{"id":87486,"date":"2024-10-21T12:13:09","date_gmt":"2024-10-21T10:13:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=87486"},"modified":"2024-10-21T12:33:02","modified_gmt":"2024-10-21T10:33:02","slug":"lemilia-romagna-di-nuovo-alluvionata-colpa-delle-bombe-di-cemento-il-pericoli-dellautonomia-differenziata-per-la-gestione-del-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/lemilia-romagna-di-nuovo-alluvionata-colpa-delle-bombe-di-cemento-il-pericoli-dellautonomia-differenziata-per-la-gestione-del-territorio\/","title":{"rendered":"L&#8217;Emilia-Romagna di nuovo alluvionata: colpa delle bombe di cemento. Il pericoli dell&#8217;autonomia differenziata per la gestione del territorio"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Redatto il 4 ottobre, aggiornato il 21 ottobre 2024<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/emilia-romagna-veneto-e-lombardia-regioni-di-un-paese-che-non-vuole-affrontare-il-cambiamento-climatico\/\"><strong>La storia si ripete e continuer\u00e0 a ripetersi finch\u00e8 non verr\u00e0 impostata una strategia per contrastare il cambiamento climatico su tutto il territorio nazionale.<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/cronaca\/2024\/09\/19\/news\/emilia_romagna_alluvione_cosa_non_ha_funzionato_cemento_consumo_suolo_paolo_pileri-17006351\/\">&#8220;L&#8217;Emilia-Romagna di nuovo alluvionata: colpa delle bombe di cemento&#8221;<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>di Adalgisa Marrocco<\/p>\n<p>Huffington Post<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il docente di pianificazione territoriale ambientale al Politecnico di Milano: &#8220;Dopo <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/emilia-romagna-veneto-e-lombardia-regioni-di-un-paese-che-non-vuole-affrontare-il-cambiamento-climatico\/\">i fatti dello scorso anno<\/a>, era fondamentale fermare l\u2019impermeabilizzazione del territorio, ma non \u00e8 accaduto. Al contrario, sono state concesse altre deroghe alla legge urbanistica regionale, favorendo ulteriore cementificazione&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>19 settembre 2024<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019Emilia-Romagna \u00e8 di nuovo colpita dall&#8217;alluvione: oltre mille persone evacuate, dispersi, scuole chiuse, muri delle case distrutti dall&#8217;acqua e fiumi esondati. C&#8217;\u00e8 chi sostiene che la situazione attuale sia addirittura peggiore di quella del 2023: le piogge, infatti, hanno colpito aree gi\u00e0 devastate dalle inondazioni del maggio dello scorso anno. E cos\u00ec, inevitabilmente, sorge una domanda: cosa \u00e8 andato storto? Perch\u00e9 questo territorio si trova di nuovo a fronteggiare un disastro di tali proporzioni?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Paolo Pileri, docente di Pianificazione Territoriale Ambientale al Politecnico di Milano e esperto di consumo di suolo, spiega a HuffPost che \u201cl\u2019Emilia-Romagna consuma e impermeabilizza enormi quantit\u00e0 di suolo da anni, trincerandosi dietro una legge urbanistica regionale del 2017 del tutto inadeguata per la tutela del suolo. In questi casi, i nodi vengono al pettine: sappiamo bene che sull\u2019asfalto l\u2019acqua non si infiltra e scorre veloce accumulandosi in quantit\u00e0 ed energia, provocando poi danni e vittime\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I dati parlano chiaro: econdo il rapporto ISPRA del 2022 sul consumo di suolo, tra il 2020 e il 2021 l&#8217;Emilia-Romagna ha consumato 658 ettari di territorio in un solo anno, posizionandosi al terzo posto a livello nazionale. In pochi anni, la percentuale di superficie impermeabilizzata nella regione ha raggiunto l&#8217;8,9%, contro una media nazionale del 7,1%. Dopo l\u2019alluvione del 2023, prosegue Pileri, &#8220;era fondamentale fermare l\u2019impermeabilizzazione del territorio, ma non \u00e8 accaduto. Al contrario, sono state concesse ulteriori deroghe alla legge urbanistica regionale, favorendo ulteriore cementificazione soprattutto nelle aree industriali e produttive&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Uno dei principali problemi \u00e8 <strong>la scarsa consapevolezza sull\u2019importanza della tutela del suolo<\/strong>: &#8220;In Italia, c&#8217;\u00e8 una grande ignoranza su questo tema e scarsa attenzione pubblica e politica. Eppure \u00e8 risaputo che un suolo cementificato fa scorrere l\u2019acqua cinque volte pi\u00f9 velocemente rispetto a un suolo libero, aumentando il rischio di alluvioni\u201d, afferma l\u2019esperto che ha scritto il saggio Dalla parte del suolo. L&#8217;ecosistema invisibile (Laterza, 2024). Dunque, \u201cnon \u00e8 solo colpa delle cosiddette \u2018bombe d\u2019acqua\u201d, ma anche delle <strong>\u2018bombe di cemento\u2019<\/strong> che continuano a essere gettate sul territorio, rendendolo pi\u00f9 vulnerabile\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oltre alla cementificazione, <strong>l\u2019agricoltura industriale gioca un ruolo cruciale: &#8220;Trattori e macchinari sempre pi\u00f9 pesanti compattano i terreni agricoli, riducendo la capacit\u00e0 del suolo di assorbire l\u2019acqua e contribuendo cos\u00ec agli allagamenti&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>In Italia, insomma, non si fa prevenzione ambientale. &#8220;Per ogni euro speso nella difesa del suolo, ne spendiamo tredici per altre attivit\u00e0 come l\u2019organizzazione delle elezioni o la manutenzione dell\u2019anagrafe&#8221;, denuncia Pileri. &#8220;\u00c8 evidente che, con una tale sproporzione, non si pu\u00f2 andare lontano, soprattutto di fronte ai cambiamenti climatici.&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Neanche l\u2019alluvione del 2023 ha portato a un cambiamento significativo nella pianificazione territoriale in Emilia-Romagna.<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8220;I fondi stanziati dopo l&#8217;emergenza sono stati usati per ricostruire tutto com\u2019era prima, senza nessuna riflessione su una gestione pi\u00f9 sostenibile del territorio<\/strong>. Le esigenze economiche e industriali continuano a prevalere: si costruiranno ancora case, capannoni, parcheggi, come se nulla fosse accaduto\u201d. Emblematica \u00e8 la vicenda dell&#8217;orto della Ghilana a Faenza, dove solo grazie all\u2019intervento dei comitati cittadini si \u00e8 riusciti a fermare la cementificazione di un\u2019area che l\u2019anno scorso era stata sommersa da un metro e mezzo d\u2019acqua.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Nonostante tutto, il Comune avrebbe consentito di urbanizzare quella zona con strade e case\u201d sottolinea il docente.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Italia ha mostrato poca lungimiranza anche a livello europeo. Nei mesi scorsi, insieme all\u2019Ungheria, <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/senza-insetti-e-natura-il-pianeta-muore-e-laccesso-al-cibo-diventa-piu-difficile\/\">il nostro Paese ha tentato di bloccare la &#8220;Nature Restoration Law&#8221;<\/a>, una normativa che impone il ripristino del 20% degli habitat terrestri e marittimi entro il 2030.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nonostante la legge sia poi stata approvata, le resistenze politiche verificatesi dimostrano quanto &#8220;la politica sia scollegata dalla realt\u00e0 del territorio&#8221;, osserva Pileri. &#8220;Questa normativa avrebbe potuto rappresentare un\u2019opportunit\u00e0 per rendere i territori pi\u00f9 resilienti, ma la mancanza di reazione di fronte al rischio che cadesse nel vuoto dimostra il disinteresse di chi governa\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla luce di questi problemi, quali misure dovrebbero essere prioritarie a livello locale e nazionale? &#8220;\u00c8 fondamentale fermare il consumo di suolo e avviare un piano di depavimentazione, rimuovendo il cemento laddove possibile. Occorre sfruttare gli spazi gi\u00e0 edificati senza consumare altro territorio e gestire le infrastrutture naturali, come fiumi e canali, secondo criteri ecologici\u201d, sostiene l\u2019esperto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Accanto a queste azioni, conclude Pileri, \u201cc\u2019\u00e8 bisogno di un cambiamento culturale. Dobbiamo smettere di pianificare in modo segmentato: la gestione degli ecosistemi non pu\u00f2 essere frammentata per comune o regione. A tale riguardo,<strong> il progetto di <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/perche-il-no-del-governo-al-fotovoltaico-nei-campi-non-ha-senso\/\">Autonomia Differenziata,<\/a> che attribuisce alle regioni la gestione esclusiva di risorse fondamentali come i fiumi, \u00e8 molto pericolosa. Si tratta di una visione miope che rischia di fare ulteriori danni<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><em>E infatti : <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2024\/10\/09\/news\/autonomia_musumeci_stop_protezione_civile-423543885\/\"><strong>Musumeci:<\/strong> <strong>\u201cRallentiamo, l\u2019autonomia non parta subito. Non cedo la Protezione civile\u201d<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n<p><em>(ansa)<\/em><\/p>\n<p><em>Intervista al ministro di FdI: \u201c<strong>Non si possono delegare le emergenze solo alle regioni, a rischio la sicurezza<\/strong>. Il Cdm non ceda nessuna materia prima che siano definiti i Lep\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abLa premessa \u00e8 che sono un autonomista convinto. Per\u00f2, guardi, non posso esserlo su una materia come la Protezione civile. Non posso esserlo perch\u00e9 \u00e8 un tema che riguarda la sicurezza nazionale\u00bb. Il ministro\u00a0Nello Musumeci, che ha deleghe proprio sulla Protezione civile e il mare\u2026<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/emilia-romagna-il-raccolto-della-frutta-sara-compromesso-per-i-prossimi-quattro-o-cinque-anni\/\"><strong>Ovviamente i raccolti di frutta dei prossimi anni verranno definitivamente compromessi.<\/strong><\/a> <\/em><\/p>\n<p><em>Sotto: <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/un-altro-anno-nero-per-la-frutta-produzione-in-calo-del-40-in-controtendenza-la-frutta-tropicale\/\">un\u00a0 articolo del 2021 sulla situazione delle pere, di cui la Romagna \u00e8 sempre stata grande produttore.<\/a><\/em>[\/vc_column_text][vc_separator][vc_single_image image=&#8221;61093&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il progetto di Autonomia Differenziata, che attribuisce alle regioni la gestione esclusiva di risorse fondamentali come i fiumi, \u00e8 molto pericolosa. 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