{"id":88316,"date":"2024-10-26T14:19:44","date_gmt":"2024-10-26T12:19:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=88316"},"modified":"2025-03-18T22:49:48","modified_gmt":"2025-03-18T21:49:48","slug":"i-caprotti-e-i-parenti-la-formidabile-zia-virginia-sorella-del-trisnonno-giuseppe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/i-caprotti-e-i-parenti-la-formidabile-zia-virginia-sorella-del-trisnonno-giuseppe\/","title":{"rendered":"I Caprotti e I parenti: la formidabile zia Virginia, sorella del trisnonno Giuseppe"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il 20 luglio 1903, in Ponte Albiate, muore Virginia Caprotti. Il necrologio, pubblicato su quasi tutte le testate giornalistiche locali e principali dell\u2019epoca, riassume, tra le volute del linguaggio dell\u2019epoca, quella che fu veramente la sua vita:<\/p>\n<p><em>Preci fervidi [sic] \/Per l\u2019anima pia, generosa, retta \/ di \/Virginia Caprotti \/Che ventenne sacratasi nel mondo \/ Al Celeste Sposo, \/ Visse di purezza e di amore, \/ Zelatrice della fede del culto divino \/ Dell\u2019insegnamento cristiano e civile, \/Modello delle avite virt\u00f9, \/Agli amati nipoti e congiunti, al popolo, \/Da lei sempre amato e tanto beneficato, \/Che piangono amaramente la di lei dipartita\/A 64 anni.<\/em><\/p>\n<p>Virginia \u00e8 la secondogenita dell\u2019avo Bernardo e di Carolina Candiani, nata dopo il mio futuro trisnonno Giuseppe (1837) e prima di un\u2019altra serie di fratelli, Giulia (1841), Leopolda (Leopoldina, 1842), Carlo (1845), Luigia e Maria (Marietta). I bambini \u2013 e soprattutto le bambine \u2013 crescono nell\u2019ambiente ricco d\u2019incensi e di preghiere della piissima madre, tanto che nel 1859 Virginia, a vent\u2019anni, pronuncia solennemente il voto di verginit\u00e0, Leopolda e Maria, una dietro l\u2019altra, si fanno suore tra le Fatebensorelle, e Giulia diventa maestra di lavori presso l\u2019Istituto cieche e sordomute di Legnano; di Luigia \u00e8 l\u2019unica a sposarsi, probabilmente tra lo stupore generale.<\/p>\n<p><em>Zelatrice<\/em>, la definisce il suo necrologio. E in effetti un indistruttibile, instancabile, implacabile zelo anim\u00f2 questa convinta zitella per scelta, ispettrice delle scuole comunali per pi\u00f9 di trent\u2019anni, che si sentiva figlia del Signore e suo strumento non in un convento ma nel secolo, dove c\u2019era cos\u00ec tanto bisogno.<\/p>\n<p>Non soltanto infatti, com\u2019era l\u2019uso dell\u2019epoca per le donne di buona famiglia, \u00e8 membro di qualunque ente o fondazione caritatevole anche minima esista nei paraggi, a cominciare naturalmente dall\u2019\u201c<strong>Opera pia Candiani-Caprotti<\/strong>\u201d voluta da sua madre per l\u2019assistenza ai vecchi e agli infermi, ma \u00e8 attentissima alle miserie quotidiane che si vede intorno: se un vecchio non ha dove riposare le ossa doloranti, lei gli trova una poltrona che questi, troppo povero, non avrebbe mai potuto procurarsi. Un piccolo esempio, forse, ma moltiplicato per cento fa di lei una persona decisamente invadente \u2013 chiede, sollecita, sprona, visita finch\u00e9 non ottiene lo scopo, fosse un rosario recitato per la santit\u00e0 dell\u2019anima o un rimedio per il mal di stomaco -, ma indubbiamente capace, piena di risorse e sinceramente interessata al prossimo suo, anche se magari, nella sua torre di purezza e convinta della sua missione educatrice, che non ammettevano cedimenti, un po\u2019 priva di empatia.<\/p>\n<p><em>Sotto: nell&#8217;albero genealogico della famiglia Virginia, di cui purtroppo non abbiamo foto, \u00e8 nel secondo riquadro<\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_media_grid initial_loading_animation=&#8221;none&#8221; grid_id=&#8221;vc_gid:1733692824466-48555d22-a1b5-4&#8243; include=&#8221;78180,78181,78182,78183&#8243;][vc_separator][vc_column_text]<strong>Virginia \u00e8 il collante della famiglia<\/strong>. Fa continuamente la spola fra le case dove le sorelle che non sono rimaste ad Albiate si sono stabilite, se serve fa da \u201chub\u201d per ogni carrozza, pacco e fornitura di passaggio, smistando con precisione parenti e camicie stirate; sprona e ammonisce, come nel caso degli auguri per il Natale 1898 mandati ai nipotini, piccoli capolavori di arte minima femminile arricchiti da raccomandazioni di controllato affetto; presiede a nascite e morti, le comunica anche, con lettere lunghe e moderatamente affettuose che ci riportano al tempo in cui gli eventi della vita erano perennemente sovrastati dalla morte. Cos\u00ec, ad esempio, il 10 settembre 1877 scrive al fratello Giuseppe dopo che, il giorno 8, era morta Maria, una sua figlia di soli due mesi, nata con una malformazione congenita:<\/p>\n<p><em>\u201c(\u2026) Anche per te, mio caro Peppino, deve risultare doloroso tale annunzio ricevuto, ma forse ti \u00e8 pi\u00f9 facile mitigare il tuo dolore per la perdita di questa tua figliuoletta perch\u00e9 adesso contava poco tempo di vita, e quindi l\u2019affetto e l\u2019amore per essa era da principio; che se invece essa soccombeva dopo qualche anno di vita, oh! allora doveva essere pi\u00f9 vivo e pi\u00f9 sentito ancora il dolore, perch\u00e9 anche l\u2019amore e l\u2019affetto per essa doveva essere assai aumentato da parte tua per lei. (\u2026)\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Sembrano parole crude, ma all\u2019epoca, con pochissimi bambini che riuscivano a passare l\u2019anno di vita e poi faticavano comunque a diventare adulti, si tardava ad affezionarsi, si aspettava: sarebbe stato un inutile spreco di energie. A Virginia poi dispiace per la madre della piccola, la cognata Giuseppina sempre fragile e ansiosa, tanto che, d\u2019accordo col medico, la manda alla casa paterna perch\u00e9 non faceva che scoppiare a piangere ogni volta che guardava la bambina morta. L\u2019organizzatrice, la donna che sa cosa fare in ogni caso prende subito in mano la situazione: \u201c<em>Oggi le ho scritto<\/em> [a Giuseppina] <em>ragguagliandola del funeraletto fatto ieri alle 4 ore dopo mezzogiorno. Anche stavolta io mi sono presa il mesto incarico di preparare e le ragazzine e i fiori e le corone<\/em> (\u2026)\u201d. E conclude col solito sprone, fratello mio \u201c<em>ritengo che ti sarai rassegnato alla tua disgrazia<\/em>\u201d (dopo due giorni scarsi dalla morte di una figlia!), d\u2019altronde le disgrazie sono inevitabili, bisogna aspettarsele cos\u00ec si \u00e8 sempre pronti \u201c<em>e non se ne sente tutto il peso<\/em>\u201d. Per fortuna, la piccola lapide della disgraziata Maria, murata su una parete dell\u2019attuale cappella Caprotti nel cimitero di Albiate, parla di molto maggiore affetto e dolore.<\/p>\n<p><strong>Veloce, pronta e intollerante, la zia Virginia, specialmente quando si tratta di litigi e faide familiari. Non le permetteva, e faceva quindi di tutto per comporle.<\/strong> <strong>Due dei suoi nipoti,<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/i-caprotti\/\"> il mio bisnonno Bernardo e suo fratello Emilio, litigarono per tutta la vita, riuscendo ad esser negli affari dei veri pasticcioni \u2013 per non dir peggio -, che mandarono in fallimento ben tre aziende, tra cui la propria.<\/a> Ma Virginia era abituata a non sentire ragioni e non permise mai che i due nipoti, il suo prediletto Bernardo e il burrascoso Emilio, giungessero a una rottura definitiva.<\/strong> Ad esempio comandava loro di venire a colazione da lei insieme alle mogli, e anche se i due tentavano di eludere l\u2019invito con tutte le scuse possibili la zia poteva lasciar perdere una volta, ironizzando sulle scuse addotte (\u201c<em>hai la febbre anche tu?<\/em>\u201d), due no. Un esempio \u00e8 questo bigliettino del 17 giugno 1900, indirizzato a Bernardo:<\/p>\n<p>\u201c<em>Mi faresti il piacere, potendolo, di venire da me a colazione marted\u00ec alle 11 ore? Vi sar\u00e0 qui anche l&#8217;Emilio e la Maria: ti raccomando poi di non andare in oca. \/ Addio, ti saluta di cuore la tua affezionatissima zia Virginia Caprotti.<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>La buona opera di tenere a bada due uomini che sul lavoro riuscivano a scannarsi sia che fossero concorrenti sia che fossero soci dovette essere continuata con successo da coniugi e nipoti, visto che i due, in anni ormai anziani, erano soliti passare il Natale insieme ed assieme ai congiunti.<\/strong><\/p>\n<p>Come detto all\u2019inizio, Virginia muore il 20 luglio 1903, dopo aver riunito la famiglia viva e defunta (volle fortemente che i resti delle due sorelle morte giovani e \u201cfuori sede\u201d, Leopolda e Giulia, fossero traslati dalla primitiva sede al cimitero albiatese, ove furono tumulati assieme sotto la lapide che Virginia stessa volle per loro, anch\u2019essa conservata).<\/p>\n<p>Nel testamento olografo del 23 maggio 1903 lascia tutto al nipote Bernardo, a parte 100 lire per ciascuno dei pronipoti Lina, Silvia, Peppino, Giulia e Sandro e altri lasciti minori, nonch\u00e9 l\u2019usufrutto vitalizio della sua casa e di quanto contiene alla sua dama Matilde Cesana, dopo che i nipoti avranno preso quadri, mobili o altro che li aggradino. <em>Tutto ci\u00f2 che avanzer\u00e0 dovr\u00e0 restare tutto in casa e niente andare venduto, perch\u00e9 tutto sia a profitto delle Suore che verranno in seguito. L\u2019ultimo superstite di voi tre fratelli, nominer\u00e0 al possesso di detta mia casa e terreno unito le Suore della Carit\u00e0, le quali intendo abbiano ad essere posseditrici in seguito<\/em>. Anche Virginia, pi\u00f9 di vent\u2019anni dopo, trov\u00f2 definitivo riposo nella cappella di famiglia, concludendo cos\u00ec la sua intensa storia.<\/p>\n<p><em>Probabilmente se avessimo avuto una mediatrice come la zia Virginia nei nostri rapporti ( padre- figlio) <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/le-ossa-dei-caprotti-la-storia-della-famiglia-che-ha-creato-il-mito-esselunga\/\">la mia storia in e con Esselunga e con la mia famiglia sarebbe finita in modo diverso.<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonti:<\/strong><br \/>\nAlbiate, Villa San Valerio, Archivi San Valerio, Archivio Manifattura Caprotti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Segui Le Ossa dei Caprotti<\/strong><\/p>\n<p>su <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/leossadeicaprotti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Instagram<\/strong><\/a><\/p>\n<p>su <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/GiuseppeMariaGiorgioCaprotti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Facebook<\/strong><\/a><\/p>\n<p>su <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/@Giuseppe.Caprotti\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>YouTube<\/strong><\/a><\/p>\n<p>su <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/in\/giuseppe-caprotti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>LinkedIn<\/strong><\/a><\/p>\n<p>su <a href=\"https:\/\/x.com\/g_caprotti\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>X<\/strong><\/a>[\/vc_column_text][vc_separator][vc_media_grid grid_id=&#8221;vc_gid:1733692824467-bb738210-0e98-10&#8243; include=&#8221;88312,88311,88310,77421,87944,87945,77415,77414,77468&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La zia Virginia \u00e8 stata il paciere della famiglia in un&#8217;epoca di grandi faide : la buona opera di tenere a bada due uomini che sul lavoro riuscivano a scannarsi sia che fossero concorrenti sia che fossero soci dovette essere continuata con successo da coniugi e nipoti, visto che i due, in anni ormai anziani, erano soliti passare il Natale insieme ed assieme ai congiunti<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":88314,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[95,212,240],"tags":[191,185,273,281],"class_list":["post-88316","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-caprotti-venosta","category-storia-di-esselunga","category-storia-locale","tag-albiate","tag-esselunga","tag-le-ossa-dei-caprotti","tag-nardo-caprotti","category-95","category-212","category-240","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88316","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=88316"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88316\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":89855,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88316\/revisions\/89855"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/88314"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=88316"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=88316"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=88316"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}