{"id":70626,"date":"2023-02-13T00:39:21","date_gmt":"2023-02-12T23:39:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=70626"},"modified":"2023-02-15T18:04:11","modified_gmt":"2023-02-15T17:04:11","slug":"siccita-il-piano-invasi-per-salvare-lagricoltura-e-realizzato-solo-al-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/siccita-il-piano-invasi-per-salvare-lagricoltura-e-realizzato-solo-al-2\/","title":{"rendered":"Siccit\u00e0, il piano invasi per salvare l\u2019agricoltura \u00e8 realizzato solo al 2%"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<em>Sopra : il Po a secco, La Stampa 3 febbraio 2023. Redatto il 30 gennaio , aggiornato il 13 febbraio 2023 .\u00a0<\/em><\/p>\n<h2>Siccit\u00e0, il piano invasi per salvare l\u2019agricoltura \u00e8 realizzato solo al 2%<\/h2>\n<h2>Cambiamenti climatici. Il progetto da 10mila laghetti artificiali deve portare al riutilizzo del 35% delle acque piovane nel 2030. Partiti solo i primi bacini<\/h2>\n<p>Giorgio dell\u2019Orefice<\/p>\n<p><strong>La siccit\u00e0 del 2022.\u00a0\u2009Il rischio che in estate possa tornare la carenza di acqua<\/strong><\/p>\n<p>Nemmeno un anno di siccit\u00e0 record come il 2022 ha finora smosso granch\u00e9. <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/lacqua-non-e-infinita\/\">L\u2019Italia sconta pesanti difficolt\u00e0 nella gestione della risorsa idrica che in passato venivano mascherate dietro l\u2019abbondanza delle precipitazioni (sia pioggia che neve), ma che invece ora, con il cambiamento climatico, appare d\u2019un tratto non pi\u00f9 sostenibile.<\/a> E di certo non lo sar\u00e0 in futuro. Insomma, \u00e8 necessario correre rapidamente ai ripari. Le risorse non mancano. Esistono diverse fonti di finanziamento che possono essere movimentate per questi obiettivi a partire dai budget gestiti dal ministero degli Affari europei e le politiche di coesione. E poi c\u2019\u00e8 il capitolo dedicato all\u2019interno del Pnrr con 880 milioni di euro, anche se questa tranche di risorse \u00e8 vincolata a opere di ammodernamento e di efficientamento della rete irrigua esistente. Misure sicuramente importanti ma che, se anche realizzate, di certo non riusciranno a risolvere i problemi.<\/p>\n<p>Oggi il sistema nazionale di gestione delle acque \u00e8 in grado di accumulare e rendere disponibili per gli usi irrigui in agricoltura, ma anche per gli usi industriali e civici, appena l\u201911% dell\u2019acqua che cade sul territorio italiano (in media tra i 300 e i 320 miliardi di metri cubi l\u2019anno). \u00ab\u00c8 su questa percentuale che dobbiamo incidere, per modificarla in maniera sensibile \u2013 spiega il direttore generale dell\u2019associazione dei consorzi di bonifica e gestione del territorio e delle acque irrigue (Anbi), Massimo Gargano \u2013. Noi, insieme a Coldiretti, abbiamo presentato un piano per la realizzazione di 10mila invasi di piccola e media dimensione da mettere in opera entro il 2030 che, se realizzato, consentir\u00e0 di portare quella percentuale dell\u201911% al 30%, forse 35%. Il 60% di questi invasi sono aziendali e quindi realizzati da privati con cofinanziamento pubblico dove possibile. I primi 223 progetti sono gi\u00e0 esecutivi e alcuni sono anche stati gi\u00e0 realizzati e inaugurati. Ma stiamo parlando di poco pi\u00f9 del 2% del nostro piano. Serve l\u2019attenzione delle istituzioni e degli enti locali per imprimere una forte accelerazione e arrivare finalmente all\u2019obiettivo di raccogliere la risorsa acqua nel corso dell\u2019anno per renderla disponibile nei periodi in cui c\u2019\u00e8 invece carenza\u00bb.<\/p>\n<p>Il \u00abPiano Laghetti\u00bb presentato da Anbi punta a realizzare subito 223 nuovi invasi con un costo stimato di 3,2 miliardi di euro (\u00abva ricordato \u2013 ha aggiunto il dg Anbi \u2013 che la Coldiretti solo per il 2022 ha stimato danni da siccit\u00e0 per 6 miliardi di euro\u00bb) e la creazione di 16mila posti di lavoro. Un piano che non prevede la posa di cemento, ma che punta in gran parte sul riutilizzo di cave abbandonate. Aree che, spesso, una volta dismesse diventano discariche a cielo aperto e, nella migliore delle ipotesi, teatro di rave party.<\/p>\n<p>Appartiene a questa tipologia il bacino inaugurato la scorsa settimana a Castrezzato (Brescia), ma sono state individuate cave abbandonate e potenzialmente riutilizzabili in diverse regioni italiane. Il Piano non prevede la costruzione di dighe, ma punta oltre che sulle cave abbandonate sulle \u201ccasse di espansione\u201d, ovvero le aree di allagamento ai margini dei fiumi, che con la piena vengono sommerse ma che con piccoli interventi possono conservare l\u2019acqua e trasformarsi in oasi naturalistiche con riserve idriche cui attingere in caso di necessit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abRisolvere le criticit\u00e0 idriche \u00e8 il primo obiettivo del nostro piano \u2013 ha aggiunto Gargano \u2013 ma in realt\u00e0 ci proponiamo molto di pi\u00f9. Altro passaggio importante del nostro progetto \u00e8 che su questi bacini e laghetti da massimo 5 milioni di metri cubi d\u2019acqua si possano poggiare, per almeno il 30% della loro superficie complessiva, pannelli fotovoltaici galleggianti per produrre energia. L\u2019energia da fotovoltaico insieme a quella idroelettrica ottenuta laddove \u00e8 possibile sfruttare \u201csalti d\u2019acqua\u201d, potrebbero essere sfruttate dal sistema consortile per aiutare le imprese del territorio a ridurre i costi dell\u2019energia e, in questo modo, a rafforzare la competitivit\u00e0 del sistema agroalimentare italiano \u00c8 un percorso che abbiamo gi\u00e0 avviato in Emilia, Lazio, Campania e Calabria e che possiamo replicare altrove\u00bb. Una produzione di energia pulita e rinnovabile che inoltre consentirebbe di avvicinare l\u2019Italia agli obiettivi dell\u2019Agenda 2030 e fornire un contributo all\u2019abbattimento della CO2.<\/p>\n<p>Anche la manutenzione dell\u2019esistente \u00e8 importante, ma presenta ulteriori criticit\u00e0. \u00abNoi calcoliamo \u2013 ha detto ancora Gargano \u2013 che l\u2019attuale capacit\u00e0 di invaso, in particolare dei bacini protetti da dighe, sia ridotta di circa il 10% a causa di detriti e materiali che si sono sedimentati nel tempo sui fondali. In pi\u00f9, anche laddove si riuscisse a scavare e rimuovere questi detriti per ripristinare la capacit\u00e0 originaria degli invasi, poi questi materiali dovranno essere analizzati. E qualora risultassero inquinati dovranno essere smaltiti come rifiuti speciali. Per questo alla manutenzione, che in Italia scatta solo dopo le emergenze, va affiancato un piano di opere da realizzare\u00a0<em>ex novo<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLa siccit\u00e0 del 2022 deve insegnare qualcosa \u2013 ha concluso il presidente dell\u2019Anbi, Francesco Vincenzi \u2013. Lo scorso anno a non soffrire la siccit\u00e0 sono state le regioni del Sud Italia, dove esistono bacini a riempimento pluriennale; ne \u00e8 esempio la Sardegna, dove la tanto vituperata Cassa del Mezzogiorno aveva realizzato in passato invasi a riempimento pluriennale. Quella rete infrastrutturale la scorsa estate ha consentito di salvare la stagione turistica in Gallura. Questo significa che come nel passato anche nel futuro i problemi e le criticit\u00e0 non si risolveranno da soli. Ma per venirne a capo l\u2019unica strada \u00e8 investire\u00bb.<\/p>\n<p>Leggi anche :<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/la-siccita-abbatte-pesantemente-il-pil-agricolo-italiano-perche-lallarme-di-coldiretti-e-realistico\/\"><strong>La siccit\u00e0 abbatte pesantemente il PIL agricolo italiano : perch\u00e8 l&#8217;allarme di Coldiretti \u00e8 realistico<\/strong><\/a><\/p>\n<p class=\"entry-title\"><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/manca-la-neve-sulle-alpi-e-sullappennino-a-rischio-posti-di-lavoro-e-acqua\/\"><strong>Manca la neve sulle Alpi e sull\u2019Appennino: a rischio posti di lavoro e acqua<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Sotto : gli impegni del governo (Corriere della sera 12 febbraio 2023).[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;71006&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rischio che in estate possa tornare la carenza di acqua<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":70748,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[76,37],"tags":[266,217,248,200],"class_list":["post-70626","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sociale","category-interventi","tag-acqua","tag-agricoltura","tag-cambiamento-climatico","tag-coldiretti","category-76","category-37","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70626","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=70626"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70626\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":71007,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70626\/revisions\/71007"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/70748"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=70626"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=70626"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=70626"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}