{"id":91670,"date":"2025-03-16T15:41:22","date_gmt":"2025-03-16T14:41:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=91670"},"modified":"2025-03-16T15:41:53","modified_gmt":"2025-03-16T14:41:53","slug":"sostiene-il-commercio-delle-pellicce-di-orso-polare-il-wwf-giustamente-sotto-accusa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/sostiene-il-commercio-delle-pellicce-di-orso-polare-il-wwf-giustamente-sotto-accusa\/","title":{"rendered":"&#8220;Sostiene il commercio delle pellicce di orso polare&#8221;; il WWF &#8211; giustamente &#8211; sotto accusa"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<em>Redatto il 1\u00b0 marzo, aggiornato il 16 marzo 2025<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Il &#8220;giustamente&#8221; nel titolo l&#8217;ho inserito a ragion veduta e alla fine dell&#8217;articolo vi spiego perch\u00e8.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/green-and-blue\/2025\/02\/17\/news\/commercio_pellicce_orso_polare_wwf_sotto_accusa-424010185\/\">&#8220;Sostiene il commercio delle pellicce di orso polare&#8221;, il WWF sotto accusa<\/a><\/p>\n<p><em>di \u00a0Giacomo Talignani<\/em><\/p>\n<p><em>Una inchiesta del \u201cGuardian\u201d solleva i dubbi sul paradosso conservazionista, visto che l\u2019associazione ambientalista non si oppone alla caccia in Canada. Secondo l\u2019ong una risorsa necessaria per le piccole comunit\u00e0 locali<\/em><\/p>\n<p>17 Febbraio 2025<\/p>\n<p>Pensate a un animale iconico che rischiamo di perdere a causa dei cambiamenti che l&#8217;uomo ha inflitto al pianeta: probabilmente, con in mente le foto di esemplari emaciati che si spostano a fatica su piccoli pezzi di ghiaccio, molti di voi risponderanno l&#8217;orso polare. E se vi dicessero che anzich\u00e9 spingere per aumentare la protezione di questa specie, attraverso specifiche convenzioni internazionali, una delle principali associazioni ambientaliste del mondo &#8211; il\u00a0WWF International\u00a0&#8211; ha lavorato finora per opporsi alla sua protezione totale, muovendosi invece nella direzione di mantenere il commercio delle pelli di orsi?<\/p>\n<p>Viene immediato immaginare che in molti griderebbero allo scandalo: un po&#8217; quello che sta succedendo dopo che\u00a0<em>The Guardian<\/em>, con una inchiesta durata diversi mesi, ha rivelato proprio il fatto che il WWF stia avallando &#8220;il commercio di pelle di orso polare&#8221;, sostiene il giornale britannico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Eppure, non tutto \u00e8 come sembra, dato che la scelta del WWF &#8220;\u00e8 legata alla scienza e a sostenere le comunit\u00e0 locali&#8221;, affermano dall&#8217;organizzazione ambientalista. Ma per districarsi fra quanto rivelato recentemente dal\u00a0<em>Guardian\u00a0<\/em>e per capire il perch\u00e9 di alcune posizioni del WWF, per poi farsi una propria personale idea sul tema, bisogna fare per forza un passo indietro.<\/p>\n<p>Cosa minaccia il futuro degli orsi<\/p>\n<p>Gli orsi polari, lo sappiamo, sono in estrema difficolt\u00e0: vivono in poche aree del mondo, nell&#8217;Artico, soprattutto in Canada (che ospita il 60% delle popolazioni), Stati Uniti, Russia, Groenlandia e Norvegia. In questi Paesi gli orsi hanno vissuto pi\u00f9 problematiche nel tempo: fino agli anni Sessanta per esempio il problema principale legato alla loro sopravvivenza era l&#8217;impatto della caccia.<\/p>\n<p>Successivamente per\u00f2 in tutti gli Stati, tranne il Canada, sono scattati\u00a0divieti di uccidere orsi a fini commerciali: in Canada per\u00f2, per garantire sussistenza e tradizioni di alcune comunit\u00e0 locali, \u00e8 ancora permesso, anche se seguendo una precisa regolamentazione. Nel frattempo gli effetti delle costanti emissioni antropiche hanno terribilmente accelerato il\u00a0riscaldamento globale: ben presto il principale problema per la vita degli orsi \u00e8 diventato cos\u00ec il cambiamento climatico che porta alla perdita di ghiaccio, la frammentazione degli habitat, la scomparsa di specie e di conseguenza l&#8217;impossibilit\u00e0 di cacciare e nutrirsi per moltissime popolazioni di orsi. Per questo, nonostante una parziale ripresa del numero di orsi polari dopo i divieti di caccia nel mondo, in alcune aree (per esempio proprio in zone del Canada) i numeri sono calati anche del 40%.<\/p>\n<p>Ad oggi, anche se le cifre sono controverse perch\u00e9 difficili da mappare, la\u00a0IUCN\u00a0(Unione internazionale per la Conservazione della Natura)\u00a0stima che esistano circa 26mila esemplari in tutto il mondo, altri studi invece parlano di poco pi\u00f9 di 20mila orsi.\u00a0La maggior parte delle ricerche parla per\u00f2 chiaro: a causa della crisi del clima, senza azioni di mitigazione che possano portare a un reale cambiamento nel tempo,\u00a0entro fine secolo tutte le popolazioni di orsi polari rischiano di scomparire.<\/p>\n<p>Attualmente, sempre secondo IUCN, gli orsi bianchi sono nella categoria &#8220;vulnerabili&#8221; al rischio estinzione, sempre per via principalmente degli effetti del\u00a0<em>global warming<\/em>. Per questo molte associazioni ambientaliste, WWF compreso, da tempo usano le immagini degli orsi polari come simbolo della biodiversit\u00e0 che stiamo perdendo.<\/p>\n<p>Fatte queste premesse si apre ora un altro capitolo, quello sul commercio delle pelli di orsi polari che vengono ancora cacciati in\u00a0Canada. In media, scrive il\u00a0<em>Guardian<\/em>,\u00a0si stima &#8220;che tra 300 e 400 pelli l&#8217;anno vengano esportate&#8221;, soprattutto<strong> in Cina o nei mercati asiatici, dove una pelle di orso pu\u00f2 essere venduta anche a 57mila euro<\/strong>, usata per pellicce, tappeti o abiti il pi\u00f9 delle volte. Quel commercio, relativo all&#8217;esportazione e vendita delle pellicce, non \u00e8 vietato.<\/p>\n<p>Cosa dice il regolamento CITES sugli orsi polari<\/p>\n<p>Mentre ogni Paese ha i suoi vincoli e leggi sulla caccia, commercio dei prodotti interni e altre questioni, sul commercio internazionale entra in gioco il regolamento CITES (Convention of the International Trade in Endangered Species), l&#8217;organizzazione globale che regola il commercio di specie in via di estinzione. Il CITES funziona per Appendici: le parti di specie minacciate inserite nell&#8217;Appendice I (quella in cui di solito si considerano popolazioni di cui restano meno di 5000 esemplari) non possono essere in alcun modo commercializzate. Discorso diverso invece per l&#8217;Appendice II, dove le specie possono essere commercializzate ma sono necessari permessi di esportazione e importazione, legati a pareri scientifici relativi al CITES. Gli orsi polari sono indicati all&#8217;interno dell&#8217;Appendice II ma, da diversi anni, alle Cop in cui i Paesi si riuniscono per prendere accordi su leggi e protezione, paesi come Stati Uniti, Russia e altri, chiedono la fine totale del commercio di pelli e parti di orso, spingendo per inserire i plantigradi dell&#8217;Artico nell&#8217;Appendice I. A questo, sostiene con la sua inchiesta il\u00a0<em>Guardian<\/em>, si oppone il WWF.<\/p>\n<p>Le accuse al WWF: &#8220;Sostiene il commercio delle pelli di orsi&#8221;<\/p>\n<p>Il fatto che il<strong> WWF<\/strong> non abbia mai spinto per il passaggio all&#8217;Appendice I \u00e8 noto da tempo: la posizione dell&#8217;associazione animalista \u00e8 infatti quella, in sunto, di <strong>considerare come vera minaccia per gli orsi la crisi del clima e la perdita di ghiacci e non il commercio legato alle uccisioni in Canada, perch\u00e9 quest&#8217;ultimo se gestito e regolato da leggi pu\u00f2 essere visto come una risorsa necessaria per le piccole comunit\u00e0 locali e il mantenimento delle tradizioni native.<\/strong> In sostanza, qualcosa di sostenibile.\u00a0Una visione che il\u00a0<em>Guardian\u00a0<\/em>racconta per\u00f2 come paradosso non tanto per la posizione del WWF, ma per il tentativo dell&#8217;associazione ambientalista continuo negli anni, soprattutto durante i vertici CITIES, di opporsi al passaggio all&#8217;Appendice I, ovvero la protezione totale.<\/p>\n<p>&#8220;Il WWF ha fatto pressioni in modo costante per la continuazione del commercio di pellicce di orso polare canadese. Nella sua dichiarazione di posizione, ha riconosciuto che potrebbe esserci un calo significativo della popolazione di orsi polari nei prossimi decenni, ma ha affermato che il commercio non \u00e8 una minaccia significativa per la specie&#8221; scrive il<em>\u00a0Guardian<\/em>\u00a0aggiungendo che sia &#8220;nel 2010 che nel 2013 durante le riunioni della CITES il WWF si \u00e8 opposto alla concessione della protezione totale agli orsi polari&#8221; raccomandando &#8220;ai partiti di non votare per un divieto totale, sostenendo che gli orsi polari non soddisfacevano ancora i criteri per tale divieto&#8221;.<\/p>\n<p>La posizione gi\u00e0 ribadita nel 2013 dal WWF era esplicita e il\u00a0<em>Guardian\u00a0<\/em>precisa che anche oggi &#8220;questa visione persiste&#8221; sottolineando per\u00f2 come l&#8217;organizzazione del Panda al contrario &#8220;abbia fatto pressioni per esempio contro la concessione della piena protezione ai sensi della CITES per altri animali come elefanti, ippopotami, giraffe e rinoceronti&#8221;.<\/p>\n<p>In tutto ci\u00f2 il media britannico cita poi guide locali e residenti canadesi che indicano come <strong>per avere fonti di reddito si potrebbero percorrere altre strade, per esempio basate sui safari animali<\/strong>, anzich\u00e9 commercializzare parti di orsi, e ricorda come oltre alle posizioni di Stati Uniti, Russia e altri Paesi ci siano oltre 80 Ong che si oppongono alla visione del WWF sulla questione orsi polari.<\/p>\n<p>La replica del WWF: &#8220;Seguiamo la scienza e ascoltiamo i bisogni delle comunit\u00e0 locali&#8221;<\/p>\n<p>Il WWF dal canto suo replica alle accuse sostenendo la sua posizione, ovvero quella che vietare il commercio internazionale danneggerebbe mezzi di sostentamento tradizionali delle comunit\u00e0 indigene e locali e che a rifiutare l&#8217;idea di inserire gli orsi nell&#8217;Appendice I &#8220;ci sono anche le raccomandazioni della IUCN, dell&#8217;ong Traffic, del Pew Environment Group o del segretariato CITES&#8221; Una posizione che Gianluca Catullo, Habitat &amp; Species program manager del WWF Italia, prova a sintetizzare a <em>Green&amp;Blue<\/em>\u00a0nel tentativo di fare chiarezza. &#8220;Abbiamo letto quello che c&#8217;\u00e8 scritto nell&#8217;inchiesta. Ma devo anche dire che non tutti i numeri tornano: per esempio sono andato sul sito CITES, dove sono scaricabili i dati relativi ai traffici relativi all&#8217;orso polare, e sono molto pi\u00f9 bassi rispetto a <strong>300-400 orsi uccisi ogni anno di cui parla il\u00a0<em>Guardian<\/em>.<\/strong> Detto ci\u00f2 vorrei ricordare che noi facciamo conservazione e nel farlo seguiamo le indicazioni della scienza.\u00a0Oggi la scienza dice questo: gli orsi sono vulnerabili e lo sono per la crisi del clima, non per numeri limitati di prelievi. Questo lascia aperta la strada a un numero minimo di prelievi per garantire la sussistenza delle comunit\u00e0 locali e di utilizzi tradizionali.\u00a0Fare conservazione significa anche farlo coerentemente con le esigenze e gli usi dei popoli nativi, almeno finch\u00e9 la scienza ci dice che \u00e8 fattibile.\u00a0Se in futuro la ricerca dir\u00e0 che anche solo rimuovere un singolo orso potrebbe minacciare la sussistenza dell&#8217;intera specie, allora ovviamente cambieremo subito posizione.\u00a0Ma finora siamo semplicemente stati pragmatici: lavorando con le comunit\u00e0 che manifestavano l&#8217;esigenza di pochi prelievi, e non entrando questa necessit\u00e0 in conflitto con obiettivi di conservazione della specie, abbiamo sostenuto una posizione secondo noi coerente sia con l&#8217;attuale stato dell&#8217;orso, sia con le richieste delle comunit\u00e0 native&#8221;.[\/vc_column_text][vc_separator][vc_column_text]<em><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/conferenza-il-grande-viaggio-dellingegner-gianni-albertini-nei-mari-artici\/\">Nel 2024 sono stato alle Svalbard, in Norvegia,<\/a> ed ho avuto modo di vedere gli orsi polari e di informarmi in proposito.<\/em><\/p>\n<p><em>Morten Jorgensen, in Polar Bears on the Edge (\u00a0 \u00a0 \u00a0 ), afferma- al contrario di The Guardian &#8211; che gli <strong>orsi uccisi<\/strong> sono molti di pi\u00f9 : <strong>1000 all&#8217;anno<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Ogni nove ore viene ucciso, dai cacciatori, un orso polare, in Canada, Groenlandia, Russia e Stati Uniti. <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Con la Norvegia che ha leggi che li proteggono ma non fa assolutamente nulla per la difesa dell&#8217;orso polare in generale (<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/norvegia-aumentatata-la-quota-di-caccia-delle-balene\/\">peraltro in Norvegia \u00e8 ancora consentita ed incentivata l&#8217;uccisione di alcune specie di balene<\/a>..).<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Chi vive in Norvegia sa che il cambiamento climatico sta aggravando la situazione ma non \u00e8 la vera ragione di questa strage.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Che il <strong>WWF<\/strong> ne prenda atto.<\/em><\/p>\n<p><em>Firmato : un estimatore di <a href=\"https:\/\/www.wwf.it\/pandanews\/wwf-life\/fulco-pratesi-la-natura-e-un-miracolo\/\">Fulco Pratesi<\/a>, con il quale, in Esselunga, <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/storia-i-valori-nei-fatti-la-responsabilita-sociale-esselunga\/\">avevo fatto cose egregie.<\/a><\/em>[\/vc_column_text][vc_separator][vc_media_grid grid_id=&#8221;vc_gid:1742133445339-2d0b0be4-2687-6&#8243; include=&#8221;92061,92062,92063,92064&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni nove ore viene ucciso, dai cacciatori, un orso polare, in Canada, Groenlandia, Russia e Stati Uniti. Chi vive in Norvegia sa che il cambiamento climatico sta aggravando la situazione ma non \u00e8 la vera ragione di questa strage. Che il WWF ne prenda atto<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":91758,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[76],"tags":[248,185,244],"class_list":["post-91670","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sociale","tag-cambiamento-climatico","tag-esselunga","tag-wwf","category-76","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91670","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=91670"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91670\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":92686,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91670\/revisions\/92686"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/91758"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=91670"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=91670"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=91670"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}