{"id":89389,"date":"2024-11-20T22:17:15","date_gmt":"2024-11-20T21:17:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=89389"},"modified":"2024-11-20T23:33:05","modified_gmt":"2024-11-20T22:33:05","slug":"il-mediterraneo-e-una-delle-aree-piu-inquinate-al-mondo-il-rapporto-erodera-fino-a-23-metri-di-coste-a-rischio-spiagge-e-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/il-mediterraneo-e-una-delle-aree-piu-inquinate-al-mondo-il-rapporto-erodera-fino-a-23-metri-di-coste-a-rischio-spiagge-e-citta\/","title":{"rendered":"Il Mediterraneo \u00e8 una delle aree pi\u00f9 inquinate al mondo. Il rapporto: \u00abEroder\u00e0 fino a 23 metri di coste, a rischio spiagge e citt\u00e0\u00bb"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Redatto il 19 novembre, aggiornato il 20 novembre 2024<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/24_novembre_18\/il-mediterraneo-e-una-delle-aree-piu-inquinate-al-mondo-il-rapporto-erodera-fino-a-23-metri-di-coste-a-rischio-spiagge-e-citta-5b3a09c1-c6af-4b59-8f32-c1ef48222xlk.shtml\"><strong>Il Mediterraneo \u00e8 una delle aree pi\u00f9 inquinate al mondo. Il rapporto: \u00abEroder\u00e0 fino a 23 metri di coste, a rischio spiagge e citt\u00e0\u00bb<\/strong><\/a><\/p>\n<p>di Sara Gandolfi<\/p>\n<p>Rapporto scientifico alla COP sui rischi del <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/mediterraneo-vongole-e-cozze-a-rischio-a-causa-del-cambiamento-climatico-e-del-granchio-blu\/\">Mare Nostrum<\/a>: si alzer\u00e0 fino ad un metro a fine secolo. In aumento temperature e inondazioni<\/p>\n<p>Il Mediterraneo eroder\u00e0 fino a 23 metri di coste, a rischio spiagge e citt\u00e0: il mare si alzer\u00e0 fino a un metro a fine secolo<\/p>\n<p><strong>Nuovo SOS per il <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/nel-mediterraneo-il-58-per-cento-delle-popolazioni-ittiche-sono-sovrapescate\/\">Mediterraneo<\/a> alla Conferenza dell&#8217;Onu sul clima in corso a Baku. Luned\u00ec, gli scienziati del MedECC (Mediterranean Experts on Climate and environmental Change) hanno pubblicato un nuovo report sui rischi costieri del Mare Nostrum. Le prospettive sono da incubo. Nella regione, il temuto aumento di 1,5\u00b0 C rispetto all&#8217;era pre-industriale \u00e8 stato raggiunto gi\u00e0 nel 2020 ed entro fine secolo potrebbe addirittura toccare i\u00a0 2,9\u00b0C, nello scenario peggiore. E anche il mare ha &#8220;la febbre&#8221;: l&#8217;aumento della temperatura dell&#8217;acqua osciller\u00e0 fra 2,7 e 3,8\u00b0C a fine secolo.<\/strong><\/p>\n<p>Quello che preoccupa forse di pi\u00f9 gli esperti \u00e8 per\u00f2 la velocit\u00e0 con cui si sta alzando il livello del mare: circa 2,8 mm all\u2019anno, il doppio della media del 20\u00b0 secolo.\u00a0 Si prevede che il trend continuer\u00e0 a un ritmo che dipender\u00e0 dalle future <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/emissioni-sempre-piu-su-temperature-della-terra-a-31-nel-2100\/\">emissioni di gas serra.<\/a> Entro la fine del secolo il livello del mare potrebbe salire di oltre un metro, con il conseguente aumento di <strong>inondazioni costiere<\/strong>. \u00abL&#8217;innalzamento relativo del livello del mare ha gi\u00e0 aumentato la frequenza di alluvioni del centro storico di Venezia\u00bb, conferma il report.<\/p>\n<p>\u00abSono ad alto rischio di erosione sia le spiagge del Nord-est sia le piccole spiagge del Sud Italia, che potrebbero sparire. Il processo \u00e8 irreversibile su una scala di secoli o millenni\u00bb. Un futuro inquietante, conferma Piero Lionello, professore ordinario di Oceanografia e Scienze dell&#8217;Atmosfera presso l&#8217;Universit\u00e0 del Salento e presidente della rete MedCLIVAR: \u00abIl livello del mare \u00e8 un\u2019enorme inerzia. Non si pu\u00f2 arrestarlo o contrastarlo velocemente. Anche se noi riducessimo velocemente le emissioni ormai continuerebbe ad aumentare per l\u2019inerzia termica degli oceani che continuano ad assorbire calore, quindi ad espandersi\u00bb, spiega. \u00abCi sono scenari, cosiddetti \u201cimprobabili ma plausibili\u201d, che parlano di 15 metri di innalzamento entro il 2300\u00bb.<\/p>\n<p>Altrettanto allarmante \u00e8 il <strong>tasso di erosione costiera<\/strong> che osciller\u00e0 tra i 17,5 e\u00a0 i 23 metri entro il 2050 e addirittura fra 40 e 60 metri a fine secolo.\u00a0 Le conseguenze pi\u00f9 drammatiche si osservano nelle aree di foce dei fiumi, nei tratti costieri intorno ai porti e ad altre infrastrutture costiere. \u00abIn assenza di adeguate misure di adattamento e protezione, l&#8217;erosione delle spiagge aumenter\u00e0 nei prossimi decenni, incrementando anche i rischi di danni causati dalle tempeste e riducendo l&#8217;estensione delle aree destinate al turismo\u00bb, confermano gli esperti.<\/p>\n<p>Le precipitazioni diminuiranno su gran parte del Mediterraneo, ma le forti piogge aumenteranno in alcune zone settentrionali, quindi anche in Italia. La costa mediterranea \u00e8 tra le regioni del mondo con la pi\u00f9 alta probabilit\u00e0 di inondazioni ed \u00e8 probabile che la frequenza degli eventi estremi sul livello del mare, che si verificano una volta ogni 100 anni, aumenti almeno del 10% entro il 2050 e del 22% entro il 2100.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/il-mediterraneo-brucia-turismo-a-rischio-e-migrazioni-in-aumento\/\">Un capitolo a parte riguarda i rifiuti in mare. \u00abIl Mar Mediterraneo \u00e8 una delle aree pi\u00f9 inquinate dalla plastica in tutto il mondo\u00bb, si legge nel rapporto.<\/a> \u00abLa plastica galleggiante si accumula lungo le sue coste a causa delle attivit\u00e0 umane e della circolazione marina. La plastica rappresenta fino all&#8217;82% dei rifiuti osservati, il 95-100% dei totale dei rifiuti marini galleggianti e oltre il 50% dei rifiuti marini dei fondali marini nel Mediterraneo\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lemonde.fr\/planete\/article\/2024\/11\/19\/le-bassin-de-la-mediterranee-une-region-encore-plus-exposee-aux-consequences-du-dereglement-climatique_6402919_3244.html\">E fino a 20 milioni di persone potrebbero quindi essere costrette a spostarsi permanentemente entro il 2100, stimano gli autori. Perch\u00e8 la\u00a0 gamma di inquinanti, unita al riscaldamento, minaccia la salute umana, la quantit\u00e0 e la qualit\u00e0 dell\u2019acqua, la produzione di energia, nonch\u00e9 i rendimenti agricoli, l\u2019acquacoltura e la pesca. I relatori osservano che i raccolti di olive, uva, cereali e ortaggi sono gi\u00e0 colpiti, il che grava sulla sicurezza alimentare dei paesi mediterranei.<\/a>[\/vc_column_text][vc_separator][vc_single_image image=&#8221;89208&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello che preoccupa forse di pi\u00f9 gli esperti \u00e8 per\u00f2 la velocit\u00e0 con cui si sta alzando il livello del mare: circa 2,8 mm all\u2019anno, il doppio della media del 20\u00b0 secolo.\u00a0 Si prevede che il trend continuer\u00e0 a un ritmo che dipender\u00e0 dalle future emissioni di gas serra. Entro la fine del secolo il livello del mare potrebbe salire di oltre un metro, con il conseguente aumento di inondazioni costiere. \u00abL&#8217;innalzamento relativo del livello del mare ha gi\u00e0 aumentato la frequenza di alluvioni del centro storico di Venezia\u00bb, conferma il report<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":66628,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[76],"tags":[266,248,85],"class_list":["post-89389","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sociale","tag-acqua","tag-cambiamento-climatico","tag-frutta-e-verdura","category-76","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89389","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=89389"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89389\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":89408,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89389\/revisions\/89408"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66628"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=89389"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=89389"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=89389"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}