosacco.<\/p>\n<p>Una nuova fase di autonomia per il territorio ucraino si ebbe solo nel Seicento, quando i cosacchi si ribellarono al dominio polacco. Erano una comunit\u00e0 militare che si era sviluppata all\u2019incirca un secolo prima, e che la Polonia aveva usato come armata per fare la guerra contro i turchi e i tatari. Ma i cosacchi con il passare del tempo cominciarono ad avanzare pretese di autodeterminazione, e nel 1648 ci fu l\u2019insurrezione di Bogdan Khmelnytsky, che port\u00f2 a una rivoluzione e alla costituzione di un nuovo stato, <strong>l\u2019Etmanato cosacco<\/strong> (dal nome dei comandanti cosacchi,\u00a0<em>hetman<\/em>).<\/p>\n<p><strong>L\u2019Etmanato riusc\u00ec a mantenere l\u2019indipendenza per oltre un secolo.<\/strong> La parte occidentale, comprendente le regioni della Galizia e della Volinia, per un periodo torn\u00f2 di nuovo in possesso della Confederazione polacco-lituana. Ma quando questa si disgreg\u00f2, a partire dal 1772, i territori vennero spartiti tra l\u2019impero zarista (Volinia) e quello asburgico (Galizia). \u00c8 per questo motivo che ancora oggi la Galizia \u00e8 una provincia molto differente dal resto dell\u2019Ucraina, anche dal punto di vista culturale.<\/p>\n<p>La parte orientale dello stato cosacco rimase autonoma pi\u00f9 a lungo, ma con l\u2019ascesa di Caterina di Russia l\u2019impero zarista tolse all\u2019Etmanato la residua autonomia. <strong>Durante il lungo dominio degli zar, l\u2019Ucraina attravers\u00f2 una fase di dura repressione soprattutto nell\u2019Ottocento. Gli zar avevano timore che la cultura e la lingua ucraina minacciassero l\u2019unit\u00e0 dell\u2019impero, perci\u00f2 vennero proibite le pubblicazioni in ucraino e venne represso lo sviluppo culturale e letterario di quella lingua. Nonostante la repressione per\u00f2 gli ucraini cercarono di ribellarsi e di guadagnarsi l\u2019indipendenza, in particolare durante la Prima guerra mondiale, quando il regime zarista era pi\u00f9 debole.<\/strong><\/p>\n<p>Con la rivoluzione sovietica, l\u2019Ucraina divent\u00f2 una repubblica socialista, inizialmente con larga autonomia. L\u2019Unione Sovietica, secondo il suo primo leader Vladimir Lenin, doveva essere una federazione di repubbliche tra loro pari, perch\u00e9 il vero obiettivo non era l\u2019egemonia di un paese sull\u2019altro bens\u00ec la diffusione della rivoluzione comunista nel mondo. Era una delle convinzioni principali anche di Lev Trotsky, che per\u00f2 Stalin isol\u00f2, estromise, esili\u00f2 e anni dopo fece assassinare quando divent\u00f2 il leader sovietico alla morte di Lenin.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Stalin sosteneva invece l\u2019idea del socialismo in un solo paese, e rinunci\u00f2 all\u2019idea di esportare la rivoluzione in Europa. A partire dagli anni Trenta diede nuova importanza alla lingua e alla cultura russe, sostituendole a quelle delle altre repubbliche sovietiche, Ucraina compresa. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Stalin persegu\u00ec anche politiche folli di riorganizzazione agricola in Ucraina che portarono, tra il 1932 e il 1933, alla famosa carestia che uccise circa 4 milioni di persone nella sola Ucraina. Questo spiega perch\u00e9 quando i tedeschi invasero l\u2019Ucraina nel 1941 molte persone li accolsero salutandoli con il pane e il sale, come dei \u201cliberatori\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Il 24 agosto 1991 l\u2019Ucraina proclam\u00f2 l\u2019indipendenza, passando da \u201cmembro della famiglia delle nazioni sovietiche\u201d a stato sovrano e iniziando un lungo, e non privo di intoppi, cammino verso la democrazia.<\/p>\n<p>Durante questo periodo \u00e8 rimasta piuttosto divisa tra due idee diverse del proprio futuro: da una parte c\u2019\u00e8 chi vede nella Russia un alleato e partner commerciale; dall\u2019altra invece chi vorrebbe maggiore integrazione con l\u2019Occidente e in particolare con l\u2019Unione Europea. Il mondo intero si accorse di queste divisioni al momento della cosiddetta \u201crivoluzione arancione\u201d del 2004, nel corso della quale gli ucraini protestarono in massa in difesa della vittoria elettorale del candidato filo-europeo Viktor Yushenko.<\/p>\n<p><strong>Nel 2008 la NATO accett\u00f2 che in un non meglio specificato futuro\u00a0avrebbe accolto la richiesta dell\u2019Ucraina di entrare nell\u2019alleanza militare. Oggi nessun paese NATO intende davvero accogliere l\u2019Ucraina nell\u2019alleanza, ma la promessa del 2008 \u00e8 usata tuttora dalla Russia come la prova che l\u2019Occidente starebbe espandendo la propria influenza ai suoi danni<\/strong>.<\/p>\n<p>Ci fu una seconda rivoluzione poi a novembre del 2013, quando migliaia di persone protestarono nel movimento chiamato \u201cEuromaidan\u201d, a Kiev, contro la decisione del presidente Viktor Yanukovich di rifiutare un importante patto commerciale con l\u2019Unione Europea, e poi pi\u00f9 in generale contro il governo filorusso del paese, accusato di corruzione. Dopo mesi di tensioni, nell\u2019inverno del 2014 Yanukovich decise di rispondere con la violenza, e a Kiev ci furono scontri duri tra le forze di sicurezza e i manifestanti con decine di morti e centinaia di feriti.<\/p>\n<p>La rivoluzione per\u00f2 ottenne il suo obiettivo. Il 22 febbraio Yanukovich \u2013 che anni dopo sarebbe stato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2019\/01\/25\/viktor-yanukovych-condannato-alto-tradimento\/\"><strong>condannato<\/strong><\/a>\u00a0da un tribunale ucraino per alto tradimento \u2013 lasci\u00f2 il paese e scapp\u00f2 in Russia. A capo del governo fu nominato il filoeuropeo Arseniy Yatsenyuk. Putin defin\u00ec la rivoluzione ucraina \u00abun colpo di stato incostituzionale e una presa del potere militare\u00bb, e poco dopo invase e occup\u00f2 militarmente la Crimea. Contestualmente, le regioni (oblast) di Luhansk e di Donetsk, nell\u2019<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2022\/02\/20\/donbass-donetsk-luhansk\/\"><strong>area orientale del Donbass<\/strong><\/a>, uscirono dal controllo dello stato ucraino. La Russia sobill\u00f2, arm\u00f2, aiut\u00f2 e finanzi\u00f2 gruppi militari filo-russi anche nell\u2019est dell\u2019Ucraina, permettendo quindi ai ribelli del Donbass di prendere il controllo di parte del territorio.<\/p>\n<p>Prima dell\u2019invasione della Crimea, nel Donbass non esisteva un movimento politico che chiedesse l\u2019annessione alla Russia, ma esistevano le premesse perch\u00e9 una richiesta di quel tipo avesse un certo sostegno nella popolazione locale: dall\u2019indipendenza dall\u2019Unione Sovietica nel 1991 (per cui vot\u00f2 la maggioranza della popolazione ucraina, anche nell\u2019est del paese) le condizioni economiche per molte persone non sono mai migliorate, specialmente in una regione come il Donbass dove in precedenza si viveva meglio grazie all\u2019industria del carbone.<\/p>\n<p>Per questo, negli anni \u00e8 diffusa tra molti l\u2019idea che le cose migliorerebbero se le regioni di Donetsk e Luhansk tornassero a far parte della Russia. Anche perch\u00e9 molti degli abitanti del Donbass sono etnicamente e culturalmente russi: molti a scuola hanno studiato la versione sovietica della storia, parlano il russo, e guardano la televisione russa.<\/p>\n<p>All\u2019inizio del 2015 gli accordi di Minsk stabilirono la fine dei combattimenti e il ritorno all\u2019Ucraina delle regioni ribelli, in cambio di pi\u00f9 autonomia. Ma bench\u00e9 fossero stati firmati sia dal governo ucraino sia da quello russo, gli accordi non furono mai davvero rispettati. I combattimenti continuarono in maniera piuttosto intensa fino alla fine di quell\u2019anno.<\/p>\n<p>Da allora e fino all\u2019invasione di questa settimana, la linea del fronte \u2013 lunga circa 400 chilometri \u2013 era rimasta pi\u00f9 o meno invariata, e i combattimenti erano meno frequenti ed estesi, ma il Donbass era comunque una zona di guerra, con tanto di trincee e centri abitati abbandonati perch\u00e9 localizzati lungo la linea del fronte. Negli anni, soprattutto tra il 2014 e il 2015, pi\u00f9 di 13mila persone sono morte, sia militari che civili, e moltissime famiglie hanno dovuto abbandonare le proprie case e le proprie citt\u00e0.<\/p>\n<p>Il governo ucraino aveva definito le due repubbliche autoproclamate \u00abterritori temporaneamente occupati\u00bb (dalla Russia) e chiamava il fronte \u00ablinea amministrativa\u00bb. In Russia invece si parlava del conflitto nell\u2019est dell\u2019Ucraina come di una guerra civile. La divisione degli oblast in vigore fino a pochi giorni fa di Donetsk e Luhansk non rifletteva comunque divisioni culturali, etniche o storiche pre-esistenti, era solo il risultato degli scontri di sette anni fa.<\/p>\n<p>Anche se ufficialmente le due regioni erano gestite da leader ucraini, la Russia esercitava gi\u00e0 un forte controllo. Chi viveva nelle due repubbliche autoproclamate era invitato a richiedere la cittadinanza russa e abbandonare quella ucraina e poteva votare alle elezioni russe pur non avendo la cittadinanza vera e propria.<\/p>\n<p><strong>Sotto : bandiera dell&#8217;Etmanato cosacco (1649- 1764)<\/strong>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;63078&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stalin persegu\u00ec anche politiche folli di riorganizzazione agricola in Ucraina che portarono, tra il 1932 e il 1933, alla famosa carestia che uccise circa 4 milioni di persone nella sola Ucraina. 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