{"id":65776,"date":"2022-07-09T06:50:28","date_gmt":"2022-07-09T04:50:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=65776"},"modified":"2022-09-07T11:21:23","modified_gmt":"2022-09-07T09:21:23","slug":"come-finira-la-guerra-tra-aldi-e-lidl-e-un-deja-vu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/come-finira-la-guerra-tra-aldi-e-lidl-e-un-deja-vu\/","title":{"rendered":"Come finir\u00e0 la guerra tra Aldi e Lidl. E un Dej\u00e0 Vu"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<em>Riporto sotto un articolo di Mario Sassi.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;ho trovato particolarmente interessante per quattro motivi\u00a0 :<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>fotografa bene il momento favorevole ai discount, un p\u00f2 ovunque.<\/em><\/li>\n<li><em>ribadisce che la\u00a0 frutta e verdura \u00e8 il tallone d&#8217;Achille della GDO (personalmente aggiungo il fatto<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/cibo-la-distribuzione-sta-tagliando-il-ramo-lagricoltura-su-cui-siamo-seduti\/\"> la distribuzione sta tagliando il ramo &#8211; l&#8217;agricoltura &#8211; su cui siamo seduti tutti).<\/a><\/em><\/li>\n<li><em>mi ha ricordato una mossa di <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/mark-up-quando-gd-e-mercadona-fan-rima-con-innovazione-assortimentale\/\"><strong>Mercadona<\/strong> che, tanti anni fa, lanci\u00f2 la sua linea di prodotti di bellezza.<\/a> <\/em><a href=\"https:\/\/www.alimentando.info\/il-modello-di-mercadona-e-8mila-referenze-in-edlp-e-1-500-mq-verra-in-italia\/\"><em>Per un aggiornamento sulla catena spagnola vi consiglio di leggere questo articolo di Luigi Rubinelli.<\/em><\/a><\/li>\n<li><em>evidenzia il lancio , da parte dei discount, di prodotti &#8220;pi\u00f9 buoni per i consumatori e per il pianeta&#8221; (il recente lancio di gelati con contenuti di cacao certificato) che sono <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/aldi-sud-e-aldi-nord-lanciano-il-cioccolato-equo-e-solidale\/\">il seguito di un lungo percorso.<\/a><\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><em><strong>In sostanza i discount vincono perch\u00e8 si distinguono dal resto della distribuzione non solo per i prezzi ma anche per la loro identit\u00e0 forte. <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>In italia il contesto potrebbe essere scompaginato dall&#8217;arrivo del &#8220;dej\u00e0 vu&#8221; Mercadona? <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Difficile, a meno che Juan Roig non compri una catena gi\u00e0 avviata. Ma sono discorsi gi\u00e0 sentiti, triti e ritriti.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/aldi-e-lidl-alla-conquista-dellitalia-e-in-guerra-tra-loro\/\"><strong>Come finir\u00e0 la guerra tra Aldi e Lidl<\/strong><\/a><\/h2>\n<p>di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/author\/mario_sassi\/\">Mario Sassi<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>I discount sono in grande spolvero. Non solo in Italia. E non solo nel food. Costi, inflazione, evoluzione dei modelli di consumo spingono in quella direzione. Ecco dunque obiettivi e strategie di Aldi e Lidl in Italia. L\u2019articolo di Mario Sassi, autore di\u00a0<\/em><\/strong><a href=\"http:\/\/www.mariosassi.it\/\"><strong><em>Blog notes<\/em><\/strong><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ancora stazionario nelle parti basse della classifica con i suoi 138 punti vendita in sei regioni del Nord Italia (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna) per essersi presi il tempo necessario per capire meglio il nostro mercato e forse commettendo qualche errore di assortimento e di location, l\u2019inventore del discount tedesco sta preparandosi ad una crescita in grande stile nel nostro Paese.<\/p>\n<p>Per ora Aldi \u201csucchia la ruota\u201d a Lidl copiandone, in parte, il modello. Philip Demeulemeester, CEO di Aldi in Francia, accusato di copiare il concorrente, ha ironicamente sottolineato che c\u2019\u00e8 una sostanziale differenza tra i due discount. \u201cLidl ha il colore giallo nel logo mentre Aldi non ce l\u2019ha\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019insegna tedesca ha fretta e vuole sfruttare ogni opportunit\u00e0 di crescita. Personalmente non credo punter\u00e0 ad un esclusivo sviluppo interno. Probabilmente sta valutando se \u00e8 il momento giusto per acquisire una delle principali insegne gi\u00e0 presenti sul nostro mercato. Come ha fatto in Francia con l\u2019acquisizione di Leader Price mettendo sul piatto 683 milioni di euro a Casino per acquistare 547 negozi. Con 1.400 negozi in Francia Aldi pu\u00f2 ora insidiare Lidl, con i suoi 1.631 punti vendita.<\/p>\n<p>I discount d\u2019altra parte sono in grande spolvero. Non solo in Italia. E non solo nel food. Costi, inflazione, evoluzione dei modelli di consumo spingono in quella direzione. Durante la pandemia i riflettori erano puntati sull\u2019online. L\u2019accelerazione, favorita dal contesto, pur molto forte ha ripreso un ritmo di crescita meno aggressivo. Sono contemporaneamente esplose insegne che garantiscono consegne ultrarapide. Non tutte sopravvivranno ma tutte devono trovare il modo di allineare i loro conti oggi non particolarmente brillanti. Altra cosa \u00e8 suonare gi\u00e0 le campane a morto. Nel mondo delle start up della consegna il 2022 non assomiglia per niente al 2021. Lo scorso anno la raccolta fondi in questo settore aveva raggiunto livelli record (oltre 120 miliardi in Europa), nel 2022 il capitale di rischio \u00e8 in netto rallentamento (circa il 20% in meno rispetto all\u2019ultimo trimestre del 2021). Da qui i segnali di ridimensionamento organizzativo in atto.<\/p>\n<p>Il quick commerce, i discount e l\u2019aumento dei PDV di vicinato segnalano comunque che, per una fetta di consumatori, tempi e luoghi da dedicare a certi tipi di acquisto sono destinati a cambiare. L\u2019altra cosa interessante \u00e8 che cresce la fiducia nell\u2019insegna. Lo prova l\u2019aumento della Marca del Distributore. Evoluzioni ovviamente compatibili con l\u2019insieme del comparto tradizionale che segue le proprie traiettorie adattandosi ai cambiamenti ma che costringer\u00e0 un po\u2019 tutti a riscrivere buona parte delle regole del gioco. Pandemia e guerra, tra l\u2019altro, ci hanno mostrato e ci mostrano possibili accelerazioni e altrettanti rischi di decelerazioni improvvise.<\/p>\n<p>La pandemia, modificando (seppure momentaneamente) la tipologia dei consumi ha spinto verso nuove modalit\u00e0 di acquisto. La guerra, se si protrarr\u00e0 nel tempo, incider\u00e0 su quantit\u00e0 dei consumi e qualit\u00e0 degli stessi. Modalit\u00e0 e luoghi (virtuali o fisici) vengono cos\u00ec influenzati dal contesto pi\u00f9 rapidamente e in profondit\u00e0 rispetto al passato ponendo problemi di tenuta e di prospettiva ad un comparto non sufficientemente strutturato, sul piano manageriale, per guardare lontano.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 anche per questo che, salvo qualche caso di capacit\u00e0 di adattamento locale, solo le multinazionali pi\u00f9 performanti o le grandi imprese nazionali possono investire e dotarsi di strategie efficaci anzich\u00e9 limitarsi alle tattiche tradizionali di crescita o di tenuta dei fatturati (aprire nuovi PDV e politiche commerciali e di marketing tutto sommato sempre uguali a s\u00e9 stesse) o copiando i concorrenti. Aggiungo che fatico a comprendere come gli stessi discount italiani potranno tenere botta sul lungo periodo. Continueranno certo a crescere seguendo lo stesso schema che ha visto crescere la GDO nel nostro Paese ma le risorse da destinare alla crescita non sono minimamente paragonabili a quelle che potranno mobilitare i discounter tedeschi e non solo.<\/p>\n<p>Ma quale potrebbe essere l\u2019obiettivo strategico delle grandi catene di discount? A cominciare dalle citt\u00e0 pi\u00f9 grandi per poi confermarsi sul resto del territorio, offrire un punto vendita a meno di 15 minuti dalla casa di ogni consumatore. Una sorta di quick commerce offline. Qualcuno potrebbe pensare che sia un\u2019esagerazione. Un sogno destinato a restare tale. Vedremo.<\/p>\n<p>Pur sorgendo come funghi i \u201csotto casa\u201d attuali nel nostro Paese o come vengono diversamente declinati in lingua inglese, hanno un limite. Le politiche di prezzo e gli assortimenti non sempre azzeccati. I discount hanno un\u2019altra strategia di prezzo, una diversa politica commerciale e una struttura organizzativa leggera. Sar\u00e0 un bel match.<\/p>\n<p>Molti scenari ipotizzati, in grande spolvero durante la pandemia, potrebbero cambiare in relazione alla durata del conflitto in Ucraina e le sue inevitabili conseguenze economiche anche sul nostro Paese. Ad esempio il quick commerce potrebbe rallentare cos\u00ec come potrebbero continuare a crescere e diffondersi piccoli imprenditori nordafricani nell\u2019ortofrutta che nelle citt\u00e0 presidiano a prezzi bassi mercati ambulanti e piccoli negozi specializzati non certo caratterizzati da un\u2019estetica accattivante o da una trasparenza nella gestione. <strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/perche-la-frutta-in-gdo-e-molto-spesso-immangiabile\/\">E l\u2019ortofrutta resta il vero tallone di Achille della GDO.<\/a><\/strong><\/p>\n<p>La competizione a cui assisteremo anche da noi vedr\u00e0 impegnati innanzitutto i due leader: ALDI e LIDL. In Francia, il marchio fondato dai fratelli Albrecht ha ora pi\u00f9 negozi a Parigi della rivale Lidl (19 vs 18). A riprova della sua fulminea progressione: ALDI, all\u2019inizio del 2021 aveva un solo punto vendita nella capitale francese.<\/p>\n<p><strong>A dicembre, poco prima di fine anno, LIDL ha commercializzato sempre in Francia una linea di profumi che ricordano fragranze famose, a meno di 6 euro. Il canale tedesco continua ad interpretare, innovandolo, il concetto di Marca del Distributore<\/strong>.<\/p>\n<p>Si muove a tutto campo in un comparto conservatore e lento come quello della GDO. Contemporaneamente <strong>punta verso un consumo pi\u00f9 ragionato ed eco-responsabile vedi ad esempio il recente lancio di gelati con contenuti di cacao certificato con il fine di promuovere migliori condizioni di lavoro e la salvaguardia del pianeta. Il marketing punta ad attrarre clienti attenti non solo al prezzo e alla composizione dei prodotti ma anche interessati agli impegni sociali e ambientali del marchio stesso<\/strong>.<\/p>\n<p>La GDO si \u00e8 affermata riuscendo a trasmettere ai boomer, fin da subito, che quantit\u00e0 e variet\u00e0 dei consumi erano importanti e che era il carrello (e quindi il frigorifero) pieno, a fare anche la differenza sociale. Da qui i grandi formati e le scelte infinite tra sconti e volantini tutti uguali con \u201cofferte imperdibili\u201d. I discount, una volta toltasi l\u2019etichetta del luogo frequentato dai consumatori meno abbienti hanno intercettato il cambio di fase meglio di altri formati puntando sulla convenienza e sulla sobriet\u00e0 del consumo come scelta intelligente. Adesso puntano decisi sulla generazione Z e su quelle successive. Meno abitudinarie e fedeli e meno legate al vecchio modello consumistico quindi pi\u00f9 inclini a cambiare e sperimentare prodotti garantiti dall\u2019insegna stessa. Un trend visibile quasi ovunque in Europa.<\/p>\n<p>In Italia la quota di mercato dei discount \u00e8 passata, dal 2007 al 2021 dal 9,5% al 21,7%. In Germania \u00e8 del 40%. In Sicilia, pur non facendo testo a livello nazionale, i discount sono gi\u00e0 al 35%. C\u2019\u00e8 quindi spazio per crescere ancora.<\/p>\n<p>Per una parte della Grande Distribuzione \u00e8 come se fosse suonata la campana dell\u2019ultimo giro. La consapevolezza che occorra dotarsi di una strategia diversa rispetto al passato sembra emergere nei convegni e nelle dichiarazioni sul futuro del settore. Purtroppo tende a svanire quando si deve mettere mano al portafoglio. Per\u00f2 quel \u201cnulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima\u201d suona come un sinistro avviso per tutti.<\/p>\n<p><em>Le scarpe della <strong>Lidl<\/strong>\u00a0 hanno contribuito all&#8217;identit\u00e0 della catena, facendole una grande pubblicit\u00e0. <\/em>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;50752&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I discount vincono perch\u00e8 si distinguono dal resto della distribuzione non solo per i prezzi ma anche per la loro identit\u00e0 forte. In italia il contesto potrebbe essere scompaginato dall&#8217;arrivo del &#8220;dej\u00e0 vu&#8221; Mercadona?<br \/>\nDifficile, a meno che Juan Roig non compri una catena gi\u00e0 avviata. 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