{"id":64762,"date":"2022-05-11T17:16:29","date_gmt":"2022-05-11T15:16:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=64762"},"modified":"2022-05-22T17:20:22","modified_gmt":"2022-05-22T15:20:22","slug":"nessuno-tocchi-la-natura-il-tempo-delle-mele-imperfette","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/nessuno-tocchi-la-natura-il-tempo-delle-mele-imperfette\/","title":{"rendered":"NESSUNO TOCCHI LA NATURA &#8211;  Il tempo delle mele (imperfette)"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Mele non trattate con pesticidi, ad Albiate<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NESSUNO TOCCHI LA NATURA<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il tempo delle mele (imperfette)<\/strong><\/p>\n<p><em><strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/quando-la-frutta-perfetta-ed-immangiabile-non-fa-bene-allagricoltura-il-report-di-terra\/\">Fabio Ciconte<\/a> <\/strong>racconta la corsa all\u2019agricoltura \u201cbrevettata\u201d Che si \u00e8 trasformata in una grande catena di franchising<\/em><\/p>\n<p><strong>DI LUCA FRAIOLI<\/strong><\/p>\n<p><em>Come nell\u2019Antico Testamento, anche in questa storia di cibo e brevetti, di contadini e colossi biotech, il peccato originale ha a che fare con un albero di mele. La pianta non cresce nell\u2019Eden, ma nella Virginia di inizio Novecento. Il suo proprietario \u00e8 ignaro del tesoro che ha messo radici sul suo terreno, sa solo che produce ottimi frutti, mele gialle e saporitissime. Ne invia alcune al Vivaio Stark,in Louisiana, che ha indetto un concorso. Dopo qualche tempo a visionare il melo si presenta <strong>Paul Stark<\/strong> in persona. Compra per cinquemila dollari la pianta e le fa costruire intorno una gabbia, perch\u00e9 nessuno possa clonarla, con l\u2019innesto, a partire da uno dei suoi rami. Tutte le mele della variet\u00e0 <strong>Golden delicious<\/strong> che mangiamo oggi crescono su alberi clonati (e dunque geneticamente identici) da quell\u2019albero in Virginia.<\/em><\/p>\n<p><em> \u00abIl melo in gabbia \u00e8 il simbolo dei brevetti sul cibo\u00bb spiega <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/agricoltori-invece-di-sostenerci-in-questo-momento-di-difficolta-i-nostri-acquirenti-ci-costringono-a-vendere-sottocosto\/\">Fabio Ciconte<\/a>, saggista e direttore dell\u2019associazione ambientalista Terra, che sull\u2019argomento ha appena pubblicato con Laterza il saggio Chi possiede i frutti della terra .\u00abLa prima legge sui brevetti di organismi viventi fu scritta negli Stati Uniti nel 1930 proprio perch\u00e9 la lobby degli orticoltori voleva che tutte le variet\u00e0 la cui propagazione avviene per via asessuata (cio\u00e8 con l\u2019innesto) potessero essere brevettabili\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00c8 passato quasi un secolo, quali sono gli effetti di quella e delle altre leggi sul cibo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abChe \u00e8 andata persa il 75 percento della biodiversit\u00e0 coltivata. <strong><em><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/sementi-biodiversita-la-gd-e-la-qualita-del-cibo-2\/\">Siamo andati verso un modello di produzione agricola che si basa sull\u2019uniformit\u00e0: per rimanere alle mele, tutti frutti dello stesso colore e delle stesse dimensioni.<\/a> Ma questo \u00e8 esattamente il contrario della biodiversit\u00e0. E tuttavia c\u2019\u00e8 una nuova tendenza che si sta affermando e che trovo ancora pi\u00f9 grave\u00bb<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Di cosa si tratta?<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00abSono i cosiddetti prodotti club, gli esempi principali sono la mela pinklady, il kiwi giallo, o l\u2019uva senza semi: le aziende che mettono sul mercato queste nuove variet\u00e0 ne detengono la propriet\u00e0 intellettuale e su quella mettono anche il loro marchio, quindi una doppia protezione. Sono loro a decidere chi pu\u00f2 coltivare quella variet\u00e0 e in quale modo deve essere coltivata. Ma soprattutto il prodotto deve tornare indietro alla casa madre.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Per esempio gli agricoltori dell\u2019Agro Pontino che coltivano il kiwi giallo non possono commercializzarlo autonomamente. Chi coltiva la terra cos\u00ec non determina pi\u00f9 niente, non ha alcun tipo di potere contrattuale. <em><strong>L\u2019agricoltura viene trasformata in una grande catena di franchising\u00bb.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>Non c\u2019\u00e8 chi si ribella?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSta accadendo in Puglia, dove alcuni agricoltori stanno combattendo nei tribunali perch\u00e9 vorrebbero coltivare l\u2019uva senza semi, molto richiesta dal mercato, ma per farlo devono prendere queste variet\u00e0 da specifiche compagnie che poi impongono l\u2019uva sia venduta con il loro marchio e non con quello delle singole aziende agricole. Il risultato \u00e8 una vertenza giudiziaria con tanto di analisi del Dna per capire se le variet\u00e0 in questione siano state trafugate\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 nata l\u2019idea di questo libro?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNegli ultimi vent\u2019anni mi sono occupato di tutte le filiere alimentari, analizzandole sia in termini sociali, per esempio studiando il caporalato, che in termini ambientali. E ricorreva sempre questo 75 per cento di biodiversit\u00e0 perduta, una cifra che stava finendo per annoiarmi, nonostante io fossi del settore. E allora ho voluto capire cosa si nasconde dietro quel 75percento\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa ha scoperto?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer esempio che una parte \u201cfortunata\u201d di quel 75percento \u00e8 stata messa in una delle banche del germoplasma che ci sono in giro per il mondo. Nel libro racconto il caso di quella che sorge alle Svalbard, nel Circolo polare artico, una operazione mirabolante ma non priva di criticit\u00e0. Ma racconto anche il caso della banca del germoplasma di Bari, una delle pi\u00f9 importanti al mondo e che per\u00f2 versa in pessime condizioni: conserva pi\u00f9 di 50 mila variet\u00e0 di specie in una sorta di prefabbricato con un budget annuale di 40mila euro. Alle Svalbard, solo per adattare il sito hanno speso 20 milioni di euro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Rimane il 25 per cento di variet\u00e0 che non abbiamo perso. In che mani sono?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono controllate dalle <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/syngenta-chemchina-contro-la-crisi-del-cibo-fermare-il-biologico\/\">grandi aziende sementiere<\/a> e vivaistiche.<\/p>\n<p>Come quelle che producono i pi\u00f9 famosi marchi di mele che troviamo sugli scaffali\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma queste aziende e gli agricoltori che lavorano per loro non sono preoccupati dalla perdita di biodiversit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo girato in lungo e in largo le campagne italiane ed europee: gli agricoltori che sono dentro questi mercati sono contenti perch\u00e9 riescono a guadagnare quel centesimo in pi\u00f9 che fa la differenza. Ma chi non accetta di produrre quel tipo di frutta, viene sostanzialmente estromesso dal mercato\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Al di l\u00e0 delle questioni di principio, perch\u00e9 la biodiversit\u00e0 serve anche in agricoltura?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSe a essere coltivate sono solo poche variet\u00e0, per di pi\u00f9 con l\u2019illusione della perfezione di forma e colore, ci si rende molto pi\u00f9 vulnerabili all\u2019insorgere di eventuali agenti patogeni o ai cambiamenti climatici.<\/p>\n<p>In un Paese come il nostro, con duemila eventi estremi all\u2019anno, la singola pianta non pu\u00f2 produrre sempre frutti perfetti.<\/p>\n<p>Basta una grandinata perch\u00e9 le mele siano macchiate e vengano estromesse dal mercato. <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/un-altro-anno-nero-per-la-frutta-produzione-in-calo-del-40-in-controtendenza-la-frutta-tropicale\/\">In Emilia Romagna la produzione di pere sta sparendo per questo motivo\u00bb.<\/a><\/p>\n<p><strong>Ma quindi meglio tornare all\u2019antico, quando i nostri nonni raccoglievano frutta magari saporitissima ma bruttina, e certamente non in quantit\u00e0 industriali?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon penso assolutamente che si debba tornare all\u2019agricoltura di sussistenza, saremmo fuori dal mondo. Ma credo anche che si possa indurre i mercati a cambiare. <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/sementi-biodiversita-la-gd-e-la-qualita-del-cibo-2\/\"><em><strong>In Europa basterebbe abolire del tutto la norma sulla calibrazione dei prodotti, che indica cio\u00e8 in che categoria classificare frutta e verdura a seconda di forma e dimensioni.<\/strong><\/em><\/a><\/p>\n<p>Qualche anno fa era stata ritoccata in quanto palesemente non applicabile ad alcune variet\u00e0, come la carota o l\u2019aglio. Ma resta in vigore su dieci variet\u00e0 che per\u00f2 in Europa rappresentano il 75 percento del mercato\u00bb.[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;64764&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Europa basterebbe abolire del tutto la norma sulla calibrazione dei prodotti, che indica cio\u00e8 in che categoria classificare frutta e verdura a seconda di forma e dimensioni.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":50597,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[76,37],"tags":[217,191,85,146,237],"class_list":["post-64762","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sociale","category-interventi","tag-agricoltura","tag-albiate","tag-frutta-e-verdura","tag-marketing","tag-pesticidi","category-76","category-37","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64762","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64762"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64762\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64769,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64762\/revisions\/64769"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/50597"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64762"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64762"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64762"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}