{"id":71690,"date":"2023-03-14T09:47:35","date_gmt":"2023-03-14T08:47:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=71690"},"modified":"2023-07-28T08:17:36","modified_gmt":"2023-07-28T06:17:36","slug":"mele-e-pere-stanno-scomparendo-dal-mercato-britannico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/mele-e-pere-stanno-scomparendo-dal-mercato-britannico\/","title":{"rendered":"Mele e pere stanno scomparendo dal mercato britannico"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<a href=\"https:\/\/www.agi.it\/economia\/news\/2023-03-13\/carenza_mele_pere_mercato_inglese-20266648\/\"><strong>Mele e pere stanno scomparendo dal mercato britannico<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>The Guardian scrive che i\u00a0coltivatori del Regno Unito stanno piantando solo un terzo del numero di alberi necessari per mantenere i frutteti. Colpa dei bassi rendimenti della grande distribuzione<\/strong><\/p>\n<p>tempo di lettura: 3 min<\/p>\n<p>di Alberto Ferrigolo<\/p>\n<p>aggiornato alle\u00a0<strong>08:51<\/strong>13 marzo 2023<\/p>\n<p>AGI &#8211; Mele e pere potrebbero essere il prossimo deficit alimentare del Regno Unito, scrive il Guardian.\u00a0<strong>I coltivatori britannici stanno infatti piantando solo un terzo del numero di alberi necessari per mantenere i frutteti<\/strong>, anche perch\u00e9 \u2013 lamentano \u2013 \u201ci guadagni dalla vendita ai supermercati sono insostenibili\u201d e insufficienti.<\/p>\n<p>Ma quanti alberi dovrebbero essere piantati per tenere il settore in equilibrio? \u201c<strong>Almeno 1 milione di nuovi alberi l\u2019anno per mantenere i 5.500 ettari di produzione del Regno Unito<\/strong>\u201d, spiega Ali Capper, capo dell&#8217;associazione di categoria British Apples &amp; Pears, che rappresenta circa l&#8217;80% del settore.<\/p>\n<p>Racconta il quotidiano londinese che quest&#8217;anno gli agricoltori avevano programmato \u201cdi ordinare solo 480.000 meli e peri, ma il numero \u00e8 stato ridotto a 330.000\u201d per via dei mancati investimenti in considerazione dei\u00a0<strong>bassi rendimenti della grande distribuzione.<\/strong><\/p>\n<p>Capper afferma che i costi dei frutticoltori sono aumentati di circa il 23% poich\u00e9 i costi di raccolta, energia, trasporto e imballaggio sono anch\u2019essi aumentati mentre la resa \u00e8 stata inferiore all&#8217;1% e\u00a0&#8220;la maggior parte dei coltivatori sta ora perdendo denaro&#8221;. Tant\u2019\u00e8 che non sono pochi quelli che stanno pensando di abbandonare la produzione mentre altri hanno gi\u00e0 congelato l\u2019attivit\u00e0 dei frutteti o li stanno estirpando man mano che i guadagni latitano.<\/p>\n<p>Da parte sua,<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/carenza-ortaggi-in-uk-con-lidl-sale-a-5-il-numero-delle-catene-che-fanno-razionamenti\/\">\u00a0<strong>la Gran Bretagna sta gi\u00e0 affrontando da tempo la carenza di diversi prodotti alimentari freschi<\/strong>, <strong>al punto che gruppi come Tesco, Asda, Aldi e Morrisons hanno limitato gli acquisti di pomodori, cetrioli, peperoni per via del freddo in Spagna e Nord Africa che ha colpito i raccolti, oltre ai forti tagli dei coltivatori britannici e olandesi che ora piantano insalate in serra.<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Ma non \u00e8 tutto: alcuni importatori sostengono che\u00a0<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/come-rischia-di-peggiorare-il-mondo-del-cibo-in-gran-bretagna-dopo-la-brexit\/\"><strong>la Brexit\u00a0ha anche significato che il Regno Unito \u201c\u00e8 ultimo dietro l&#8217;Unione Europea quando per acquistare prodotti freschi&#8221;.<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Secondo l&#8217;Office for National Statistics, infatti, quasi un quinto (18%) degli adulti del Regno Unito ha affermato di aver subito carenze di prodotti alimentari essenziali nelle ultime due settimane rispetto al 13% d\u2019un anno fa e gli importatori di generi alimentari affermano che l&#8217;uscita della Gran Bretagna dall&#8217;Ue continua a significare costi pi\u00f9 elevati e ritardi burocratici. Per Th\u00e9r\u00e8se Coffey, ministro dell&#8217;Ambiente, la carenza di prodotti alimentari freschi\u00a0<strong>durer\u00e0 al massimo un mese<\/strong>, ma alcuni coltivatori britannici scommettono che potrebbe durare<strong>\u00a0fino a maggio<\/strong>. Il capo dell&#8217;associazione di categoria British Apples &amp; Pears sottolinea che la scomparsa degli alberi da frutto \u201cnon solo metterebbe a rischio la sicurezza alimentare, ma inciderebbe sulla biodiversit\u00e0 che era stata favorita in molti frutteti\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/prezzi-addio-a-100-milioni-di-piante-di-frutta-in-italia-sos-clima-e-ambiente\/\"><em>Avremo qualcosa in comune con la Gran Bretagna<\/em><\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma i loro problemi &#8211; <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/come-rischia-di-peggiorare-il-mondo-del-cibo-in-gran-bretagna-dopo-la-brexit\/\">il calo della qualit\u00e0 del cibo<\/a> &#8211; sono profondi, vengono da lontano e sono accentuati e peggiorati dal Covid- 19, dalla guerra (inflazione e costi crescenti) e dalla Brexit.<\/em>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;71691&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni importatori sostengono che\u00a0la Brexit\u00a0ha anche significato che il Regno Unito \u201c\u00e8 ultimo dietro l&#8217;Unione Europea quando per acquistare prodotti freschi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":31137,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[235,252,85,268,218],"class_list":["post-71690","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi","tag-aldi","tag-coronavirus","tag-frutta-e-verdura","tag-inflazione","tag-tesco","category-37","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71690","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71690"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71690\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":71702,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71690\/revisions\/71702"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/31137"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71690"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=71690"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71690"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}