{"id":72800,"date":"2023-04-21T07:46:51","date_gmt":"2023-04-21T05:46:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=72800"},"modified":"2023-04-28T23:11:14","modified_gmt":"2023-04-28T21:11:14","slug":"zero-pesticidi-e-simili-sulle-etichette-alimentari-perche-lunica-garanzia-affidabile-e-il-bio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/zero-pesticidi-e-simili-sulle-etichette-alimentari-perche-lunica-garanzia-affidabile-e-il-bio\/","title":{"rendered":"\u201cZero pesticidi\u201d e simili sulle etichette alimentari: perch\u00e9 l\u2019unica garanzia affidabile \u00e8 il bio"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<em>La pubblicit\u00e0 di Barilla \u00e8 tratta Corriere della Sera del 21 aprile 2021 (la pagina intera la trovate alla fine dell&#8217;articolo).<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Introduzione<\/strong>: c&#8217; \u00e8 una <strong>grande<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/salmone-affumicato-esselunga-prodotto-a-marchio-o-confezione-smart-che-costa-la-meta\/\"><strong>differenza tra certificazioni <\/strong>\u00a0(es.: DOP )<strong> e definizioni commerciali\u00a0 (<\/strong> es.: da agricoltura sostenibile).<\/a><\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.fondazioneguidovenosta.org\/la-sovranita-alimentare-ha-un-senso-per-la-tutela-della-salute-degli-italiani-certamente\/\"><em>Il concetto viene ripreso qui, dalla <strong>Fondazione Guido Venosta<\/strong>.<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/greenwashing-lo-screening-dei-siti-web-rivela-che-la-meta-delle-affermazioni-ecologiche-e-priva-di-fondamento\/\"><em>La pubblicit\u00e0 della Barilla rientra nella seconda categoria.<\/em><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilsalvagente.it\/2023\/04\/18\/zero-pesticidi-e-simili-sulle-etichette-alimentari-perche-lunica-garanzia-affidabile-e-il-bio\/\"><strong>\u201cZero pesticidi\u201d e simili sulle etichette alimentari: perch\u00e9 l\u2019unica garanzia affidabile \u00e8 il bio<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Di<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilsalvagente.it\/author\/lorenzo-misuraca\/\"><strong>Lorenzo Misuraca<\/strong><\/a><\/p>\n<p>&#8211;<\/p>\n<p>18 Aprile 2023<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Da alcuni anni, sulle confezioni dei prodotti alimentari non \u00e8 raro trovare garanzia che promettono la naturalit\u00e0 o l\u2019assenza di residui di pesticidi. In molti casi, per\u00f2, le promesse sono troppo circoscritte o addirittura ambigui. Gli esempi, da Knorr a Bonduelle, fino a Pasta Armando<\/em><\/p>\n<p>Da alcuni anni, sulle confezioni dei prodotti alimentari non \u00e8 raro trovare garanzia che promettono la naturalit\u00e0 o l\u2019assenza di residui di pesticidi. In molti casi, per\u00f2, le promesse sono troppo circoscritte o addirittura ingannevoli. Con l\u2019eccezione del bio, A dirlo \u00e8 il magazine francese 60 millions de consommateurs, secondo cui il proliferare delle etichette verdi, meno impegnative e meno costose del biologico, \u201ccontribuisce a ridurre la disponibilit\u00e0 dei consumatori a pagare di pi\u00f9 per i prodotti biologici\u201d, come ha spiegato anche la Corte dei Conti francese in una relazione del giugno 2022. In Francia, tra queste nuove etichette, troviamo Zero Pesticide Residu, creato nel 2018 dal collettivo privato Nouveaux champs o anche High Environmental Value, una certificazione pubblica adottata da marchi distributori come Intermarch\u00e9, Super U, Leclerc o anche Lidl. Ma di garanzie cos\u00ec ce ne sono anche in Italia,<\/p>\n<p><strong>Solo le etichette bio danno soddisfazione<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl 22 gennaio \u2013 scrive 60 millions \u2013 un gruppo costituito da associazioni di consumatori, ambientalisti e agricoltori si \u00e8 rivolto al Consiglio di Stato per far riconoscere l\u2019inganno del consumatore, che dura da pi\u00f9 di dieci anni, e porre fine al greenwashing mantenuto da questa menzione\u201d. \u201cCon l\u2019HVE, nulla vieta l\u2019uso di pesticidi. Peggio ancora, \u00e8 possibile utilizzare sostanze note per i loro effetti cancerogeni, mutageni o reprotossici\u201d, denuncia C\u00e9cile Claveirole, segretaria nazionale dell\u2019ambiente naturale francese (Fne).<\/p>\n<p>Inoltre, esistono etichette autodichiarate senza residui di pesticidi, che si concentrano solo su determinate molecole chimiche. \u201cDobbiamo smetterla di posizionarci su una molecola piuttosto che su un\u2019altra, perch\u00e9 non conosciamo la tossicit\u00e0 di tutte le sostanze utilizzate\u201d, continua C\u00e9cile Claveirole. Prima il glifosato veniva presentato come un prodotto biodegradabile! L\u2019importante \u00e8 rimuovere tutti i prodotti sintetici\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Agricoltura biologica<\/strong><\/p>\n<p>Un approccio condiviso dal rapporto WWF\/Greenpeace del 2021 sugli effetti delle etichette sull\u2019ambiente, secondo cui solo le etichette bio sono veramente affidabili: \u00e8 l\u2019unico marchio che garantisce un\u2019agricoltura senza fertilizzanti sintetici o trattamenti chimici. A questa si aggiungono etichette che di base sono certificate bio ma che aggiungono ulteriori restrizioni, come per esempio quella Demeter sull\u2019agricoltura biodinamica. Per commercializzare prodotti etichettati biologici, gli agricoltori e le aziende di trasformazione devono far certificare la loro attivit\u00e0 da un organismo indipendente riconosciuto dalle autorit\u00e0 pubbliche e sottoporsi ad appositi controlli.<\/p>\n<p><strong>Il certificato \u201cAlto valore ambientale (HVE)\u201d<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019etichetta di Alto Valore Ambientale (HVE), che pu\u00f2 essere esibita solo al livello 3 (livello massimo) di certificazione, non \u00e8 un segno di qualit\u00e0 ma la certificazione pubblica di un\u2019azienda agricola. Viene utilizzato per tutti i tipi di prodotti alimentari anche se, infatti, il 70% delle aziende agricole certificate \u00e8 vitivinicolo. L\u2019HVE non garantisce un prodotto privo di pesticidi. Questa certificazione si basa su un sistema a punti basato su 25 criteri.\u201dUna valutazione molto criticata dalle associazioni ambientaliste\u201d ricorda 60 millions de consommateurs, \u201cSecondo loro, la facilit\u00e0 di ottenere determinati punti come la presenza di siepi o la conoscenza delle normative rende possibile avere HVE, nonostante un punteggio negativo in particolare sui pesticidi\u201d. Per mantenere questa designazione, le aziende agricole vengono controllate almeno una volta ogni diciotto mesi da un organismo di certificazione approvato dal Ministero dell\u2019Agricoltura.<\/p>\n<p><strong>Senza residuo di pesticidi<\/strong><\/p>\n<p>Questa accusa \u00e8 autoproclamata da diversi marchi come Bonduelle o Picard. Viene utilizzato principalmente per frutta e verdura preparata. Garantisce l\u2019assenza di alcuni pesticidi nel prodotto entro il limite rilevabile di 0,01 mg\/kg, ma l\u2019elenco dei prodotti controllati non \u00e8 disponibile. I controlli variano e sono da verificare sul sito di ogni marca. Cos\u00ec, Bonduelle indica solo \u201claboratorio indipendente\u201d senza ulteriori dettagli, Picard \u201claboratorio indipendente accreditato\u201d. Tuttavia, al consumatore non viene fornita alcuna prova sui risultati di questi studi di laboratorio.<\/p>\n<p>Verdure da agricoltura sostenibile (Knorr)<\/p>\n<p>Questo nome \u00e8 anche un\u2019affermazione autoproclamata, questa volta dal gigante dell\u2019agroalimentare Unilever. \u00c8 usato per le loro zuppe in bustina. Non comporta alcuna garanzia sull\u2019assenza di pesticidi nel prodotto. Non viene nemmeno menzionato alcun controllo, ad eccezione del rispetto del \u201ccodice dell\u2019agricoltura sostenibile\u201d di Unilever.<\/p>\n<p><strong>I casi pasta Armando, Zuegg e gli altri italiani<\/strong><\/p>\n<p>Il Salvagente a gennaio 2023, aveva affrontato la questione, citando per esempio il caso\u00a0<a href=\"https:\/\/ilsalvagente.it\/2022\/11\/29\/pasta-armando-zero-residui-di-33-pesticidi-ma-gli-altri\/\">Pasta Armando<\/a>\u00a0che nel \u201cMetodo Zero Residui di Pesticidi e Glifosato\u201d assicura il controllo e l\u2019assenza di 33 pesticidi<strong>.\u00a0Zuegg<\/strong>\u00a0da tempo ha lanciato una linea di succhi di frutta e di marmellate \u201cSenza residui di pesticidi\u201d. Il gruppo Orogel punta a riconvertire le produzioni della intera propria filiera a \u201ccoltivazioni a residuo zero\u201d. Pasta Armando assicura con il \u201cMetodo Zero Residui di Pesticidi e Glifosato\u201d.<\/p>\n<p>Ma cosa significa produrre con questo metodo? Lo abbiamo chiesto proprio al marchio del gruppo De Matteis Spa incuriositi da alcune dichiarazioni riportate sul sito (il monitoraggio dei soli pesticidi \u201cnormalmente impiegati\u201d nel grano duro con una lista di\u00a0<strong>appena 33 principi attivi<\/strong>) che lasciavano intendere un monitoraggio parziale dei pesticidi nel grano. L\u2019azienda dopo aver esitato nel rispondere al Salvagente ci ha finalmente spiegato che \u201cper logiche di trasparenza e semplificazione della comunicazione nei confronti del pubblico dei nostri consumatori sono state segnalate sul sito di Pasta Armando esclusivamente 33 sostanze\u201d anche se vengono \u201ccontrollati e viene garantita l\u2019assenza di circa 400 pesticidi\u201d dal prodotto finale.\u00a0<strong>Un metodo di coltivazione e produzione frutto di un disciplinare interno che, a differenza del biologico, non vieta l\u2019uso di alcuni fitofarmaci in campo<\/strong>\u00a0\u2013 anzi: \u201cNe ammettiamo una ventina\u201d, spiegano da Armando \u2013 ma garantisce l\u2019assenza attraverso il rispetto dei tempi di carenza, ovvero l\u2019attento impiego durante la coltivazione, in modo che quando la pianta \u00e8 giunta a maturazione i residui del trattamento siano svaniti dai chicchi. Che restino sul terreno \u00e8 tutta un\u2019altra storia.<\/p>\n<p><strong>Franco Ferroni, responsabile Agricoltura del Wwf Italia e coordinatore della coalizione Cambiamo Agricoltura<\/strong>: \u201cSenza demonizzare alcuna scelta, l\u2019obiettivo del Farm to fork di riduzione dell\u2019uso dei fitofarmaci (del 62% entro il 2030 \u00e8 quanto chiesto dalla Ue all\u2019Italia, ndr) riguarda il cibo ma anche la terra. Sappiamo quanto persistenti siano alcuni principi attivi e quanto nei nostri terreni e nelle nostre falde acquifere siano ancora presenti sostanze messe al bando decine di anni fa\u201d. Rispettare i tempi di decadimento delle sostanze dai prodotti agricoli insomma potrebbe non bastare. \u201cBisogna incentivare l\u2019estensione del biologico e rendere i premi della Pac pi\u00f9 alti per chi sceglie questo tipo di agricoltura\u201d, aggiunge <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/reati-alimentari-salute-dei-consumatori-e-qualita-del-made-in-italy-a-rischio\/\">Roberto Pinton<\/a>, esperto in normativa agroalimentare.<\/p>\n<p>Nel frattempo il mondo dei<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/senza-grassi-glutine-o-zuccheri%e2%80%89il-cibo-free-from-vale-69-miliardi\/\"> \u201cfree from\u201d, dei cibi \u201csenza\u201d<\/a> si sta arricchendo anche con la nuova schiera di quelli privi di residui di pesticidi. Una scelta importante e legittima che per\u00f2 va spiegata fino in fondo ai consumatori.<\/p>\n<p><em><strong>Considerazioni finali:<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>E&#8217; interessante sapere che , ad esempio, <a href=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/olio-extravergine-di-oliva-i-migliori-ditalia.html\">tra i migliori olii italiani i bio sono &#8220;in testa&#8221;<\/a><\/em><\/p>\n<p><em>Potrebbe interessarti anche <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/naturale-e-la-parola-che-troviamo-su-tantissime-etichette-ma-che-non-vuol-dire-niente\/\">&#8220;Naturale&#8221; \u00e8 la parola che troviamo su tantissime etichette ma che non vuol dire niente\u00a0<\/a><\/em><\/p>\n<p><em>S\u00ec perch\u00e8 , purtroppo, <strong>finch\u00e8 <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/letichettatura-del-cibo-nutri-score-bloccata-dallitalia-cosa-vuol-dire-per-la-salute\/\">l&#8217;etichettatura degli alimenti rimarr\u00e0 un &#8220;Far West&#8221; (anche a causa dell&#8217;Italia)<\/a> <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/a-proposito-del-sequestro-del-pesto-di-giovanni-rana\/\">continueremo a rischiare che i consumatori vengano fuorviati su tantissime caratteristiche dei prodotti alimentari.<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>La pagina sotto sembra <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/a-proposito-del-sequestro-del-pesto-di-giovanni-rana\/\">una &#8220;risposta&#8221; al sequestro del pesto di Giovanni Rana. Purtroppo l&#8217;effetto finale &#8220;greenwashing&#8221; non \u00e8 il massimo.<\/a><\/em>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=&#8221;72821&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217; \u00e8 una grande differenza tra certificazioni \u00a0(es.: DOP ) e definizioni commerciali\u00a0 ( es.: da agricoltura sostenibile). 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