{"id":81091,"date":"2024-05-18T15:06:19","date_gmt":"2024-05-18T13:06:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=81091"},"modified":"2024-05-18T22:44:47","modified_gmt":"2024-05-18T20:44:47","slug":"cibo-perche-preferisco-i-mercati-alla-grande-distribuzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/cibo-perche-preferisco-i-mercati-alla-grande-distribuzione\/","title":{"rendered":"Cibo : perch\u00e8 preferisco i mercati alla grande distribuzione"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Redatto il 2 marzo, aggiornato il 18 maggio 2024. Trovate il mio commento in fondo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019INIZIATIVA<\/strong><\/p>\n<p><strong>I mercati contadini italiani sono un esempio da esportare<\/strong><\/p>\n<p><em>Gli operatori di Libano, Tunisia, Albania, Egitto e Kenya in Puglia per imparare i \u201cfarmers market\u201d Anche con l\u2019obiettivo di frenare l\u2019emigrazione<\/em><\/p>\n<p><em>Raffaele Lorusso<\/em><\/p>\n<p><strong><em>L\u2019 esperienza italiana dei mercati contadini diventa un modello da esportare. Gli operatori del settore agricolo di cinque Paesi compresi fra l\u2019area mediterranea e l\u2019Africa sub-sahariana \u2013 Libano, Tunisia, Kenya, Egitto e Albania &#8211; stanno partecipando in Puglia a un corso di formazione per acquisire competenze sui sistemi basati sulla vendita e sul consumo di cibo locale. Si tratta del primo step del progetto \u201cMami\u201d (Mediterranean and African markets initiative),<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>promosso dalla World farmers markets coalitions, in collaborazione con l\u2019Istituto agronomico mediterraneo di Bari e il sostegno finanziario del ministero degli Esteri. L\u2019obiettivo \u00e8 realizzare, nei prossimi 3 anni, 50 mercati contadini, con il coinvolgimento di pi\u00f9 di un migliaio di agricoltori, favorendo la nascita di nuove figure professionali, quelle dei manager dei mercati, ma anche di aumentare l\u2019occupazione e la produzione del cibo di qualit\u00e0. \u00c8 un modello di capacity building per rispondere alle esigenze di diversi contesti territoriali che vanno dall\u2019assistenza tecnica, per rafforzare realt\u00e0 esistenti, allo sviluppo di nuovi mercati agricoli.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abCon questo programma creato e voluto dall\u2019Italia \u2013 spiega Carmelo Troccoli, direttore generale della World farmers markets coalition e della fondazione Campagna amica puntiamo a migliorare le condizioni dell\u2019agricoltura familiare nei Paesi coinvolti e l\u2019accesso al cibo di qualit\u00e0 per fasce sempre pi\u00f9 larghe della societ\u00e0. L\u2019azione rientra nella logica pi\u00f9 generale della costruzione di sistemi locali del cibo che possano incidere positivamente sul reddito degli agricoltori, sulla qualit\u00e0 per i consumatori, sull\u2019aumento del livello di sovranit\u00e0 alimentare, con un impatto positivo sull\u2019ambiente e la salute del pianeta, ma anche nell\u2019attenuazione dei flussi migratori, grazie alla crescita di nuove professionalit\u00e0 e al miglioramento delle condizioni di vita di giovani e donne\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Si tratta, insomma, di esportare anche in Africa il modello delle reti alimentari alternative e dei mercati contadini. Il rapporto diretto fra produttori e consumatori e la promozione del cibo locale, infatti, garantiscono la stabilizzazione dei redditi agricoli, tutelano la biodiversit\u00e0 e l\u2019ambiente, promuovendo al tempo stesso un benessere diffuso per le comunit\u00e0 grazie alla loro intrinseca capacit\u00e0 di ridurre la distanza tra citt\u00e0 e campagna. \u00c8 opinione sempre pi\u00f9 diffusa quella secondo cui i farmers markets siano il simbolo di un modello agricolo, moderno, imprenditoriale, multifunzionale e sostenibile. Partendo dall\u2019analisi dei diversi contesti nazionali, il progetto Mami permetter\u00e0 di rilevare le necessit\u00e0 dei singoli Paesi e di intraprendere azioni concrete per la diffusione di filiere corte, con il protagonismo di agricoltori, consumatori e comunit\u00e0 locali.<\/p>\n<p>\u00abNel mondo &#8211; osserva Troccoli &#8211; il fenomeno dei farmers markets non rappresenta pi\u00f9 una novit\u00e0. La creazione di una rete per lo scambio di conoscenze e buone pratiche per gli agricoltori e i gestori dei mercati agricoli \u00e8 al centro delle attivit\u00e0 della nostra associazione\u00bb.<\/p>\n<p><em>La World farmers markets coalition punta a diventare la voce internazionale del sistema alimentare locale basato sul rapporto diretto fra agricoltori e consumatori. In pochi anni si \u00e8 affermato come un modello di produzione sostenibile. La comunit\u00e0 \u00e8 sostenuta da oltre 70 associazioni in pi\u00f9 di 60 Paesi, che rappresentano 20mila mercati agricoli. Il ritmo di crescita sembra inarrestabile. Nel mondo la coalizione \u00e8 arrivata a coinvolgere 200mila famiglie di agricoltori e 300milioni di consumatori. Il mercato pi\u00f9 grande \u00e8 quello degli Stati Uniti, dove il fatturato ha superato i 12 miliardi di dollari. In Italia, invece, operano 12mila agricoltori organizzati nei circa 1.200 mercati di Campagna Amica di Coldiretti, coinvolgendo anche pi\u00f9 di 2.500 agriturismi. Il mercato attira pi\u00f9 di 15 milioni di consumatori con un valore economico che si aggira intorno ai 6 miliardi di euro. In una fase in cui l\u2019Europa registra una perdita di biodiversit\u00e0 che non si riesce ad arrestare, come peraltro sottolineato dal Forum economico mondiale, il contributo dei mercati contadini \u00e8 fondamentale e l\u2019Italia \u00e8 il Paese europeo con il pi\u00f9 elevato patrimonio di biodiversit\u00e0. La World farmers markets coalitions ha deciso fin dalla sua nascita, nel 2021, di stabilire a Roma la propria sede anche per questa ragione, oltre che per favorire un dialogo costante con le agenzie del cluster agroalimentare delle Nazioni unite (Fao, Ifad e Pam).<\/em>[\/vc_column_text][vc_separator][vc_single_image image=&#8221;81092&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_separator][vc_column_text]Nel &#8220;tour&#8221; che sto svolgendo per presentare il mio libro, Le ossa dei Caprotti, molto spesso, mi chiedono dove io vada a fare la spesa : la Coop, l&#8217;Esselunga, altro?<\/p>\n<p>Devo dire che <strong>prediligo i mercati per una semplice ragione : si paga un p\u00f2 di pi\u00f9 ma la<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/perche-la-frutta-in-gdo-e-molto-spesso-immangiabile\/\"> differenza qualitativa si vede <\/a><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/perche-la-frutta-in-gdo-e-molto-spesso-immangiabile\/\">a occhio nudo<\/a><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/perche-la-frutta-in-gdo-e-molto-spesso-immangiabile\/\">, soprattutto per quanto riguarda la frutta e verdura che, nella GD, \u00e8 spesso immangiabile.<\/a><\/strong><\/p>\n<p>Anche perch\u00e8 alla sera devono buttare via tutto quello che non vendono! Non \u00e8 cos\u00ec in tutte le insegne della GD.<\/p>\n<p>E poi, ad Albiate, mi danno sempre lo scontrino.<\/p>\n<p>Ovviamente, purtroppo, la mia \u00e8 una &#8220;battaglia di retroguardia&#8221;poich\u00e8<strong> i mercati rischiano di sparire<\/strong> per mille motivi. Ne trovate alcuni elencati qui : <a href=\"https:\/\/www.myfruit.it\/ingrosso\/2024\/05\/piccoli-mercati-ortofrutticoli-chiudono-da-modica-ad-asti.html\">Piccoli mercati ortofrutticoli chiudono: da Modica ad Asti.<\/a>[\/vc_column_text][vc_separator][vc_single_image image=&#8221;81040&#8243; img_size=&#8221;medium&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Devo dire che prediligo i mercati per una semplice ragione : si paga un p\u00f2 di pi\u00f9 ma la differenza qualitativa si vede a occhio nudo, soprattutto per quanto riguarda la frutta e verdura. Anche perch\u00e8 alla sera devono buttare via tutto quello che non vendono! 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