{"id":76438,"date":"2023-08-28T09:35:41","date_gmt":"2023-08-28T07:35:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=76438"},"modified":"2023-09-14T19:16:58","modified_gmt":"2023-09-14T17:16:58","slug":"anche-in-guatemala-le-piantagioni-di-palme-da-olio-causano-deforestazione-e-la-certificazioni-rspo-e-un-semplice-pezzo-di-carta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/anche-in-guatemala-le-piantagioni-di-palme-da-olio-causano-deforestazione-e-la-certificazioni-rspo-e-un-semplice-pezzo-di-carta\/","title":{"rendered":"Anche in Guatemala le piantagioni di palme da olio causano deforestazione e la certificazioni RSPO \u00e8 un semplice pezzo di carta"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<a href=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/olio-di-palma-guatemala.html\"><strong>Le certificazioni\u00a0relative alla sostenibilit\u00e0 dell\u2019olio di palma sono poco pi\u00f9 che pezzi di carta, foglie di fico che nascondono una realt\u00e0 molto diversa, almeno in Guatemala. Perch\u00e9 di sostenibile c\u2019\u00e8 ben poco, nelle monocolture di palme da olio che stanno sostituendo sempre pi\u00f9 foreste uniche al mondo per biodiversit\u00e0 e cruciali per tutto il pianeta.<\/strong><\/a><\/p>\n<p>La triste\u00a0e drammatica realt\u00e0 relativa a uno degli ultimi Paesi a possedere estese aree vergini \u00e8 scritta nero su bianco in uno studio condotto dai ricercatori dell\u2019<strong><a href=\"https:\/\/news.umich.edu\/palm-oil-plantations-and-deforestation-in-guatemala-certifying-products-as-sustainable-is-no-panacea\/\">Universit\u00e0 del Michigan<\/a><\/strong>, che hanno analizzato le foto satellitari ad alta risoluzione\u00a0relative al periodo compreso tra il 2009 e il 2019 di un\u2019area di circa 54mila km<sup>2<\/sup>\u00a0suddivisa tra tre dipartimenti (Alta Verapaz, Izabal e una parte del Pet\u00e9n), responsabili del 75% della produzione di olio di palma\u00a0e nei quali la deforestazione \u00e8 evidente.\u00a0In essi hanno verificato la situazione di 119 piantagioni aderenti e 82 non aderenti ai disciplinari di sostenibilit\u00e0 del consorzio internazionale pi\u00f9 famoso e influente, la\u00a0Tavola rotonda sull\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/il-lavoro-minorile-nellindustria-dellolio-di-palma-a-proposito-di-nestle-unilever-kellogs-pepsi-co-e-ferrero\/\">olio di palma sostenibile (Rspo),<\/a><\/strong> che prevedono non solo di non aumentare la deforestazione, ma addirittura di ripristinare parzialmente la biodiversit\u00e0 e le foreste.<\/p>\n<p>I numeri,\u00a0riportati sul\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/abs\/pii\/S0301479723012938\"><strong>Journal of Environmental Management<\/strong><\/a><\/em>, non lasciano dubbi: negli ultimi dieci anni le palme da olio hanno conquistato una superficie pari a oltre 87mila ettari, con il 28% delle piantagioni direttamente responsabili di deforestazione. Pi\u00f9 del 60% di esse ha invaso sette zone definite\u00a0<em>Key Biodiversity Areas<\/em>\u00a0(KBA, aree chiave per la biodiversit\u00e0), che dovrebbero essere lasciate intonse, e 23 aree protette. Inoltre, le piantagioni certificate Rspo, che rappresentano ben il 63% del totale delle zone coltivate censite, non hanno in alcun modo e in nessuna area aiutato la rigenerazione della foresta. Al contrario, nel decennio analizzato, il 9% delle piantagioni Rspo ha contribuito alla perdita di ampie aree di foresta e lo stesso ha fatto il 25% delle altre.<\/p>\n<p>Analizzando\u00a0i dati del commercio, poi, gli autori hanno scoperto che la deforestazione \u00e8 collegata alla catena di approvvigionamento dell\u2019olio di palma di tre multinazionali:<strong> Pepsico, Mondel\u0113z International e Grupo Bimbo<\/strong>. <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/il-lavoro-minorile-nellindustria-dellolio-di-palma-a-proposito-di-nestle-unilever-kellogs-pepsi-co-e-ferrero\/\">Il Guatemala si avvia rapidamente a diventare il terzo produttore al mondo, dopo Indonesia e Malesia, e sta via via sostituendo le forniture per il Nordamerica provenienti dall\u2019Asia.<\/a><\/p>\n<p>\u00c8 del tutto evidente\u00a0che <strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/nutella-e-lolio-di-palma-letichettatura-e-la-deforestazione-e-barilla\/\">la certificazione Rspo<\/a>, cos\u00ec com\u2019\u00e8 formulata oggi, non funziona e va riformata (nella migliore delle ipotesi), anche perch\u00e9 ci\u00f2 che succede in Guatemala probabilmente accade anche in tutte altre zone del mondo minacciate dalle monocolture di palma da olio. Il bollino di \u2018sostenibilit\u00e0\u2019, scrivono gli autori, \u00e8 del tutto ingiustificato.<\/strong> Per cercare di fermare la folle corsa alla distruzione delle foreste, si dovrebbero modificare radicalmente le regole e le prassi delle certificazioni, assicurando che vi siano severi controlli. Inoltre, bisognerebbe tracciare tutto il percorso dell\u2019olio, per avere sempre chiara la destinazione finale e costringere le aziende \u2013 soprattutto i colossi dell\u2019agroalimentare come quelli coinvolti in Guatemala \u2013 ad assumersi le proprie responsabilit\u00e0. Infine, bisognerebbe spingere i governi come quello del Guatemala a fare molto di pi\u00f9 per proteggere un patrimonio di inestimabile valore, da cui dipende la sopravvivenza, tra gli altri, degli stessi guatemaltechi.<\/p>\n<p>Una piantagione di olio di palma in Guatemala[\/vc_column_text][vc_separator][vc_single_image image=&#8221;76247&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non funziona e va riformata (nella migliore delle ipotesi), anche perch\u00e9 ci\u00f2 che succede in Guatemala probabilmente accade anche in tutte altre zone del mondo minacciate dalle monocolture di palma da olio. 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