{"id":93131,"date":"2025-03-31T08:07:11","date_gmt":"2025-03-31T06:07:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=93131"},"modified":"2025-03-31T08:14:45","modified_gmt":"2025-03-31T06:14:45","slug":"perche-in-sicilia-ci-sara-una-crisi-idrica-anche-se-ha-piovuto-per-mesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/perche-in-sicilia-ci-sara-una-crisi-idrica-anche-se-ha-piovuto-per-mesi\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 in Sicilia ci sar\u00e0 una crisi idrica anche se ha piovuto per mesi"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/flash\/la-siccita-in-sicilia-e-sempre-piu-grave\/\"><em>Il lago Rubino a secco nel luglio 2024<\/em><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2025\/03\/sicilia-crisi-idrica-acqua-dispersione\/\"><strong>Buco nell\u2019acqua. Perch\u00e9 in Sicilia ci sar\u00e0 una crisi idrica anche se ha piovuto per mesi<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/author\/giacomo-di-girolamo\/\">Giacomo\u00a0Di Girolamo<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Dopo commissari, fondi straordinari e promesse istituzionali, la Regione si trova ancora impreparata. I dissalatori sono in ritardo e la rete sotterranea perde il quarantadue per cento del flusso<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Conservate questo articolo con cura. Salvatelo tra i preferiti oppure stampatelo e ripiegatelo per bene. Lo tireremo fuori a luglio, forse anche prima, quando dappertutto campeggeranno i titoloni sulla Sicilia al collasso per la mancanza d\u2019acqua. Nonostante la pioggia. Nonostante gli annunci. Nonostante i \u00abmai pi\u00f9\u00bb. Nonostante il commissario per l\u2019emergenza. Nonostante le buone intenzioni. Nonostante i tavoli tecnici. Nonostante i dissalatori. Nonostante sia passato un anno di decreti, bandi, poteri speciali. E invece marzo sta finendo, l\u2019estate si avvicina \u2013 se non bastano gi\u00e0 oltre venti gradi di media di temperatura delle ultime giornate sull\u2019Isola \u2013 e sul fronte della siccit\u00e0, la Sicilia \u00e8 messa come prima. Anzi, peggio.<\/p>\n<p>Mette le mani avanti anche <strong>il Commissario straordinario nazionale per l\u2019emergenza idrica, Nicola Dell\u2019Acqua, che senza mezzi termini parla di una situazione peggiore rispetto all\u2019anno scorso<\/strong>: \u00abLa prossima estate sar\u00e0 particolarmente dura\u00bb. E pensare che non sono mancati investimenti e annunci, in questi mesi, a cominciare da quelli per tre dissalatori, pi\u00f9 due \u00abmobili\u00bb, con l\u2019obiettivo dichiarato dal presidente della Regione, Renato Schifani, di \u00absconfiggere la siccit\u00e0\u00bb alla modica cifra di duecentonovanta milioni di euro. La Lega, invece, esalta il lavoro del ministro e leader Matteo Salvini, che ha destinato novantaquattro milioni di euro per \u00absei opere strategiche che risolveranno in gran parte l\u2019emergenza\u00bb, dice una nota del Carroccio siciliano. Sempre Renato Schifani, qualche giorno fa, commentando la pioggia abbondante di questo inverno, si era detto \u00abfiducioso\u00bb su un\u2019estate non all\u2019asciutto.<\/p>\n<p>All\u2019ottimismo del governo siciliano e della sua maggioranza fa da contraltare per\u00f2 quanto emerge dai dati degli uffici tecnici della Regione. L\u2019Autorit\u00e0 di Bacino della Regione Sicilia ha dipinto <strong>un quadro in cui si sfiora il collasso<\/strong>, con appena centoquarantadue milioni di metri cubi d\u2019acqua disponibili nei principali invasi \u00aba uso promiscuo\u00bb, cio\u00e8 sia per l\u2019agricoltura che per l\u2019uso potabile. Il volume effettivamente utilizzabile, al netto di fanghi, perdite e mancanza di infrastrutture, scende addirittura sotto i cento milioni. Si va dal meno ventuno per cento al meno quarantasette per cento rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Una situazione che, se confermata dai dati aggiornati previsti per fine mese, rappresenterebbe un rischio concreto per l\u2019approvvigionamento idrico potabile e agricolo dell\u2019intera Isola.<\/p>\n<p>Il tutto con i dati resi noti dal rapporto di Cittadinanzattiva sul servizio idrico integrato, in occasione della Giornata mondiale dell\u2019acqua, lo scorso 26 marzo. La spesa media sostenuta dalle famiglie in Sicilia per le bollette dell\u2019acqua \u00e8 di quatrocentottantanove euro: <strong>la dispersione idrica \u00e8 del quarantadue per cento<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>In molti Comuni l\u2019acqua \u00e8 gi\u00e0 razionata.<\/strong> <strong>E siamo ancora nel periodo di bassa stagione<\/strong>, per quanto riguarda il turismo, con la Sicilia che verr\u00e0 presa d\u2019assalto per le vacanze e il lungo ponte tra Pasqua e il Primo Maggio e con Agrigento, Capitale italiana della cultura 2025 (senza pace, si \u00e8 appena dimesso il direttore della Fondazione, Roberto Albergoni, l\u2019uomo che ha materialmente scritto il dossier vincitore), che, secondo le previsioni, dovrebbe triplicare il numero di presenze. Ma con quale acqua, se gi\u00e0 l\u2019anno scorso facevano il giro del web le immagini dei B&amp;B di lusso con i bidoni dell\u2019acqua all\u2019ingresso per i visitatori e le istruzioni in tre lingue su come \u00ablavarsi a pezzi\u00bb?<\/p>\n<p>La <strong>Diga Garcia<\/strong>, che disseta decine di Comuni di tre province, Palermo, Agrigento e Trapani, \u00e8 <strong>a livelli bassissimi<\/strong>, e Siciliacque, la societ\u00e0 che gestisce la rete idrica, ha dovuto avviare le prime riduzioni.\u00a0<strong>Le altre dighe continuano ad avere il solito problema: non essendo mai state collaudate, anche se piove, devono essere in parte svuotate, sversando l\u2019acqua al mare, per ragioni di sicurezza. Uno spreco inaccettabile, che ha visto gli agricoltori sul piede di guerra.<\/strong> Adesso il Ministero delle Infrastrutture ha \u00abconcesso\u00bb, dopo le proteste degli ultimi giorni, di alzare di due metri il livello della Diga Rubino, vicino Trapani, che ha una serie di problemi strutturali mai risolti. Una goccia nel deserto. Per le associazioni di categoria il livello si potrebbe alzare di altri quattro metri. L\u2019acqua in eccesso viene sversata, mentre i campi restano all\u2019asciutto.<\/p>\n<p>Ma <strong>tutte le dighe in Sicilia occidentale sono da tempo il simbolo di un sistema idrico allo sbando, fatto di ritardi, di negligenze<\/strong>. La situazione pi\u00f9 paradossale\u00a0<a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2025\/01\/diga-sicilia-crisi\/\">\u00e8 quella della diga Trinit\u00e0<\/a>, altro grande invaso a scopo irriguo in provincia di Trapani, svuotato per ordine del Ministero delle Infrastrutture a causa delle condizioni del fronte diga che non ne garantiscono la tenuta soprattutto in caso di sisma. Centomila metri cubi di acqua al giorno sversati in mare. Fino a scoprire, solo lo scorso 10 marzo, che in effetti, dopo le verifiche della Protezione Civile \u2013 che nessuno aveva mai fatto \u2013 la diga non deve essere svuotata per forza, come avviene ogni anno da mezzo secolo. E quindi si pu\u00f2 tenere l\u2019acqua fino a sessantadue metri di altezza, cio\u00e8 2,5 milioni di metri cubi.<\/p>\n<p>Tutte le dighe siciliane hanno bisogno di manutenzione. <strong>Su quarantasette invasi ben ventisei sono fuori esercizio o in esercizio con limitazioni o, ancora, in attesa di collaudo e quindi limitati.<\/strong> Moltissimi di questi invasi limitati sono a scopo irriguo e sarebbero quelli destinati a garantire la disponibilit\u00e0 della risorsa per il comparto agricolo e zootecnico, tant\u2019\u00e8 che proprio in questi anni alla Regione Siciliana sono stati assegnati dei fondi mirati proprio alla gestione delle dighe. La gran parte di questi fondi \u00e8 stata, per\u00f2, dirottata verso la ripresa dei lavori della <strong>diga di Pietrarossa<\/strong>, altra opera incompiuta.<\/p>\n<p>Di pi\u00f9, la diga di Pietrarossa \u00e8 proprio l\u2019emblema dei limiti della burocrazia e della politica siciliana. Si trova in provincia di Enna. Era il <strong>1956<\/strong>: Anna Magnani vinceva l\u2019Oscar, prima italiana della storia, a Marcinelle, in Belgio, centotrentasei italiani morivano in un incidente in miniera. <strong>In Sicilia si affrontava l\u2019emergenza siccit\u00e0, e si approvava la prima proposta per costruire questa grande diga, definita \u00abopera strategica\u00bb<\/strong>. <strong>Nel 2025 se ne attende ancora la realizzazione. Alla faccia della strategia.<\/strong><\/p>\n<p>Breve riepilogo: il progetto esecutivo \u00e8 del 1983, il finanziamento di centoquarantacinque miliardi di lire, con la cara Cassa del Mezzogiorno, \u00e8 del 1988. Lavori appaltati e interrotti nel 1993 per una frana. Poi, per errori di costruzione, tutto venne bloccato. Fino al 1997, con altri quarantatr\u00e9 miliardi.\u00a0Poi il cantiere \u00e8 stato sequestrato. I lavori erano completi al novantacinque per cento.\u00a0Poi la diga \u00e8 stata abbandonata.\u00a0Poi nel 2011 \u00e8 stata prevista la demolizione.\u00a0Poi nel 2017 \u00e8 stato deliberato il riavvio dei lavori.\u00a0Poi nel 2022 l\u2019opera \u00e8 stata inserita nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e i lavori dovevano terminare nel 2025. Non sono mai iniziati.<\/p>\n<p><strong>La realizzazione della diga, in questi sessanta e passa anni, \u00e8 stata annunciata una decina di volte. L\u2019ultima dall\u2019ex governatore, oggi ministro della Repubblica, Nello Musumeci, nel 2019<\/strong>: \u00abProcediamo a tappe forzate per completare l\u2019impianto\u00bb. <strong>Solo nel 2022, per\u00f2, l\u2019opera va in gara: ottanta milioni di euro. Tra espropri, ricorsi, commissari ad acta, controricorsi, ritrovamenti archeologici, aumento dei prezzi, non si muove nulla<\/strong>.\u00a0L\u2019unica speranza, allora, \u00e8 puntare gli occhi al cielo e, come nelle canzoni di Fabio Concato, sperare che piova.[\/vc_column_text][vc_separator][vc_single_image image=&#8221;93134&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In molti Comuni l\u2019acqua \u00e8 gi\u00e0 razionata. E siamo ancora nel periodo di bassa stagione, per quanto riguarda il turismo, con la Sicilia che verr\u00e0 presa d\u2019assalto per le vacanze e il lungo ponte tra Pasqua e il Primo Maggio e con Agrigento, Capitale italiana della cultura 2025 &#8230; che, secondo le previsioni, dovrebbe triplicare il numero di presenze. 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