Gli inuit sono la popolazione indigena delle coste artiche che vanno dalla Groenlandia all’Alaska, al Canada e alla Siberia. Insieme agli Yupik sono noti anche come eschimesi.
Ad oggi sono 120’000 in tutto il mondo, di cui 52’000 nella sola Groenlandia.
Vivono ancora principalmente di caccia e di pesca…
oggi gli inuit soffrono a causa del cambiamento climatico e dei mutamenti economico sociali che mettono in difficoltà la loro cultura aumentando così i tassi di alcolismo e di suicidio.
L’articolo di Repubblica da leggere è questo: L’ultima caccia degli inuit “Aiuto , la Groenlandia si scioglie”, dedicato ai tanti che non credono al cambiamento climatico in atto.
Ne riporto alcuni brani per chi non fosse abbonato:
… Ma per capire davvero gli effetti del cambiamento climatico… un team di ricercatori è tornato lassù ad ascoltare le testimonianze dirette di chi sopravvive in un territorio ricoperto per l’83% da ghiacci.
Per farlo, i ricercatori del Greenland Institute of Natural Resources,che hanno pubblicato lo studio su Frontiers in Marine Science, sono andati a parlare con 25 cacciatori… Con un metodo scientifico di 55 domande hanno chiesto agli inuit cos fosse realmente mutato in questi ultimi 15 anni.
“C’è sempre meno ghiaccio … e quello che resta è pericoloso e instabile. fa più caldo, il tempo è imprevedibile. Le stagioni di caccia iniziano dopo e molti di noi non possono più usare le slitte per raggiungere i territori, ma solo le barche…”
Lì, dove gli orsi si iniziano a cacciare anche a 11 anni, quell’animale è una fonte di sostentamento primaria: come foche e narvali, la carne dell’orso serve per sopravvivere. Lo si mangia, si vendono le pelli (fino a 3’000 dollari), gli artigli, il cranio. La caccia è regolata da quote, in media si fanno cinque spedizioni l’anno per catturarli, in una vita un singolo cacciatore ne uccide tra 10 e i 20. ma adesso anche l’orso sta cambiando.
“Paradossalmente, ce ne sono di più, per via delle quote- dicono gli inuit – ma son più aggressivi. affamati e magri, perché hanno meno cibo a disposizione. Devono spartirsi le foche, di cui ora mangiano anche le ossa”. A causa dei ghiacci sciolti sono spesso isolati sulla terra ferma e non riescono a predare come prima. “Vengono a cercare cibo vicino alle nostre case, con grossi rischi per noi”.
Prima gli inuit li cacciavano anche d’estate, ora con la perdita del ghiaccio marino bisogna aspettare l’inverno e usare comunque le barche. la totalità degli intervistati sostiene che è il surriscaldamento globale la causa della trasformazione delle loro abitudini. “Si inizia sempre più tardi a cacciarli. Per raggiungere gli orsi ho usato certe strade per tutta la vita- spiega un esperto cacciatore di 64 anni – ma adesso sono scomparse e forse non torneranno più”…
Questa tendenza è confermata da uno studio di Nature, riportato da Le Monde: fino la 2012 l’Antartico perdeva 76 miliardi di tonnellate di ghiaccio all’anno. Da quella datra in poi ne perde una media di 219. Ciò significa che i ghiacci fondono ad una velocità tre volte superiore (a cinque anni fa).
Sotto “l’igloo di zucchero” : una pubblicità di Esselunga del 1997. La genesi di queste due campagne è spiegata qui.
Questa pubblicità venne imitata dalla catena di fast food Pret à Manger, recentemente acquisita dal gruppo tedesco JAB e da me visitata a New York un mese fa.

