{"id":72328,"date":"2023-04-26T00:09:37","date_gmt":"2023-04-25T22:09:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=72328"},"modified":"2023-04-28T12:23:14","modified_gmt":"2023-04-28T10:23:14","slug":"laggressione-russa-vista-dallafrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/laggressione-russa-vista-dallafrica\/","title":{"rendered":"L\u2019aggressione russa vista dall\u2019Africa"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Reatato il 16 aprile, aggiornato il 26 aprile 2023<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lemonde.fr\/idees\/article\/2023\/03\/05\/la-russie-agresseur-en-europe-parvient-a-se-presenter-en-afrique-comme-defenseur-des-victimes-de-l-imperialisme_6164196_3232.html\"><strong>L\u2019aggressione russa vista dall\u2019Africa<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Di Philippe Bernard (Le Monde), mia traduzione e nota finale<em>.<\/em> In copertina : militare africano con , sullo sfondo, la bandiera russa.<\/p>\n<p><strong>Non siamo al centro del mondo<\/strong>, <strong>\u00e8 uno dei grandi insegnamenti della guerra in Ucraina.<\/strong> Vista da lontano l\u2019aggressione russa non \u00e8 vista nello stesso modo. Perch\u00e9 gli interessi economici o diplomatici non sono identici, perch\u00e9 la geografia o la dipendenza dagli stranieri orienta le scelte, perch\u00e9 l\u2019esperienza storica diverge.<\/p>\n<p><strong>Quando quasi la met\u00e0 dei paesi africani <\/strong>(*)<strong> ha rifiutato, un anno fa all\u2019ONU, di votare una risoluzione che intimava a Mosca\u00a0 di stoppare la sua invasione \u2013 una tendenza confermata il 23 febbraio -, gli occidentali sono stati presi in contropiede, come se facessero fatica ad ammettere l\u2019autonomia di giudizio degli africani.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/fbf04b59-23ee-463d-a0b3-d7e358265cb1?shareType=nongift\">(*) <em>25 su 54<\/em><\/a><em>. Il titolo di questo articolo \u00e8 significativo : <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/fbf04b59-23ee-463d-a0b3-d7e358265cb1?shareType=nongift\">&#8220;Il punto di appoggio dell&#8217;Europa scivola in Africa&#8221;<\/a><\/em><\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 possibile che dei paesi che hanno vissuto cos\u00ec tanto tempo sotto il giogo dei colonizzatori, e hanno pagato con il sangue per la loro emancipazione, e che hanno eretto come principio il rispetto delle frontiere ereditate dalle divisioni coloniali, possono manifestare indulgenza verso una potenza con <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/perche-non-bisogna-arrendersi-davanti-allimperialismo-russo-del-grano-e-cedere-sullucraina\/\">una lunga storia imperialista<\/a>? Con una Russia che dai tempi degli zar fino a Vladimir Putin passando dal potere sovietico, non ha mai smesso di colonizzare e di sottomettere i paesi vicini, dall\u2019Asia centrale ai paesi baltici e del Caucaso fino alle democrazie popolari europee? Nel momento in cui il mondo si frammenta e che si afferma il Sud globale, la risposta a queste questioni comanda non solo le relazioni dell\u2019Occidente \u2013 e della Francia \u2013 con l\u2019Africa, ma orienta anche i vari argomenti da opporre alla narrazione putiniana.<\/p>\n<p><strong>Numerose tourn\u00e9e in Africa<\/strong><\/p>\n<p><strong>La porosit\u00e0 di certi paesi africani alla retorica \u201canti- imperialista\u201d di Mosca si nutre innanzitutto del risentimento accumulato durante l\u2019epoca coloniale, appesantito dopo le indipendenze dal mantenimento dei regimi feudatari dell\u2019Occidente e dalle politiche finanziarie catastrofiche degli anni \u201980 e \u201990.<\/strong><\/p>\n<p>Che gli africani non considerino gli occidentali come degli esempi di virt\u00f9 in termini di diritto internazionale non stupisce nessuno, soprattutto quelli che , in Sahel e in Africa dell\u2019ovest , vivono ancora le conseguenze dell\u2019intervento del 2011 in Libia. Che l\u2019invasione dell\u2019Irak nel 2003 illustri una certa ipocrisia dei discorsi sulla difesa delle sovranit\u00e0 degli stati non si pu\u00f2 negare.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 complesse sono le ragioni per le quali dei paesi africani non \u201cvedono\u201d o non vogliono vedere che in Ucraina i russi portano avanti una guerra di conquista. \u201c<strong>L\u2019abilit\u00e0 dei russi \u00e8 stata quella di far fruttare una strana connivenza tra di loro e l\u2019ex terzo mondo, che risale sicuramente al sostegno dell\u2019URSS alle lotte di decolonizzazione<\/strong>, anche se \u2013 su molti soggetti \u2013 l\u2019allargamento del consiglio di sicurezza (dell\u2019ONU), ad esempio, la Russia sostiene delle posizioni antagoniste a quelle dei suoi \u201camici\u201d del Sud, spiega Michel Duclos, ex ambasciatore e consigliere speciale all\u2019Istituto Montaigne, nella prefazione del libro \u201cGuerra in Ucraina e nuovo ordine del mondo\u201d (ed. de l\u2019Observatoire). Il paradosso tra l\u2019aggressivit\u00e0 crescente di Putin e la sua capacit\u00e0 di suscitare la simpatia in India, in Brasile o in Africa, ha aggiunto M. Duclos su France Culture, \u201cnon l\u2019abbiamo visto arrivare e non abbiamo saputo trovare un contrappeso\u201d.<\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec, massimo del cinismo, un paese aggressore in Europa pu\u00f2 presentarsi come difensore delle vittime dell\u2019imperialismo.<\/strong> Al d l\u00e0 della denuncia delle manovre russe di propaganda e di disinformazione in Africa, <strong>questa capacit\u00e0 del regime di Putin di appropriarsi della storia del sostegno sovietico alle lotte africane per l\u2019indipendenza rinvia alla capacit\u00e0 dei diplomatici russi di presentare la Russia \u201cnon come a voler dominare l\u2019Ucraina , ma lottando contro la multipolarit\u00e0 della resistenza all\u2019Occidente\u201d<\/strong> analizza Jade McGlynn, ricercatrice al King\u2019s College di Londra, nella rivista Foreign Policy.<\/p>\n<p>Lei nota che, durante una delle sue numerose tourn\u00e9es africane, Serguei Lavrov, il ministro\u00a0 degli affari esteri della Russia, non ha esitato , in Angola, ad inaugurare un monumento ai soldati sovietici che hanno combattuto nella guerra civile (1975-2002) in sostegno al Movimento popolare di liberazione dell\u2019Angola, partito che \u00e8 tuttora al potere. In Sudafrica , Mosca si appoggia sul ricordo dell\u2019aiuto sovietico alla lotta contro l\u2019apartheid portata avanti da decenni dal Congresso nazionale africano, che \u00e8 anche lui tuttora al potere.<\/p>\n<p>L\u2019attrazione degli africani per la Russia non deve per\u00f2 essere sovrastimata. La maggioranza dei 54 stati africani ha paura di essere coinvolta in un conflitto distante.<\/p>\n<p>L\u2019impressionante solidariet\u00e0 degli occidentali per l\u2019Ucraina contrasta con ai loro occhi , con i modi con i quali hanno trattato gli africani quando bisognava distribuir loro i vaccini contro il Covid- 19 o sul loro modo di accogliere i rifugiati. \u201cL\u2019Africa ha i suoi propri conflitti passati o attuali, con milioni di vittime, senza che ci\u00f2 susciti le stesse reazioni\u201d- nota Gilles Yabi , economista del Benin, fondatore del circolo di riflessione Wathi- Quel che c\u2019\u00e8 di molto pi\u00f9 importante (della guerra in Ucraina) per esempio, \u00e8 il cambiamento climatico\u201d.<\/p>\n<p>Questo contesto nuovo \u2013 nel quale gli stati africani sono corteggiati da tutte le parti e dove la Russia, poco attenta alla democrazia, avanza le sue pedine, sui piani militare quanto economico \u2013 \u00e8 anche quello di una <strong>forte contestazione della Francia.<\/strong> \u201cE\u2019 una situazione molto scomoda\u201d, ha riconosciuto Emmanuel Macron, il 28 febbraio, prima della sua tourn\u00e9e africana che ha in parte ricalcato quella del capo della diplomazia russa (Lavrov). Appello a una \u201cprofonda umilt\u00e0\u00a0 di fronte a quello che succede\u201d, lotta \u201csulle cause comuni come il clima\u201d\u2026 Il discorso propone una nuova partnership\u201d dove le questioni che riguardano la sicurezza, a lungo centrali nella politica francese in Africa, sono relegate in secondo piano. Ma dove la <strong>preoccupazione di contrastare l\u2019espansionismo russo<\/strong> \u00e8 diventata, ufficiosamente, la priorit\u00e0.<\/p>\n<p><em>In un altro articolo di Le Monde si vede che <strong>Wagner<\/strong>\u00a0 \u00e8 presente in Africa : in <strong>Libia, Mali, Burkina Faso, Sudan, Camerun, Repubblica Centrafricana, Madagascar.<\/strong> <\/em><\/p>\n<p><em>Ha legami con\u00a0 il<strong> Sud Africa<\/strong> e punterebbe anche al <strong>Nige<\/strong><\/em><strong><em>r.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Era anche in <strong>Mozambico<\/strong>, che per\u00f2 ha lasciato dopo anni di scontri contro i <strong>jihadisti<\/strong>. <\/em><\/p>\n<p><em>I russi sono stati molto abili nel rimpiazzare recentemente la presenza francese in <strong>Mali, Burkina Faso <\/strong>e in<strong> Repubblica Centrafricana<\/strong>. <\/em>[\/vc_column_text][vc_separator][vc_single_image image=&#8221;72331&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]<em>ma secondo Il Post i paesi africani in cui opera o ha operato Wagner sarebbero molti di pi\u00f9 : 13.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2023\/04\/24\/gruppo-wagner-africa-sudan-russia\/\"><em>Si aggiungerebbero alla lista : <strong>Guinea, Zimbabwe, Sudan del Sud, Eritrea ed Algeria.<\/strong><\/em><\/a><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/africa-tra-imperialismo-russo-con-wagner-e-colonialismo-cinese-con-un-pizzico-di-grandeur-passata-francese\/\">Leggi in proposito anche questo articolo.<\/a><\/em>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;73034&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La porosit\u00e0 di certi paesi africani alla retorica \u201canti- imperialista\u201d di Mosca si nutre innanzitutto del risentimento accumulato durante l\u2019epoca coloniale, appesantito dopo le indipendenze dal mantenimento dei regimi feudatari dell\u2019Occidente e dalle politiche finanziarie catastrofiche degli anni \u201980 e \u201990.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":72330,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[238],"tags":[],"class_list":["post-72328","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia","category-238","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72328","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72328"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72328\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73036,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72328\/revisions\/73036"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/72330"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72328"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=72328"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72328"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}