{"id":81747,"date":"2024-02-20T13:19:07","date_gmt":"2024-02-20T12:19:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=81747"},"modified":"2024-02-22T11:16:21","modified_gmt":"2024-02-22T10:16:21","slug":"esselunga-nella-faida-dei-caprotti-il-tragico-destino-di-alcuni-fornitori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/esselunga-nella-faida-dei-caprotti-il-tragico-destino-di-alcuni-fornitori\/","title":{"rendered":"Esselunga, nella faida dei Caprotti il tragico destino di alcuni fornitori"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<a href=\"https:\/\/www.fruitbookmagazine.it\/esselunga-nella-faida-dei-caprotti-il-tragico-destino-di-alcuni-fornitori-2\/\">Esselunga, nella faida dei Caprotti il tragico destino di alcuni fornitori<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le ossa dei Caprotti \u2013 Una storia italiana, \u00e8 il libro di Giuseppe Caprotti che racconta gli ultimi due secoli della famiglia che ha rivoluzionato le abitudini degli italiani. Proprietari terrieri in Brianza, poi industriali nel settore tessile, infine tra i fondatori con Rockefeller della prima catena di supermercati in Italia, Esselunga. Il volume parla anche dei rancori che hanno avvelenato i rapporti tra Bernardo Caprotti e i figli Giuseppe e Violetta, avuti dalla <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/in-memoria-di-mia-madre-giorgina-venosta-30-maggio-1940-12-agosto-2021\/\">prima moglie Giorgina<\/a>. Tra le pagine del libro, ci si imbatte in quella che viene definita una \u201clettera sconvolgente\u201d, firmata da Salvatore Lotta, titolare negli anni Novanta della Ortofrutticola Sarda, azienda fornitrice di Esselunga che, come altre, vedr\u00e0 il suo destino intrecciarsi in modo tragico con le vicende personali dei Caprotti<\/strong><\/p>\n<p><em>di Eugenio Felice<\/em><\/p>\n<p>\u201cIl 22 aprile 2010\u00a0<strong>ricevo una lettera di un ex fornitore di Esselunga, Salvatore Lotta<\/strong>, titolare in Sardegna di un\u2019azienda agricola. Lotta, che quando ero in Esselunga non avevo mai incontrato, per diventare fornitore di prodotti con il marchio Naturama aveva effettuato ingenti investimenti\u201d, scrive Giuseppe Caprotti, all\u2019epoca dei fatti narrati amministratore delegato di Esselunga. \u201cLe cose erano andate benissimo per sette anni, fino alla fine del 2003, quando Lotta aveva ormai\u00a0<strong>130 fra addetti e collaboratori<\/strong>\u00a0e altre decine di agricoltori che, con una struttura a rete, producevano per Esselunga. Poi, nei primi giorni del 2004, aveva incontrato Paolo De Gennis \u2013 allora braccio destro di Bernardo Caprotti \u2013 che, in parole povere, gli chiese che intenzioni avesse con Esselunga [\u2026]. Se voleva salvare la sua azienda, e anzi migliorarla con un aumento di fatturato, scrive Salvatore Lotta nella sua lettera,\u00a0<strong>doveva firmare delle carte e dire che due dirigenti gli avevano chiesto dei soldi<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Una pedina sacrificabile<\/p>\n<p>\u201cI toni di Salvatore Lotta su fanno drammatici\u201d, scrive Giuseppe Caprotti. \u201cMi scesero le lacrime [\u2026]. Ci pensai un istante \u2013 riporta la lettera di Lotta \u2013 e risposi cos\u00ec: Sta scherzando?\u00a0<strong>Come potrei vivere domani con tale rimorso?<\/strong>\u201d. \u201cLa sua azienda \u2013 \u00e8 di nuovo Giuseppe Caprotti a scrivere \u2013 che si chiamava Ortofrutticola Sarda, produceva per\u00f2 soltanto per Esselunga e Lotta era obbligato a tentare un compromesso, altrimenti avrebbe dovuto mandare tutti a casa. Mi scrive di aver detto a De Gennis: \u201cLe firmo che sono tiranni che ci tengono sulla corda e che ci chiedono sempre di pi\u00f9\u201d. De Gennis per\u00f2 non ne vuole sapere di un\u2019accusa cos\u00ec blanda, vuole di pi\u00f9,\u00a0<strong>esige che i due vengano etichettati come ladri<\/strong>: \u201cD\u2019altronde lui sapeva dove doveva arrivare, io no! Io e la mia azienda eravamo una pedina sacrificabile\u201d, osserva Lotta\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019imprenditore in seguito \u2013 scrive Giuseppe Caprotti \u2013\u00a0<strong>perde una larga fetta degli ordini<\/strong>\u00a0e lo scompenso finanziario che ne deriva travolge l\u2019Ortofrutticola Sarda,\u00a0<strong>portandola al fallimento<\/strong>. In quella lettera che mi manda anni dopo, nel 2010, Lotta mi dice: \u201cNon so perch\u00e9 le ho scritto, una persona normale cercherebbe di dimenticare invece io non riesco, mi sono innamorato di Esselunga in quel lontano mese di novembre del 1997 e\u00a0<strong>ho ancora il cuore lacerato<\/strong>, do la colpa di tutto a\u00a0<strong>una mentalit\u00e0 contorta di un padre contro un figlio<\/strong>\u00a0(cosa per me inconcepibile), sono incazzato con me stesso perch\u00e9 avevo accettato di avere un unico cliente, ma ormai la mia rabbia va scemando, mi dispiace per lei che non possa abbracciare suo padre [\u2026]. Forza e coraggio, per me lei \u00e8 Esselunga\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSiamo stati uno strumento per le vostre vendette\u201d<\/p>\n<p>\u201cNella busta che ricevo \u2013 aggiunge Giuseppe Caprotti \u2013 c\u2019\u00e8 anche la copia di un\u2019altra lettera, che qualche mese prima, nei giorni del Natale 2009, Lotta aveva mandato a mio padre Bernardo. C\u2019\u00e8 scritto: \u201c<strong>Nove soci, nove famiglie, senza pi\u00f9 casa perch\u00e9 verr\u00e0 pignorata dalle banche<\/strong>\u00a0[\u2026] perdita di lavoro per decine di persone, debiti con i fornitori che a loro volta chiudono [\u2026] siamo stati uno strumento per i vostri comodi, le vostre vendette. Noi avevamo investito tutto per la sua azienda, ci fidavamo e abbiamo ipotecato la nostra vita e quella dei nostri figli, mentre lei ci ha messo alla porta\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLe affermazioni di Lotta mi inquietano \u2013 scrive ancora\u00a0<strong>Giuseppe Caprotti<\/strong>\u00a0\u2013 perch\u00e9 confermano la mia sensazione di essere\u00a0<strong>vittima di maldicenze<\/strong>\u00a0create apposta per mettermi in cattiva luce. Salvatore Lotta confermer\u00e0 questa sua ricostruzione di fronte all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, quando nel 2014 verr\u00e0 sentito come testimone nell\u2019ambito dei\u00a0<strong>procedimenti penali fra me e Bernardo<\/strong>. Nel verbale della sua audizione si legge tra l\u2019altro che De Gennis \u201cmi disse che potevo risolvere la mia situazione con Esselunga [\u2026] firmando uno scritto che mi fece vedere in copia e che avrei dovuto vergare a mano, di mio pugno, dove si diceva che i due funzionari\u00a0<strong>mi avevano chiesto del denaro, quale tangente<\/strong>\u00a0per poter continuare la mia collaborazione commerciale con l\u2019azienda. Risposi subito che una cosa del genere non potevo farla perch\u00e9 era totalmente falsa e un passo del genere mi avrebbe creato\u00a0<strong>seri problemi di carattere etico e morale<\/strong>\u201d. Paolo De Gennis, ascoltato anche lui dagli inquirenti come persona informata dei fatti durante la stessa inchiesta della Procura di Milano, dir\u00e0 di aver convocato Salvatore Lotta \u201cper chiedergli chiarimenti\u201d e negher\u00e0 di aver sottoposto a lui o ad altri fornitori \u201calcun documento precompilato da sottoscrivere\u201d.<\/p>\n<p>Una ferita ancora aperta<\/p>\n<p>\u201cEsselunga era tra fine anni Novanta e inizio anni Duemila\u00a0<strong>il nostro unico cliente<\/strong>, che servivamo con il suo\u00a0<strong>marchio Naturama<\/strong>, per noi un grande orgoglio. Pomodori, carciofi e altri prodotti ortofrutticoli di alta qualit\u00e0\u201d, ci spiega Salvatore Lotta, che abbiamo raggiunto telefonicamente. \u201cDopo la visita di Paolo De Gennis e il mio rifiuto a firmare quelle carte,\u00a0<strong>gli ordini di Esselunga sono stati prima sospesi<\/strong>\u00a0per due settimane,\u00a0<strong>poi<\/strong>\u00a0grazie a un procedimento d\u2019urgenza che abbiamo richiesto al Tribunale sono ripresi ma con\u00a0<strong>volumi dimezzati e a prezzi pi\u00f9 bassi<\/strong>\u00a0rispetto a quelli del mercato. Intanto, prima di questa vicenda, avevamo fatto degli ingenti investimenti per ammodernare e ampliare lo stabilimento, esponendoci con le banche. Questa situazione ha portato al dissesto finanziario\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Ortofrutticola Sarda non esiste pi\u00f9 dal 2008<\/strong>. Salvatore Lotta ha avuto la forza di riprendersi, ripartendo da zero, e, come una fenice che risorge dalle ceneri, oggi \u00e8 il direttore commerciale di\u00a0<strong>OP Agricola Campidanese<\/strong>, la pi\u00f9 importante organizzazione di produttori ortofrutticoli della Sardegna, fornitore di numerose insegne della grande distribuzione, sia in Italia che all\u2019estero. La ferita, per\u00f2, fa fatica a rimarginarsi. \u201c<strong>Perch\u00e9 \u00e8 dovuta succedere proprio a me questa cosa?<\/strong>\u201d, si chiede ancora Salvatore Lotta. \u201cCon l\u2019uscita del libro mi sarei aspettato una chiamata da parte di\u00a0<strong>Marina Caprotti<\/strong>, attuale presidente di Esselunga, per avere dei chiarimenti su quanto fosse successo. Non \u00e8 ancora accaduto, ma io sono qui, a disposizione, anzi\u00a0<strong>sarei felice che lei potesse ascoltarmi<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Sotto: la lettera di Salvatore Lotta &#8211; citato a pg. 304, 305 e 350 del mio libro &#8211; con in allegato quella spedita a mio padre[\/vc_column_text][vc_separator][vc_media_grid grid_id=&#8221;vc_gid:1708536762337-99b36d08-482a-10&#8243; include=&#8221;3475,81754,3477,3478,81443&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Se voleva salvare la sua azienda, e anzi migliorarla con un aumento di fatturato, scrive Salvatore Lotta nella sua lettera,\u00a0doveva firmare delle carte e dire che due dirigenti gli avevano chiesto dei soldi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":81750,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[30,274,12,95,212],"tags":[217,185,85,273],"class_list":["post-81747","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dicono-di-me","category-recensioni","category-stampa-e-convegni","category-storia-caprotti-venosta","category-storia-di-esselunga","tag-agricoltura","tag-esselunga","tag-frutta-e-verdura","tag-le-ossa-dei-caprotti","category-30","category-274","category-12","category-95","category-212","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81747","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=81747"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81747\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":81786,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81747\/revisions\/81786"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/81750"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=81747"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=81747"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=81747"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}