{"id":86103,"date":"2025-03-11T16:19:24","date_gmt":"2025-03-11T15:19:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=86103"},"modified":"2025-03-11T16:55:32","modified_gmt":"2025-03-11T15:55:32","slug":"il-riscaldamento-globale-ha-fatto-nascere-in-sicilia-una-delle-piantagioni-di-caffe-piu-a-nord-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/il-riscaldamento-globale-ha-fatto-nascere-in-sicilia-una-delle-piantagioni-di-caffe-piu-a-nord-del-mondo\/","title":{"rendered":"Il riscaldamento globale ha fatto nascere in Sicilia una delle piantagioni di caff\u00e8 pi\u00f9 a Nord del mondo"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<em>Redatto il 21 ottobre 2024, aggiornato l&#8217;11 marzo 2025<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2024\/06\/piantagioni-caffe-sicilia-morettino\/\"><strong>Il riscaldamento globale ha fatto nascere in Sicilia una delle piantagioni di caff\u00e8 pi\u00f9 a Nord del mondo<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/author\/lidia-baratta\/\">Lidia Baratta<\/a><\/p>\n<p><strong>Lo storico marchio Morettino ha avviato un progetto sperimentale a Palermo, coltivando il primo chicco nativo siciliano. Il raccolto previsto per il 2024 supera i cento chili, erano trenta nel 2021. \u00abL\u2019emergenza climatica mette in pericolo le coltivazioni tradizionali, ma presenta anche inaspettate potenzialit\u00e0\u00bb, dice Andrea Morettino<\/strong><\/p>\n<p>Siamo a Palermo, a 350 metri sul livello del mare, a pochi chilometri dal centro citt\u00e0. A giugno si sfiorano gi\u00e0 i trenta gradi, ad agosto si superano anche i quaranta. \u00abNon \u00e8 Rio de Janeiro, ma c\u2019\u00e8 un clima fantastico\u00bb. Almeno per il caff\u00e8.<\/p>\n<p>Andrea Morettino, rappresentante della quarta generazione dello storico marchio \u201cMorettino\u201d, si muove nella sua <em>finca<\/em>, tra le piante di caff\u00e8, come un <em>fazendeiro<\/em> sudamericano. Con il riscaldamento globale e le temperature che aumentano, quest\u2019angolo di Sicilia ora sogna di diventare il Brasile d\u2019Italia lanciando il primo caff\u00e8 nativo siciliano.<\/p>\n<p>L\u2019azienda Morettino \u00e8 riuscita a mettere in piedi una delle piantagioni di caff\u00e8 pi\u00f9 a Nord del mondo, facendo germogliare il primo chicco locale, cento per cento arabica. Fu Arturo Morettino, il padre di Andrea, a portare in azienda negli anni Ottanta i primi semi di caff\u00e8 dal Guatemala. Da questi semi sono cresciuti in via sperimentale, intorno alla torrefazione, le prime piante all\u2019aria aperta, che via via si sono adattate al clima siciliano a latitudini di gran lunga superiori rispetto alla cosiddetta \u201c<em>Coffee Belt<\/em>\u201d, ovvero l\u2019area in cui viene tradizionalmente coltivato il caff\u00e8 tra l\u2019America latina, l\u2019Africa Orientale e il Sud-Est asiatico. Nel corso degli anni i chicchi raccolti sono stati tostati per essere degustati o riseminati per dar vita a nuove piante nate e cresciute in Sicilia.<\/p>\n<p>\u00abMa solo quattro anni fa abbiamo iniziato a capire che la coltivazione poteva effettivamente diventare reale \u201cgrazie\u201d al cambiamento climatico\u00bb, dice Andrea Morettino. Nel 2021, quando l\u2019estate ha raggiunto un grado Celsius in pi\u00f9 rispetto a dieci anni prima, Morettino ha ottenuto il primo \u00absuper raccolto\u00bb da trenta chili. Nel 2022 si \u00e8 saliti a cinquanta chili, settanta nel 2023. E per il 2024 la previsione \u00e8 di superare i cento chili. In due anni, in pratica, la produzione \u00e8 raddoppiata. \u00abCerto si tratta ancora di raccolti simbolici, ma ogni anno il quantitativo aumenta\u00bb, dice Andrea.<\/p>\n<p>Nella <em>finca<\/em> Morettino, la raccolta a mano delle drupe, i frutti del caff\u00e8, \u00e8 appena finita. Il colore delle drupe va dal verde, passa per il giallo, diventando poi rosso intenso, quando \u00e8 il momento giusto per la raccolta.<\/p>\n<p>Qualche bacca \u00e8 stata dimenticata sulle piante. Basta fare forza con due dita per staccarle, poi si spremono e si vedono sbucare i chicchi gialli coperti da una sostanza lattiginosa e zuccherina. Di solito se ne trovano due, i pi\u00f9 fortunati ne trovano tre. Ma Andrea, sulla sua scrivania, ha conservato in bella mostra la prima e unica drupa contenente cinque chicchi.<\/p>\n<p>I nuovi fiori bianchi, simili alle zagare siciliane, sono gi\u00e0 comparsi qui e l\u00e0 sulle piante della <em>finca<\/em>. E si vedono gi\u00e0 le giovani drupe verdi. Il ciclo che va dal fiore al frutto finale dura dai nove ai dodici mesi, ma a queste latitudini pu\u00f2 essere anche un po\u2019 pi\u00f9 lungo. \u00abGrazie alle temperature sempre pi\u00f9 alte, la piantagione sta andando a ciclo continuo\u00bb, spiega Andrea. \u00abSi alternano fioritura e fruttificazione, troviamo fiori e drupe in continuazione. In un anno, ormai, riusciamo a fare anche sette microraccolti. E la prima raccolta, con il caldo che aumenta, \u00e8 sempre pi\u00f9 anticipata. L\u2019anno scorso l\u2019abbiamo fatta a maggio, quest\u2019anno a marzo\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 la fotografia dell\u2019adattamento dell\u2019agricoltura ai cambiamenti climatici, che ha gi\u00e0 portato diverse aziende agricole siciliane a specializzarsi nella coltivazione di frutti tropicali, tabacco e t\u00e8. Accanto a vigne, uliveti e agrumeti tradizionali, ora sorgono pintagioni di avocado, mango e papaya. Ed \u00e8 stata recuperata pure l\u2019antica tradizione della coltivazione di canna da zucchero.<\/p>\n<p>Il dipartimento di Scienze agrarie dell\u2019Universit\u00e0 di Palermo monitora e studia da anni la \u201ctropicalizzazione\u201d dell\u2019agricoltura siciliana. E nella <em>finca<\/em> Morettino sono sparsi diversi sensori che registrano temperatura, umidit\u00e0 e pressione, in modo da capire in quali condizioni le piante vanno in sofferenza.<\/p>\n<p>\u00abLa pianta di caff\u00e8 non deve mai scendere sotto i dieci gradi e non deve mai superare i trenta\u00bb, spiega Nicola Battista, responsabile formazione di Morettino. \u00abQui, durante il mesetto di maggiore freddo invernale siciliano, ci siamo difesi con dei teli di materiale plastico. Ma il principale problema che abbiamo oggi \u00e8 come difenderci dal caldo. In estate in Sicilia ci sono picchi di oltre quarantotto gradi. Nelle serre stiamo provando a favorire la ventilazione, ma per noi \u00e8 uno studio in divenire\u00bb. Anche perch\u00e9, parallelamente, \u00abc\u2019\u00e8 la paura degli acquazzoni, per cui ormai in una settimana vengono gi\u00f9 i volumi di pioggia di una stagione\u00bb. Alcune piante sono pi\u00f9 alte, altre pi\u00f9 basse. \u00abA volte interveniamo sul terreno con un\u2019integrazione di elementi naturali, come magnesio, potassio e ferro. Ma non c\u2019\u00e8 un manuale che ci dice come dobbiamo agire, dipende tutto dai dati che raccogliamo, dall\u2019osservazione e dal nostro continuo adattamento ai cambiamenti climatici\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019area coltivata a caff\u00e8 di Morettino copre in totale circa un ettaro. Le coltivazioni si trovano a Palermo, nel quartiere San Lorenzo ai Colli e all\u2019Orto Botanico, e in alcune aree della Sicilia orientale, selezionate in base alle condizioni del suolo e del clima.<\/p>\n<p>Alla raccolta manuale delle drupe, segue poi la lavorazione. A seconda del trattamento, con lavaggio o tramite il metodo naturale di essiccazione, la sostanza zuccherina viene eliminata o lasciata assorbire dai chicchi, che quindi avranno maggiore o minore acidit\u00e0. Il sapore finale della miscela, dicono gli assaggiatori, ha i sentori tipici della terra siciliana, con note di uva zibibbo e carruba.<\/p>\n<p>La notizia delle coltivazioni siciliane ha fatto il giro del mondo. E diversi Paesi ora vorrebbero replicare l\u2019esperimento. \u00abMi hanno chiamato anche dalle Canarie e da Israele\u00bb, dice Andrea Morettino.<\/p>\n<p><strong>Era la fine dell\u2019Ottocento quando all\u2019Orto Botanico di Palermo arrivarono da Etiopia e Somalia alcune piante di caff\u00e8, che furono custodite all\u2019interno della Serra Carolina.<\/strong> Nei primi anni del Novecento, si decise di intraprendere l\u2019esperimento di coltivare il caff\u00e8 in piena terra, con lo scopo di affrancare l\u2019Italia dalla dipendenza dei flussi commerciali con l\u2019estero e aprire la strada ad una nuova \u201cVia del caff\u00e8\u201d tutta italiana. Nel 1905 si avvi\u00f2 la sperimentazione con le prime venticinque piantine. Ma non riuscirono a superare le temperature invernali. Ci riprovarono nel 1911, ma anche quella volta un\u2019ondata di gelo distrusse le piante di caff\u00e8. Negli anni Quaranta, poi, i semi furono piantati nella Serra Carolina e qui riuscirono ad adattarsi perfettamente, raggiungendo nel tempo un\u2019altezza di circa tre metri (queste piante si possono vedere tuttora all\u2019interno della serra).<\/p>\n<p>Oggi, a quasi centoventi anni dal primo esperimento in piena terra, l\u2019Orto Botanico e Morettino ci stanno riprovando, \u00abgrazie\u00bb ai cambiamenti climatici. A giugno Morettino ha organizzato all\u2019Orto Botanico la seconda edizione del \u201cPalermo Coffee Festival\u201d, coinvolgendo i produttori di olio e vino, ma anche quelli di frutti tropicali, t\u00e8 e tabacco.<\/p>\n<p><strong>\u00abIl progetto va visto in prospettiva, attualmente non ha finalit\u00e0 commerciali ma scientifiche e sperimentali\u00bb, spiega Andrea Morettino. \u00abI cambiamenti climatici devono farci riflettere sul presente e sul futuro della nostra terra, che ha mostrato segnali di sofferenza e rischi per le tradizionali colture, ma anche inaspettate potenzialit\u00e0, come dimostrano<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/boom-di-frutta-tropicale-made-in-italy\/\"><strong>il successo delle coltivazioni di frutta tropicale in Sicilia come mango, papaya, avocado, kiwi o litchi<\/strong><\/a>. Lo studio, condotto dal gruppo di colture tropicali dell\u2019Universit\u00e0 di Palermo, ha messo in evidenza che le coltivazioni di caff\u00e8<em> made in Sicily<\/em> sono paragonabili, dal punto di vista delle componenti bioattive e nutrizionali, a quelle delle zone tropicali di origine\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il paradosso, per\u00f2, \u00e8 che le piantagioni di caff\u00e8 richiedono tanta acqua e necessitano di un terreno sempre umido. Nella stagione calda ogni pianta necessita di un litro di acqua al giorno, in inverno un litro a settimana. \u00abQuesto, con <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/la-siccita-in-sicilia-e-sempre-piu-grave\/\">la siccit\u00e0 di cui soffre la Sicilia,<\/a> potrebbe essere un problema\u00bb<\/strong>. <strong>\u00c8 il cambiamento climatico, bellezza.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Ci sono tre ragioni per cui mi sono interessato a questo argomento : <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>1) una \u00e8 storica: il caff\u00e8 mi affascina pi\u00f9 di altri prodotti perch\u00e8 <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/libro\/i-caprotti-alla-lontana-giuseppe-esploratore-a-sana-yemen-1880-ca\/\">un mio lontano parente, Giuseppe Caprotti, esploratore &#8211; citato in &#8220;Le ossa dei Caprotti a pagina 24&#8221;-\u00a0 si \u00e8 prodigato nella diffusione del caff\u00e8 &#8220;arabica&#8221; dallo Yemen verso l&#8217;Italia, passando dall&#8217;Africa orientale italiana.<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>2) l&#8217;altra \u00e8 ambientale: <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/24_settembre_04\/sicilia-la-desertificazione-e-gia-in-atto-de-vito-consulente-onu-spiega-gli-effetti-del-cambiamento-climatico-8a7658fb-3997-49ef-9617-535fa153bxlk.shtml\">Sicilia, la desertificazione \u00e8 gi\u00e0 in atto: De Vito (consulente Onu) spiega gli effetti del cambiamento climatico<\/a> . <\/em><\/strong><em>A<\/em><em>\u00a0un certo punto dice: &#8220;&#8230;<strong>Invito ogni scettico a guardare con i propri occhi.<\/strong> Non c\u2019\u00e8 bisogno di essere scienziati, basta avere un computer, aprire Google Earth e vedere coi propri occhi com\u2019\u00e8 l\u2019Italia riprodotta grazie alle immagini dei satelliti. Se si confronta il nostro Paese oggi con una cartina dell\u2019Italia anche solo di 10 anni fa non c\u2019\u00e8 molto altro da aggiungere. Attraverso i satelliti anche chi non riesce a comprendere la portata del problema, anche il pi\u00f9 negazionista del cambiamento climatico non pu\u00f2 che cambiare idea&#8221;&#8230; <\/em><strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/albiate-perche-ci-vuole-un-progetto-di-riforestazione\/\"><em>E infatti <\/em><em>basta guardarsi attorno, anche ad Albiate (MB), e si vedono &#8211; a occhio nudo &#8211;\u00a0 gli effetti devastanti del cambiamento climatico.<\/em><\/a><\/strong><\/p>\n<p class=\"article-title\"><strong><em>leggi anche<\/em> <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/lodicoalcorriere\/index\/05-09-2024\/index.shtml\"><em>Caldo africano, nubifragi caraibici, <\/em><\/a><\/strong><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/lodicoalcorriere\/index\/05-09-2024\/index.shtml\"><em><strong>come cambia l\u2019estate italiana<\/strong><\/em><\/a>.<\/p>\n<p><strong><em>3)<\/em><\/strong><strong><em> oltre a <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/albiate-perche-ci-vuole-un-progetto-di-riforestazione\/\">subire i danni del cambiamento,<\/a> bisogna cercare di <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/cambiamenti-climatici-in-puglia-e-boom-di-avocado-e-altra-frutta-esotica\/\">cogliere delle opportunit\u00e0, soprattutto in agricoltura (Il \u00a0boom di avocado e altra frutta esotica in Puglia \u00e8 del 2020!)<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>p.s. : questo articolo mi fa pensare a <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/dove-va-il-mondo-i-cambiamenti-climatici-ridisegnano-la-mappa-del-vino-delleuropa\/\">quanto sta accadendo nel mondo del vino, dove l&#8217;Italia rischia di perdere gran parte delle sue vigne entro il 2100.<\/a><\/em>[\/vc_column_text][vc_separator][vc_single_image image=&#8221;43179&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre a subire i danni del cambiamento, bisogna cercare di cogliere delle opportunit\u00e0, soprattutto in agricoltura<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":64081,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[76],"tags":[266,217,248,273],"class_list":["post-86103","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sociale","tag-acqua","tag-agricoltura","tag-cambiamento-climatico","tag-le-ossa-dei-caprotti","category-76","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86103","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=86103"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86103\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":92506,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86103\/revisions\/92506"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/64081"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=86103"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=86103"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=86103"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}