{"id":67537,"date":"2025-09-30T05:58:41","date_gmt":"2025-09-30T03:58:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=67537"},"modified":"2025-10-19T19:36:08","modified_gmt":"2025-10-19T17:36:08","slug":"boom-di-frutta-tropicale-made-in-italy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/boom-di-frutta-tropicale-made-in-italy\/","title":{"rendered":"Boom di frutta tropicale made in Italy"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<em>Redatto il 22 settembre 2022, aggiornato il 30 settembre 2025<\/em><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/e-boom-della-frutta-esotica-made-in-italy-coltivazioni-raddoppiate-in-meno-di-tre-anni\/\">1 Nel 2021 riportavo questa notizia :<\/a><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/frutta-tropicale-made-in-italy-boom.html\"><strong>\u00c8 boom della frutta esotica made in Italy: coltivazioni raddoppiate in meno di tre anni<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Complice il cambiamento climatico, in molte regioni del Sud le aziende agricole hanno deciso di convertire la produzione a coltivazioni che fino a qualche anno fa arrivavano unicamente dalle regioni tropicali. <a href=\"https:\/\/www.efanews.eu\/item\/53964-chiquita-debutta-la-banana-made-in-italy.html#google_vignette\">Quest&#8217;anno [2025] \u00e8 la volta delle banane biologiche Chiquita<\/a><\/p>\n<p>Un tempo arrivava solo dal Sudamerica, o dalle regioni tropicali di Africa e Asia. Ma adesso, con il cambiamento climatico (un\u2019altra, ennesima prova che sfida i negazionisti pi\u00f9 convinti), c\u2019\u00e8 un nuovo, inaspettato boom del\u00a0<em>made in Italy:<\/em>\u00a0quello della produzione di frutta esotica. Con le coltivazioni che in meno di tre anni sono raddoppiate superando i mille ettari fra Puglia, Sicilia e Calabria, per affrontare le nuove temperature causate dai cambiamenti climatici.<\/p>\n<p>\u00c8 quanto emerge dalla stima di Coldiretti sulle nuove produzioni tropicali in occasione dell\u2019Avocado Day, che ricorre il 31 luglio in tutto il mondo. Di origine sudamericana, l\u2019avocado \u00e8 tra i frutti pi\u00f9 in voga negli ultimi anni, simbolo della generazione dei Millennial, alla base di molte ricette, come la salsa guacamole, ma non \u00e8 l\u2019unico frutto tropicale che ha trovato \u201ccasa\u201d in Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abSempre pi\u00f9 spesso nelle regioni del Sud &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; prima si sperimentano e poi si avviano vere e proprie coltivazioni di frutta originaria dell\u2019Asia e dell\u2019America Latina dalle banane ai mango, dall\u2019avocado al lime, dal frutto della passione all\u2019anona, dalla feijoa al casimiroa, dallo zapote nero fino al litchi, per un consumo totale stimato in oltre 900mila tonnellate a livello nazionale. Il tutto grazie all\u2019impegno di giovani agricoltori &#8211; ricorda la Coldiretti &#8211; che hanno scelto questo tipo di coltivazione, spesso recuperando e rivitalizzando terreni abbandonati proprio a causa dei mutamenti climatici, in precedenza destinati alla produzione di arance e limoni, con oltre sei italiani su 10 (61%) che acquisterebbero tropicali italiani se li avessero a disposizione invece di quelli stranieri\u00bb, secondo un sondaggio Coldiretti-Ix\u00e8.<\/p>\n<p>Gli italiani vogliono la frutta esotica made in Italy<\/p>\n<p><strong>Il 71% dei cittadini sarebbe inoltre disposto a pagare di pi\u00f9 per avere la garanzia dell\u2019origine nazionale dei tropicali. Una scelta motivata dal maggiore grado di freschezza, ma anche dalle preoccupazioni sulle garanzie di sicurezza del prodotto importato.<\/strong> Quello della frutta tropicale\u00a0<em>made in Italy<\/em>, sottolinea Coldiretti, \u00e8 un fenomeno destinato a modificare in maniera profonda i comportamenti di consumo nei prossimi anni, ma anche le scelte produttive delle stesse aziende agricole, per gli effetti del surriscaldamento determinati dalle mutazioni del clima.<\/p>\n<p>Temperature: 2,18 gradi oltre la media storica a giugno<\/p>\n<p>Con una temperatura superiore di 2,18 gradi rispetto alla media storica, l&#8217;estate 2021 si classifica fino ad ora dal punto di vista climatologico come la quarta pi\u00f9 calda in Italia da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1800, secondo l&#8217;elaborazione Coldiretti su dati Isac Cnr relativi al mese di giugno 2021. E \u00abnon \u00e8 un fatto isolato ma strutturale in Italia, dove la classifica degli anni pi\u00f9 caldi negli ultimi due secoli si concentra nell&#8217;ultimo periodo e comprende nell&#8217;ordine &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; anche il 2018, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2003\u00bb&#8230;<\/p>\n<p><strong><em>La frutta tropicale, fino a qualche decennio fa acquistata in Italia in occasione delle feste natalizie, \u00e8 diventata oggetto di consumo quotidiano<\/em><\/strong>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;67729&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]<strong><a href=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/frutta-tropicale-made-in-italy-boom.html\">2 La tendenza \u00e8 confermata nel 2022:<\/a><\/strong><\/p>\n<p>Avocado, mango, papaya e maracuja non devono pi\u00f9 necessariamente attraversare l\u2019oceano per raggiungere le nostre tavole. La produzione di frutta tropicale nel sud Italia e in particolare in Sicilia, ma anche in Calabria e in Puglia, sta crescendo in maniera esponenziale, mentre si riducono le coltivazioni di agrumi (-50% per i limoni e -30% per le arance). Non \u00e8 per\u00f2 vero, come si sente dire, che la causa di questo boom sia da ricercare principalmente nel cambiamento climatico. A guardare bene le dinamiche commerciali, i motivi che spingono tanti agricoltori alla conversione dei terreni sono diversi e la crisi del clima pu\u00f2 invece rappresentare un problema anche per la frutta tropicale.<\/p>\n<p>La vera\u00a0\u2018molla\u2019 del cambiamento \u00e8, come spesso accade, di tipo economico. In primo luogo bisogna chiarire che non ha senso rimpiangere le colture precedenti, erroneamente considerate autoctone. Infatti, nonostante le piante di agrumi siano oggi considerate un simbolo delle colture mediterranee, si tratta di frutta che arrivava originariamente da territori lontani (India ed Estremo Oriente). Negli ultimi anni, comunque, la loro coltivazione nelle regioni del sud Italia ha perso molto valore e numerosi agricoltori non riescono a competere con i prezzi dei colleghi turchi e spagnoli.<\/p>\n<p>Nello stesso\u00a0tempo, a causa della globalizzazione dei consumi, la frutta tropicale, fino a qualche decennio fa acquistata in Italia esclusivamente in occasione delle festivit\u00e0 natalizie, \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 oggetto di consumo quotidiano. A quest\u2019attenzione per i nuovi ingredienti esotici si abbina per\u00f2 anche una preferenza per le produzioni locali che, non avendo percorso tanti chilometri ed essendo rimaste sulla pianta fino a completa maturazione, hanno un minor impatto ambientale e, al contempo, sono spesso migliori dal punto di vista organolettico. Per i prodotti coltivati in Italia, anche con metodi biologici, i consumatori sono quindi disposti a pagare un prezzo pi\u00f9 alto rispetto alla frutta che ha attraversato l\u2019oceano.<\/p>\n<p>Nasce da\u00a0qui la \u201cfebbre del mango\u201d, ma anche dell\u2019avocado e di tutti gli altri, che ha portato a una superficie coltivata nel nostro Paese intorno ai mille ettari, raddoppiando la produzione in meno di tre anni (dati Coldiretti), un boom, per un tipo di coltura che in Sicilia si sperimentava gi\u00e0 nei lontani anni Sessanta. Un censimento vero e proprio dei terreni impiegati \u00e8 difficile, visto il carattere sperimentale di molte colture. Mentre assistiamo alla nascita di numerosi impianti, molti sono quelli che muoiono. Le difficolt\u00e0, effettivamente, non mancano: si tratta infatti per la gran parte di coltivazioni che non resistono a temperature inferiori ai 4 gradi centigradi e che hanno bisogno di tanta acqua, soprattutto nei mesi pi\u00f9 caldi.<\/p>\n<p><strong>Queste produzioni sono arrivate a soddisfare oggi solo il 5% della domanda nazionale [dato del 2022. Il loro potenziale di crescita \u00e8 comunque notevole , non manca una forte domanda dal resto d\u2019Europa.<\/strong> La redditivit\u00e0 delle colture, inoltre, \u00e8 fino a 15 volte superiore a quella delle arance e rende possibile l\u2019investimento in soluzioni di precision farming, come le tecniche di irrigazione a goccia, molto importanti per affrontare condizioni climatiche avverse. Le zone che risultano a oggi maggiormente vocate sono quelle del messinese e dei monti Nebrodi, ma anche dell\u2019Etna, si tratta infatti di territori particolarmente ricchi di acqua. Si stanno per\u00f2 studiando le strategie per allargare le aree di coltivazione, mentre gli agricoltori pi\u00f9 intraprendenti sperimentano nuove coltivazioni: <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/il-riscaldamento-globale-ha-fatto-nascere-in-sicilia-una-delle-piantagioni-di-caffe-piu-a-nord-del-mondo\/\">dall\u2019amato caff\u00e8,<\/a> alla meno conosciuta moringa.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/banane-la-nascita-del-marchio-privato-in-esselunga-e-altrove\/\"><em>Nel <strong>2025,<\/strong> con la coltivazione delle <strong>banane Chiquita in Sicilia<\/strong>, si chiude un cerchio.<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lemonde.fr\/economie\/article\/2022\/09\/19\/l-espagne-nouvel-eldorado-de-la-pistache_6142188_3234.html\"><em>Nota : c&#8217;\u00e8 chi sta andando anche pi\u00f9 veloce di noi, nella direzione di prodotti a pi\u00f9 alto valore aggiunto. <\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lemonde.fr\/economie\/article\/2022\/09\/19\/l-espagne-nouvel-eldorado-de-la-pistache_6142188_3234.html\"><em>E&#8217; il caso della &#8220;<strong>Spagna, il nuovo Eldorado del pistacchio<\/strong>&#8220;:\u00a0 Tra il 2013 e il 2021, la superficie agricola dedicata in Spagna a questo frutto importato principalmente dall&#8217;Iran e dalla California \u00e8 aumentata di dieci volte, da 5.000 a 55.000 ettari&#8230;<\/em><\/a><\/p>\n<p><em>Foto: AdobeStock (tranne la cover).<\/em>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;84828&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Queste produzioni\u00a0, stimolate dal cambiamento climatico, sono arrivate a soddisfare nel 2022 solo il 5% della domanda nazionale. 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