Redatto il 19 novembre 2022, aggiornato il 29 gennaio 2024. Cover : Museo Storico Navale della Marina Militare

Sulla Decima Mas, ultimamente, si sono sentite polemiche a non finire.

Il nome MAS, all’origine significava motoscafo-anti-sommergibile.

Gabriele D’Annunzio vi aggiunse il motto Memento Audere Semper, ovvero “ricordarsi sempre di osare”.

Con il MAS 96, infatti, il poeta soldato aveva “osato l’inosabile” rendendosi protagonista, insieme a Costanzo Ciano e Luigi Rizzo, dell’impresa ricordata come la “Beffa di Buccari”, un raid militare portato a termine nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 1918, alla fine della prima guerra mondiale.

Il MAS 96, utilizzato da D’Annunzio, si trova al Vittoriale.

Nel 1939 venne creata la Prima Flottiglia MAS che nel 1941 venne trasformata in Decima Flottiglia MAS che, fino all’armistizio dell’8 settembre 1943, si distinse per atti eroici contro gli Alleati.

Il nuovo nome fu scelto in riferimento alla legione prediletta di Giulio Cesare, la Legio X Gemina. E il motto “Memento audere semper” venne modificato in : “Per il Re e per la bandiera”.

Tutto si complicò con l’avvento della Repubblica sociale italiana : una parte della flottiglia , la Mariassalto, fece la guerra al fianco degli Alleati, mentre il Corpo d’assalto della Marina militare al comando del principe Junio Valerio Borghese, la X flottiglia Mas, a metà settembre , negozia con i tedeschi la prosecuzione della guerra contro gli anglo – americani, con divisa e bandiera italiana” (fonte Mimmo Franzinelli, RSI, la Repubblica del Duce).

Il suo battaglione Lupo, addestrato dagli istruttori tedeschi della “Herman Goering” si batte con la 16a Panzer – Grenadier Divison Reichsfuhrer SS contro i partigiani, in Toscana (fonte : op cit.)  per dire solo una delle tante vicende che videro coinvolta la Decima e/o il suo capo .

Sotto : Junio Valerio Borghese con la croce di ferro della Germania nazista.

Alla Storia e alle polemiche attuali  si aggiunge il fatto che la Marina Militare ignori sul suo sito la partecipazione della X Mas ai combattimenti dei nazi- fascisti.

Si tratta di un fatto inaccettabile perchè  la Storia non può essere scritta a metà.

Sarebbe un pò come dire che gli Alpini, durante la seconda guerra mondiale, nell’operazione Barbarossa , andarono in Russia  ma omettere la disastrosa ritirata, a cui partecipò anche il fratello di mio nonno, Giorgio Venosta.

La Marina Militare da un pessimo segnale perchè non vuole affrontare la realtà della Storia, dopo l’8 settembre 1943.

Tra l’altro tutto ciò mi sembra profondamente irrispettoso anche nei confronti di chi, in buona fede, perse la vita in quegli anni (1943 – 1945).

La Marina , inoltre, lo fa , pagando questa comunicazione con i soldi delle nostre tasse.

Affrontare i capitoli più bui della Storia d’Italia può aiutare a smorzare le polemiche e anche a pacificare questo Paese, dilaniato politicamente, dalla seconda guerra mondiale in poi, tra due poli estremi.

Gli Alpini, nella seconda guerra mondiale,  hanno avuto una storia più “lineare”  e facile da affrontare di quella della Decima ma se fossi la Marina Militare cercherei di prendere esempio da loro.

Il coraggio vale in tempo di guerra ma deve valere anche in tempo di pace.

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