L’ho scritto su Il Foglio, a proposito dei dazi e di Walmart: “Lo scenario di medio termine somiglia molto a quello già visto con la Brexit: dal 2016 la sterlina ha perso il 12 per cento rispetto all’euro e l’inflazione in Gran Bretagna è risultata più alta del 9 per cento rispetto alla media dell’Eurozona“.
L’inflazione in Gran Bretagna, con la Brexit, ha preso una brutta piega. Oppure se si vuole guardarla in un altro modo l’Unione Europea ha dato più stabilità ai prezzi (e quindi ai redditi) dei suoi paesi aderenti.

Ma la Brexit – e la politica allineata a quella degli USA – hanno permesso lo sviluppo di start- up innovative che alla UE mancano :
… È questa infatti la seconda visita di Stato per Trump in Gran Bretagna, dopo quella del 2018: un onore senza precedenti, concesso come regalo per aver tenuto al minimo i dazi su Londra.
Giovedì il presidente andrà a incontrare il primo ministro Keir Starmer nella residenza dei Chequers: lì saranno annunciati importanti accordi tecnologici su Intelligenza Artificiale e computer quantistici, che si accompagnano a intese già svelate sul nucleare. È questo il nocciolo della visita, per i britannici: al seguito di Trump ci sono Sam Altman di OpenAI e Jensen Huang di Nvidia, con gli americani che portano in dote due miliardi di investimenti nel tech [nella realtà sono molti di più, vedi sotto] e un miliardo e mezzo nel settore finanziario, con in campo nomi come Blackrock, Bank of America e Citi.
Grazie alla Brexit, la Gran Bretagna è uscita dall’orbita regolativa della Ue e così ora è in grado di mettersi nella scia della rivoluzione tecnologica americana, proponendosi come hub dell’high tech. Ma il momento di massimo rischio sarà la conferenza stampa finale, quando i giornalisti sicuramente solleveranno il caso Epstein: e qui l’eventuale ira di Trump potrebbe finire per guastare la festa.
Ma se tutto va bene, sarà il capolavoro diplomatico di Starmer, che è riuscito a stringere un improbabile quanto cordiale rapporto personale con Trump. Tanto disastroso sul piano interno quanto abile sul piano internazionale, Starmer ha fatto della Gran Bretagna post-Brexit uno snodo cruciale, che si parli di sicurezza europea o di nuove frontiere tecnologiche. E Trump arriva a suggellarlo.
Come fotografa bene il Corriere Economia sotto: “il nodo è l’assenza di attrattiva dell’UE, divisa su capitali e ricerca”.
Che aggiunge, parlando del più grande produttore industriale europeo (la Germania), le parole sono dell’economista Sandro Trento :
… “ i tedeschi hanno un sistema bancario che non è adatto a favorire la nascita di unicorni [start-up detenute da privati, non quotate in Borsa e valutate un miliardo di $] che invece hanno bisogno di un’altra cultura dello sviluppo imprenditoriale. E sicuramente non della logica prudenziale applicata dagli istituti di credito tradizionali e invece pane quotidiano dei fondi indipendenti”.
E’ evidente che, in scala, le considerazioni che si possono fare per i tedeschi valgono per la seconda manifattura d’Europa, l’Italia. Che presenta, a detta di Trento, gli stessi cromosomi. A cominciare dal sistema bancario.

Di seguito un articolo sul divario crescente dell’economia europea rispetto al resto del mondo (Corriere Economia del 22 settembre 2025).
Pubblicato il 17 settembre, aggiornato il 30 settembre 2025


