{"id":85103,"date":"2024-05-27T08:44:16","date_gmt":"2024-05-27T06:44:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=85103"},"modified":"2025-02-15T23:14:53","modified_gmt":"2025-02-15T22:14:53","slug":"presentazione-del-libro-le-ossa-dei-caprotti-a-torino-il-27-maggio-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/presentazione-del-libro-le-ossa-dei-caprotti-a-torino-il-27-maggio-2024\/","title":{"rendered":"Presentazione del libro &#8220;Le ossa dei Caprotti&#8221; a Torino il 27 maggio 2024"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<span class=\"yt-core-attributed-string yt-core-attributed-string--white-space-pre-wrap\" dir=\"auto\"><span class=\"yt-core-attributed-string--link-inherit-color\" dir=\"auto\">La presentazione del libro &#8220;Le ossa dei Caprotti&#8221; tenutasi il 27 maggio al Circolo dei lettori di Torino.<\/span><\/span>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;83418&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][vc_column_text]<span class=\"yt-core-attributed-string yt-core-attributed-string--white-space-pre-wrap\" dir=\"auto\"><span class=\"yt-core-attributed-string--link-inherit-color\" dir=\"auto\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p><span class=\"yt-core-attributed-string yt-core-attributed-string--white-space-pre-wrap\" dir=\"auto\"><span class=\"yt-core-attributed-string--link-inherit-color\" dir=\"auto\"><strong><a href=\"https:\/\/www.feltrinellieditore.it\/autori\/casolo-francesco-\/\">Francesco Casolo<\/a> dialoga con Giuseppe Caprotti. Trascrizione aggiunta il 1\u00b0 agosto 2024. Articolo aggiornato il 7 agosto 2024<br \/>\n<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p>FRANCESCO CASOLO<\/p>\n<p>Grazie di essere qui. Parliamo di <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/le-ossa-dei-caprotti-la-storia-della-famiglia-che-ha-creato-il-mito-esselunga\/\">questo libro, \u201cLe ossa dei Caprotti\u201d.<\/a> E allora, io non lo faccio molto spesso di presentare libri, mi capita ogni tanto ma non lo faccio molto spesso, e quando mi han chiamato da Feltrinelli istintivamente ho detto volentieri, che problema c&#8217;\u00e8, ma non sapevo granch\u00e9 di questa storia, cio\u00e8 sapevo quello che si pu\u00f2 conoscere dalla stampa, sapevo ovviamente un po&#8217; di retroscena, per\u00f2 non sapevo molto di questo libro. E la cosa interessante \u00e8 stata che quando ho cominciato a leggere questo libro mi sono accorto immediatamente di una cosa, cio\u00e8 che non c&#8217;era solo una storia grande che veniva raccontata, ma c&#8217;era uno stile, c&#8217;era un modo di raccontarlo, c&#8217;era una voce, e questa \u00e8 ormai secondo me un po&#8217; una condizione perch\u00e9 un libro vada oltre alla semplice lettura, oltre al semplice trascorrere del tempo. Non solo \u00e8 un libro che ho divorato, ma \u00e8 anche un libro di cui avevo voglia di parlare perch\u00e9 secondo me, partendo da una storia cos\u00ec intima, riesce ad arrivare a tutta una serie di tematiche che con modi diversi, con specificit\u00e0 diverse <strong>finisce comunque per parlare al cuore di molti di noi<\/strong>. Il rapporto con un genitore, il rapporto con un fratello o una sorella, una famiglia che ha una storia cos\u00ec importante ma che in qualche modo ricalca anche un certo tipo di taglio, un certo periodo storico, \u00e8 una storia &#8211; ne parlavamo anche l&#8217;altro giorno &#8211; sicuramente anche molto settentrionale, che parla molto a noi che abitiamo in questa parte d&#8217;Italia ed \u00e8 una storia che secondo me \u00e8 veramente un bene, ed \u00e8 un regalo che ci hai fatto a raccontare, nel momento in cui secondo me non \u00e8 semplicemente andare a capire che cosa \u00e8 successo in questa vicenda, a questa famiglia, ma \u00e8 proprio andare a ritrovare anche una certa Italia che, poi ne parleremo, secondo me in qualche modo \u00e8 cambiata, sta scomparendo, e fa parte di un&#8217;epoca storica molto molto precisa e molto interessante. Quindi la prima domanda, per non perdere troppo tempo, \u00e8 come ti \u00e8 venuto di scriverlo in questo momento, quanto tempo c&#8217; hai pensato prima di farlo, com&#8217;\u00e8 avvenuta anche la stesura, \u00e8 stato un lavoro che hai fatto principalmente di getto o \u00e8 stato oggetto di continui ripensamenti, di continue riscritture? Questa \u00e8 la prima cosa che mi interesserebbe sapere da te.<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p>Bene, grazie Francesco, grazie a chi ha mi ha aiutato a organizzare questa serata, quindi soprattutto Immacolata e Elena, che poi ci sono, ringrazio anche Umberto [Allemandi] e Anna che sono venuti. Iniziamo da qua, allora. La storia \u00e8 <strong>una storia personale ma che come dicevi tu si incrocia con la storia economica di questo paese &#8211; o la storia tout court.<\/strong> Sicuramente io avevo in mano un&#8217;idea di farlo da tempo perch\u00e9 capivo che in casa, diciamo, c&#8217;erano tanti miti e volevo capire se questi miti fossero veri oppure no, ecco. Dopodich\u00e9, e questa \u00e8 una cosa divertente, ho iniziato a scriverlo con un professore della Bicocca, Alessandro Capocchi, che peraltro non c&#8217;\u00e8 ma comunque ringrazio per il suo contributo, e siamo andati da un editore di Milano il quale ha visto il contenuto, ha detto ah, questa parte mi piace molto, poi ha visto alcune altre cose, ha detto forse non fa per me e quindi l\u00ec sono iniziati i problemi &#8211; o le opportunit\u00e0. Uscita La Bicocca ho ripreso in mano tutto e con un altro editore, che non \u00e8 Feltrinelli, l&#8217;abbiamo costruita in modo da essere pi\u00f9 una storia e quindi \u00e8 andata avanti cos\u00ec, per\u00f2 quando \u00e8 iniziata nella realt\u00e0 tutto ha preso veramente una spinta molto forte quando ho incontrato questo signore. Ecco, questo signore si chiama<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/marco-brunelli-lamico-nemico-dei-caprotti\/\"> <strong>Marco Brunelli<\/strong>. Forse in Piemonte non dice molto, ma insomma \u00e8 stato prima di tutto un antiquario e poi ha fondato tre catene di supermercati e oggi ne possiede due, e con la sua attuale catena ha avuto i migliori risultati della sua vita a 96 anni<\/a>, quindi \u00e8 uno che smentisce qualsiasi affermazione uno possa fare, ritirati perch\u00e9 hai una certa et\u00e0, magari ti dovresti ritirare, ed \u00e8 stato lui che ha incontrato gli americani volevano fondare questa catena ed \u00e8 stato il primo socio e il primo presidente della nostra societ\u00e0. Ecco, questo \u00e8 lo spunto: lui mi ha dato diciamo questo legame con gli americani che mi mancava, e da l\u00ec sono partite le mie ricerche. Sulla storia tenete conto che era una persona di famiglia, vicino a lui [nella foto che mostro] c&#8217;\u00e8 mia nonna materna, la migliore amica di mia mamma [Adriana Monti] accanto e mio zio<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/guido-caprotti-1929-2012-cofondatore-di-esselunga-e-di-gs-oggi-appartenente-al-gruppo-carrefour\/\"><strong> Guido Caprotti<\/strong><\/a> davanti, qui erano a Cortina nel 58; lo si vede anche nelle immagini del matrimonio di mia mamma e di mio pap\u00e0, era proprio un grande amico di mio zio Guido, le catene che ha fondato oltre che Esselunga la GS, credo che qualcuno la ricordi, oggi fa parte del gruppo Carrefour, poi ha fondato Iper e poi ha acquisito Unes che \u00e8 abbastanza conosciuta a Milano, ecco per dare un quadro della persone, e lui l&#8217;ho incontrato nel 2019 e mi ha fatto il nome della persona che l&#8217;aveva contattato da parte degli americani-<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FRANCESCO CASOLO<\/p>\n<p>Curiosit\u00e0 mia: che tipo di obiezione era stata fatta da questo primo editore, che voglio raccontarlo?<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/se-il-corriere-della-sera-mi-cancella\/\">Gli editori hanno paura delle cause [legali], hanno paura di scrivere cose \u201csconvenienti\u201d. Nel nostro caso in Italia, a questo punto, si pu\u00f2 dire che a volte hanno paura di dare le notizie, che ormai si trovano \u201caltrove\u201d; nel caso si tratta di un grande editore che ha anche dei giornali, e quindi ovviamente \u00e8 un po&#8217; alla merc\u00e8 dei budget promo pubblicitari.<\/a><\/p>\n<p>FRANCESCO CASOLO<\/p>\n<p>Ma quando hai cominciato a scriverlo era pi\u00f9 o meno come poi lo stiamo leggendo adesso o era molto diverso?<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p>Nella realt\u00e0 \u00e8 rimasto solo una storia italiana, si \u00e8 sempre chiamato cos\u00ec, c&#8217;\u00e8 sempre stato il sottotitolo, per\u00f2 per il resto ha cambiato completamente volto, non c&#8217;era una copertina. non c&#8217;era niente. Perch\u00e9 fai la copertina fai tutto quando hai l&#8217;editore che \u00e8 convinto, e quindi siam passati a Feltrinelli perch\u00e9 l&#8217;editore \u00e8 stato comprato. ma devo dire Feltrinelli, che ringrazio, ha comunque creduto nel libro, poteva anche dire no grazie ma ha detto andiamo avanti, e quindi per certi versi io mentre lo leggevo forse proprio perch\u00e9 era Feltrinelli mi veniva in mente anche una storia diversissima, per\u00f2 sempre a partire da una famiglia molto importante &#8211; il libro che ha scritto Carlo[Feltrinelli], certo, sulla storia di suo pap\u00e0 &#8211; Istintivamente mi capitava di pensare anche per un certo immaginario di benessere, la casa in Svizzera e cos\u00ec via, ovviamente che un altro grande libro \u2013<\/p>\n<p>FRANCESCO CASOLO<\/p>\n<p>Ma torniamo a noi. Quindi a un certo punto decidi di raccontare questa storia appunto cos\u00ec intima. e un&#8217;altra mia curiosit\u00e0 \u00e8 che somma ne stai traendo, cio\u00e8 uno anche nella vita quotidiana decide a un certo punto di aprirsi o di rimanere sulle sue, in questo caso tu appunto hai fatto un una dimostrazione anche di sincerit\u00e0, di apertura importante, ti sei esposto. Come lo stai vivendo, sei contento di averlo fatto, \u00e8 una cosa che t&#8217; ha creato dei problemi, delle difficolt\u00e0?<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p>Come no! Sicuramente una risposta la trovate nella copertina, perch\u00e9 qualcuno si porr\u00e0 la domanda sulla <strong>copertina<\/strong>. Allora, la copertina l&#8217;ho fatta con un&#8217;agenzia, nel senso che l&#8217;ho proprio fatta io,<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/libro\/i-tessuti-fanno-la-storia-manifattura-caprotti-ad-albiate-anni-70-80\/\"><strong> il tessuto \u00e8 il tessuto della mia infanzia, noi nasciamo dal tessile, io vivo ancora vicino alla fabbrica che era dei nonni, degli avi, anche di padre e zii<\/strong>;<\/a> il carrello squarciato invece \u00e8 stato approntato da un&#8217;agenzia pubblicitaria e per l&#8217;agenzia &#8211; e arrivo al punto &#8211; significava la libert\u00e0. Ecco, probabilmente \u00e8 questa la risposta giusta, nel senso che l&#8217;agenzia ci ha visto lungo e ha capito perfettamente che avevo bisogno di liberarmi di questa storia,<\/p>\n<p>e anche qualcun altro ha detto beh, devi arrivare anche al perdono perch\u00e9 senn\u00f2 rimarr\u00e0 un peso negativo dentro di te, e questo \u00e8 il passaggio successivo che \u00e8 avvenuto, secondo me, proprio tra l&#8217;uscita del libro e i vari mesi che sono passati dopo. Se ci sono altre domande &#8211; ma \u00e8 il titolo, il [significato del] titolo lo scoprite se lo leggete [il libro].<\/p>\n<p>FRANCESCO CASOLO<\/p>\n<p>Giusto, lo scoprirete vivendo, sembra anche molto confortante come messaggio, apriamoci e staremo meglio, troveremo sollievo. Ovviamente il tema che percorre un po&#8217; tutta la storia \u00e8 questa relazione col padre. \u00c8 una relazione in realt\u00e0 che comincia gi\u00e0 prima, nel senso che \u00e8 anche la stessa relazione di Bernardo tuo padre con <strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/libro\/i-caprotti-e-la-guerra-mio-nonno-giuseppe-caprotti-detto-peppino-sottotenente-del-terzo-reggimento-alpini-1919\/\">tuo nonno Giuseppe [detto Peppino]<\/a><\/strong> &#8211; i nomi ricorrono -, che era a sua volta un rapporto tutt&#8217;altro che facile, che si troncher\u00e0 in maniera improvvisa in seguito a un incidente. Appunto Giuseppe, il nonno, avr\u00e0 un incidente nel 1952<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/libro\/i-caprotti-e-la-famiglia-anna-z-1949\/\"> (poi si scoprir\u00e0 anche il retroscena che non era da solo ma con una compagna che non era diciamo esattamente ufficiale)<\/a>, e quello che mi ha molto colpito e che mi ha fatto molto ragionare \u00e8 il fatto che questa figura di padre, tuo padre, dal mio punto di vista \u00e8 una figura che \u00e8 quasi storicizzata, cio\u00e8 adesso a parit\u00e0 di severit\u00e0, di durezza, rigidit\u00e0 di carattere nessun padre che avrebbe 40 anni se la sentirebbe di comportarsi cos\u00ec, cio\u00e8 il tema interessante \u00e8 che c&#8217;\u00e8 stata un&#8217;epoca ancora abbastanza recente, ma che secondo me sta un po&#8217; finendo, in cui era possibile per un padre avere dei comportamenti di estrema severit\u00e0 e durezza nei confronti di un figlio, ed essere socialmente considerato, \u00e8 giusto che faccia cos\u00ec soprattutto nei confronti del figlio maschio L&#8217;idea era la vita \u00e8 dura, dovr\u00e0 affrontare tante prove, tanti ostacoli; io nella mia infanzia, giovinezza ho conosciuto tanti figli di capi di impresa e l&#8217;impostazione, con differenze chiaramente, era per\u00f2 pi\u00f9 o meno quella, l&#8217;idea [che] io ti devo preparare a questo mondo e quindi devo essere un padre spietato per aiutarti ad affrontare poi le sfide che verranno successivamente. Questa figura che probabilmente esiste [ancora] nel modo di comportarsi, \u00e8 una figura che \u00e8 ormai scomparsa, nessun padre davanti a una scuola potrebbe maltrattare un figlio o essere severo con un figlio senza incontrare [disapprovazione]. Sei d&#8217;accordo con questo punto di vista? Cosa ne pensi?<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p>Sicuramente questo c&#8217;\u00e8 stato, diciamo che c&#8217;\u00e8 stata questa impostazione, e non \u00e8 solo un fatto di mio padre. Io ho recuperato tutti gli archivi di famiglia e &#8220;ho&#8221; un\u2019archivista [Eleonora S\u00e0ita, che ringrazio] che mi aiuta per i contenuti, che io sviluppo anche dopo il libro perch\u00e9 ho un sito dove scrivo e completo anche la storia; mi serve, serve per me ma serve anche per chi la legge, sicuramente, e sempre per venire al punto la signora un giorno mi dice &#8211; anzi ce lo diciamo tra noi &#8211; ma una foto del nonno materno che sorride dove diavolo \u00e8?, e lei dice ah no dottore guardi questa!: su 100 foto ce n&#8217;\u00e8 una.<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/guido-venosta-imprenditore-e-manager-del-terzo-settore\/\"> Il nonno [<strong>Guido Venosta<\/strong>] \u00e8 stato il creatore dell&#8217;AIRC, da zero l&#8217;ha portata a 1.400.000 soci. <\/a>Alla fine era soddisfatto di essere stato un grandissimo imprenditore e manager sociale e quindi ha iniziato a sorridere, per\u00f2 ormai aveva 80 e passa anni, me lo ricordo, con noi anche era pi\u00f9 carino, pi\u00f9 gentile, era proprio un&#8217;epoca cos\u00ec.<\/p>\n<p>Il problema vero di mio padre, secondo me, e vi svelo una cosa che spiace dirla, ma [per lui] <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/violetta-e-giuseppe-caprotti-figli-di-un-dio-minore\/\"><strong>noi<\/strong>,<strong> io e mia sorella \u201cgrande\u201d, Violetta<\/strong> (perch\u00e9 poi c&#8217;\u00e8 una terza sorella \u201cpiccola\u201d, Marina, che con la madre \u00e8 stata l&#8217;erede universale dell&#8217;impero Esselunga), <strong>eravamo i figli di un Dio minore<\/strong><\/a>, ma secondo me veniva da quello che dicevi tu prima, cio\u00e8 lui <em>si vergognava<\/em>, si vergognava che noi avessimo un peso, avessimo delle iniziative. Da una parte era fiero e dall&#8217;altra c&#8217;era sempre qualcuno che era pi\u00f9 importante di noi, sempre qualcuno ovviamente legato a lui, non qualcuno che lui non conosceva, e quindi c&#8217;era questa dicotomia anche in azienda. C&#8217;\u00e8 anche nel libro: a un certo punto io mi interesso ai bilanci dell&#8217;azienda, chiedo spiegazioni al nuovo amministratore delegato [Carlo Salza], e lui [Bernardo] mi dice non disturbarlo!. Ora, questo signore invece avrebbe meritato molto di essere disturbato ma lui era cos\u00ec, ci sono io, e poi voi invece siete\u2026<\/p>\n<p>FRANCESCO CASOLO<\/p>\n<p>Ecco, questa specie anche di paura della diversit\u00e0 o dell&#8217;imprevedibilit\u00e0, dell\u2019immaginarsi di un figlio che potesse essere diverso da te. Mi viene in mente un&#8217;altra cosa che consiglio a tutti di guardare: questo meraviglioso documentario che \u00e8 stato fatto credo ormai 20 anni fa da Lina Marrazzi, \u00e8 un&#8217;altra storia molto milanese nella quale lei racconta la vicenda di sua madre che si suicid\u00f2, che era cresciuta in questa famiglia che \u00e8 la famiglia che poi avrebbe creato le Librerie Hoepli, l\u2019editore Hoepli. In questa grande famiglia molto colta, molto benestante di Milano cresce questa ragazzina degli anni 50 &#8211; direi 40-50, credo avesse pi\u00f9 o meno l&#8217;et\u00e0 di mia madre &#8211; che mostrava delle debolezze, delle fragilit\u00e0 che a loro risultavano incomprensibili, e il risultato \u00e8 stato che in un ambiente cos\u00ec colto e cos\u00ec sofisticato si \u00e8 finito per rinchiuderla in una sorta di casa di cura\/manicomio, e questa storia si conclude con il suicidio. Alina Marrazzi, che adesso avr\u00e0 una cinquantina d&#8217;anni abbondanti, prese tutti i [filmati] superotto di famiglia e ricostru\u00ec questo clima, che poi era un clima che ho ritrovato anche in queste storie, in cui c&#8217;era sempre non dare spettacolo, non metterti in mostra, non fare la stupidina, <em>non fare<\/em>, che era sostanzialmente l&#8217;idea che non ci potesse essere qualcuno che non fosse quella cos\u00ec, no, la fotografia con l&#8217;aria seria, con l&#8217;aria impegnata, con la l&#8217;aria determinata, senza grilli per la testa.<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p>Beh, c&#8217;\u00e8 un grande imprenditore piemontese &#8211; questa storia mi \u00e8 stata raccontata da un amico che \u00e8 stato suo consulente &#8211; che davanti a tutti diceva ah ma Giovannino&#8230;Giovannino ha avuto una buona idea, guardate, ascoltatelo! Ecco, questo \u00e8 il modo in cui iniziano le rivalit\u00e0: Giovanni aveva delle idee ovviamente completamente diverse dal padre, e poi per sua fortuna, lo dico cos\u00ec, tranquillamente, il padre se n&#8217;\u00e8 andato, e Giovanni ha fatto, sta facendo la sua strada, giusta o sbagliata che sia \u2013 mi sembra giusta per il momento, molto giusta -, per\u00f2 c&#8217;\u00e8 questo <strong>sminuimento<\/strong>.<\/p>\n<p>FRANCESCO CASOLO<\/p>\n<p>Qui \u00e8 esemplificato in maniera perfetta anche attraversato, come in realt\u00e0 ascoltandoti parlare anche da una vena ironica, c&#8217;\u00e8 molta anche ironia, o una sorta di umor nero che unisce amarezza; \u00e8 un sentimento talmente assurdo che quasi l&#8217;unica alternativa \u00e8 metterla un po&#8217; sul ridere, e quindi veramente vi consiglio al di l\u00e0 di ascoltare la storia, di ricostruire magari i pezzi, vi consiglio veramente di acquistare questo libro e di leggerlo se non lo avete fatto perch\u00e9 \u00e8 veramente bello da leggere, piacevole da avere in mano per il modo in cui \u00e8 stato raccontato. Veniamo all\u2019impresa. Se non erro fra il 1986 e il 2004 tu lavorerai per Esselunga dopo un&#8217;esperienza di studi che passa anche per la Svizzera. Dopo un&#8217;esperienza lavorativa all&#8217;estero negli Stati Uniti entri in questa azienda in un momento in cui era gi\u00e0 una realt\u00e0 assolutamente consolidata, ma con delle sfide che poi ci racconterai, sono alle porte perch\u00e9 comunque alla met\u00e0 degli anni \u201890 il mondo cambia tantissimo, se non lo stava gi\u00e0 facendo ai primi anni \u201890. Vuoi raccontarci che cosa succede in campo?<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p>In campo succedono tantissime cose, e secondo me uno dei punti di partenza fondamentali di tutta la mia gestione \u00e8 stato quello di cercare di <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/libro\/dallio-al-noi-le-risorse-umane\/\"><strong>valorizzare le risorse umane<\/strong>.<\/a> Mi ricordo una prima visita che faccio in un punto vendita a Firenze: io seguo mio padre, il direttore viene a salutarci, mio padre non gli d\u00e0 la mano e io rimango esterrefatto. Dopo un periodo in Esselunga vado ancora negli Stati Uniti, apprendo e capisco quale pu\u00f2 essere il mio progetto per Esselunga, torno e trovo un&#8217;atmosfera &#8211;<\/p>\n<p>FRANCESCO CASOLO<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/esselunga-dal-1957-agli-inizi-degli-anni-90-nei-ricordi-del-figlio-di-un-droghiere\/\">Siamo ancora negli \u201c<strong>anni di piombo<\/strong>\u201d\u2026<\/a><\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p>Eh, io ho vissuto a fine anni \u201880 due o tre scioperi, ma con \u201cS lunga SS\u201d fuori dai supermercati, quindi c&#8217;\u00e8 un&#8217;atmosfera molto pesante, per\u00f2 io subito penso che bisogna andare verso questa meta che \u00e8 il coinvolgimento per riuscire a migliorare l&#8217;atmosfera di quella parte del personale che \u00e8, diciamo, dalla nostra parte, perch\u00e9 una parte ovviamente continua ad oscillare. C&#8217;\u00e8 stato un periodo in cui c&#8217;\u00e8 stata anche Radio Popolare, bandiere rosse, di tutto e di pi\u00f9, scioperi tutti i giorni eccetera quindi la parte diciamo \u201cbuona\u201d, coinvolgerla.<\/p>\n<p>Ecco in questo abbiamo iniziato gi\u00e0 ad avere come dire delle grosse differenze di vedute perch\u00e9 mio padre considerava il suo gruppo quelle quattro-cinque persone che gli stavano attorno. Ecco, vi faccio un esempio: a un certo punto ho fatto un filmato per <strong>formare le cassiere<\/strong>, queste sconvolte che dicono ma qualcuno ha pensato a noi, mai nessuno ha pensato a noi, alcune sono venute a piangere, cio\u00e8 veramente una cosa\u2026<\/p>\n<p>FRANCESCO CASOLO<\/p>\n<p>Com&#8217;era questo filmato?<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p>Mah, era un filmato formativo, ma soprattutto c&#8217;era <strong>attenzione a loro<\/strong>. Mi ricordo che ho cambiato anche l&#8217;assetto di seduta delle cassiere perch\u00e9 stare sedute 4 ore di seguito (perch\u00e9 poi avevano i turni, e poi avevano la pausa, poi c&#8217;era l&#8217;altro turno 4 ore &#8211; 4 ore) era proprio banale. Ecco, quindi davanti a queste innovazioni sono rimaste molto colpite, il che non voleva dire che non ci fosse uno spirito di corpo all&#8217;interno, quindi non tolgo nulla n\u00e9 agli americani n\u00e9 a mio padre, cio\u00e8 mio padre aveva comunque seguito l&#8217;esempio degli americani e c&#8217;era un forte attaccamento all&#8217;azienda appunto da parte diciamo di quelli che volevano salvarla, perch\u00e9 a un certo punto c&#8217;\u00e8 stato un momento in cui sembrava che andasse a carte quarantotto. Quindi questo \u00e8 stato uno dei punti fondamentali, ma proseguo coi direttori.<strong> I direttori<\/strong> nel mio ricordo sono nella prima riunione (mi ricordo anche dov&#8217;era) che abbiamo avuto, ed era sul vino\u2026 Tenete conto che i nostri direttori non avevano accesso neanche ai dati, cio\u00e8 loro <strong>non sapevano qual era il fatturato del loro supermercato<\/strong>, e questo io ovviamente l&#8217;ho modificato, perch\u00e9 \u00e8 come avere un direttore di fabbrica che non sa quanto produce, cio\u00e8 una follia. Ci\u00f2 perch\u00e9 la rete degli ispettori che stava sopra voleva tenersi il dato perch\u00e9 il dato era potere. Un altro piccolo episodio: lavoravo a Camaiore, facevo i latticini, cio\u00e8 rifornivo i latticini perch\u00e9 dopo che son tornato dall&#8217;America ho fatto un anno l&#8217;operaio, sono finito a fare l&#8217;operaio anche in Esselunga per 3 mesi, e <strong>il mio direttore non aveva i turni di riposo<\/strong>. Cio\u00e8 lui lavorava da luned\u00ec a luned\u00ec a luned\u00ec, non c&#8217;era un giorno d&#8217;estate, soprattutto non c&#8217;era nessun tipo di riposo, poverino, praticamente dormiva in piedi. Quindi queste cose qua ho cercato assolutamente di cambiarle. Poi ho cambiato tutta la parte acquisti, la parte marketing, e il marketing non esisteva, ho creato l&#8217;ufficio. Il mio \u00e8 stato un passaggio epocale che \u00e8 durato appunto 15 anni e nel momento in cui stava cambiando tutto, e mio padre non lo sopportava.<\/p>\n<p>FRANCESCO CASOLO<\/p>\n<p>Ma cosa non sopportava, il fatto che tu avessi diciamo un ruolo principe in quest\u2019evoluzione, o il fatto che non riuscisse a farsi piacere questi cambiamenti?<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p>lo lo spiego molto bene nel libro ,dico, credo forse alla fine, non mi ricordo, ma comunque oggi ho parlato con una persona che \u00e8 stata in Esselunga per 40 anni la quale nel libro mi ha detto dottore<strong> suo padre \u00e8 temuto e stimato, lei \u00e8 stimato e amato<\/strong>, e questa era una cosa che probabilmente lo ha scatenato, perch\u00e9 questo lo senti, e non \u00e8 solo questo (che cio\u00e8 poi erano 13.000 persone!), c\u2019era tutta una serie di cose che non solo proprio gli davano fastidio, io per esempio facevo le riunioni in supermercato, non in sede, andavo dai direttori con tutti i dirigenti che riportavano a me e andavamo a chiedere ai vari capireparto che cosa non andasse, cosa bisognasse fare, e per mio padre questa \u00e8 una cosa che per lui era sulla luna. Ecco, ricordo, un giorno entr\u00f2 e fece una battuta sul mio direttore acquisti dell&#8217;epoca e disse \u201ceh lui \u00e8 molto pi\u00f9 importante di me\u201d, ho detto \u201cMadonna!\u201d, ed era cos\u00ec.<\/p>\n<p>FRANCESCO CASOLO<\/p>\n<p>E infatti c&#8217;\u00e8 un passaggio nel quale tu vieni intervistato, <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/il-signor-esselunga-e-il-mistero-dei-prezzi\/\"><strong>ti chiamano \u201csignor Esselunga\u201d<\/strong><\/a> e qualcuno in famiglia si mette le mani nei capelli e dice qua \u00e8 finita. Cosa succede?<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p>S\u00ec s\u00ec mia madre, lo ha detto mia madre &#8211; che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 e che peraltro [con mio padre] non si potevano soffrire &#8211; e ha detto \u201cti sei suicidato\u201d.<strong> \u00c8 stata la fine di tutto<\/strong>, me ne rendevo conto, ma devo dire che era molto difficile perch\u00e9 non andava mai bene nulla. Allora vi dico solo una cosa: mia sorella si \u00e8 occupata tanto di altre cose ma non della redditivit\u00e0, la redditivit\u00e0 intesa come risultato operativo.<strong> <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/il-risultato-operativo-di-esselunga\/\">L\u2019EBIT \u00e8 stato moltiplicato per due volte e mezzo dagli anni \u201890 agli inizi degli anni 2000, ecco, di questa cosa non si poteva parlare, tab\u00f9 assoluto<\/a><\/strong>, nel senso che non si poteva parlare di questo [dall\u2019io al noi], abbiamo fatto anche dei sondaggi &#8211; vedo che Umberto mi guarda con aria perplessa &#8211; ma non si poteva parlare di questo, del cambio di clima perch\u00e9 mio padre diceva che non era vero, non si poteva parlare dei risultati, lo spiego nel libro. A un certo punto dico guarda pap\u00e0 vorrei presentare i dati di bilancio, mi sembra normale in un&#8217;azienda di 13.000 persone con qualche miliardo di fatturato: no, io non ci sar\u00f2, vedi tu, vedi tu. Ma vedi tu non si pu\u00f2, cio\u00e8 con Bernardo Caprotti non si poteva vedere, io da solo, con chi poi, scusate. Ecco anche perch\u00e9 le sorelle seguivano lui, tra l&#8217;altro le sorelle non lavoravano nel gruppo quindi era un po&#8217; complicata la cosa.<\/p>\n<p>FRANCESCO CASOLO<\/p>\n<p>Parentesi leggera: mi \u00e8 venuto in mente un altro passaggio molto divertente. Figlio sia di padre che di madre con diciamo ottimi contatti, a un certo punto ti fanno incontrare ragazzino una serie di persone: ho in mente Nureyev, ho in mente David Gilmour, ho in mente\u2026 puoi raccontare la serata con Nureyev e come la prese tuo padre?<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p>Mio padre aveva un servizio bellissimo di cristalleria di Boemia e Nureyev a un certo punto fece come si fa in Russia, quando fai il brindisi poi spacchi tutto. Bernardo non disse nulla ma insomma non era felicissimo di fronte a tanto prestigio e magnificenza [che andava in pezzi].<\/p>\n<p>FRANCESCO CASOLO<\/p>\n<p>A un certo punto fra le innovazioni che riesci a introdurre in qualche modo intuisci che si sta andando nella direzione dell&#8217;e-commerce, e c&#8217;\u00e8 una piccola azienda, un piccolo signore americano [Jeff Bezos] che ci sta pensando gi\u00e0, uno che ormai si \u00e8 impossessato anche della nostra anima.<\/p>\n<p>&#8230;.<\/p>\n<p>Come si perde questa corsa per cercare di farcela noi e non subire dall&#8217;esterno, cosa succede, quali resistenze incontrerai in questo tentativo?<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p>Allora in realt\u00e0 non ho incontrato delle resistenze pazzesche perch\u00e9 prima di tutto sono andato io, l&#8217;ho scoperto tramite il Belgio, sembrer\u00e0 poco sexy effettivamente rispetto all&#8217;America ma <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/libro\/esselunga-a-casa-il-primo-e-commerce-della-grande-distribuzione-in-italia\/\"><strong>l&#8217;e-commerce l&#8217;ho scoperto attraverso il Belgio,<\/strong><\/a> noi avevamo degli alleati in Europa, avevamo una centrale d\u2019acquisto dove avevamo degli alleati in Belgio a cui tra l&#8217;altro vendevamo anche dei prodotti italiani, loro molto simpatici e tutto, e avevano lanciato la loro iniziativa che funzionava molto bene. Allora io cosa feci, andai in Belgio e vidi questa cosa, poi <strong>vidi una la pagina di \u201cTime\u201d<\/strong> che aveva messo internet, cio\u00e8 invece di essere l&#8217;uomo dell&#8217;anno <strong>c&#8217;era scritto semplicemente internet<\/strong>, <strong>io presi questa foto &#8211; ce l&#8217;ho ancora nei miei archivi &#8211; presi questa foto e gliela mandai [a mio padre]<\/strong> perch\u00e9 portargliela non era proprio semplice e il dialogo quotidiano non era proprio \u2026- quindi noi ci scambiavamo molte, molte, troppe lettere, troppe lettere, ma se no non ci sarebbe stato questo libro &#8211; comunque arrivai con questa cosa, \u201cInternet\u201d. <strong>A un certo punto gli dissi guarda, c&#8217;\u00e8 questa cosa e poi bisognerebbe anche fare il sito istituzionale<\/strong>, e dice sito istituzionale? <strong>A cosa mi serve, e dico guarda che ce l&#8217;ha la Coop, ah beh allora lo facciamo subito<\/strong>, non rimaniamo indietro, non sia mai che rimaniamo indietro. E quindi poi abbiamo il sito (magari \u00e8 venuto anche dopo, adesso non ricordo esattamente), per\u00f2 all&#8217;interno [del progetto] c&#8217;era tra l&#8217;altro un signore che era molto amico di Roger Abravenel di McKinsey, dato che erano entrambi nati in Libia, e devo dire che fu fondamentale McKinsey per aiutare mio padre a ragionare su questa cosa, e quindi portammo avanti l&#8217;impresa di e-commerce.<\/p>\n<p>Ma per tornare a Bezos, io non sapevo manco chi fosse, l&#8217;ho scoperto dopo, ma la cosa incredibile \u00e8 che io ho fondato -nessuno lo sa \u2013 una libreria on line negli anni \u201890, poi mio padre l&#8217;ha smontata ma per dire che si fa, si poteva fare cos\u00ec,<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/e-commerce-nessun-grande-distributore-nella-classifica-dei-migliori-con-il-marketplace-ce-solo-amazon\/\"><strong> cio\u00e8 oggi su \u201cAffari e Finanza\u201d di \u201cRepubblica\u201d \u00e8 uscita una classifica delle aziende e-commerce, Esselunga non c&#8217;\u00e8<\/strong>,<\/a> <strong>ma c&#8217;\u00e8 <\/strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/la-differenza-tra-amazon-e-alibaba\/\"><strong>Amazon! Marketplace<\/strong>, cio\u00e8 il fatto di vendere per e-commerce diretto dei prodotti e invece far s\u00ec che altri vendano ai tuoi clienti i loro prodotti, questa \u00e8 la cosa vincente che ha fatto <strong>Alibaba<\/strong>, che ha fatto <strong>Amazon<\/strong>,<\/a> che hanno fatto altri e che purtroppo L&#8217;Italia si \u00e8 si \u00e8 persa; non c&#8217;\u00e8 un \u201cbig\u201d della grande distribuzione in questa classifica, non uno.<\/p>\n<p>FRANCESCO CASOLO<\/p>\n<p>Di cosa vai pi\u00f9 orgoglioso del tuo lavoro in Esselunga?<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p>Mah, alcune cose le ho gi\u00e0 dette, per\u00f2 sicuramente, riprendendo il tema sociale,<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/storia-i-valori-nei-fatti-la-responsabilita-sociale-esselunga\/\"><strong> il bilancio sociale fatto nel 2003<\/strong>.<\/a> L&#8217;altra sera al Franco Parenti \u00e8 venuto a trovarmi un altro signore che faceva il commercio di prodotti del Commercio equo e solidale. Ecco, ci siamo molto commossi perch\u00e9 <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/le-ossa-dei-caprotti-una-storia-italiana-oltre-il-falso-mito-del-fondatore-di-esselunga\/\">ho fatto io <strong>i primi prodotti del commercio equo e solidale in Italia<\/strong><\/a><strong>,<\/strong> forse anche gli unici della grande distribuzione, non so se Coop poi abbia seguito, forse Conad, comunque fatto sta che queste sono state delle grosse innovazioni, c&#8217;\u00e8 stata tutta la parte del <strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/la-marca-esselunga-gli-inizi-e-il-suo-sviluppo-fino-al-2003\/\">biologico e \u201cNaturama\u201d che a un certo punto fatturava il 10% dell&#8217;alimentazione<\/a><\/strong>,<\/p>\n<p>e poi io ho fatto un&#8217;altra cosa che \u00e8 divertente, che nessuno sa, ma ho fatto delle cose molto innovative. Cosa c&#8217;entra questa mela con l&#8217;innovazione? C&#8217;entra, <strong>perch\u00e9 prima che entrassi [in Esselunga] non si poteva comprare un prodotto sfuso nei supermercati, cio\u00e8 tu entravi e dovevi comprare sei mele o quattro mele<\/strong> \u2013 No! (vedo sempre Umberto che mi guarda, ma per fortuna almeno c&#8217;\u00e8 qualcuno con cui io ho fatto questa cosa), ed <strong>\u00e8 stato <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/dt_gallery\/la-marca-esselunga-1957-2003\/\">molto importante anche dal punto di vista commerciale<\/a> <\/strong>perch\u00e9, come mi hanno detto alcuni clienti recentemente &#8211; questo a Firenze dice ma la Coop aveva la qualit\u00e0 meno buona, voi avevate la qualit\u00e0 pi\u00f9 buona, e quindi il fatto di mettere una mela a un buon prezzo ovviamente \u00e8 stato anche un servizio sociale [olttre a darci un vantaggio competitivo].<\/p>\n<p>Ecco, diciamo, se voi entrate in un\u2019Esselunga troverete anche i formaggi a servizio. Quelli non c&#8217;erano tagliati, cio\u00e8 tu puoi comprarti oggi <strong>una vaschetta con 100 g di formaggio,<\/strong> mi direte banale, ma insomma mica tanto all&#8217;epoca, perch\u00e9 questo d\u00e0 un vantaggio competitivo all&#8217;Esselunga e permette alla gente di comprarsi delle cose a poco, di farsi un pranzo a poco. Poi non so, forse avevo messo anche qualcos&#8217;altro\u2026<\/p>\n<p>Ah, questo \u00e8<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/dai-supermercati-ai-superstore-esselunga-parte-2-lo-sviluppo\/\"> Non food. Anche di quello direte ma di cosa ci sta parlando, ma questo quando io sono uscito dall&#8217;azienda fatturava 700 milioni di euro e un terzo del risultato finale dell&#8217;Esselunga, del risultato operativo<\/a>, quindi sicuramente \u00e8 una cosa interessante. C\u2019\u00e8 stato tutto un lavoro pazzesco dietro.<\/p>\n<p>FRANCESCO CASOLO<\/p>\n<p>E poi racconti anche un&#8217;altra cosa, diciamo in extremis, quando ormai stai per uscire, riguardante un altro grande gruppo americano che, diciamo 50 anni dopo la famiglia Rockefeller, getta un occhio su questa grande azienda italiana\u2026 e cosa succede?<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p>Eh, l\u00ec ho era ero gi\u00e0 uscito dall&#8217;azienda, e ho avuto la dritta perch\u00e9 qualcuno che lavorava dentro ha trovato gli americani il giorno di Sant&#8217;Ambrogio, mi sembra del 2005, nella Data Room . Gi\u00e0 stavano facendo vedere i conti agli americani. Ecco, mi hanno telefonato e allora io ho impostato con un amico, l\u2019avvocato Filippo Donati (ovviamente con una banca dietro), abbiamo impostato un&#8217;offerta e l\u2019abbiamo messa agli atti. Tra l&#8217;altro l&#8217;ho riattualizzata, \u00e8 l&#8217;offerta pi\u00f9 alta che Esselunga abbia mai ricevuto in assoluto, quindi magari avrebbero dovuto pensarci, ecco.<\/p>\n<p>FRANCESCO CASOLO<\/p>\n<p>Ma intanto <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/lofferta-di-acquisto-effettuata-da-giuseppe-caprotti-per-esselunga\/\"><strong>Walmart non \u00e8 entrata. Ecco, questo \u00e8 gi\u00e0 un risultato importante per l&#8217;Italia, penso almeno per i lavoratori<\/strong><\/a>. Leggo due righe che non sono particolarmente significative per quello che si racconta, ma che secondo me un po&#8217; descrivono il tono. Stiamo parlando del nonno Peppino. \u201c\u00c8 certo comunque che il nonno Peppino, dopo la fine della guerra, riusc\u00ec a ricostruire la ricchezza di famiglia e ritagliarsi un posto di primo piano nel mondo degli imprenditori milanesi. Persone che l\u2019hanno conosciuto mi hanno detto che aveva un grande carisma e, allo stesso tempo, un carattere che poteva essere molto duro, per qualcuno addirittura infernale. Peccato non averlo potuto conoscere.\u201d Passo alla lettera invece del fratello di questo Peppino, che quando Peppino si sposa dice: \u201cil mentore di Peppino, scapolo impenitente, la prese con grazia: \u2018Conosco le mogli degli altri ed \u00e8 perci\u00f2 che non ne presi una. So per\u00f2 che la costituzione di una famiglia \u00e8 il minore dei mali quando si \u00e8 fortunati, e tu potrai essere tra questi. Te lo auguro anzi con tutto il cuore\u2019 gli scrisse, augurandosi pure che la prescelta di Peppino fosse \u201csana e robusta\u201d e che potesse regalargli \u2018dei pronipoti per lo meno degni dei miei muscoli\u2019.\u201d. Quindi sono dei tocchi in mezzo a delle vicende anche tragiche, drammatiche, che ci danno l&#8217;idea comunque di uno sguardo che tu sei riuscito ad avere, \u00e8 anche molto molto personale, cio\u00e8 \u00e8 una ricostruzione credo molto precisa degli eventi ma con molta, molta, come dicevo prima, voce, molto stile. Cio\u00e8 se l&#8217;avesse scritto chiunque altro, se fosse stato fatto da qualcun altro non avrebbe sicuramente avuto queste caratteristiche, e quindi complimenti.<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p>Grazie. Ma tra l&#8217;altro il nonno l&#8217;ho scoperto, era veramente un personaggio abbastanza incredibile. &#8230; ha vissuto a Torino &#8230; perch\u00e9 con la crisi del 1929 ha dovuto chiudere la fabbrica tessile ed \u00e8 riuscito ad avere la rappresentanza della Richard Ginori a Torino, e ha avuto bottega l\u00ec per qualche anno, dove praticamente aveva un sacco di amici tra cui Felice Casorati. Poi aveva un gusto anche per l&#8217;arte, che gli veniva anche devo dire dalla nonna Marianne che \u00e8 stata a lungo con lui, finch\u00e9 lui non \u00e8 morto. E lui \u00e8 morto che era presidente della Permanente a Milano. Ma \u00e8 lui che ha fatto il salto socioeconomico proprio della famiglia. Lui \u00e8 diventato amico dei Pirelli, amico della famiglia Falck, e ha creato la fortuna che ha poi permesso alla famiglia di partecipare a quest\u2019avventura della distribuzione.<\/p>\n<p>FRANCESCO CASOLO<\/p>\n<p>Faccio un&#8217;ultima domanda poi lascio a voi la possibilit\u00e0 di fare delle domande. Ho letto in un&#8217;intervista che tu hai detto credo di aver avuto due idee di cui vado orgoglioso: uno ti riferivi all&#8217;e-commerce, due a quest\u2019idea imprenditoriale successivamente all&#8217;esperienza di Esselunga legata a questi bistr\u00f2, e poi hai detto adesso aspetto la terza idea. Ce l&#8217;hai, una terza idea?<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p>Ho un&#8217;idea molto bella che \u00e8 quella di seguire le orme del nonno materno, adesso qua si vede. Ecco, sulla scia dell\u2019opera che lui ha fatto sua moglie Carla Fossati Bellani, designer di fama internazionale, ha costituito questa fondazione che porta il suo nome, l&#8217;ha costituita ormai quasi 25 anni fa perch\u00e9 il nonno \u00e8 mancato nel 1998, e io durante il Covid l&#8217;ho ripresa in mano. Abbiamo portato avanti, stiamo portando avanti in tutto tre o quattro grossi progetti di cui uno proprio che trovo molto interessante, che \u00e8 quello di aiutare i giovani adolescenti: \u00e8 nella zona 7, che \u00e8 la zona pi\u00f9 disagiata di Milano, la zona vicino a San Siro, piazza Selinunte, quella zona l\u00ec, e poi \u00e8 in due paesi, Sovico e Seregno, in Brianza. Dovrebbero coinvolgere 5000 adolescenti, e stiamo soprattutto raccogliendo i bisogni, cio\u00e8 i bisogni dei ragazzi e delle famiglie dei genitori dei ragazzi, ma anche degli insegnanti perch\u00e9 gli insegnanti sono i leader diciamo dei ragazzi fuori dalla famiglia, e quindi l&#8217;obiettivo \u00e8 proprio quello di dare un contributo e anche di andare oltre, probabilmente riuscire a <strong>creare delle reti [sociali]<\/strong>. Questa \u00e8 gi\u00e0 fatta, sono gi\u00e0 cinque soggetti, c&#8217;\u00e8 la Fondazione ma c&#8217;\u00e8 anche il Minotauro, le Comunit\u00e0 della Salute che stanno in Brianza e due CSV che sono enti per il volontariato, quindi siamo gi\u00e0 cinque ma l&#8217;idea \u00e8 quella di proseguire, riuscire ad aggregare possibilmente altri, molto complicato ma molto secondo me <strong>sfidante, interessante e importante<\/strong> Ecco perch\u00e9 l&#8217;economia \u00e8 legata poi alla fine al tessuto sociale, se il tessuto sociale non funziona ha dei grossissimi problemi.<\/p>\n<p>FRANCESCO CASOLO<\/p>\n<p>Ci sono altri progetti?<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p>Sicuramente. Uno si occupa di sanit\u00e0 mentale sempre in Brianza, ma \u00e8 non \u00e8 legato solo agli adolescenti ma agli adolescenti e agli adulti, e soprattutto alle persone povere che non se lo possono permettere [di accedere alle cure specifiche].<\/p>\n<p>Poi un altro progetto importante \u00e8 sicuramente legato al cambiamento climatico, di cui ormai mai nessuno sente pi\u00f9 parlare: a Nuova Deli fanno 47\u00b0 in questi giorni, ma tutto va bene. Nella realt\u00e0 la Brianza \u00e8 stata colpitissima,<a href=\"https:\/\/www.fondazioneguidovenosta.org\/progetto\/progetto-di-riforestazione-ad-albiate\/\"><strong> i terreni vicino a casa mia &#8211; li ho monitorati, sono 25 ettari &#8211; hanno perso il 15% degli alberi di alto fusto [in un anno] e adesso sto cercando di convincere il Parco regionale Valle del Lambro a cambiare specie [arboree]<\/strong>,<\/a> sembra una cosa banale ma non \u00e8 proprio banale per niente, \u00e8 un progetto enorme anche perch\u00e9 poi basta che piova come negli ultimi tre mesi e improvvisamente l&#8217;acqua \u00e8 un problema, il vento \u00e8 un problema e le specie hanno dei grossissimi problemi dovuti a questi continui sbalzi e alle invasioni di malattie che io in questo momento ho, quindi c&#8217;\u00e8 un grossissimo problema di cui nessuno parla. Ovviamente degli adolescenti per fortuna se ne parla, come dimostra questo articolo del \u201cCorriere della Sera\u201d di pochi giorni fa, ma invece ho l&#8217;impressione che questo Paese sulla parte cambiamento climatico sia molto cos\u00ec, con la testa tra le nuvole, e invece \u00e8 un problema che colpisce adesso. Si parlava prima, non mi ricordo con chi, dei prezzi della frutta e verdura. Vedete, sui prezzi della frutta e della verdura colpisce l&#8217;inflazione, colpisce il tenore di vita delle persone, cio\u00e8 adesso, a parte le battute, ma sono cose importantissime. Ecco, secondo me &#8211; anche da dove abito io c&#8217;\u00e8 una certa percezione della cosa, eh beh certo, vediamo il ghiacciaio assottigliarsi, a parte quest&#8217;anno, da marzo in avanti ha nevicato tantissimo, per\u00f2 sono l\u00ec da 6 o 7 anni e il cambiamento \u00e8 proprio visibile a occhio nudo, perch\u00e9 per raggiungere il ghiacciaio cresce sempre di pi\u00f9 la distanza.<\/p>\n<p>Non voglio fare un comizio, ma vorrei semplicemente dire che <strong>all&#8217;estero<\/strong> &#8211; perch\u00e9 io leggo i giornali esteri tantissimo &#8211; all&#8217;estero \u00e8 <strong>un dato assodato quello che in Italia viene ancora messo in discussione, cio\u00e8 che ci sia il cambiamento climatico<\/strong>. Io leggo il \u201cWall Street Journal\u201d che \u00e8 proprio Fox-oriented [un giornale conservatore], e non \u00e8 una discussione, \u00e8 come affrontarlo, cio\u00e8 tutto l&#8217;approccio alla cosa non \u00e8 rimesso in discussione, \u00e8 pi\u00f9 pragmatico e meno ideologico, non c&#8217;\u00e8 nessuna ideologizzazione, semplicemente cosa facciamo visto che abbiamo un problema in Florida piuttosto che in Nuovo Messico o piuttosto che in India.<\/p>\n<p>FRANCESCO CASOLO<\/p>\n<p>Ecco, come dicevo prima ci sono delle domande, qualcuno vuole farne, ha qualche curiosit\u00e0, vuole fare qualche domanda? Ecco, grazie.<\/p>\n<p>DOMANDA<\/p>\n<p>Avevo gi\u00e0 avuto il piacere e l&#8217;onore di conoscere il dottor Caprotti a<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/presentazione-del-libro-le-ossa-dei-caprotti-a-verona-23-gennaio-2024\/\"> Verona il 23 di gennaio,<\/a> e come pu\u00f2 vedere ho letto con molta attenzione il libro, che consiglio a tutti coloro che non l&#8217;avessero ancora fatto di leggere perch\u00e9 \u00e8 scritto con il rigore dello storico e con l&#8217;attenzione del cronista e devo dire con parecchia, come dire, obiettivit\u00e0. Per\u00f2 io le faccio una domanda che riguarda una battuta che lei aveva fatto nelle fasi conclusive dell&#8217;incontro di Verona, che Esselunga, e forse anche buona parte della distribuzione italiana, sta perdendo quote o comunque c&#8217;\u00e8 una crisi in atto. Io parto un pochino pi\u00f9 da lontano perch\u00e9 non mi occupo di grande distribuzione alimentare ma di distribuzione di ricambi auto, che hanno una self-life chiaramente pi\u00f9 lunga, quindi sotto questo aspetto \u00e8 un problema in meno, ma rispetto a quel modello di finanza familiare degli anni del boom economico &#8211; e lei con estremo rigore fa riferimenti all&#8217;IBEC, a Rockfeller, quindi anche alla ricerca all&#8217;epoca da parte di questi imprenditori americani che si affacciavano a un\u2019Italia da ricostruire di partner locali che finanziassero gli americani, designavano i partner, mettevano diciamo il capitale e poi dopo, una volta raggiunti gli obiettivi, suo padre riusc\u00ec a rilevare diciamo Esselunga &#8211; ma a me quello che interessa capire \u00e8 oggi. Oltre al problema climatico abbiamo un problema demografico. L&#8217;Italia ha un&#8217;et\u00e0 mediana di 48 anni, l&#8217;Europa di 44, l&#8217;India di 28, la Cina di 39, e siamo tutti abbastanza preoccupati per il futuro. Agli occhi di questo cambiamento sostanziale che ha anche delle implicazioni finanziarie, perch\u00e9 sembra ormai tramontata l&#8217;epoca, per citare un testo di Alan Friedman quando era ancora il corrispondente del Financial Times, \u201cTutto in famiglia\u201d, sembra che quel modello finanziario del \u201ctutto in famiglia\u201d sia tramontato. Lei alla luce della sua esperienza notevole come vede i prossimi non dico 20 ma i prossimi 5 o 10 anni nel mondo della grande distribuzione alimentare?<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p>Appunto. Allora, io non credo che sia solo un problema della distribuzione alimentare. \u00e8 un problema allargato.<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/produttori-di-cibo-grandi-marche-e-non-quale-futuro\/\"> Faccio un esempio: un grande opinionista francese ha scritto recentemente &#8211; trova tutto sul mio sito &#8211; che le marche, <strong>le grandi marche<\/strong>, <strong>nel 2023 hanno espresso con nuovi articoli appena lo 0,6% del loro fatturato<\/strong>. Ecco questo dato era 5 volte superiore 4 anni fa; vuol dire che le grandi marche, come la grande distribuzione, come la gente comune ha subito una crisi molto forte, non siamo finiti in una grossa recessione, per fortuna, ma le grandi marche prima di lanciare un prodotto se ne guardano bene, ecco, cio\u00e8 devono essere molto pi\u00f9 sicure perch\u00e9 senn\u00f2 sono soldi buttati al vento, nel senso che un nuovo detersivo, una novit\u00e0 qualsiasi, un nuovo tipo di biscotti rischia di essere un enorme flop, quindi \u00e8 un problema che riguarda tutti.<\/a> La grande distribuzione francese negli ultimi 5 anni ha perso quasi 2 miliardi di fatturato. E il problema [si] riattacca alla questione delle quote, non \u00e8 tanto un problema della distribuzione italiana, \u00e8 <strong>un problema globale perch\u00e9 sono entrati nuovi attori<\/strong>, abbiamo parlato prima di <strong>Amazon,<\/strong> ci sono i cinesi, non se ne parla ma in Europa sono fortissimi con Internet, <strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/amazon-contrattacca-contro-temu-e-shein\/\">Temu, Shein,<\/a><\/strong> e poi ci sono i discount tedeschi o olandesi in Francia, la catena pi\u00f9 considerata che piace di pi\u00f9 \u00e8 una catena olandese che <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/action-come-il-gigante-della-vendita-al-dettaglio-con-metodi-di-marketing-sani-ha-preso-il-potere-in-francia\/\">c&#8217;\u00e8 anche in Italia, si chiama <strong>Action<\/strong>,<\/a> che in francese Action &#8211; se volete in inglese, come volete voi, ma nessuno ne sente parlare, per\u00f2 \u00e8 un&#8217;azienda che tra l&#8217;altro non fa pubblicit\u00e0, ha avuto un successo talmente forte sui social, va da sola cio\u00e8 la gente fa il tam-tam sulle nuove aperture, dice guarda vai a comprare in quel negozio l\u00ec perch\u00e9 piace l&#8217;offerta, i prezzi piacciono, quindi<strong> il mercato si restringe<\/strong>, come dice lei a demografia non ci favorisce perch\u00e9 <strong>la popolazione scende<\/strong>, ma \u00e8 un bicchiere che si sta restringendo. Dove appunto la Procter and Gamble, la Coca-Cola, la Ferrero, prima di lanciare qualsiasi cosa si guardano bene quindi non \u00e8 un problema di perdite di quota, <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/e-commerce-come-italia-ed-europa-hanno-perso-il-treno\/\">l&#8217;Italia ha perso il treno sulla parte tecnologica<\/a> quello \u00e8 sicuro, quella \u00e8 la cosa grave, non \u00e8 una questione di aver perso quote di mercato \u00e8 proprio una questione che peraltro ha perso ma \u00e8 soprattutto secondo me una questione tecnologica. Prego.<\/p>\n<p>DOMANDA<\/p>\n<p>Vorrei parlare di questo libro perch\u00e9 \u00e8 un libro molto straordinario, molto speciale, \u00e8 un libro che incrocia almeno tre filoni importanti, nel mio caso un quarto perch\u00e9 ho la fortuna di essere buon amico e conoscente di Giuseppe, ho scoperto che Giuseppe \u00e8 il figlio, che non sapevo che fosse, di una carissima amica che era la <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/in-memoria-di-mia-madre-giorgina-venosta-30-maggio-1940-12-agosto-2021\/\"><strong>Giorgina Venosta<\/strong><\/a> e ci ritroviamo con la Fondazione, ma togliamo gli aspetti personali che comunque qui ci sono tre storie che si incrociano. Ho ascoltato con molto interesse l&#8217;evidenza data alle componenti commerciali, operative, industriali diciamo cos\u00ec, all\u2019economia finanziaria, ma qui c&#8217;\u00e8 la storia di un figlio e di un padre di una famiglia e poi c&#8217;\u00e8 la storia di un&#8217;evoluzione, quindi una storia di sentimenti e di rapporti e non soltanto di sentimenti di educazione, e poi c&#8217;\u00e8 la storia di un contrasto che \u00e8 fortissimo di cui si \u00e8 parlato molto anche pubblicamente, che riguarda per\u00f2 un figlio e un imprenditore intelligente, aperto e innovativo contro un&#8217;altra forma di un&#8217;altra mentalit\u00e0 di concepire un&#8217;impresa di queste dimensioni, queste importanza, quindi qui \u00e8 terza cosa ,il fatto che una persona che ha una storia cos\u00ec complessa, cos\u00ec straordinariamente complessa &#8211; perch\u00e9 parliamo di personaggi di grande statura -, \u00e8 la storia di un narratore, di uno che ha scritto un libro, un&#8217;autobiografia sostanzialmente E chi scrive un libro o un libro ha esigenze di un certo tipo di risultato. Vi sono tre ottiche nel leggere questo libro: la lettura di un&#8217;autobiografia, di un narratore e devo dirti, caro Giuseppe, bravissimo, da editore te lo dico, ma \u00e8 la storia tormentata di un [Applauso] figlio, la storia terribile di un figlio, adesso io non voglio portare in pubblico queste cose ma anche sul piano della sofferenza personale, intellettuale, devo dire [una storia] non facile, quindi, come queste mie povere parole forse [fanno] capire ,\u00e8 un libro di una complessit\u00e0 e di un impegno che poi hai giustamente detto pagato caro, [lo] hai anche sottolineato, e tu stesso lo dici, [\u00e8] l&#8217;incrocio con la storia del nostro paese e in particolare di questa parte d&#8217;Italia, quindi mi permetto di dire queste poche parole &#8211; che sono leggermente propagandistiche ma lo sono perch\u00e9 non c&#8217;entra il quarto fattore personale &#8211; ma devo dire che il libro veramente merita di essere letto, ed \u00e8 molto interessante da leggere sotto questi tre filoni. Mi rimane un dubbio: il problema del rapporto tra il figlio e il padre, e il problema dell&#8217;imprenditore innovativo nei confronti di un imprenditore che invece trattiene, ha le caratteristiche che avete detto, cio\u00e8 quindi un rapporto di un figlio verso un padre e di un padre verso un figlio? \u00c8 una cosa molto complessa. Grazie.<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p>Umberto, grazie. Non so cosa potrei chiarire, ecco non so cosa. S\u00ec molto, molto [complessa] perch\u00e9 poi ogni volta, a parte i figli di un dio minore, di cose sgradevoli non se ne parla, ma giustamente, io penso sia anche cos\u00ec, per\u00f2 insomma [il rapporto padrfe-figlio] ha avuto una degenerazione anche penale molto molto forte, molto, ed \u00e8 stata una delle ragioni, ecco, d\u00e0 una spiegazione per la quale non ho potuto iniziare a scriverlo [il libro] prima del 2019; \u00e8 il momento, tra l&#8217;altro, in cui ho incontrato Marco Brunelli che mi ha dato l&#8217;assist, diciamo. Ecco, non so.<\/p>\n<p>FRANCESCO CASOLO<\/p>\n<p>Ecco s\u00ec, certo, c&#8217;\u00e8 quel signore- ci sono due signori.<\/p>\n<p>DOMANDA<\/p>\n<p>Sull&#8217;assist di Brunelli sarebbe interessante capire qual \u00e8 stato.<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p>Certo. Mio nonno, dicevo, \u00e8 stato \u00e8 stato a Torino per un lungo tempo, poi torna dal Albiate con sua moglie e questo avviene prima della seconda guerra mondiale. Durante la guerra avvengono tanti fatti; uno dei fatti importanti \u00e8 che gli americani testano le loro aziende, e ritorniamo agli argomenti relativi al largo consumo e alla distribuzione.<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/la-societa-fondatrice-di-esselunga-venne-creata-nel-1947-da-nelson-rockefeller\/\"><strong> Rockefeller gi\u00e0 negli anni \u201830 e negli anni \u201840 aveva investito sia nell&#8217;agricoltura che nei supermercati ,perch\u00e9 l&#8217;obiettivo degli americani era abbassare il prezzo del cibo.<\/strong> <\/a>Il suo grande training \u00e8 nella Seconda Guerra Mondiale proprio, e c&#8217;\u00e8 <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/il-nostro-rapporto-con-il-cibo-negli-ultimi-100-anni-e-cambiato-molto-come\/\">un bellissimo filmato lo trovate sul mio sito per chi \u00e8 interessato, di Will che conoscete penso tutti, che sono un gruppo di ragazzi giornalisti che spiegano questa cosa, e io ho partecipato a questa spiegazione in cui si capisce che <strong>gli americani contrastano, vogliono contrastare l&#8217;Unione Sovietica anche con la distribuzione<\/strong>.<\/a><\/p>\n<p>Quindi Rockfeller nel \u201947, subito dopo la guerra, fonda la IBEC che sar\u00e0 la sua azienda che poi fonder\u00e0 10 anni dopo l&#8217;Esselunga, e nel \u201847 <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/libro\/i-caprotti-e-la-famiglia-mio-nonno-giuseppe-caprotti-detto-peppino-anni-50\/\"><strong>mio nonno [Peppino]<\/strong><\/a>, perch\u00e9 un cugino di sua moglie [<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/libro\/i-caprotti-al-femminile-mia-nonna-marianne-maire-anni-20\/\"><strong>Marianne Maire<\/strong><\/a>] \u00e8 nell&#8217;ufficio di Truman quindi accede ai fondi del <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/i-caprotti\/\"><strong>piano Marshall<\/strong> <\/a>ed \u00e8 uno dei primi ad accedervi (quindi :da Washington arriva una telefonata ad Albiate&#8230;. quindi lui accede al Piano Marshall e nel contempo <strong>rilancia la fabbrica, rilancia il tessile e da l\u00ec parte lo sviluppo della famiglia perch\u00e9 lui da Albiate sbarca a Milano, diventa per esempio membro del Clubino ma non era scontato dalla Brianza, e quindi fa la sua ascesa anche sociale<\/strong>;<\/p>\n<p>e nel contempo Rockfeller nel \u201855 contatta un ex membro del servizio di spionaggio &#8211; questo \u00e8 il simbolo del controspionaggio americano prima della CIA, OSS-Office of strategic Services. Questo signore si chiamava <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/james-hugh-angleton-la-spia-che-ha-facilitato-la-nascita-di-esselunga\/\"><strong>James Hugh Angleton<\/strong><\/a>, non ve l\u2019ho messo perch\u00e9 non \u00e8 bellissimo, ho preferito mettere il logo. James Hugh Angleton era il capo della Camera di Commercio americana in Italia nonch\u00e9 il rappresentante della NCR che vende casse ai commercianti, quindi era proprio nell&#8217;ambiente.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/libro\/i-caprotti-e-i-supermercati-esselunga-the-good-shepherd-lombra-del-potere-2006\/\">Suo figlio sar\u00e0 il capo del controspionaggio mondiale della CIA; \u00e8 rappresentato in un film interpretato da Matt Damon e di cui la regia \u00e8 di Bob De Niro<\/a>, &#8230; che presumibilmente [la rappresentanza della NCR], secondo me, \u00e8 una copertura ma per carit\u00e0 non lo sapremo mai, fatto sta che lui \u00e8 stato nel controspionaggio, \u00e8 stato in Italia durante la guerra, parla italiano abbastanza bene perch\u00e9 era stato in Italia 7 anni prima della guerra sempre come capo della NCR, stava in Corso Venezia al 47, ci sono tutti gli archivi.<\/p>\n<p>Cosa succede: questo ex colonnello dell&#8217;OSS si presenta a una mostra che Brunelli fa, una mostra del 700 veneziano di cui io ho ancora il catalogo, il comitato promotore di questa mostra [annovera] i Crespi, Brunelli, mia nonna e tutta una serie di &#8211; Quindi Brunelli mette insieme un <em>parterre<\/em> di italiani che possono essere i soci minoritari di Rockefeller, il quale sta sondando il mercato italiano per capire se impiantare un\u2019impresa in Italia. Lui l&#8217;impresa ce l&#8217;ha gi\u00e0. l&#8217;ha fondata 8 anni prima, e quest\u2019impresa tra l&#8217;altro negli anni \u201860 aveva 12.000 dipendenti su cinque continenti, \u00e8 proprio una cosa molto grossa la IBEC, e quindi nel \u201855 sonda, nel \u201856 manda il suo uomo che sar\u00e0 il primo amministratore delegato di Esselunga che si chiama <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/supermarket-il-sogno-americano\/\"><strong>Richard Boogaart<\/strong><\/a>, e che veniva dal Kansas.<\/p>\n<p>E quindi <strong>gli americani<\/strong> mettono il 51% del capitale, tutto il loro know-how. Il management all&#8217;inizio sar\u00e0 solo americano o quasi esclusivamente, per esempio sul taglio della carne la gestione prettamente operativa di certe cose sono loro i \u201cre\u201d, <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/king-kullen-i-perche-del-primo-supermercato-usa-allorigine-della-distribuzione-mondiale\/\"><strong>sono loro che hanno inventato i supermercati negli anni \u201830 in Sudamerica ma anche soprattutto in America<\/strong><\/a> e quindi\u00a0 nel \u201857 [la societ\u00e0] viene fondata, i soci italiani hanno passato l&#8217;esame di non comunismo. Eh s\u00ec, perch\u00e9 quello \u00e8 un piccolo problema. Siamo in pieno maccartismo tra l&#8217;altro, quindi c&#8217;\u00e8 proprio il contrasto con l&#8217;Unione Sovietica, cio\u00e8 la caccia alle streghe del famoso senatore McCarthy in America, e viene fondata questa azienda dove per 8 anni gli americani avranno il management, poi per\u00f2 subentrer\u00e0 mio padre mentre uno dei fratelli, Guido Caprotti, rimarr\u00e0 nel tessile che \u00e8 un&#8217;azienda che verr\u00e0 chiusa solo nel 2009, e l&#8217;altro fratello invece si occuper\u00e0 della filiale fiorentina che verr\u00e0 aperta nel 1961.<\/p>\n<p>Ecco questo \u00e8 un po&#8217; il quadro. Brunelli \u00e8 stata la svolta. \u00e8 stato il primo presidente, \u00e8 stato anche il maggiore azionista. All&#8217;inizio era lui l&#8217;uomo dei contatti con Nelson Rockfeller, lui e<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/crespi-e-caprotti-quando-i-destini-delle-due-famiglie-si-incrociarono\/\"> l&#8217;amministratore dei Crespi che si chiamava Bertolini<\/a>, erano i due uomini di fiducia in Italia, e con lui c&#8217;era proprio questo rapporto. Devo dire, a onor del vero, che gli americani la nostra famiglia non sapevano neanche chi fosse. All&#8217;inizio c&#8217;\u00e8 un telegramma, in famiglia, di Rockfeller che ringraziava per una cena, mandato a mio zio Guido che era il secondogenito, che non era assolutamente leader della famiglia, e quindi per dire che mio padre non sapevano neanche praticamente chi fosse. Tra l&#8217;altro si trova a pagina 60 un episodio dove dicono ma chi \u00e8 questo qua, chi sono i due fratelli eccetera, cio\u00e8 il ruolo, <strong>il mito della nascita della distribuzione del largo consumo in mano agli europei \u00e8 proprio un mito, nel senso che sono gli americani che hanno portato loro il know-how, i capitali e gli uomini<\/strong>\u2026 S\u00ec s\u00ec ma questo mi sembrava abbastanza chiaro, nel senso che beh, il 51% con un&#8217;azienda americana, l&#8217;amministratore delegato americano, credo che lo sottostima un po&#8217;, \u00e8 chiaro, non so, mi sembra evidente, pi\u00f9 evidente di cos\u00ec\u2026ecco loro erano i consulenti di Rockefeller. Se volete ecco, invece di usare la McKinsey che ho citato usavano questi personaggi; tra l&#8217;altro questo James Hugh Angleton \u00e8 nei verbali dell&#8217;archivio di Rockefeller, nel senso che lui partecipava proprio alle riunioni. Ora, lui ormai era in pensione dall&#8217;OSS quindi per\u00f2 insomma diciamo che c&#8217;era una certa commistione tra servizi segreti e \u2013 prego!<\/p>\n<p>DOMANDA<\/p>\n<p>Ho letto il libro con grande interesse e ho ritrovato alcuni passaggi anche della mia della mia storia, perch\u00e9 io sono stato tra i fondatori in Italia di Rai Infoscan. Mi ha incuriosito molto il passaggio perch\u00e9 io ricordo che Esselunga era gi\u00e0 attiva in Italia prima ancora che ci fosse la l&#8217;attivazione delle, diciamo, delle attivit\u00e0 e quindi, proseguendo la lettura, ho ritrovato tanti spunti e volevo chiederle: quegli anni iniziali degli anni 90 in cui lei ha fatto credo una magnifica esperienza a Chicago, credo eh?, e direttamente negli Stati Uniti, come ha avuto l&#8217;idea di portare poi in anticipo questa innovazione dei dati, sostanzialmente delle analisi di mercato? La ringrazio.<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p>Allora, ecco, mi ha riportato indietro di tanti anni, grazie [Musica]. Come dicevo prima parlando dei direttori, all&#8217;interno avevamo un problema culturale molto forte ovviamente perch\u00e9 il personale, diciamo quello che potrebbe essere definito di sala o di supermercato, non sapeva assolutamente nulla, ma non sapeva nulla neanche la testa. Diciamo gli Acquisti: <strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/libro\/il-dream-team-di-esselunga-i-buyer\/\">gli Acquisti ragionavano in termini molto grossolani, in termini di margine lordo,<\/a><\/strong> avevamo all\u2019interno delle persone che avevano dei settori e credevano di guadagnare un sacco di soldi o di far guadagnare un sacco di soldi all&#8217;azienda, nella realt\u00e0 non era cos\u00ec, e quindi io appena ho visto quello che succedeva a Chicago ho detto questo \u00e8 uno dei progetti che io devo portare alla mia azienda, cio\u00e8 passare alla fase della conoscenza diffusa in azienda. <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/libro\/la-nascita-dellufficio-marketing-e-comunicazione-rivoluzione-in-esselunga\/\"><strong>Quindi noi abbiamo implementato con un gruppo di giovani la famosa contabilit\u00e0 industriale in tutta l&#8217;azienda.<\/strong><\/a> Ci ho messo 10 anni a fare questo lavoro, \u00e8 stato un lavoro sanguinoso, difficilissimo, e era supportato anche dalle aziende come l\u2019Iri perch\u00e9 ci davano una visione del mercato importante su tutte le categorie in tutti i settori, soprattutto del largo consumo. Sul fresco ovviamente era molto pi\u00f9 complicato il discorso. Come dice Umberto il libro \u00e8 molto ampio, forse &#8211; anzi sicuramente &#8211; io do per scontate delle cose perch\u00e9 avendo fatto 20 presentazioni, mi capirete, non so neanche pi\u00f9 cosa abbia detto la precedente quindi a volte magari do per scontato delle cose. <strong>Noi siamo arrivati attraverso questi metodi<\/strong>, che ovviamente non vi sto ad esporre perch\u00e9 sarebbero noiosi, <strong>al risultato netto per ogni prodotto<\/strong>, il che vuol dire la redditivit\u00e0 di ogni prodotto &#8211; le acque perdono un sacco di soldi, le pile ne fanno guadagnare, o il vino fa guadagnare soldi e la pasta no, ecco dico per fare degli esempi proprio banali &#8211; e dove andare a indirizzare i nostri sforzi, a cercare dove non siamo forti di rafforzarci commercialmente. Non so se ho risposto\u2026<\/p>\n<p>DOMANDA<\/p>\n<p>Allora tocca a me. I supermercati americani hanno rovinato la nutrizione negli Stati Uniti <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/come-il-nostro-cibo-si-e-trasformato-in-spazzatura\/\">[forse hanno iniziato i produttori?]<\/a>, questo purtroppo \u00e8 un fatto, privilegiando esattamente questo approccio invece dell&#8217;approccio spero italiano, spero eterno, di cercare il cibo buono anche fresco, materie prime invece di secondarie. Loro hanno puntato sul fare ultra-high processed food che adesso si rivela altamente velenoso. I risultati si vedono quando scendono gli americani da un autobus, pesano 2 tonnellate perch\u00e9 mangiano queste schifezze, per\u00f2 devo dire che vedo nei supermercati italiani un incrociarsi \u2013 encroachment \u2013 con l&#8217;arrivo di pi\u00f9 cibi industriali, e la pubblicit\u00e0 per le merendine, tutte queste schifezze. Dunque la mia domanda \u00e8 questa: secondo voi, voi italiani sarete l&#8217;eccezione a questa regola e combatterete contro, malgrado la necessit\u00e0 anche di avere dei supermercati, oppure le regole dell&#8217;economia, del &#8211; come si dice &#8211; il declino verso il pi\u00f9 basso si imporr\u00e0? Ecco la mia domanda.<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/se-il-corriere-della-sera-mi-cancella\/\">Allora, abbiamo parlato per i giornali di budget promo pubblicitari, d\u2019<strong>industria che comanda anche nelle redazioni dei giornali<\/strong>, perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec, perch\u00e9 le notizie non vengono date<\/a> oppure vengono date &#8211; faccio un esempio. Proprio l&#8217;altro giorno, l&#8217;altro ieri, sabato mi sembra, c&#8217;era una pagina enorme sul \u201cCorriere della Sera\u201d su McDonald&#8217;s. Ora siccome io non sono nato ieri \u00e8 evidente che questa arriva da un budget promo, cio\u00e8 io ti do tanti soldi e tu mi fai una bella paginona in cui dici che McDonald&#8217;s usa prodotti italiani, usa <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/le-certificazioni-dop-igp\/\">prodotti DOP, usa prodotti IGP<\/a> &#8211; per chi sapesse che cosa sono, perch\u00e9 poi vai a cercare che cosa sono! &#8211; ma comunque cerca di dire che vende cibo italiano di qualit\u00e0. McDonald&#8217;s! Ecco, quindi le logiche purtroppo sono un po&#8217; queste. Stiamo parlando della parte editoriale ma nella distribuzione<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/esselunga-contro-coca-cola\/\"> io ho fatto, tra le tante cose ho fatto, una lotta molto pesante contro Coca-cola, ma molto forte.<\/a> Coca-cola come regola il lavoro con i distributori? Con i budget promozionali. Ma non \u00e8 solo Coca-Cola, ogni azienda di distribuzione ha almeno un 15% di <strong>contributi promozionali<\/strong> sul fatturato, fatturo un miliardo ricevo 150 milioni all&#8217;anno per fare promozioni.<\/p>\n<p>Tutti quegli scaffali che voi trovate a Natale presi da un certo fornitore piemontese per vendere il Mon Cheri piuttosto che il Rocher o quello che \u00e8 sono comprati all&#8217;inizio dell&#8217;anno. Questo \u00e8 il sistema che viene usato, tra l&#8217;altro \u00e8 stato inventato in Francia ma chi se ne importa, ormai sono cose degli anni \u201980, per\u00f2 \u00e8 un fenomeno che \u00e8 andato crescendo e quindi <strong>queste grosse aziende hanno un peso fortissimo, condizionano tantissimo gli scaffali<\/strong>, capito, spero che sia chiaro \u00e8 cos\u00ec per tutti, Barilla, Unilever\u2026<\/p>\n<p>LAMBERTO [VALLARINO GANCIA]<\/p>\n<p>Ti faccio due domande.<\/p>\n<p>Ma questo patrimonio di esperienza straordinaria che tu hai io poi l&#8217;ho vissuto anche con te personalmente, perch\u00e9 veramente hai dato una svolta alla grande distribuzione quando hai preso in mano l&#8217;azienda. Questo patrimonio lo continui in qualche modo a dare anche nel tuo settore oppure hai proprio chiuso un capitolo, e perch\u00e9? Hai ancora tanto da dare se rappresenti uno di quegli imprenditori che pu\u00f2 dare veramente una svolta, e migliorare anche la qualit\u00e0 della vita che tutti noi oggi stiamo vivendo, perch\u00e9 i prodotti sostenibili, tutto il lavoro che hai fatto anche sulla profittabilit\u00e0 di prodotti, \u00e8 importante perch\u00e9 poi l&#8217;impresa deve stare in piedi e deve dare lavoro, e questa \u00e8 la mia prima domanda. La seconda: venendo da un&#8217;azienda familiare, avendo vissuto esperienze simili e diverse, secondo me questo libro \u00e8 un utile \u2013 hai fatto 20 presentazioni! -, \u00e8 molto utile per altri imprenditori che o stanno facendo il passaggio generazionale o che hanno questi temi caldi in famiglia, o che si sono, come stai facendo tu, anche un po&#8217; reinventati con i nuovi business che vanno sul sociale ma che vanno anche su un qualcosa di positivo, che \u00e8 un po&#8217; anche la nostra mission di imprenditori, cio\u00e8 non mollare mai e cercare sempre di fare il bene per gli altri, per l&#8217;impresa e per le persone che ti stanno intorno. Grazie.<\/p>\n<p>GIUSEPPE CAPROTTI<\/p>\n<p>Allora, io ovviamente ho qualche idea su dei progetti che mi interessano, per\u00f2 non ne posso ancora parlare, ne ho due in mente, tra l&#8217;altro hanno un po&#8217; attinenza all&#8217;informazione quindi magari saranno utili nel tempo a contrastare questo<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/cibo-il-peggioramento-della-qualita-e-confermato\/\"><strong> peggioramento della qualit\u00e0 del cibo che io vedo<\/strong>,<\/a> perch\u00e9 questo \u00e8 un po&#8217; quello che io sento. Ecco, poi nella distribuzione magari non sar\u00e0 on side, sar\u00e0 qualcosa di diverso.<\/p>\n<p>Forse ho ormai la mente dello scrittore pi\u00f9 che del critico e del distributore vero e proprio, anche perch\u00e9 costa tantissimo fare il distributore e sinceramente il mercato \u00e8 un po&#8217; saturo.<\/p>\n<p>Invece quello che riguarda <strong>il terzo settore<\/strong> c\u2019\u00e8 sicuramente &#8211; forse ho un pochino risposto gi\u00e0 prima \u2013 ecco, perch\u00e9 io sinceramente <strong>penso di entrare sempre di pi\u00f9 in questa cosa,<\/strong> devo essere sincero, <strong>a un certo punto lo consideravo diminutivo, per\u00f2 ho scoperto <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/i-caprotti-e-la-famiglia-mio-nonno-materno-guido-venosta-anni-70-ca\/\">mio nonno<\/a> <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/i-caprotti-e-la-famiglia-mio-nonno-materno-guido-venosta-anni-70-ca\/\">[Guido Venosta]<\/a><\/strong> e questo viaggio \u00e8 stato importante perch\u00e9 al di l\u00e0 del libro \u00e8 stato anche quello che c&#8217;\u00e8 stato intorno al libro, ho usato una delle parole importanti,<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/guido-venosta-imprenditore-e-manager-del-terzo-settore\/\"><strong> imprenditore e manager<\/strong><\/a> quando ho parlato di mio nonno materno, e questo completa il quadro, l&#8217;impresa sociale completa il quadro economico, cio\u00e8 un po&#8217; era la risposta che ho dato a quel signore prima; ecco, forse <strong>c&#8217;\u00e8 veramente tanto bisogno visto che i fondi anche sono stati abbassati tantissimo<\/strong> soprattutto per il disagio giovanile.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 stiamo parlando di\u00a0 persone che hanno problemi di anoressia, che hanno problemi di suicidio, di questo stiamo parlando, non stiamo parlando, di giovani viziati che si grattano la pancia, ce ne saranno ma noi ci occupiamo di quelli a cui pensano i genitori o gli insegnanti, se riescono. Ecco perch\u00e9 quello \u00e8 un altro problema, tra l&#8217;altro, quello che si \u00e8 riscontrato dal primo approccio al territorio di questo progetto che \u00e8 partito veramente da poco, quello di cui parlavo prima \u00e8 che gli insegnanti hanno un grandissimo bisogno di sostegno ancor pi\u00f9 forse dei genitori perch\u00e9 si trovano delle ore, ore e ore con questi ragazzini che hanno veramente delle problematiche fortissime, e poi teniamo conto, come dicevo prima, che per l&#8217;80% non parlano le stesse lingue, c&#8217;\u00e8 l&#8217;ucraino con il russo e l&#8217;arabo, e le varie etnie arabe non si parlano, il cinese, cio\u00e8 c&#8217;\u00e8 veramente di tutto e di pi\u00f9. Ecco, quindi non so non so se ho risposto, se non ho risposto riprendetevi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FRANCESCO CASOLO<\/p>\n<p>Direi che abbiamo cominciato parlando di relazioni padre e figlio che forse si stanno esaurendo, abbiamo parlato delle origini di questa grande azienda, di questa grande storia e come, vedete ci ritroviamo due ore dopo a<a href=\"https:\/\/www.fondazioneguidovenosta.org\/\"><strong> parlare di presente e di futuro<\/strong><\/a>. Credo che questa sia la conferma di quanto si \u00e8 detto nelle ultime due ore, ossia che questo libro, questa storia solleva un sacco di temi. Solleva un sacco di aspetti interessanti per leggere e decifrare la realt\u00e0. Quindi riporto l&#8217;invito a leggerlo, e grazie dell&#8217;attenzione e pazienza e tutto il resto.[\/vc_column_text][vc_column_text]Guarda il video integrale della presentazione:[\/vc_column_text][vc_video link=&#8221;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=NX1KqsfZUW0&#8243;][vc_empty_space][vc_btn title=&#8221;Scarica le slide&#8221; style=&#8221;classic&#8221; shape=&#8221;round&#8221; color=&#8221;juicy-pink&#8221; size=&#8221;lg&#8221; i_icon_fontawesome=&#8221;fas fa-file-download&#8221; add_icon=&#8221;true&#8221; link=&#8221;url:https%3A%2F%2Fwww.giuseppecaprotti.it%2F2019%2Fwp-content%2Fuploads%2FPresentazione-27-maggio-2024_Circolo-dei-Lettori-Torino.pptx|target:_blank&#8221;][vc_empty_space][vc_column_text]Guarda le foto della serata:[\/vc_column_text]<style type=\"text\/css\" data-type=\"the7_shortcodes-inline-css\">.gallery-shortcode.gallery-masonry-shortcode-id-a2a9905dbd8b5a503a6d40347a3fdfa6 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