{"id":98321,"date":"2025-11-07T08:06:13","date_gmt":"2025-11-07T07:06:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/?p=98321"},"modified":"2025-11-07T08:06:13","modified_gmt":"2025-11-07T07:06:13","slug":"presentazione-le-ossa-dei-caprotti-soroptimist-29-ottobre-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/presentazione-le-ossa-dei-caprotti-soroptimist-29-ottobre-2025\/","title":{"rendered":"Presentazione \u201cLe ossa dei Caprotti\u201d &#8211; Soroptimist, 29 ottobre 2025"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]Il 29 ottobre 2025, al Monza Sporting Club, ho partecipato a una serata organizzata dal\u00a0<strong>Soroptimist Club di Monza<\/strong>.<br \/>\nCon\u00a0<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/cera-una-volta-esselunga\/\"><strong>Sabrina Colantoni<\/strong>,<\/a> che ha moderato l\u2019incontro, abbiamo ripercorso insieme la mia esperienza professionale e umana: dagli anni in\u00a0<strong>Esselunga<\/strong>\u00a0alle sfide dell\u2019innovazione, fino all\u2019impegno attuale con la\u00a0<strong>Fondazione Guido Venosta<\/strong>. \u00c8 stata un\u2019occasione intensa e partecipata, per riflettere su impresa, valori e responsabilit\u00e0 sociale.<br \/>\nQui di seguito, la trascrizione integrale della conversazione.<\/p>\n<p><strong>Sabrina Colantoni:<\/strong><br \/>\nBuonasera, Dottor Caprotti. Questa sera abbiamo deciso di darci del \u201ctu\u201d. Sono un po\u2019 emozionata, lo ammetto, perch\u00e9 per me questo \u00e8 un momento speciale.<br \/>\nHo avuto il privilegio di lavorare con te e di vivere da vicino quell\u2019esperienza straordinaria. Quello che racconterai stasera l\u2019ho visto accadere.<br \/>\nAbbiamo anche alcuni ex colleghi di Esselunga tra il pubblico: Monica di Maggio, Fabio Tosi, Fabio Beller\u00e8.<\/p>\n<p>Vorrei cominciare condividendo la mia prima impressione quando entrai in Esselunga: da cliente non immaginavo cosa ci fosse dietro quei supermercati. Scoprii un\u2019organizzazione perfetta, curata in ogni dettaglio. Rimasi affascinata da quel mondo.<br \/>\nCapii che la grande distribuzione, se gestita con passione e rigore, pu\u00f2 diventare non solo un modello d\u2019impresa, ma anche un modello di vita.<br \/>\nDa qui partirei: dai tuoi inizi in azienda.<\/p>\n<p><strong>Quando sei entrato in Esselunga, dove hai visto le prime opportunit\u00e0 di cambiamento e innovazione?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giuseppe Caprotti:<\/strong><br \/>\nGrazie a tutti per essere qui, \u00e8 un vero piacere.<br \/>\nCome racconto nel mio libro \u201cLe ossa dei Caprotti\u201d, l\u2019ingresso in Esselunga non fu semplice. Lavorai due anni in azienda, poi trascorsi due anni in America. <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/il-localismo-toscano-di-esselunga\/\">Nel 1990 tornai in Italia per occuparmi della filiale fiorentina.<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/il-localismo-toscano-di-esselunga\/\">E l\u00ec scoprii una cosa curiosa: esisteva una sorta di \u201ccentralismo non democratico\u201d. I toscani non mangiavano i prodotti lombardi, ma la Lombardia imponeva i propri.<\/a><br \/>\nIl mio primo atto \u201crivoluzionario\u201d fu dire:\u00a0<em>\u00abDiamo ai clienti ci\u00f2 che vogliono.\u00bb<\/em><br \/>\nNon la mostarda di Cremona o la bisciola valtellinese, ma prodotti coerenti con il territorio.<\/p>\n<p>A Firenze, ad esempio, i formaggi francesi non interessavano a nessuno. Da l\u00ec nacque l\u2019idea di passare da un modello centralizzato a uno decentralizzato.<br \/>\nQuesto approccio si estese poi ad altre regioni, Piemonte ed Emilia-Romagna e rappresent\u00f2 una vera rivoluzione.<br \/>\nLa seconda riguard\u00f2 la gestione degli scaffali, introdotta con una contabilit\u00e0 industriale precisa.<br \/>\nPer la prima volta si poteva sapere esattamente quali prodotti generavano profitto e quali causavano perdite. Prima, non era cos\u00ec chiaro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sabrina Colantoni:<\/strong><br \/>\nNegli anni hai promosso: il biologico, il Naturama, il non food, l\u2019e-commerce, la Fidaty\u2026 tutti con grande impatto.<strong> Secondo te, quale progetto ha inciso di pi\u00f9 sull\u2019identit\u00e0 e sullo sviluppo di Esselunga?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giuseppe Caprotti:<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/esselunga-nella-centrale-esd-italia-punto-4-il-metodo-e-i-risultati-nel-ricordo-di-sergio-pelassa\/\">Direi la creazione della <strong>centrale d\u2019acquisti ESD<\/strong><\/a><strong>, collegata proprio alla contabilit\u00e0 industriale. Gestiva acquisti per circa quattro miliardi di euro<\/strong>: fu un passo decisivo, che ci permise di negoziare da pari a pari con i fornitori. Prima di allora, paradossalmente, alcuni distributori ottenevano prezzi migliori di noi. Con\u00a0ESD\u00a0invertimmo la tendenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sabrina Colantoni:<\/strong><br \/>\n<strong>Negli anni Ottanta hai introdotto anche iniziative sociali come il Banco Alimentare e <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/storia-i-valori-nei-fatti-la-responsabilita-sociale-esselunga\/\">il Bilancio Sociale,<\/a> quando ancora non si parlava di responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa.<br \/>\nDa dove nasceva questa attenzione alle persone?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giuseppe Caprotti:<\/strong><br \/>\nDalle mie radici cattoliche e dagli scout, dove ho imparato lo spirito di servizio. Un film che mi colp\u00ec molto fu\u00a0<em>Fratello Sole, Sorella Luna<\/em> di Zeffirelli. Quel messaggio di semplicit\u00e0 e solidariet\u00e0 mi rimase dentro. C\u2019\u00e8 sempre stato in me un approccio sociale, unito a una visione del futuro: gi\u00e0 allora cercavo di capire cosa avrebbero chiesto i consumatori negli anni a venire. Ho sempre creduto che la storia insegni a guardare avanti. Ho studiato sociologia, mi ha appassionato: passo le giornate a osservare come cambiano i consumi, i gusti, i comportamenti. \u00c8 quasi un hobby, ma \u00e8 anche la base di ogni scelta aziendale. Capire dove si muove la societ\u00e0 \u00e8 la chiave per innovare.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sabrina Colantoni:<\/strong><br \/>\nOggi si parla molto di \u201cpeople\u201d, trasformazione, innovazione. Tu hai sempre avuto una grande attenzione per i collaboratori. <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/libro\/dallio-al-noi-le-risorse-umane\/\"><strong>Che stile di leadership adottavi per promuovere il cambiamento?<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>Giuseppe Caprotti:<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/usa-perche-publix-e-un-fenomeno-unico-al-mondo\/\">Il mio modello era\u00a0<em>Publix<\/em>, una catena americana della Florida in cui i dipendenti sono anche azionisti.<\/a> Cassiere, macellai, magazzinieri\u2026 tutti partecipano al capitale. Questo genera appartenenza. Publix \u00e8 sempre tra le aziende con il pi\u00f9 alto livello di benessere dei lavoratori. \u00c8 stata la mia \u201cstella polare\u201d.Anche Walmart coinvolge molto i collaboratori: appena entri in negozio, vedi il valore delle azioni esposto. In Europa questo spirito \u00e8 raro, ma ho cercato di portarlo in Esselunga.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sabrina Colantoni:<\/strong><br \/>\n<strong>Nel tuo libro parli delle origini della famiglia Caprotti, che partono dal tessile. Come avvenne il passaggio ai supermercati?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giuseppe Caprotti:<\/strong><br \/>\nS\u00ec, la nostra storia familiare affonda le radici nel tessile. <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/libro\/peppino-e-marianne-caprotti-gli-zii-damerica-e-il-piano-marshall\/\">Dopo la guerra, i miei nonni ottennero accesso ai fondi del Piano Marshall grazie ai contatti della nonna, che era francese e aveva parenti negli Stati Uniti.<\/a> Fu un momento decisivo: quei fondi permisero alla famiglia di sviluppare l\u2019attivit\u00e0 industriale. Poi, negli anni Quaranta e Cinquanta, arriv\u00f2 l\u2019ispirazione americana. <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/libro\/nelson-rockefeller-con-la-ibec-il-supermercato-esce-dallamerica-e-va-in-italia\/\">Nel 1947, Nelson Rockefeller fond\u00f2 una catena di supermercati in Venezuela e, poco dopo, in Europa.<\/a> In quel periodo, gli americani cercavano partner locali: il 51% era di capitale americano, il 49% italiano. Da quella collaborazione nacque il primo progetto che avrebbe poi portato, anni dopo, alla nascita di Esselunga.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sabrina Colantoni:<\/strong><br \/>\n<strong>E tuo padre, come si inser\u00ec in questo percorso? Quali erano, i punti di forza del tuo approccio rispetto a quello di Bernardo Caprotti? Quanto i due approcci si sono integrati e sono stati complementari nello sviluppo di Esselunga?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giuseppe Caprotti:<\/strong><br \/>\nMio padre si appassion\u00f2 subito alla grande distribuzione. La complementariet\u00e0 tra noi due \u00e8 durata fino ai primi anni 2000, anche se con molti contrasti. <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/dai-supermercati-ai-superstore-esselunga-parte-1-gli-inizi-metodo\/\">Fummo tra i primi a introdurre il concetto di\u00a0<strong>Superstore<\/strong>, ispirato ai modelli americani che avevo visto a Chicago.<\/a> Poi, per\u00f2, i tempi cambiarono. Io sostenevo che bisognasse ridurre le superfici e tornare nei centri citt\u00e0, perch\u00e9 le famiglie erano pi\u00f9 piccole e il mercato stava cambiando. Mio padre non era d\u2019accordo.In realt\u00e0, non eravamo pi\u00f9 d\u2019accordo su quasi nulla, se non sui Superstore iniziali.<br \/>\nIl vero nodo era la visione: io credevo nel modello \u201cPublix\u201d, in un\u2019azienda partecipata e collaborativa, lui invece aveva un\u2019impostazione \u201cio sono\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sabrina Colantoni:<\/strong><br \/>\nInfatti, dopo gli anni di successi in azienda, arriv\u00f2 un periodo difficile, segnato anche da <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/stalking-in-le-ossa-dei-caprotti-le-vicende-penali-durate-dal-2004-al-2019\/\">vicende giudiziarie<\/a> e da un <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/cronaca-di-una-campagna-di-stampa-diffamatoria-e-persecutoria\/\">grave danno reputazionale dovuto ai rapporti con tuo padre.<\/a><br \/>\n<strong>Come sei riuscito a superare tutto questo e a rimetterti in gioco?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giuseppe Caprotti:<\/strong><br \/>\n\u00c8 stato un periodo molto complicato. Io lo chiamo il mio \u201clockdown\u201d, ma non \u00e8 durato due anni: \u00e8 durato sedici. Ci sono stati momenti duri \u2014 minacce, aggressioni, persino incendi e inseguimenti. \u00c8 stato devastante, non solo professionalmente ma anche umanamente. Solo grazie alla mia ex moglie [Laura Falchi], che \u00e8 stata un punto fermo incredibile, sono riuscito a reggere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sabrina Colantoni:<\/strong><br \/>\nE dopo tutto questo, sei riuscito a reinventarti.<br \/>\nOggi sei presidente della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fondazioneguidovenosta.org\/\"><strong>Fondazione Guido Venosta<\/strong>,<\/a> un\u2019organizzazione nata per promuovere la formazione giovanile la solidariet\u00e0 e la cultura.<br \/>\n<strong>Ci racconti com\u2019\u00e8 nata questa scelta e di cosa si occupa la Fondazione Guido Venosta?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giuseppe Caprotti:<\/strong><br \/>\nLa fondazione nasce proprio dal desiderio di dare continuit\u00e0 a quei valori di solidariet\u00e0 e cultura che avevo gi\u00e0 coltivato in Esselunga. \u00c8 un ritorno alle origini, ma in un ambito diverso.<br \/>\nCi occupiamo di progetti sociali, ambientali e culturali, con un\u2019attenzione particolare ai giovani. Uno dei progetti pi\u00f9 belli, anche se rallentato dalla burocrazia, riguarda la\u00a0<strong>riforestazione di 25 ettari di terreno<\/strong> che ho dato in comodato alla fondazione. Vorremmo creare un bosco, un polmone verde, un progetto ambientale di lungo respiro. Abbiamo anche collaborazioni con scuole e associazioni, come\u00a0<em>Spazio Aperto Servizi<\/em>\u00a0e il\u00a0<em>CSD di Monza<\/em>, per avvicinare i ragazzi a progetti concreti, non solo sport o videogiochi, ma esperienze formative vere. Nel terzo settore, per\u00f2, non \u00e8 semplice. Io lo considero un lavoro manageriale a tutti gli effetti. Molti lo sottovalutano, ma serve metodo, competenza e seriet\u00e0, proprio come in un\u2019azienda. Una delle cose che mio padre apprezzava di me era il metodo. Anche lui, nel tessile, aveva imparato l\u2019importanza degli standard, e io ho portato quel principio nel mondo della distribuzione.<br \/>\nQuando introdussi la contabilit\u00e0 industriale, lui ne fu entusiasta: gli piaceva l\u2019idea che ogni decisione fosse supportata dai numeri .In questo, eravamo simili: entrambi credevamo nel metodo, anche se con approcci diversi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sabrina Colantoni:<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ora che abbiamo parlato della storia, dell\u2019impresa e dei valori, darei spazio al pubblico. C\u2019\u00e8 qualcuno che vuole fare una domanda?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Voce dal pubblico:<\/strong><\/p>\n<p>Buonasera. A me interessa molto il tema dell\u2019e-commerce. Lei \u00e8 stato un antesignano in questo campo.<\/p>\n<p><strong>Come dovrebbe confrontarsi oggi il retail con l\u2019e-commerce senza perdere la propria identit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giuseppe Caprotti:<\/strong><\/p>\n<p>Domanda complessa!<br \/>\nIl problema principale \u00e8 che in Italia abbiamo perso il treno del digitale. Il mercato \u00e8 ormai dominato dai grandi player, come Amazon. Noi in Esselunga avevamo iniziato presto: vendevamo libri online prima che lo facesse Jeff Bezos, ma non abbiamo insistito [la libreria online \u00e8 stata smontata da mio padre, dopo il 2004]. Oggi le aziende devono imparare a non \u201cdelegare il proprio destino\u201d a piattaforme esterne. Chi produce deve cercare di creare una propria piattaforma o almeno un canale diretto con il consumatore. Affidarsi completamente a marketplace come Amazon significa rinunciare a parte della propria identit\u00e0. Capisco che non sia facile per le piccole imprese, ma serve coraggio. Meglio investire nel proprio spazio digitale, anche con fatica, piuttosto che dipendere da chi pu\u00f2 cambiare le regole da un giorno all\u2019altro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Voce dal pubblico:<\/strong><br \/>\nComplimenti, Dottor Caprotti. Lei ha dimostrato una visione imprenditoriale molto avanti rispetto ai tempi, in particolare sul tema dell\u2019impatto ambientale.<br \/>\nVorrei chiederle: <strong>pu\u00f2 spiegarci cosa pensa del cosiddetto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/greenwashing-lo-screening-dei-siti-web-rivela-che-la-meta-delle-affermazioni-ecologiche-e-priva-di-fondamento\/\"><em>greenwashing<\/em>\u00a0<\/a>e se, secondo lei, avr\u00e0 un impatto economico reale?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giuseppe Caprotti:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/greenwashing-lo-screening-dei-siti-web-rivela-che-la-meta-delle-affermazioni-ecologiche-e-priva-di-fondamento\/\">Il\u00a0<em>greenwashing<\/em> \u00e8 un problema enorme<\/a>. \u00c8 una pratica che mina la fiducia dei consumatori e rischia di allontanare le persone dai temi ambientali. Si ricollega molto al problema dell\u2019etichettatura e del falso made in italy. L\u2019Unione Europea ha emanato regole, ma sono spesso disattese. Il risultato \u00e8 che i prodotti \u201cpseudo-italiani\u201d o \u201cpseudo-ecologici\u201d riempiono i supermercati, ingannando i clienti e danneggiando chi lavora seriamente .Vi faccio un esempio: a Parigi ho trovato un olio \u201citaliano\u201d prodotto da un\u2019azienda con sede a Monte Carlo.<br \/>\nCapite che siamo al paradosso. Il problema \u00e8 l\u2019etichettatura: serve trasparenza e tracciabilit\u00e0 reale. Senza di esse, il mercato viene falsato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Voce dal pubblico:<\/strong><br \/>\nNoi siamo un gruppo impegnato in progetti ambientali sul territorio.<br \/>\n<strong>Ci piacerebbe lanciare nuove iniziative green e ci chiedevamo se potesse darci un consiglio<\/strong> <strong>pratico<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giuseppe Caprotti:<\/strong><\/p>\n<p>Serve un\u2019idea chiara, un luogo preciso e un obiettivo realistico. Nel mio caso, ho scelto di riforestare 25 ettari di terreno. \u00c8 un progetto difficile, perch\u00e9 la burocrazia italiana \u00e8 lenta, ma si pu\u00f2 fare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Voce dal pubblico:<\/strong><br \/>\nVorrei chiedere qualcosa di pi\u00f9 personale<strong>: c\u2019\u00e8 stato un momento nella carriera in cui ha pensato di fermarsi e come \u00e8 ripartito?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giuseppe Caprotti:<\/strong><\/p>\n<p>Io mi sono fermato per davvero. Durante quel lungo periodo difficile di cui abbiamo parlato prima, mi sono fermato completamente. \u00c8 stato un momento di silenzio, di isolamento. Ma poi, con la fine della vicenda giudiziaria e con il Covid, ho scelto di guardare avanti. Ho deciso di considerare la crisi del Covid come un\u2019occasione per aiutare. Da l\u00ec \u00e8 nata la mia rinascita personale e la mia attivit\u00e0 nella Fondazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Voce dal pubblico:<\/strong><\/p>\n<p>Secondo lei, <strong>i piccoli punti vendita nei centri urbani, \u00a0pu\u00f2 essere una soluzione per ridare vita alle citt\u00e0 e ai quartieri?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giuseppe Caprotti:<\/strong><\/p>\n<p>Purtroppo, credo che i centri urbani, almeno in parte, non si riprenderanno facilmente. Ci sono problemi strutturali: affitti troppo alti, difficolt\u00e0 per le piccole attivit\u00e0. Detto questo, il formato ridotto dei supermercati \u00e8 sicuramente una risposta utile. Noi lo avevamo gi\u00e0 sperimentato a suo tempo con<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/esselunga-sottocasa-piccoli-negozi-grandi-opportunita-perche-investire-nel-formato-di-prossimita\/\"> \u201cEsselunga sotto casa\u201d.<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Voce dal pubblico:<\/strong><\/p>\n<p>Se dovesse riassumere la sua visione imprenditoriale in una frase, quale sarebbe?<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Caprotti:<\/strong><\/p>\n<p>Direi: \u201cIn direzione ostinata e contraria.\u201d \u00c8 una citazione da Fabrizio De Andr\u00e9, ma rappresenta bene il mio modo di vedere l\u2019impresa. Se hai un\u2019idea in cui credi davvero, devi seguirla, anche se tutti ti dicono che non funzioner\u00e0. Cos\u00ec ho fatto con il biologico, con la contabilit\u00e0 industriale, con molti progetti. Serve convinzione, metodo e un pizzico di coraggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Voce dal pubblico:<\/strong><\/p>\n<p>A proposito del <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/le-ossa-dei-caprotti-la-storia-della-famiglia-che-ha-creato-il-mito-esselunga\/\">libro che ha pubblicato<\/a>, cosa l\u2019ha spinto a scriverlo?<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Caprotti:<\/strong><\/p>\n<p>Non sono uno scrittore, ma ho sempre scritto \u2014 per lavoro, per passione, per mettere ordine nei pensieri. Ho deciso di raccontare la mia storia per restituire verit\u00e0 e giustizia. Per anni si \u00e8 parlato molto di me, spesso in modo distorto. Nel libro ho voluto chiarire come sono andate davvero le cose, e soprattutto ricordare le radici familiari: una storia lunga 340 anni, che merita di essere conosciuta. Non \u00e8 solo un racconto personale, ma anche un tributo a chi mi ha preceduto. Vengo da una famiglia che ha lavorato sodo, nel tessile prima e nella distribuzione poi. Hanno costruito, innovato, rischiato. Io ho solo raccolto quell\u2019eredit\u00e0 cercando di portarla nel futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Voce dal pubblico:<\/strong><\/p>\n<p>Una domanda pi\u00f9 leggera per chiudere:<a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/la-nascita-del-marketing-in-esselunga-e-di-due-campagne-pubblicitarie-dellarmando-testa\/\"> la campagna di Armando Testa<\/a> \u00e8 rimasta iconica. Com\u2019\u00e8 nata e quale \u00e8 stato il suo impatto?<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Caprotti:<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, le campagne sono due. <a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/pubblicita-dell-armando-testa\/\">La prima \u00e8 quella con la frutta e la seconda on i personaggi,\u00a0 come ad esempio quella di John Lemon.<\/a> Nasceva da un\u2019idea di mia sorella Violetta di comunicare la qualit\u00e0. Mio padre era concentrato sui prezzi \u2014 giustamente \u2014 ma io e mia sorella pensavamo che fosse importante valorizzare anche la qualit\u00e0 e l\u2019identit\u00e0 del marchio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sabrina Colantoni:<\/strong><br \/>\nGrazie, Giuseppe, per aver condiviso con noi la tua storia, con sincerit\u00e0 e passione.<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Caprotti:<\/strong><br \/>\nGrazie a voi. \u00c8 stato un piacere essere qui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sabrina Colantoni:<\/strong><br \/>\n<strong>Per chi volesse approfondire: il sito ufficiale \u00e8<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/\"><strong>giuseppecaprotti.it<\/strong><\/a><strong>\u00a0<\/strong><strong>e il libro<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><em><strong>\u201cLe Ossa dei Caprotti\u201d<\/strong><\/em><strong>. <\/strong>Buona serata a tutti![\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column]<style type=\"text\/css\" 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Durante quel lungo periodo difficile di cui abbiamo parlato prima, mi sono fermato completamente. \u00c8 stato un momento di silenzio, di isolamento. Ma poi, con la fine della vicenda giudiziaria e con il Covid, ho scelto di guardare avanti. Ho deciso di considerare la crisi del Covid come un\u2019occasione per aiutare. Da l\u00ec \u00e8 nata la mia rinascita personale e la mia attivit\u00e0 nella Fondazione Guido Venosta<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":98323,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[275,95,270,212],"tags":[187,49,285,204,252,196,88,185,48,267,280,273,132,146,91,51,71],"class_list":["post-98321","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-presentazioni","category-storia-caprotti-venosta","category-storia-del-cibo-e-della-distribuzione","category-storia-di-esselunga","tag-amazon","tag-armando-testa","tag-bernardo-caprotti","tag-biologico","tag-coronavirus","tag-e-commerce","tag-esd-italia","tag-esselunga","tag-fidaty","tag-fondazione-guido-venosta","tag-giuseppe-caprotti","tag-le-ossa-dei-caprotti","tag-localismo","tag-marketing","tag-non-food","tag-superstore","tag-wal-mart","category-275","category-95","category-270","category-212","description-off"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/98321","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/55"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=98321"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/98321\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":98342,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/98321\/revisions\/98342"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/98323"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=98321"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=98321"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppecaprotti.it\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=98321"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}