{"id":85079,"date":"2024-06-27T07:54:25","date_gmt":"2024-06-27T05:54:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=85079"},"modified":"2025-07-08T14:55:46","modified_gmt":"2025-07-08T12:55:46","slug":"lollobrigida-prandini-e-uniti-al-fancy-food-a-new-york","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/lollobrigida-prandini-e-uniti-al-fancy-food-a-new-york\/","title":{"rendered":"Lollobrigida, Prandini e uniti al Fancy Food, a New York"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<em>Redatto il 27 giugno, aggiornato il 6 luglio 2024<\/em><\/p>\n<p><em>Dal 23 al 25 giugno si \u00e8 tenuto il Fancy Food a New York. Sembrerebbe strano che il nome di renziana memoria che vedete sopra &#8211; <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/the-extraordinary-italian-taste-ed-etichettiamoci\/\"><strong>The extraordinary italian taste<\/strong> <\/a>&#8211; sia stato riutilizzato da questo governo.<\/em><\/p>\n<p><em>Nella realt\u00e0 vedremo che, purtroppo, tra i due governi c&#8217;\u00e8 una certa continuit\u00e0: <\/em><\/p>\n<p><em>nome e insegne sono gli stessi.<br \/>\n<\/em>[\/vc_column_text][vc_separator][vc_single_image image=&#8221;85136&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_separator][vc_column_text].. <a href=\"https:\/\/www.dissapore.com\/spesa\/tutti-sul-carro-del-fancy-food-a-new-york-se-queste-sono-le-aziende-piu-rappresentative-delleccellenza-italiana\/\">L\u2019unico motivo per cui una fiera B2B come tante (sebbene la pi\u00f9 grande nel suo genere di tutto il Nordamerica) \u00e8 finita sui giornali italiani \u00e8 perch\u00e9 la politica ha raccontato di averla in qualche modo selezionata come vetrina ideale<\/a> dell&#8217;\u201d<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/the-extraordinary-italian-taste-e-etichettiamoci\/\"><strong>extraordinary italian taste<\/strong><\/a>\u201d&#8230;<\/p>\n<p>&#8230; <strong>Come probabilmente sempre pi\u00f9 spesso accadr\u00e0, con un Governo che spinge su una sempre maggiore autonomia delle regioni,<\/strong> <strong>ogni regione ha pubblicato il bando per la richiesta di partecipazione<\/strong> al padiglione italiano del Fancy Food. I contributi erano diversi (per esempio, le imprese della Campania hanno dovuto \u201c<em>compartecipare all\u2019iniziativa con un contributo di euro 2.000,00 oltre IVA, quota maggiorata del 10% se il fatturato \u00e8 compreso tra 500.000 e 1.000.000 di euro, quota maggiorata del 20% se il fatturato \u00e8 maggiore di euro 1.000.000.<\/em>\u201c, mentre per quelle dell\u2019Umbria \u00e8 bastato \u201c<em>un contributo di partecipazione di 1000 euro pi\u00f9 iva<\/em>\u201c. Anche i criteri per aggiudicarsi gli aiuti, sebbene con alcuni paletti fermi (la sede nella regione di riferimento, l\u2019idoneit\u00e0 in termini fiscali e giudiziari) erano pi\u00f9 o meno specificate, e includevano quasi sempre una certa attitudine al commercio con l\u2019estero, testimoniata anche dalla partecipazione a precedenti eventi di questo genere&#8230;<\/p>\n<p>&#8230;Per quanto ci siamo sforzati, <strong>non abbiamo trovato da nessuna parte<\/strong>, tra le regioni italiane, <strong>un riferimento all\u2019eccellenza<\/strong> (che in effetti \u00e8 un criterio complicato a definire in maniera oggettiva), o anche solo alla qualit\u00e0, n\u00e9 ci sembra che in termini di punteggio questo aspetto sia determinante, se paragonato invece alla predisposizione commerciale (presenza di siti ecommerce, percentuali di export, fatturato). Per fare un esempio (sempre relativo alla Regione Campania, che \u00e8 quella che pubblica con maggiore traparenza e facilit\u00e0 di reperibilit\u00e0 i punteggi), un\u2019impresa che realizza prodotti a marchio DOP\/IGP (20 punti), Bio (15) tradizionali (5), con certificazione ambientale (10), etica (5) e giovane (20 punti per meno di 30 anni del titolare), <strong>sarebbe facilmente battuta da un\u2019impresa con pi\u00f9 di 500mila euro di fatturato<\/strong> (20 punti), con un export maggiore del 30% (20 punti), con un\u2019ecommerce (5 punti), e pure con un titolare di pi\u00f9 di sessant\u2019anni (Zero punti), perch\u00e9 i punteggi per i prodotti (Dop\/IGP, bio e tradizionali) non sono neanche cumulabili tra loro.<\/p>\n<p>Insomma, <strong>criteri commerciali per una fiera commerciale<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Nulla di male n\u00e9 di strano, in effetti, se non fosse che i contributi pubblici dovrebbero andare in altra direzione e se non fosse che si fa di questa fiera un esempio dell\u2019eccellenza, <\/strong>pi\u00f9 che della (sempre e comunque lodevole, sia chiaro) potenza commerciale dei prodotti italiani.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 che anche la lista dei produttori partecipi pare rappresentare questi criteri: nell\u2019elenco dei nomi dell\u2019edizione invernale del Fancy Food (quello di quella estiva, presumibilmente, non lo abbiamo ancora trovato) non scorgiamo quasi nessuna di quelle realt\u00e0 a cui noi affideremmo, su criteri diversi, la rappresentanza del meglio del meglio della produzione artigianale italiana. Ci sono importatori di caff\u00e8 (?) e di specialit\u00e0 italiane, grandi produttori della GDO, medie aziende di surgelati e\u00a0<strong>colossi della pasta o dell\u2019industria dolciaria<\/strong>. E questo non significa che questi produttori, che oggi sono a New York in rappresentanza del Made in Italy, non siano validi: si tratta per lo pi\u00f9 di imprese sane, buone, che lavorano bene. Ed \u00e8 ovvio che per proporsi al mercato americano bisogna essere in grado di fare export, e le aziende presenti lo sono certamente di pi\u00f9 del piccolo artigiano che ha una piccola bottega. Ma non \u00e8 detto che anche lui non possa attrezzarsi:\u00a0<strong>basta capire qual \u00e8 il Made in Italy su cui vogliamo puntare<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Sotto : lo stand di Coldiretti in terra americana (serve solo per i giornalisti italiani, negli USA nessuno sa che siano Prandini e Lollobrigida).<\/em>[\/vc_column_text][vc_separator][vc_single_image image=&#8221;85134&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_separator][vc_column_text]<em><strong>Dissapore<\/strong> mostra quindi il suo dissenso (<a href=\"https:\/\/www.dissapore.com\/spesa\/tutti-sul-carro-del-fancy-food-a-new-york-se-queste-sono-le-aziende-piu-rappresentative-delleccellenza-italiana\/\"><strong>non scorgiamo quasi nessuna di quelle realt\u00e0 a cui noi affideremmo, su criteri diversi, la rappresentanza del meglio del meglio della produzione artigianale italiana<\/strong><\/a>). <\/em><\/p>\n<p><strong><em>Personalmente, invece,\u00a0 credo che <\/em><\/strong><em><strong>la &#8220;regionalizzazione&#8221; delle fiere sia un&#8217;idea pessima che era gi\u00e0 in atto, pi\u00f9 di 20 anni fa quando lavoravo per Esselunga : si capiva perfettamente che non c&#8217;era una regia unica e che ogni regione o addirittura ogni provincia andava per conto suo, come un&#8217; &#8220;armata Brancaleone&#8221; del cibo. <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>In un paese gi\u00e0 di s\u00e8 poco ordinato\u00a0 e poco disciplinato come il nostro si intuisce perfettamente cosa succeder\u00e0 con &#8220;l&#8217;autonomia differenziata&#8221;: nel mondo dell&#8217;export avremo sicuramente meno visibilit\u00e0 e minor peso. Nelle fiere, alla mancanza di un criterio di eccellenza, si sommer\u00e0 una presentazione che non ci fa onore, con dei gruppi di stand isolati e dispersi nei vari settori di competenza.<br \/>\n<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong> <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/the-extraordinary-italian-taste-ed-etichettiamoci\/\">Le idee, &#8220;poche ma confuse&#8221; sul mondo del cibo, che c&#8217;erano con Renzi e Calenda , nel 2015, sembrano essere rimaste tali e quali. <\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/the-extraordinary-italian-taste-ed-etichettiamoci\/\">La continuit\u00e0 della politica, in questo caso, non consola<\/a>. <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Anzi.<br \/>\n<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong><em>Il rischio, poi, con il regionalismo, \u00e8 che si torni alle vecchie lotte, come quella tra Cibus (Parma) e Tuttofood (Milano).<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/fermare-lescalation-coldirettista\/\"> Il caso Barilla contro Coldiretti<\/a> non lascia prevedere nulla di buono.<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em>[\/vc_column_text][vc_separator][vc_single_image image=&#8221;84420&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un paese gi\u00e0 di s\u00e8 poco ordinato\u00a0 e poco disciplinato come il nostro si intuisce perfettamente cosa succeder\u00e0 con &#8220;l&#8217;autonomia differenziata&#8221;: nel mondo dell&#8217;export avremo sicuramente meno visibilit\u00e0 e minor peso<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":70486,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[37,270],"tags":[86,204,200,196,185,132,146],"class_list":["post-85079","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi","category-storia-del-cibo-e-della-distribuzione","tag-barilla","tag-biologico","tag-coldiretti","tag-e-commerce","tag-esselunga","tag-localismo","tag-marketing","category-37","category-270","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85079","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=85079"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85079\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":95895,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85079\/revisions\/95895"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/70486"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=85079"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=85079"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=85079"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}