{"id":65682,"date":"2022-06-22T19:20:00","date_gmt":"2022-06-22T17:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=65682"},"modified":"2022-09-07T11:21:55","modified_gmt":"2022-09-07T09:21:55","slug":"perche-lo-zar-deve-perdere-la-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/perche-lo-zar-deve-perdere-la-guerra\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 lo zar deve perdere la guerra"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Questo articolo \u00e8 il seguito di :\u00a0<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/perche-non-bisogna-arrendersi-davanti-allimperialismo-russo-del-grano-e-cedere-sullucraina\/\"><strong>Perch\u00e8 non bisogna arrendersi davanti all\u2019imperialismo russo del grano e cedere sull\u2019Ucraina<\/strong><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>PERCH\u00c9 LO ZAR DEVE PERDERE\u00a0LA GUERRA<\/p>\n<p><strong>di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Jonathan_Littell\">Jonathan Littell<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>Lo scrittore: per il presidente russo la menzogna \u00e8 uno strumento di lavoro, pensare di convincerlo a sedersi al tavolo dei negoziati in buona fede \u00e8 ridicolo<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da qualche tempo si sente ripetere da pi\u00f9 parti un ritornello pernicioso: gli ucraini stanno esagerando, la Nato rischia grosso, pensiamo all\u2019inflazione piuttosto, bisogna tener conto di Putin. La formulazione pi\u00f9 esplicita viene da Henry Kissinger, il quale il mese scorso a Davos ha affermato che l\u2019Ucraina deve accettare di cedere parte del suo territorio, se non si vuole rischiare \u00abuna nuova guerra (della Nato) contro la Russia\u00bb. In Germania, dove il governo Scholz trascina i piedi nella consegna delle armi promesse all\u2019Ucraina, parte della classe politica pare convinta che la soluzione alla dipendenza energetica del Paese nei confronti della Russia non sia quella di sottrarvisi, bens\u00ec di chiudere gli occhi e tornare pian pianino a soddisfare le proprie rovinose comodit\u00e0. Emmanuel Macron si \u00e8 messo alla guida di questa fazione: \u00abNon bisogna umiliare la Russia\u00bb, ha ribadito prima di prendere il treno per Kiev.<\/p>\n<p>Che tragico errore! E quale segno di debolezza, e mancanza di visione strategica, che Vladimir Putin non esiter\u00e0 a sfruttare con tutti i mezzi. Secondo quanto dichiarava pochi giorni fa un miliardario russo, vicino al Cremlino, alla giornalista britannica Catherine Belton, Putin \u00ab\u00e8 convinto che presto l\u2019Occidente si stancher\u00e0 e che, nel lungo periodo, la vittoria sar\u00e0 sua\u00bb. Per accelerare la nostra capitolazione, Putin non esita a usare tutti i mezzi sottomano: massima pressione sulle forniture di gas e petrolio, attraverso tagli abilmente orchestrati, destabilizzazione dei Balcani, e ricatto sulla penuria di grano che presto sfocer\u00e0 in una catastrofe umanitaria in Africa, con il rischio di una nuova ondata migratoria. Per non parlare dello spauracchio nucleare che \u00e8 sempre pronto ad agitare, quasi fosse realmente disposto a trascinare il mondo intero, Russia compresa, verso l\u2019annientamento, quando sono in gioco le sue ambizioni e la sua sopravvivenza.<\/p>\n<p>Una volta svanita la sorpresa provocata dalla reazione rapida e coordinata dell\u2019Occidente davanti all\u2019invasione dell\u2019Ucraina, oggi Putin punta sui tempi lunghi, sulle divisioni tra i Paesi europei, e soprattutto sulla nostra debolezza e totale incomprensione, quanto meno in Europa occidentale, quando si tratta di penetrare l\u2019immaginario imperiale russo. Per Putin, come per il suo ministro Lavrov, la menzogna \u00e8 al cuore della sua formazione e rappresenta uno strumento naturale di lavoro. Il dialogo non serve che a prender tempo per far avanzare le sue pedine, prima di tornare alla forza bruta al momento opportuno. Un negoziato o un accordo \u2014 come quello di Minsk del 2015, che doveva metter fine al conflitto nel Donbass \u2014 altro non \u00e8 che uno stratagemma per congelare una conquista, in attesa di un nuovo spiraglio per passare a nuove conquiste. Immaginare, come Kissinger, di poter tornare allo status quo anteriore al conflitto \u00e8 un\u2019aberrazione. <strong>Pensare che si possa convincere Putin a sedersi al tavolo dei negoziati in buona fede, e che sia disposto a rispettare (una volta tanto!) i termini degli accordi, \u00e8 un\u2019ipotesi ridicola. Se non ci fossimo mostrati cos\u00ec impotenti, intimoriti, ciechi, se avessimo riarmato l\u2019Ucraina dal 2015, o inviato truppe Nato sul suo territorio, anche solo a titolo di consiglieri militari, mai Putin \u2014 che capisce una sola legge, quella del pi\u00f9 forte \u2014 si sarebbe arrischiato in questa guerra.<\/strong><\/p>\n<p>Accogliamo con soddisfazione il ripensamento di Macron e Scholz, che hanno capito di non poter pi\u00f9 ostacolare la candidatura ucraina all\u2019Ue. Resta il fatto che le loro illusioni e vane speranze nei confronti di Putin sono dure a morire. Da decenni una parte dell\u2019Europa, a cominciare dalla Germania, ha affidato la sua sicurezza energetica a Mosca, ignorando gli avvertimenti degli scienziati sul clima, e respingendo ogni suggerimento di lasciarsi alle spalle i combustibili fossili. Quanto tempo sprecato, a vantaggio di Mosca. Dall\u2019inizio della guerra, la Russia ha incassato 93 miliardi di euro per le esportazioni di gas e petrolio, erogate soprattutto all\u2019Ue. La cifra equivale a due volte e mezzo i 37 miliardi di euro che gli Stati Uniti hanno promesso all\u2019Ucraina. Ora ci strappiamo i capelli perch\u00e9 i prezzi alla pompa superano i 2 euro al litro. \u00c8 una vergogna, uno scandalo. Anche in Ucraina la benzina costa cara e le code alle stazioni di rifornimento sono interminabili. Ma nessuno si lamenta. Quello che chiedono gli ucraini non \u00e8 combustibile a basso prezzo, ma armi e munizioni per respingere gli invasori, liberare le loro citt\u00e0. E hanno ragione.<\/p>\n<p>Macron cita il trattato di Versailles che nel 1918 umili\u00f2 la Germania funestando la via della pace, ma oggi per la Russia \u00e8 il 1939 e come per il Reich il cammino per la pace esige di rovesciare Putin<\/p>\n<p>Con l\u2019invasione dell\u2019Ucraina, Putin ha rovesciato lo scacchiere dell\u2019ordine globale stabilito nel 1945, nel secondo dopoguerra: \u00e8 illusorio sperare di riattaccare i cocci. Putin \u00e8 un uomo che nel XXI secolo ha scatenato una guerra del XX secolo per raggiungere obiettivi del secolo XIX. Per lui, che si paragona a Pietro il Grande, l\u2019annessione dell\u2019Ucraina \u00e8 questione esistenziale che non ha nulla a che vedere con le sue accuse deliranti contro la Nato. Per lui, l\u2019Ucraina non deve pi\u00f9 esistere, punto. E non ci sar\u00e0 nessuna concessione, nessuna apertura diplomatica, nessun compromesso \u00abragionevole\u00bb, da parte nostra, a impedirgli di raggiungere i suoi obiettivi. Chiedere agli ucraini di deporre le armi e negoziare un Minsk 3, 4 o 5, significa preparare il terreno a una nuova invasione dell\u2019Ucraina tra qualche anno, dando a Putin il tempo per riorganizzare il suo esercito. E se muore nel frattempo, ma il regime gli sopravvive, il successore seguir\u00e0 le sue orme.<\/p>\n<p>Il 9 maggio a Strasburgo, Macron, ipotizzando eventuali negoziati con la Russia, ha ricordato il trattato di Versailles che nel 1918, con l\u2019umiliazione della Germania, \u00abaveva funestato la via della pace\u00bb. Fu vero nei confronti della Repubblica di Weimar, che rappresent\u00f2 un coraggioso tentativo democratico. Per\u00f2 Macron, a quanto pare, non ha capito il momento storico che stiamo vivendo. Se c\u2019\u00e8 stato un 1918 per Mosca, si \u00e8 trattato del 1991. In seguito, come in Germania dopo il fallimento di Weimar negli anni Trenta, il potere fascista e revanscista, e per di pi\u00f9 corrotto, si \u00e8 insediato in Russia, schiacciando la societ\u00e0 civile, appropriandosi dell\u2019intera economia del Paese, e sfidando il mondo democratico e l\u2019ordinamento sul quale \u00e8 fondata la nostra pace e la nostra sicurezza. Oggi non \u00e8 pi\u00f9 il 1918, bens\u00ec il 1939. E come per il Terzo Reich di Hitler, il cammino verso la pace prima o poi esiger\u00e0 il rovesciamento del regime di Putin, che non corrisponde alla Russia e al suo popolo. Solo una Russia libera, democratica e governata dai suoi cittadini potr\u00e0 rientrare nel consesso delle nazioni e diventare un membro della comunit\u00e0 internazionale, come sono riusciti a fare, dopo il 1945, Germania e Giappone.<\/p>\n<p>Per i polacchi, i Paesi baltici e quelli dell\u2019Europa centrale, questo concetto \u00e8 talmente evidente che non perdono occasione per ribadirlo. Gli americani l\u2019hanno capito e operano in questo senso in accordo con i britannici. Persino finlandesi e svedesi hanno abbandonato 80 anni di neutralit\u00e0 per cercar rifugio sotto l\u2019ombrello della Nato, unica garanzia davanti alle mire folli del regime russo. In Europa occidentale, invece, i nostri governanti, da sempre prigionieri delle loro ideologie, sprofondati nella pigrizia intellettuale e nella fiacchezza morale indotta da una pace troppo lunga, sembrano tentati dal compromesso. Il compromesso \u00e8 spesso necessario, ma in questa situazione sarebbe una catastrofe per il sogno europeo. Solo la sconfitta militare delle forze russe in Ucraina potr\u00e0 restituire una parvenza di sicurezza al continente. E <strong>solo sulla base di una sconfitta russa si potranno siglare accordi che avranno una qualche possibilit\u00e0 di rivelarsi duraturi. Senza una vittoria ucraina la diplomazia non produrr\u00e0 altro che chiacchiere inutili, o la capitolazione.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon bisogna umiliare la Russia\u00bb. Da vent\u2019anni, pi\u00f9 si fanno acrobazie per accomodare la Russia, pi\u00f9 Putin accusa l\u2019Occidente di volerlo umiliare. Che si sia disposti a prestarsi al suo gioco \u00e8 sorprendente. In realt\u00e0 Putin si umilia da solo, con la sua ambizione di sedersi tra i grandi della terra, senza rispettarne per\u00f2 le regole; disprezzando e violando i diritti dei popoli quando ne va del suo tornaconto. Se veramente ce l\u2019ha con noi a morte, non siamo obbligati a presentargli le scuse: abbiamo il dovere di infliggergli una lezione e rispedirlo al suo posto, il posto che si \u00e8 scelto di sua volont\u00e0.<\/p>\n<p>Corriere della Sera 22 giugno 2022[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;63242&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jonathan Littell: per il presidente russo la menzogna \u00e8 uno strumento di lavoro, pensare di convincerlo a sedersi al tavolo dei negoziati in buona fede \u00e8 ridicolo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":64717,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[238],"tags":[268],"class_list":["post-65682","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia","tag-inflazione","category-238","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65682","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65682"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65682\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65691,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65682\/revisions\/65691"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/64717"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65682"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65682"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65682"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}